Nick Carter (fumetto)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nick Carter
Lingua orig.Italiano
Autori
SessoMaschio

« Ebbene sì, maledetto Carter! Hai vinto anche stavolta! »

(Frase pronunciata da Stanislao Moulinsky a Nick Carter)

Nick Carter è un personaggio immaginario dei cartoni animati e dei fumetti creato da Bonvi e Guido De Maria per la trasmissione televisiva Gulp! Fumetti in TV nel 1972[1][2] che raggiunse un notevole successo negli anni settanta tanto da divenire il personaggio principale del programma che continuò con diverse edizioni fino al 1981.[1] Il successo lo portò a comparire nella versione a fumetti su molti periodici dell'epoca quali il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei ragazzi[2] e nel corso degli anni è apparso in numerose pubblicazioni e le storie a fumetti sono state ristampate sia su riviste che su volumi antologici. Al personaggio sono state intitolate due pubblicazioni a fumetti nel 1976 e nel 1991.[3] Il fumetto è divenuto un classico e si trovano frequenti citazioni, riferimenti e omaggi al personaggio e al suo mondo e famosi tormentoni della serie sono entrati nel lessico corrente.[3]

Genesi del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio nasce come parodia dell'omonimo detective letterario, Nick Carter creato da John Russel Coryell nel 1886[2] e per essere il protagonista di una serie di cartoni animati trasmessi all'interno programma televisivo "Gulp! I fumetti in TV" prodotto dalla Rai nel 1972. In realtà più che cartoni animati sarebbe più corretto definirli semplicemente fumetti dato che l'animazione consisteva nella semplice riproduzione di vignette montate con opportuni accorgimenti e dissolvenze per dare l'idea del movimento.[3] L'episodio pilota che darà vita alla serie televisiva, Il mistero dei dieci dollari, venne realizzata da Bonvi tra il 1969 e il 1970 su richiesta di Giancarlo Governi, responsabile dei "Programmi Speciali"[senza fonte] e trasmesso nel 1972 come provino per la Rai.[3]

Serie televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Nick Carter
cartone
Nickcarter gip.jpg
Patsy, Ten, e Nick Carter
Lingua orig.italiano
AutoreBonvi, Guido De Maria
1ª TV14 settembre 1972
Generecommedia
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: SuperGulp!.

Il programma esordì il 14 settembre 1972 su Rai 2 presentato da Cochi e Renato iniziando con un episodio del personaggio e prosegue per dodici puntate. Il successo del personaggio è tale che nel 1977, all'interno della nuova edizione del programma, i vari cartoni animati sono presentati dallo stesso Nick Carter e dai suoi aiutanti Patsy e Ten animati da Renato Berselli e, il positivo riscontro, fece continuare il programma con diverse edizioni fino al 1981.[1]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nick Carter
fumetto
Lingua orig.italiano
AutoreBonvi, Guido De Maria
1ª edizione1972
Generecommedia
Nick Carter
fumetto
Lingua orig.italiano
AutoreBonvi
EditoreEditrice Cenisio
1ª edizionemarzo 1976 – giugno 1977
Albi5 (completa)
Generecommedia, giallo
Nick Carter
fumetto
Lingua orig.italiano
AutoreBonvi, Silver
EditoreG. Vincent Edizioni
1ª edizioneottobre 1991 – agosto 1993
Albi7 (completa) divisi in due serie
Generecommedia, giallo

Dopo il successo della trasmissione televisiva Guido de Maria e Bonvi ne realizzano una versione a fumetti che viene pubblicata sul varie testate esordendo nel 1972 sul Corriere dei Piccoli e su altre come il Corriere dei ragazzi, Attenti a quei due (Cenisio, 1975) e SuperGulp! (Mondadori, 1978), Eureka (Corno, 1975), Comix (Panini, 1992) e in alcuni numeri unici usciti come supplemento a testate quali Jonny Logan (Dardo, 1972), Maschera Nera (Corno, 1977), Superalbo (Dardo, 1972), TITI’ (Cenisio, 1975).[2] Gli sono stati dedicati anche album di figurine della Panini.[2] Bonvi realizza oltre ottanta storie a fumetti pubblicate dal Corriere dei Ragazzi tra il 1972 e il 1975.[3] I disegni di alcune storie sono affidati da Bonvi a due suoi allievi, Clod (Claudio Onesti) e Silver, che disegneranno anche alcuni episodi televisivi per Supergulp! con i testi di De Maria[3].

Nel 1976 venne realizzata una testata contenitore intitolata al personaggio edita dalla casa editrice Cenisio della quale escono cinque numeri contenente oltre a storie di Nick Carter anche le strisce di Sturmtruppen, storie di Milo Marat di Bonvi e Mario Gomboli, Cattivik realizzato da Silver ed Eligio di Clod.[4] Negli anni novanta ci fu un tentativo della casa editrice G. Vincent Edizioni che pubblicò una testata per sette numeri divisi in due serie da ottobre 1991 ad aprile 1992 e da febbraio 1993 ad agosto 1993 che ristampa le storie disegnate da Bonvi negli anni settanta e in appendice quelle disegnate da Silver.[5]

Trama e personaggi della serie[modifica | modifica wikitesto]

Nella New York degli anni quaranta Nick Carter è un investigatore privato molto basso con un berretto in stile Sherlock Holmes, un impermeabile in stile Humphrey Bogart e un papillon rosso a pois. Ha due spalle che fungono da aiutanti: Patsy, un gigante buono ma un po' tonto e Ten, un saggio giapponese sempre pronto a sfornare massime in rima adatte all'occasione e che immancabilmente incominciano con "dice il saggio")[3]. Nascendo come parodia di una serie gialla investigativa ne segue anche i canoni classici con l'inevitabile finale dove il protagonista svela il mistero e smaschera il colpevole di turno che il più delle volte è Stanislao Moulinsky[6][7][8], capace di mascherarsi da qualsiasi cosa (ad esempio, da cassaforte, da cavallo o da dirigibile) oppure il suo allievo prediletto Bartolomeo Pestalozzi da Pinerolo (che sembra essere stato introdotto per scherzo da De Maria all'insaputa di Bonvi)[3][8]. La classica conclusione degli episodi ripeteva la formula «Non sei *** (nome o personaggio variabile a seconda dell'episodio), bensì Stanislao Moulinsky falso barone spagnolo, in uno dei suoi più riusciti travestimenti»[9], a cui Moulinsky replicava con «Ebbene sì, maledetto Carter! Hai vinto anche stavolta!»

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il fumetto è divenuto un classico e si trovano frequenti citazioni, riferimenti e omaggi al mondo di Nick Carter. Famosi modi di dire del personaggio sono entrati nel lessico corrente[3].

La storia di Lupo Alberto Lupo Carter - La formula è una tipica storia in stile Nick Carter interpretata dai personaggi di Silver[3].

Alcune avventure caratterizzate da un taglio più politico incappano nelle maglie della censura. Ad esempio l'episodio "...Ottobre!" resterà a lungo inedito a causa del rifiuto della pubblicazione da parte del Corriere dei Ragazzi oppure l'episodio "All'Ovest niente di nuovo..." dove l'affermazione "...gli interessi del Capitale sono gli interessi della Patria!..." sarà trasformata in un più innocuo "...i nostri interessi sono gli interessi della Patria!..."[3].

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c 1977-2007: 30 anni da Supergulp!, su nickcarter.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  2. ^ a b c d e f NICK CARTER 1886, su guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  3. ^ a b c d e f g h i j k Nick Carter - Bonvi e De Maria per un fumetto di culto, su slumberland.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  4. ^ Nick Carter (1976), su guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  5. ^ Nick Carter (1991), su guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  6. ^ Ebbene Sì, maledetto Carter!, su nickcarter.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  7. ^ Stanislao Moulinsky, su nickcarter.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  8. ^ a b Stanislao Moulinsky - Trasformistico avversario prediletto di Nick Carter, su slumberland.it. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  9. ^ Guido De Maria, Ebbene sı̀, maledetto Carter!: Supergulp! i fumetti in TV : la storia di Gulp! e Supergulp!, Salani, 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]