Sturmtruppen

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film del 1976 diretto da Salvatore Samperi, vedi Sturmtruppen (film).
Sturmtruppen
fumetto
Sturmtruppen.jpg
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Autore Bonvi
Testi Bonvi
1ª edizione 1968 – 1995

Sturmtruppen è un fumetto comico satirico italiano, ideato e disegnato da Bonvi. Pubblicato dal 1968 sotto forma di strisce giornaliere, tra il 1984 e il 1985 passò gradualmente al formato in tavole che mantenne fino alla fine della produzione nel 1995, dovuta alla scomparsa dell'autore.[1] Ambientato al fronte, il fumetto è una raffigurazione satirica della seconda guerra mondiale dal punto di vista delle truppe d'assalto tedesche, spesso condita da situazioni surreali. I personaggi, quasi tutti anonimi soldati o graduati, parlano un italiano storpiato da suffissi e suoni tipicamente tedeschi.[2][3]

È stato il primo fumetto italiano realizzato nel formato a strisce giornaliere e per molto tempo ha goduto di vasta popolarità non solo in Italia,[4][5] venendo pubblicato su un vasto numero di giornali, riviste e libri e tradotto in undici lingue diverse tra cui il russo, divenendo quindi il primo fumetto straniero mai pubblicato nell'allora Unione Sovietica.[6] Al fumetto si ispirano due omonimi lungometraggi del 1976[7][8] e del 1982[9].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Le strisce a fumetti debuttarono sul quotidiano Paese Sera il 2 ottobre 1968, quando il quotidiano romano aveva indetto un concorso per una striscia a fumetti italiana inedita.[6] Nel luglio 1969 la striscia si trasferì su L'Ora di Palermo[6], facendo anche brevi apparizioni nell'Almanacco della IV edizione del Salone dei Comics di Lucca nel novembre 1968[10] e sulla rivista di fumetti Off-Side dell'Editoriale Nova nell'aprile 1969 e nel corso degli anni compariranno su altri giornali e molti periodici come Segretissimo e la Gazzetta di Parma.[6] NEgli anni settanta viene pubblicata su riviste di fumetti come Eureka dell'Editoriale Corno dal 1972 al 1975 dove si interrompe per circa un anno e riprendere nel 1976 con la striscia n° 1350; lo stesso editorie pubblica anche sei volumetti monografici dedicate alle strisce nella collana Eureka Pocket e poi due volumi della collana Comics Cartoons e nel 1978 esordisce la collana Sturmtruppen Coloren seguito da Sturmtruppen Mese nel 1981[6] e da Il Meglio di Sturmtruppen (1983)[senza fonte]. Con il fallimento dell'Editoriale Corno nel 1984, la serie è ripresa nel 1985 dalla Re.Vi. con un nuovo mensile[6] e dal 1986 dalla Gene Vincent, che pubblica un albo a formato orizzontale, Sturmtruppen, pubblicato per 69 numeri fino al 1994 (gli ultimi sette pubblicati dalla Franco Cosimo Panini)[6][11].

La serie si è interrotta con la morte dell'autore nel 1995; l'ultima striscia è la n° 5865.[6][12] Dopo la morte dell'autore, Leo Ortolani e Clod (Claudio Onesti), realizzarono una nuova serie di strisce per il settimanale Il Giornalino.[6][12]

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

La gran parte delle strisce delle Sturmtruppen ha come protagonisti anonimi soldati chiamati con nomi tedeschi piuttosto comuni (Otto, Fritz, Franz e altri), talvolta accompagnati da un soprannome. Oltre a questi, vi è un certo numero di personaggi ricorrenti. Ecco i principali:

  • Sergenten: veterano dell'esercito, pienamente inserito nel sistema, di cui ha assorbito l'ossessione per la disciplina ma anche, spesso, gli atteggiamenti sadici. È una delle figure più perfide e sovente vessa i soldati, affibbiando loro missioni pericolosissime e talvolta suicide.[2]
  • Il fiero alleaten Galeazzo Musolesi: è l'unico personaggio ad avere un'identità precisa. Italiano di San Giovanni in Persiceto, col suo comportamento furbo e approfittatore rappresenta una parodia degli stereotipi sugli italiani in guerra. È a volte in conflitto con il giapponese, altro alleato dei tedeschi. Il suo nome, che richiama quelli di Benito Mussolini e Galeazzo Ciano, si deve a una burla che nel 1964 un gruppo di studenti di liceo amici di Bonvi fecero al preside della loro scuola, inviando al settimanale Oggi una lettera a firma di un fantomatico Galeazzo Musolesi, che affermava di essere stato compagno d'armi del preside durante la prima guerra mondiale e lo descriveva come un eroe, dicendo di averlo sentito leggere ad alta voce Dante sotto un furioso bombardamento per sollevare il morale delle truppe.[2][13][14]
  • Cuoken: cuoco del campo, fortemente criticato per l'infima qualità del rancio che serve, spesso composto da ingredienti immangiabili quali pneumatici, olio per motori, arti di cadaveri. In un'occasione il suo rancio prende addirittura vita.[2][15]
  • Gli eroiken portaferiten: soldati che portano all'infermeria i feriti in battaglia tramite una barella. Non brillano per capacità e quasi sempre peggiorano le condizioni di coloro che assistono. Uno dei due si chiama Otto ed è palesemente poco intelligente, dell'altro non si sa il nome.[16]
  • L'eroiken portaordini: soldato coraggioso e spericolato, capace di lanciarsi senza esitazione e senza alcuna prudenza al di là di qualsiasi ostacolo (fiumi, dirupi, nemici) pur di portare a termine la propria missione di consegnare importanti messaggi.[17]
  • Capitanen: il comandante della compagnia. Pur rappresentando anch'egli, come il sergente, l'autorità e il potere (e i relativi arbitri), di tanto in tanto assume il ruolo di mediatore, per impedire eccessi da parte degli altri graduati inferiori o superiori a lui. In alcune strisce dimostra tendenze particolari, vestendosi in abiti femminili e corteggiando soldati.[2][18]
  • Tenente novellinen: un giovane e imbranato ufficiale, arruolato solo per nepotismo, incapace di svolgere anche le mansioni più semplici. Le sue missioni si risolvono regolarmente in un disastro.[2][19]
  • Gli uffizialen superioren: si tratta della più alta fonte di autorità, ossia generali, colonnelli o ispettori, che appaiono di tanto in tanto. Detengono il potere ma non sempre ricevono il dovuto rispetto.[2][20]
  • Piccola fedetta prussiana: un triste soldato perennemente su un albero a osservare i nemici, anche se in realtà a causa dei motivi più disparati non vede mai niente. Quando rimane incastrato sull'albero, dopo vari tentativi infruttuosi, l'unico modo per farlo scendere è quello di sparargli. Il nome è chiaramente mutuato dalla "piccola vedetta lombarda" presente nel romanzo Cuore di Edmondo De Amicis.[2][21]
  • Doktoren: è l'ufficiale medico, ma non sembra molto preparato, anche perché in realtà ha studiato veterinaria. Lo si trova a volte intento a perseguire strani obiettivi quali la pozione per l'invisibilità o la caccia ai vampiri.[22]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Le strisce a fumetti comparvero lette da attori all'interno dei programmi Gulp! e Supergulp! Fumetti in Tv,[6] in puntate trasmesse su Rai 2 dal 6 al 10 aprile 1981 (puntate n°16-20).
  • Le strisce a fumetti comparvero sotto forma di strisce animate, nella trasmissione di Red Ronnie “Be Bop A Lula.[6]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sturmtruppen (film) e Sturmtruppen 2 - Tutti al fronte.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Canzone “La Marcia delle Sturmtruppen”, di Cochi e Renato.[6]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Rappresentazione teatrale a Roma nel 1972 diretto da Nino De Tollis. Fece scandalo perché, prendendo spunto da una serie di vignette in cui le truppe vanno in giro nude, sul palco comparirono, per la prima volta in italia, alcuni attori completamente nudi.[6][12]

Audiolibro[modifica | modifica wikitesto]

  • Audiocassetta contenente una lettura di una selezione di strisce prodotta nel 1976 dalla Mondadori.[6]

Videogame[modifica | modifica wikitesto]

  • “Sturmtruppen the videogame” per Amiga e C64, nel 1992.[6]

Figurine[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • “Le ultime lettere delle Sturmtruppen”: raccolta di lettere dei soldati raccolte da Bonvi, edito nel 1978 dall'editoriale Corno.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 22, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2016, p. 4, ISBN 978-88-6926-369-9.
  2. ^ a b c d e f g h bonvi.it, http://bonvi.it/sturmtruppen . URL consultato il 21 dicembre 2016.
  3. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 1, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2015, p. 5, ISBN 978-88-6926-237-1.
  4. ^ paese sera, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 21 giugno 2017.
  5. ^ FFF - BONVI, su www.lfb.it. URL consultato il 21 giugno 2017.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Sturmtruppen, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 21 giugno 2017.
  7. ^ a b (EN) Stormtroopers (1976). URL consultato il 21 giugno 2017.
  8. ^ a b Stormtroopers (1977) - Salvatore Samperi | Synopsis, Characteristics, Moods, Themes and Related | AllMovie, su AllMovie. URL consultato il 21 giugno 2017.
  9. ^ a b Stormtroopers II (1982) - | Synopsis, Characteristics, Moods, Themes and Related | AllMovie, su AllMovie. URL consultato il 21 giugno 2017.
  10. ^ Albo Sturmstoriken, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 giugno 2017.
  11. ^ Albo Sturmtruppen, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 22 giugno 2017.
  12. ^ a b c d e Le eroiken Sturmtruppen di Bonvi, feroce satira militare e lucido apologo sulla stupidità umana, su www.slumberland.it. URL consultato il 22 giugno 2017.
  13. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 8, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2015, pp. 4-5, ISBN 978-88-6926-286-9.
  14. ^ Sturmtruppen - Il mondo secondo Bonvi, pp. 514-515.
  15. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 4, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2015, p. 5, ISBN 978-88-6926-260-9.
  16. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 6, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2015, p. 5, ISBN 978-88-6926-273-9.
  17. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 10, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2015, p. 5, ISBN 978-88-6926-293-7.
  18. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 3, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2015, p. 5, ISBN 978-88-6926-249-4.
  19. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 26, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2016, p. 5, ISBN 978-88-6926-237-1.
  20. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 20, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2016, p. 5, ISBN 978-88-6926-381-1.
  21. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 2, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2015, p. 5, ISBN 978-88-6926-243-2.
  22. ^ Bonvi (testi & disegni), Sturmtruppen n. 21, traduzione in lingua italiana edita da Arnoldo Mondadori Editore, 2016, p. 5, ISBN 978-88-6926-364-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]