Nick Carter (fumetto)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nick Carter
cartone
Nickcarter gip.jpg
Patsy, Ten, e Nick Carter
Lingua orig. italiano
Autori Bonvi, Guido De Maria
1ª TV 14 settembre 1972
Genere comico
Nick Carter
fumetto
Lingua orig. italiano
Autori Bonvi, Guido De Maria
1ª edizione 1972
Genere comico
« Ebbene sì, maledetto Carter! Hai vinto anche stavolta! »
(Frase pronunciata da Stanislao Moulinsky a Nick Carter)

Nick Carter è un personaggio dei fumetti e dei cartone animati creato da Bonvi e Guido De Maria per la trasmissione televisiva Gulp! Fumetti in TV nel 1972[1][2] che nasce come parodia dell'omonimo detective letterario creato da John Russel Coryell nel 1886[2]. Nella versione a fumetti è apparso sulle pagine di molti periodici dell'epoca quali il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei ragazzi[2] e nel corso degli anni è apparso in numerose pubblicazioni e le sue storie sono state ristampate sia su riviste che su volumi antologici dedicati. Al personaggio sono state intitolate due pubblicazioni a fumetti nel 1976 e nel 1991[3]. Il fumetto è divenuto un classico e si trovano frequenti citazioni, riferimenti e omaggi al mondo di Nick Carter[3]. Famosi tormentoni della serie sono entrati nel lessico corrente[3].

Esordio in TV[modifica | modifica wikitesto]

Nick Carter nasce per la essere protagonista di una serie di cartoni animati trasmessi all'interno programma televisivo "Gulp! I fumetti in TV" prodotto dalla Rai nel 1972. In realtà più che cartoni animati sarebbe più corretto definirli semplicemente fumetti dato che l'animazione consisteva nella semplice riproduzione di vignette montate con opportuni accorgimenti e dissolvenze per dare l'idea del movimento[3]. L'episodio pilota che darà vita alla serie televisiva, Il mistero dei dieci dollari, viene realizzata da Bonvi nel 1969 e trasmesso nel 1972[3] e serve come provino per la Rai e viene realizzato nell'inverno tra il 1969 e il 1970 su richiesta di Giancarlo Governi, responsabile dei "Programmi Speciali"[senza fonte].

Il successo di Nick Carter è tale che nel 1977 all'interno del nuovo programma Supergulp! i vari cartoni animati sono presentati da Nick Carter e dai suoi aiutanti Patsy e Ten in versione a cartoni animati con le animazioni di Renato Berselli[1]. Il successo fu enorme e il programma continuò con diverse edizioni fino al 1981[1].

L'attore Carlo Romano termina la sua carriera di doppiaggio prestando la voce a Nick Carter, sostituito alla sua morte da Stefano Sibaldi e Giuseppe Rinaldi); Silvio Spaccesi doppiava Patsy e il fiorentino Giorgio Ariani doppiava il cinese Ten. Mauro Mattioli, imitando la voce di Amedeo Nazzari, doppiava l'acerrimo nemico di Carter, Stanislao Moulinsky, mentre lo stesso regista Guido De Maria dava la voce a Bartolomeo Pestalozzi di Pinerolo, l'allievo prediletto di Moulinsky[senza fonte].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo della trasmissione televisiva Guido de Maria e Bonvi ne realizzano una versione a fumetti che viene pubblicata sul varie testate come il Corriere dei Piccoli, il Corriere dei ragazzi, Attenti a quei due (Cenisio, 1975) e SuperGulp! (Mondadori, 1978), Eureka (Corno, 1975), Comix (Panini, 1992) e in alcuni numeri unici usciti come supplemento a testate quali Jonny Logan (Dardo, 1972), Maschera Nera (Corno, 1977), Superalbo (Dardo, 1972), TITI’ (Cenisio, 1975)[2]. Gli sono stati dedicati anche album di figurine della Panini[2].

Bonvi realizza oltre ottanta storie a fumetti pubblicate dal Corriere dei Ragazzi tra il 1972 e il 1975[3]. I disegni di alcune storie sono affidati da Bonvi a due suoi allievi, Clod (Claudio Onesti) e Silver che disegneranno anche alcuni episodi TV per Supergulp! con i testi di De Maria[3].

Nel 1972 e nel 1977 la Panini realizzo due album di figurine[2]. Nel 1976 venne realizzata una testata contenitore intitolata al personaggio edita dalla casa editrice Cenisio della quale escono cinque numeri contenente oltre a storie di Nick Carter anche le strisce di Sturmtruppen, storie di Milo Marat di Bonvi e Mario Gomboli, Cattivik realizzato da Silver ed Eligio di Clod[4]. Negli anni novanta ci fu un tentativo della casa editrice G. Vincent Edizioni che pubblicò una testata della quale escono sette numeri divisi in due serie da ottobre 1991 ad aprile 1992 e da febbraio 1993 ad agosto 1993 che ristampa le storie disegnate da Bonvi negli anni settanta e in appendice storie disegnate da Silver[5].

Trama e personaggi della serie[modifica | modifica wikitesto]

Nella New York degli anni quaranta Nick Carter è un investigatore privato molto basso con un berretto in stile Sherlock Holmes, un impermeabile in stile Humphrey Bogart e un papillon rosso a pois. Ha due spalle che fungono da aiutanti: Patsy, un gigante buono ma un po' tonto e Ten, un saggio giapponese Ten sempre pronto a sfornare massime in rima adatte all'occasione e che immancabilmente incominciano con "dice il saggio")[3]. Nascendo come parodia di una serie gialla investigativa ne segue anche i canoni classici con l'inevitabile finale dove il protagonista svela il mistero e smaschera il colpevole di turno che il più delle volte è Stanislao Moulinsky[6][7][8], sedicente barone spagnolo e capace di mascherarsi da qualsiasi cosa oppure il suo allievo prediletto Bartolomeo Pestalozzi da Pinerolo[3][8].

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il fumetto è divenuto un classico e si trovano frequenti citazioni, riferimenti e omaggi al mondo di Nick Carter. Famosi modi di dire del personaggio sono entrati nel lessico corrente[3].

Nella storia di Lupo Alberto "Lupo Carter - La formula" è una tipica storia in stile Nick Carter interpretata dai personaggi di Silver[3].

Alcune avventure caratterizzate da un taglio più politico incappano nelle maglie della censura. A esempio l'episodio "...Ottobre!" resterà a lungo inedito a causa del rifiuto della pubblicazione da parte del Corriere dei Ragazzi oppure l'episodio "All'Ovest niente di nuovo..." dove l'affermazione "...gli interessi del Capitale sono gli interessi della Patria!..." sarà trasformata in un più innocuo "...i nostri interessi sono gli interessi della Patria!..."[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c 1977-2007: 30 anni da Supergulp!, su www.nickcarter.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  2. ^ a b c d e f NICK CARTER 1886, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Nick Carter - Bonvi e De Maria per un fumetto di culto, su www.slumberland.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  4. ^ Nick Carter (1976), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  5. ^ Nick Carter (1991), su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  6. ^ Ebbene Sì, maledetto Carter!, su www.nickcarter.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  7. ^ Stanislao Moulinsky, su www.nickcarter.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  8. ^ a b Stanislao Moulinsky - Trasformistico avversario prediletto di Nick Carter, su www.slumberland.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]