San Giovanni in Persiceto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Persiceto" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Persiceto (disambigua).
San Giovanni in Persiceto
comune
San Giovanni in Persiceto – Stemma San Giovanni in Persiceto – Bandiera
San Giovanni in Persiceto – Veduta
Scorcio di corso Italia con in secondo piano Porta Vittoria
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bologna - Stemma.png Bologna
Amministrazione
SindacoLorenzo Pellegatti (Lista Civica) dal 19-6-2016
Territorio
Coordinate44°38′27″N 11°11′06″E / 44.640833°N 11.185°E44.640833; 11.185 (San Giovanni in Persiceto)Coordinate: 44°38′27″N 11°11′06″E / 44.640833°N 11.185°E44.640833; 11.185 (San Giovanni in Persiceto)
Altitudine21 m s.l.m.
Superficie114,41 km²
Abitanti28 181[1] (31-7-2018)
Densità246,32 ab./km²
FrazioniAccatà (L'Acatè), Amola del Piano (L'Âmla), Arginone (L Arżnòun), Biancolina (La Bianculéina), Borgata Città (La Zitè), Buche, Cà Davia, Castagnolo (Castagnôl), Castelletto (Al Castlàtt), Contrada Campazzo, Contrada Tiraferro (Al Tirafèr), Forcelli (I Furzî), Il Postrino (Al Pustréin), La Villa (La Vélla), Le Budrie (Al Bûdri), Lorenzatico (Lorenzâtic), Pieve di Decima, Piolino (Al Piuléin), Possessione Piccola, Quattro Torri (Al Quâtar Tòrr), San Martino, San Matteo della Decima (La Ciṡanôva), Tassinara (La Tasnèra), Tivoli (Taîval - Tajévval), Villa Giovannina, Zenerigolo (Żindrîgual - Żindréggual)
Comuni confinantiAnzola dell'Emilia, Castelfranco Emilia (MO), Castello d'Argile, Cento (FE), Crevalcore, Sala Bolognese, Sant'Agata Bolognese
Altre informazioni
Cod. postale40017
Prefisso051
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT037053
Cod. catastaleG467
TargaBO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantipersicetani
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giovanni in Persiceto
San Giovanni in Persiceto
San Giovanni in Persiceto – Mappa
Posizione del comune di San Giovanni in Persiceto nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

San Giovanni in Persiceto (dal 1912 al 1927 Persiceto; San Żvân in dialetto bolognese occidentale[2]) è un comune italiano di 28.181 abitanti della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna.

Situata a circa 21 chilometri a nord dal centro della città di Bologna, ad ovest del torrente Samoggia e del fiume Reno, in una zona di vecchia bonifica, al confine con le province di Modena e Ferrara, San Giovanni in Persiceto è circondata dai comuni di Anzola dell'Emilia, Castelfranco Emilia, Castello d'Argile, Cento, Crevalcore, Sala Bolognese e Sant'Agata Bolognese. Dal gennaio 2012 è sede amministrativa dell'Unione dei comuni Terre d'acqua.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è attestato a metà dell'VIII secolo come Persisido e nel 936 come Sancti Iohannis in Persiceta. La prima parte del nome deriva dal culto di San Giovanni Battista, mentre la seconda (persicetum) indica un frutteto con alberi di pesco, un pescheto. Dal 1912 al 1927 il comune è stato denominato semplicemente Persiceto.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di San Giovanni in Persiceto fu abitato, almeno nella parte alta (meridionale), fin dalla preistoria: per esempio, sono presenti resti dell'antica civiltà del bronzo e della prima età del ferro; sulla base della tradizione classica e della toponomastica si ritiene certa la presenza di comunità galliche. L'occupazione del territorio da parte dei Romani è testimoniata dalle superstiti tracce della centuriazione (II secolo a.C.); non esiste invece traccia o testimonianza di un centro abitato: si può ipotizzare l'esistenza di un vicus, non certo di un oppidum.

Liutprando e il Ducato di Persiceto[modifica | modifica wikitesto]

Sul Persicetano nell'epoca tardoromana le fonti storiche sono mute o pressoché inesistenti: forse queste terre e queste popolazioni furono toccate dalle invasioni barbariche, certamente dalle alluvioni, le cui conseguenze sono ancora evidenti nella zona ad est della città. Le terre abbandonate tornarono paludose e boscose, fino a quando, sotto il dominio dell'Esarcato di Ravenna, non furono riprese le opere di contenimento delle acque. In epoca bizantina attraversò il territorio una linea difensiva eretta contro i Longobardi, i quali tuttavia, con Liutprando, intorno al 727, la sfondarono ed occuparono, tra gli altri, il castrum Persiceta (prima di quell'anno il toponimo non è documentato). L'azione longobarda portò la nascita, nel 728, del ducato di Persiceto, che comprendeva i due pagi di Monteveglio a sud della via Emilia e di Persiceto a nord. È probabile che risalga ad epoca longobarda la caratteristica forma urbis del vecchio nucleo della città: il Borgo Rotondo.

Dal Contado di Modena al governo di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Caduto il regno Longobardo (774) il distretto altomedioevale di Persiceto (poi San Giovanni in Persiceto) appartenne a lungo al Contado di Modena che si estendeva fino al Samoggia; sul territorio persicetano esercitò la propria supremazia l'abbazia di Nonantola; ma si può ritenere che già nel IX secolo esso passasse al Contado bolognese: infatti è probabile che verso la metà di quel secolo sorgesse la pieve di San Giovanni ad opera dei vescovi di Bologna. Risalgono forse a quell'epoca le prime concessioni ai persicetani di vaste estensioni di terreni incolti e paludosi ad meliorandum da parte degli abati di Nonantola (parte occidentale) e dei vescovi bolognesi (parte orientale): terreni che costituiranno i beni della futura Partecipanza agraria.

Dopo un breve periodo di autonomia (tra il sec. XI e il sec. XII), il Comune di San Giovanni in Persiceto passò sotto il dominio politico di Bologna, della quale seguì poi le sorti: fu pertanto soggetto alla signoria dei Pepoli, dei Visconti, dei Bentivoglio e, all'inizio del sec. XVI, fu assoggettato definitivamente al dominio pontificio. Il 'castello' o 'terra' di San Giovanni in Persiceto nei secc. XIII e XIV si ampliò con la formazione di una seconda cerchia fuori del Borgo Rotondo e con la creazione di altri borghi esterni, circondati, come il castello, da fosse, palancati e porte; ma, a causa della ribellione dei Persicetani, fin dal secondo decennio del Quattrocento il maggior Consiglio di Bologna deliberò di distruggere i borghi esterni e i relativi palancati, di colmare le fosse e di abbattere tutte le costruzioni che potessero servire da fortilizio; i borghi furono distrutti soltanto nel 1481, durante la signoria di Giovanni II Bentivoglio, mentre negli anni successivi il castello fu munito di nuovi bastioni e terrapieni assumendo la forma rimasta poi fondamentalmente invariata per circa quattro secoli; si deve al Bentivoglio anche la costruzione, verso la fine del sec. XV e su disegno di Gaspare Nadi, del vasto palazzo che nel 1612 fu acquistato dalla comunità e che, più volte modificato, è ancora oggi adibito a residenza municipale.

Negli ultimi lustri del dominio bentivolesco fu avviata l'escavazione del Cavamento, un collettore delle acque dei terreni bassi di Sant'Agata, Crevalcore e San Giovanni in Persiceto: vaste zone del territorio persicetano settentrionale divennero coltivabili e abitabili, tanto che nell'ultimo trentennio del Cinquecento fu costruita una nuova chiesa e istituita la nuova parrocchia di San Matteo della Decima. Per riconoscenza, a Giovanni Il Bentivoglio i Persicetani donarono una vasta pezza di terreno, sulla quale sorse poi la villacastello "La Giovannina".

Era moderna[modifica | modifica wikitesto]

Tra il XV e il XVI secolo la cultura e la tessitura della canapa si espansero; furono introdotte nuove colture come gelso, riso e mais. La proprietà fondiaria divenne più concentrata e si consolidò il sistema di mezzadria, sebbene quest'ultimo sia stato limitato dall'estensione della "Partecipanza". L'Istituto della "Partecipanza Agraria" fu fondato nel XVI secolo, quando Persiceto fu invasa da eserciti stranieri; proprio in quel periodo fu rafforzata la suddivisione delle terre comuni che avveniva ogni nove anni; il centro della città subì un processo di impoverimento, mentre il mercato settimanale del mercoledì ha continuato a prosperare grazie ai vecchi privilegi. Fu istituita l'oligarchia locale delle nuove famiglie fedeli alla Chiesa e soggette al Reggimento di Bologna e al dominio papale.

Nei due secoli seguenti, l'interno del castello fu sottoposto all'opera di ricostruzione; molti broletti (piccoli orti) tra gli edifici scomparvero a favore di nuove case. Anche i vecchi edifici medievali furono distrutti, mentre altri furono irreversibilmente modificati. Furono costruite nuove Chiese e conventi (tra le altre cose, con la demolizione della vecchia Chiesa parrocchiale, vi fu ricostruita una collegiata). L'Ospedale del SS. Salvatore (ora Biblioteca Comunale "G.C. Croce" e archivio storico) fu costruito sul terreno dell'antica fortezza. In quel periodo fu costruito anche il Teatro Comunale.

L'incompetenza della governance papale ha fortemente ostacolato lo sviluppo dell'agricoltura, mentre in altre zone della pianura padana i progressi nella coltivazione durante la metà del XVIII secolo hanno migliorato il sistema produttivo agricolo ed economico. A Persiceto possiamo individuare anche esempi della prima industria rurale: per secoli gli abitanti di Persiceto avevano coltivato la canapa, non solo per la produzione locale (insieme alla lavorazione dei tessuti) per il mercato settimanale, ma anche la canapa proveniente da altri luoghi (come Cento e Crevalcore) per la sua commercializzazione. La produzione in eccesso di tessuto veniva esportata principalmente a Venezia.

Rivoluzione francese e periodo napoleonico[modifica | modifica wikitesto]

Persiceto fu occupata dalle truppe rivoluzionarie francesi nel 1796 e le parrocchie di Persiceto e di Sant'Agata Bolognese furono divise in quattro cantoni. La città di San Giovanni in Persiceto fece parte brevemente del Dipartimento dell'Alta Padusa, con Cento come capoluogo (1797). Successivamente divenne sede del Distretto del Samoggia. Tra il 1798 e il 1799 la vita della comunità fu sconvolta da saccheggi, turbolenze e scontri. Nel 1799, dopo il ritiro dei francesi e dei loro alleati della Repubblica Cisalpina, Persiceto fu invasa da russi e austriaci, che ripristinarono rapidamente l'"antico regime". Tuttavia, nel 1800 fu restaurato il distretto del Samoggia. Con l'istituzione della Repubblica italiana (1802) San Giovanni in Persiceto fu di nuovo sotto la Prefettura deputata stabilita a Cento. Nei primi anni dell'Ottocento con l'istituzione del Regno d'Italia (marzo 1805) nel territorio del Persiceto tornò la calma, ma questa fu nuovamente compromessa nel 1814 dalla caduta di Napoleone, fino a quando il governo papale fu restaurato a luglio 1815.

Tra il 1796 e il 1815, sebbene le strutture dei consigli di amministrazione e le loro denominazioni fossero state modificate, a Persiceto erano per lo più le stesse famiglie ad occuparsi della gestione, mostrando grande capacità di adattamento. Negli stessi anni i privilegi feudali e la decima furono aboliti, gli appezzamenti di terra appartenenti alla Chiesa furono confiscati e la proprietà fondiaria fu concentrata. La cultura del riso, con la successiva crisi del sistema di mezzadria, fu estesa e così anche il bracciantato agricolo. Con il ripristino della dominazione pontificia furono avviate notevoli opere per il miglioramento del "Castello" e nel 1838 papa Gregorio XVI conferì il titolo di città a San Giovanni. Nel 1857 Pio IX visitò la città.

Persiceto dopo l'Unificazione[modifica | modifica wikitesto]

Persiceto fornì molti volontari nelle guerre di indipendenza prima di essere annesso al Regno di Sardegna nel 1860. Il 7 gennaio 1869 a San Giovanni in Persiceto si verificò una feroce insurrezione di contadini contro la tassa sul macinato reintrodotta dal governo nazionale. Nel corso degli ultimi decenni dell'Ottocento l'istruzione pubblica venne ampliata e l'educazione tradizionale classica venne sostituita da un'istruzione tecnica, le botteghe artigiane si trasformarono in fabbriche con centinaia di lavoratori, imponente fu la produzione di letti in ferro e mobilio venduti anche all'estero, per questo motivo San Giovanni in Persiceto si meritò l'appellativo di piccola Manchester dell'Emilia. Sempre in quegli anni fu istituita la Società di Mutuo Soccorso tra artigianato ed operai; durante il Carnevale del 1874 si tennero i primi cortei in costume; nel 1876 nacque la Società Ginnastica Persicetana; nel 1877 fu aperta al pubblico la Cassa di Risparmio e dieci anni dopo fu inaugurata la ferrovia tra Bologna e Persiceto sulla linea Bologna/Verona.

Gli ultimi 150 anni di Persiceto hanno visto intense lotte politiche soprattutto per il possesso della terra. Le classi lavoratrici passarono dalla ribellione all'organizzazione dopo la Comune di Parigi (1871); nel 1872 fu istituita una nuova sezione del Fascio operaio organizzata dall'ex soldato garibaldino Teobaldo Buggini, amico intimo di Andrea Costa; nel 1873 fu registrato il primo sciopero degli operai locali; nel 1874 alcuni internazionalisti di Persiceto tentarono di prendere parte al movimento bakuniano di Bologna; dopo il crollo del Movimento Internazionale Anarchico nacque la Società di sostentamento tra gli operai (primo gruppo socialista egualitario locale) e nel 1891 la Cooperativa braccianti che rimase attiva fino agli anni '70 del Novecento. Nel 1892 fu celebrato il 1º maggio per la prima volta con una cerimonia privata, nel 1893 fu fondata la sezione socialista, nel 1896 fu istituito un comitato elettorale per sostenere il candidato socialista alla Camera dei deputati; nel 1898 i socialisti riconquistarono la conduzione della Cooperativa braccianti ormai gestita dai liberali. All'inizio del XX secolo furono fondate le prime unioni di resistenza di operai e agricoltori; la fondazione della Cooperativa operai metallurgici risale al 1904 e riuscì a sopravvivere alle ostili interferenze del regime fascista, e negli anni '80 del secolo scorso raggiunse livelli produttivi e commerciali elevati (il marchio COM è oggi conosciuto in tutto il mondo). I partiti politici moderni svilupparono la loro propaganda anche con l'aiuto di giornali locali diffusi rivelandosi particolarmente vivaci e contrapposti; nel 1904 nel comune di San Giovanni in Persiceto fu eletto per la prima volta un rappresentante socialista in Parlamento (Giacomo Ferri), nello stesso anno fu inaugurata la prima Casa del Popolo; nel 1907 anche la conduzione del Comune fu affidata ai socialisti (per ispirazione anticlericale la città fu denominata, dal 1912 al 1927, solamente "Persiceto").

Dopo la prima guerra mondiale ci furono violenti scontri territoriali per la terra che portarono al massacro di San Matteo della Decima da parte delle forze pubbliche (5 aprile 1920). Le sfide politiche e sociali di quel periodo furono violente, i fascisti usarono spesso la forza contro i socialisti costringendo molti persicetani a lasciare la città a causa dei loro risentimenti antifascisti altri cittadini vennero incarcerati o messi in confino.

Seconda guerra mondiale e dopo[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale, in particolare durante i venti mesi di occupazione tedesca, ci fu una estesa resistenza contro i nazisti e i fascisti. I partigiani appartenenti alla 63ª Brigata Garibaldi attuavano azioni di sabotaggio dei convogli di automezzi in transito lungo la statale Bologna Brennero, taglio delle linee elettriche e telefoniche, sottrazione di armi e materiali dai vagoni ferroviari. In alcune officine persicetane gli operai fabbricavano clandestinamente i "chiodi a quattro punte" da disseminare lungo le strade per bucare gli pneumatici di auto e camion che passavano in direzione di Bologna e della vicina Linea gotica, oppure verso il Brennero e la Germania, con carichi di uomini, armi e derrate alimentari. Molte furono inoltre le case, soprattutto di contadini, a offrirsi come basi partigiane. Decine di donne fungevano da staffette, trasportando in bicicletta stampa clandestina, armi e munizioni. Le forze della Resistenza subirono pesanti perdite alla fine del 1944, con i rastrellamenti di Amola (5 dicembre) e di Borgata Città (7 dicembre). Sulla condotta delle Brigate nere bolognesi, fondate da Mussolini il 30 giugno 1944 come formazione ausiliaria del Partito Fascista, si espresse il generale delle truppe tedesche Frido von Senger und Etterlin, dall'autunno 1944 comandante de facto di Bologna, che nelle sue memorie di guerra le descrive come "Autentico flagello della popolazione, queste erano altrettanto odiate dai cittadini come dalle autorità... e da me. Le brigate nere erano composte dai seguaci più fanatici del partito. Sprezzanti della morte, incapaci di esprimere un giudizio personale, fedeli e devoti al Duce, gli uomini di queste formazioni erano capaci di assassinare chiunque, di compiere qualsiasi nefandezza quando si trattava di eliminare un avversario politico".[4] Nella notte del 20 aprile 1945 le brigate partigiane presero il controllo dei magazzini e delle fabbriche per prevenire la loro distruzione da parte dei tedeschi in ritirata. Le truppe americane entrarono in città la notte seguente. Dopo la liberazione, la popolazione persicetana partecipò con grande impegno alla vita politica, sociale, amministrativa del Comune.[5]

Alle elezioni, i partiti di sinistra (comunista e socialista) hanno prevalso e governato insieme il comune fino al 1980, ma l'asprezza delle lotte nelle campagne lacerò di nuovo pesantemente il tessuto ideologico della città. Dopo gli anni '50 San Giovanni in Persiceto, un centro di produzione agricola noto per i suoi mercati (nel Foro Boario si radunavano migliaia di capi di bestiame), subì profonde trasformazioni, passando da un'economia prevalentemente agricola a un'economia industriale e commerciale. La campagna si spopolò e la città si espanse, diventando la sede di molti istituti di istruzione superiore; dopo alcuni decenni di oblio, la biblioteca della città risorse; in seguito furono realizzati un'importante rete di impianti sportivi comunali e un moderno Planetario con osservatorio astronomico.

Oggi, distante solo 10 chilometri dalla periferia nord di Bologna, San Giovanni in Persiceto fa parte del fulcro economico del capoluogo dell'Emilia-Romagna, ed è collegata a Bologna da frequenti treni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Concessione di papa Gregorio XVI»
— 1838

Titolo confermato da Benito Mussolini il 23 ottobre 1928[6].

San Giovanni in Persiceto è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[7]:

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

A San Giovanni in Persiceto ha sede il Museo del Cielo e della Terra, un ente che aggrega più strutture dei Comuni di Terre d'acqua (Persiceto, Sant'Agata Bolognese, Crevalcore, Anzola dell'Emilia, Sala Bolognese e Calderara di Reno) e che è gestito grazie alle associazioni locali di volontariato. Nel comprensorio persicetano si trova un'area dedicata all'astronomia (Planetario e osservatorio astronomico), un Orto botanico, una piccola area di riequilibrio ecologico detta "La Bora" (all'interno della quale ha sede anche un laboratorio che mostra la vita degli insetti) e, nel centro della cittadina, due aule fungono da laboratorio di fisica.

La Collegiata di San Giovanni Battista, iniziata nel 1671[8] conserva importanti dipinti di pittori bolognesi, tra i quali Guercino, Francesco Albani, Ubaldo Gandolfi, Alessandro Guardassoni. Inoltre il campanile ospita la più antica campana presente nel Bolognese, fusa nel 1318. Il Museo d'Arte Sacra e Quadreria Civica raccolgono opere provenienti da enti ecclesiastici e non di San Giovanni in Persiceto e del circondario. Il patrimonio più antico è costituito da 5 corali miniati da Nicolò di Giacomo attorno al 1370, che costituivano l'apparato liturgico completo della collegiata persicetana. Il Museo conserva inoltre notevoli opere pittoriche che ricoprono un arco cronologico che va dal '500 (San Giovanni del Francia) fino ai primi anni del XX secolo (Salomè di Alberto e Fabio Fabbi). Il Museo è visitabile tutte le domeniche dalle 9.00 alle 12.00 e il sabato solo su prenotazione.

Eretta su un edificio originario del 1547 la Chiesa della Beata Vergine della Cintura è stata ristrutturata nel XVIII secolo da Alfonso Torreggiani.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.216, ovvero l'8,1% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Marocco, 478
  2. Romania, 434
  3. Cina, 185
  4. Pakistan, 179
  5. Moldavia, 124
  6. Tunisia, 124
  7. Albania, 111
  8. Ucraina, 86
  9. Polonia, 70
  10. India, 36

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno in febbraio a San Giovanni in Persiceto ha luogo il carnevale storico persicetano, mentre a San Matteo della Decima il carnevale di Decima.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Al comune è dedicato un asteroide della fascia principale, 69245 Persiceto.
  • Uno dei più celebri personaggi del fumetto Sturmtruppen di Bonvi, il fiero alleaten Galeazzo Musolesi, nella prima striscia in cui appare (1975) viene indicato come nativo di San Giovanni in Persiceto.[11]
  • Il comune fu scelto dalla prima sezione penale del tribunale di Palermo, con decreto del 7 luglio 1969, come luogo in cui inviare al soggiorno obbligato per quattro anni Salvatore "Totò u' curtu" Riina, dopo il suo arresto avvenuto nella città natale di Corleone. Tuttavia, una volta scarcerato e munito di foglio di via obbligatorio, Riina non raggiunse mai San Giovanni in Persiceto e si rese irreperibile, dando inizio alla sua lunga latitanza.[12]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 27 maggio 1949 Giuseppe Drusiani Sindaco [13]
28 luglio 1949 12 luglio 1951 Armide Forni PCI Sindaco [13]
12 luglio 1951 15 giugno 1956 Armando Marzocchi PCI Sindaco [13]
15 giugno 1956 1 dicembre 1960 Armando Marzocchi PCI Sindaco [13]
1 dicembre 1960 23 febbraio 1965 Armando Marzocchi PCI Sindaco [13]
23 febbraio 1965 28 agosto 1970 Armando Marzocchi PCI Sindaco [13]
28 agosto 1970 1975 Giovanni Marchesini PCI Sindaco [13]
1975 1979 Marta Ansaloni PCI Sindaco [14]
1979 18 novembre 1986 Gianna Serra PCI Sindaco [14]
18 novembre 1986 10 luglio 1990 Antonio Nicoli PCI Sindaco [15]
10 luglio 1990 24 aprile 1995 Antonio Nicoli PCI, PDS Sindaco [15]
24 aprile 1995 3 marzo 1999 Giorgio Nicoli centro-sinistra Sindaco [15]
24 aprile 1999 14 giugno 2004 Paola Marani centro-sinistra Sindaco [15]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Paola Marani centro-sinistra Sindaco [15]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Renato Mazzuca centro-sinistra Sindaco [15]
27 maggio 2014 27 gennaio 2016 Renato Mazzuca centro-sinistra Sindaco [15]
19 giugno 2016 in carica Lorenzo Pellegatti lista civica Sindaco [15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2018.
  2. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  3. ^ Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1997 [1990], p. 682, ISBN 88-02-07228-0.
  4. ^ Frido von Senger und Etterlin, Combattere senza paura e senza speranza, Milano, 1968 [1960].
  5. ^ Mario Gandini (a cura di), Fascismo e Antifascismo, Guerra, Resistenza e Dopoguerra nel Persicetano. Materiali editi e inediti per la storia del venticinquennio 1919-1945, Comune di S. Giovanni in Persiceto (PDF), 1995, p. 236 - 375.
  6. ^ Bollettino, vol. VIII, n. 40, febbraio 1929, p. 95.
  7. ^ Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare - Istituzioni decorate di Medaglia d'Argento al Valore Militare, su www.istitutonastroazzurro.it. URL consultato il 2 dicembre 2018.
  8. ^ Copia archiviata, su comunepersiceto.it. URL consultato il 2 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2009).
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 21 agosto 2013.
  11. ^ Bonvi (testi e disegni); Sturmtruppen, n. 8, Arnoldo Mondadori Editore, 2015, pp. 4-5, ISBN 978-88-6926-286-9.
  12. ^ Mafia, politica e poteri pubblici attraverso la storia di Luciano Leggio - Documenti della Commissione Parlamentare Antimafia VI LEGISLATURA (PDF).
  13. ^ a b c d e f g Mario Gandini, Armando Marzocchi. Uomo di dialogo e di impegno civile, San Giovanni in Persiceto: Maglio Editore, 2017
  14. ^ a b Massimo Zambonelli, "Chissà chi era sindaco", in "Strada Maestra. Quaderni della Biblioteca Comunale G.C. Croce di San Giovanni in Persiceto", n. 6/1973, pp. 83-114
  15. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN155991000 · ISNI (EN0000 0001 1512 4928 · LCCN (ENn84155475 · BNF (FRcb12330213g (data) · WorldCat Identities (ENn84-155475
Bologna Portale Bologna: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Bologna