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San Giovanni in Persiceto

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San Giovanni in Persiceto
comune
San Giovanni in Persiceto – Stemma San Giovanni in Persiceto – Bandiera
Scorcio di corso Italia con in secondo piano Porta Vittoria
Scorcio di corso Italia con in secondo piano Porta Vittoria
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Città metropolitana di Bologna - Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Lorenzo Pellegatti (Lista Civica) dal 19-6-2016
Territorio
Coordinate 44°38′27″N 11°11′06″E / 44.640833°N 11.185°E44.640833; 11.185 (San Giovanni in Persiceto)Coordinate: 44°38′27″N 11°11′06″E / 44.640833°N 11.185°E44.640833; 11.185 (San Giovanni in Persiceto)
Altitudine 21 m s.l.m.
Superficie 114,41 km²
Abitanti
Frazioni Accatà (L'Acatè), Amola del Piano (L'Âmla), Arginone (L Arżnòun), Biancolina (La Bianculéina), Borgata Città (La Zitè), Buche, Cà Davia, Castagnolo (Castagnôl), Castelletto (Al Castlàtt), Contrada Campazzo, Contrada Tiraferro (Al Tirafèr), Forcelli (I Furzî), Il Postrino (Al Pustréin), La Villa (La Vélla), Le Budrie (Al Bûdri), Lorenzatico (Lorenzâtic), Pieve di Decima, Piolino (Al Piuléin), Possessione Piccola, Quattro Torri (Al Quâtar Tòrr), San Martino, San Matteo della Decima (La Ciṡanôva), Tassinara (La Tasnèra), Tivoli (Taîval - Tajévval), Villa Giovannina, Zenerigolo (Żindrîgual - Żindréggual)
Comuni confinanti Anzola dell'Emilia, Castelfranco Emilia (MO), Castello d'Argile, Cento (FE), Crevalcore, Sala Bolognese, Sant'Agata Bolognese
Altre informazioni
Cod. postale 40017
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037053
Cod. catastale G467
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti persicetani
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giovanni in Persiceto
San Giovanni in Persiceto
Posizione del comune di San Giovanni in Persiceto nella città metropolitana di Bologna
Posizione del comune di San Giovanni in Persiceto nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

San Giovanni in Persiceto (dal 1912 al 1927 Persiceto per spirito anticlericale; San Żvân in dialetto bolognese occidentale[1]) è un comune italiano di 28.016 abitanti della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna; sito a circa 21 chilometri a nord dal centro della città di Bologna, ad ovest del torrente Samoggia e del fiume Reno, in una zona di vecchia bonifica. Dal gennaio 2012 è sede amministrativa dell'Unione dei comuni Terre d'acqua.

La città ha dato i natali a Marco Belinelli, cestista italiano. Nella NBA 2013-2014 è stato il primo italiano a vincere il titolo negli Stati Uniti. Nella stessa stagione, vinse la gara dei tiri da 3 punti all'NBA All-Star Weekend 2014.

La cittadina possiede il titolo di "Città" concesso da Papa Gregorio XVI nel 1838 e in seguito riconosciuto da Benito Mussolini il 23 ottobre 1928.[2]

Al comune è dedicato un asteroide della fascia principale, 69245 Persiceto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di S. Giovanni in Persiceto fu abitato, almeno nella parte alta (meridionale), fin dalla preistoria: per esempio, sono presenti resti dell'antica civiltà del bronzo e della prima età del ferro; sulla base della tradizione classica e della toponomastica si ritiene certa la presenza di comunità galliche. L'occupazione del territorio da parte dei Romani è testimoniata dalle superstiti tracce della centuriazione (II secolo a.C.); non esiste invece traccia o testimonianza di un centro abitato: si può ipotizzare l'esistenza di un vicus, non certo di un oppidum.

Liutprando e il Ducato di Persiceto[modifica | modifica wikitesto]

Sul Persicetano nell'epoca tardoromana le fonti storiche sono mute o pressoché inesistenti: forse queste terre e queste popolazioni furono toccate dalle invasioni barbariche, certamente dalle alluvioni, le cui conseguenze sono ancora evidenti nella zona ad est della città. Le terre abbandonate tornarono paludose e boscose, fino a quando, sotto il dominio dell'Esarcato di Ravenna, non furono riprese le opere di contenimento delle acque. In epoca bizantina attraversò il territorio una linea difensiva eretta contro i Longobardi, i quali tuttavia, con Liutprando, intorno al 727, la sfondarono ed occuparono, tra gli altri, il castrum Persiceta (prima di quell'anno il toponimo non è documentato). L'azione longobarda portò la nascita, nel 728, del ducato di Persiceto, che comprendeva i due pagi di Monteveglio a sud della via Emilia e di Persiceto a nord. È probabile che risalga ad epoca longobarda la caratteristica forma urbis del vecchio nucleo della città: il Borgo Rotondo.

Dal Contado di Modena al governo di Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Caduto il regno Longobardo (774) il distretto altomedioevale di Persiceto (poi San Giovanni in Persiceto) appartenne a lungo al Contado di Modena che si estendeva fino al Samoggia; sul territorio persicetano esercitò la propria supremazia l'abbazia di Nonantola; ma si può ritenere che già nel IX secolo esso passasse al Contado bolognese: infatti è probabile che verso la metà di quel secolo sorgesse la pieve di San Giovanni ad opera dei vescovi di Bologna. Risalgono forse a quell'epoca le prime concessioni ai persicetani di vaste estensioni di terreni incolti e paludosi ad meliorandum da parte degli abati di Nonantola (parte occidentale) e dei vescovi bolognesi (parte orientale): terreni che costituiranno i beni della futura Partecipanza agraria.

Dopo un breve periodo di autonomia (tra il sec. XI e il sec. XII), il Comune di S. Giovanni in Persiceto passò sotto il dominio politico di Bologna, della quale seguì poi le sorti: fu pertanto soggetto alla signoria dei Pepoli, dei Visconti, dei Bentivoglio e, all'inizio del sec. XVI, fu assoggettato definitivamente al dominio pontificio. Il 'castello' o 'terra' di S. Giovanni in Persiceto nei secc. XIII e XIV si ampliò con la formazione di una seconda cerchia fuori del Borgo Rotondo e con la creazione di altri borghi esterni, circondati, come il castello, da fosse, palancati e porte; ma, a causa della ribellione dei Persicetani, fin dal secondo decennio del Quattrocento il maggior Consiglio di Bologna deliberò di distruggere i borghi esterni e i relativi palancati, di colmare le fosse e di abbattere tutte le costruzioni che potessero servire da fortilizio; i borghi furono distrutti soltanto nel 1481, durante la signoria di Giovanni Il Bentivoglio, mentre negli anni successivi il castello fu munito di nuovi bastioni e terrapieni assumendo la forma rimasta poi fondamentalmente invariata per circa quattro secoli; si deve al Bentivoglio anche la costruzione, verso la fine del sec. XV e su disegno di Gaspare Nadi, del vasto palazzo che nel 1612 fu acquistato dalla comunità e che, più volte modificato, è ancora oggi adibito a residenza municipale.

Negli ultimi lustri del dominio bentivolesco fu avviata l'escavazione del Cavamento, un collettore delle acque dei terreni bassi di S. Agata, Crevalcore e S. Giovanni in Persiceto: vaste zone del territorio persicetano settentrionale divennero coltivabili e abitabili, tanto che nell'ultimo trentennio del Cinquecento fu costruita una nuova chiesa e istituita la nuova parrocchia di San Matteo della Decima. Per riconoscenza, a Giovanni Il Bentivoglio i Persicetani donarono una vasta pezza di terreno, sulla quale sorse poi la villacastello "La Giovannina".

Rivoluzione francese e periodo napoleonico[modifica | modifica wikitesto]

Persiceto fu occupata dalle truppe rivoluzionarie francesi nel 1796, i territori di Persiceto e di Sant'Agata Bolognese vennero divisi in quattro cantoni. La città di San Giovanni in Persiceto nel 1797 fu annessa al Dipartimento dell'Alta Padusa con Cento capoluogo. Tra il 1798 e il 1799 la vita della comunità venne sconvolta da tumulti, saccheggi e sequestri. Nel 1799, dopo la ritirata dei francesi e dei loro alleati della Repubblica Cisalpina, Persiceto fu invasa dai russi e dagli austriaci, che rapidamente restaurarono l'ancien régime. Con l'istituzione della Repubblica Italiana (1802) San Giovanni in Persiceto ritornò sotto la Prefettura di Cento. Nei primi anni dell'Ottocento grazie alla costituzione del Regno d'Italia (marzo 1805) non si manifestarono guerre nel territorio persicetano fino alla ristrutturazione del governo pontificio nel luglio 1815.

Persiceto dopo l'unificazione[modifica | modifica wikitesto]

Persiceto fornì molti volontari nelle guerre di indipendenza prima di essere annesso al Regno di Sardegna nel 1860. Il 7 gennaio 1869 a San Giovanni in Persiceto si verificò una feroce insurrezione di contadini contro la tassa sul macinato reintrodotta dal governo nazionale. Nel corso degli ultimi decenni dell'Ottocento l'istruzione pubblica venne ampliata e l'educazione tradizionale classica venne sostituita da un'istruzione tecnica, le botteghe artigiane si trasformarono in fabbriche con centinaia di lavoratori, imponente fu la produzione di letti in ferro e mobilio venduti anche all'estero, per questo motivo San Giovanni in Persiceto si meritò l'appellativo di piccola Manchester dell'Emilia. Sempre in quegli anni fu istituita la Società di Mutuo Soccorso tra artigianato ed operai e venne costruita la linea ferroviaria. Nel 1872 venne istituita dall' ex soldato garibaldino Teobaldo Buggini assieme all'amico Andrea Costa la sezione del Fascio Operaio, nel 1873 fu registrato il primo sciopero da parte dei lavoratori. Nel 1893 fu fondata la sezione socialista. All'inizio del 20° secolo vennero fondati i primi sindacati degli operai e dei contadini, nel 1904 nel comune di San Giovanni in Persiceto fu eletto per la prima volta un rappresentante socialista (Giacomo Ferri), nello stesso anno venne inaugurata la prima Casa del Popolo. Nel 1907 i socialisti presero possesso del comune di San Giovanni in Persiceto e lo ribattezzarono 'Persiceto' per spirito anticlericale.

Dopo la prima guerra mondiale ci furono violenti scontri territoriali che portarono al massacro di San Matteo della Decima da parte delle forze pubbliche (5 aprile 1920). Le sfide politiche e sociali di quel periodo furono violente, i fascisti usarono spesso la forza contro i socialisti costringendo molti persicetani a lasciare la città a causa dei loro risentimenti antifascisti altri cittadini vennero incarcerati o messi in confino.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale, in particolare durante i venti mesi di occupazione tedesca, ci fu una netta resistenza contro i nazisti e i fascisti, i partigiani locali della brigata Garibaldi 63 sabotarono la linea ferroviaria tra Bologna e il Brennero. Le forze partigiane subirono pesanti perdite con i rastrellamenti dell'Amola (5 dicembre 1944) e di Borgata Città (7 dicembre) e in molte altre occasioni. Nella notte del 20 aprile 1945 le brigate partigiane presero il controllo dei magazzini e delle fabbriche per prevenire la loro distruzione, mentre le truppe alleate entrarono in città la notte seguente. Dopo la liberazione, gli abitanti di Persiceto hanno partecipato con impegno e interesse per le lotte politiche e sociali. Nelle elezioni, i partiti di sinistra (comunista e socialista) vinsero e guidarono insieme il comune fino al 1980 portando la città da un'economia prevalentemente agricola ad un'economia industriale e commerciale.

Il comune fu scelto dalla prima sezione penale del tribunale di Palermo, con decreto del 7 luglio 1969, in cui inviare al soggiorno obbligato per quattro anni Salvatore "Totò u' curtu" Riina. Riina scomparve lo stesso anno dal luogo del confino iniziando così la sua lunga latitanza.[3][4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

A San Giovanni in Persiceto ha sede il Museo del Cielo e della Terra, un ente che aggrega più strutture dei Comuni di Terre d'acqua (Persiceto, Sant'Agata Bolognese, Crevalcore, Anzola dell'Emilia, Sala Bolognese e Calderara di Reno) e che è gestito grazie alle associazioni locali di volontariato. Nel comprensorio persicetano si trova un'area dedicata all'astronomia (Planetario e osservatorio astronomico), un Orto Botanico, una piccola area di riequilibrio ecologico detta "La Bora" (all'interno della quale ha sede anche un laboratorio che mostra la vita degli insetti) e, nel centro della cittadina, due aule fungono da laboratorio di fisica.

La Chiesa Collegiata di San Giovanni Battista, iniziata nel 1671[5] conserva importanti dipinti di pittori bolognesi, tra i quali Guercino, Francesco Albani, Ubaldo Gandolfi, Alessandro Guardassoni. Inoltre il campanile ospita la più antica campana presente nel Bolognese, fusa nel 1318. Il Museo d'Arte Sacra e Quadreria Civica raccolgono opere provenienti da enti ecclesiastici e non di San Giovanni in Persiceto e del circondario. Il patrimonio più antico è costituito da 5 corali miniati da Nicolò di Giacomo attorno al 1370, che costituivano l'apparato liturgico completo della collegiata persicetana. Il Museo conserva inoltre notevoli opere pittoriche che ricoprono un arco cronologico che va dal '500 (San Giovanni del Francia) fino ai primi anni del XX secolo (Salomè di Alberto e Fabio Fabbi). Il Museo è visitabile tutte le domeniche dalle 9.00 alle 12.00 e il sabato solo su prenotazione.

Eretta su un edificio originario del 1547 la Chiesa della Beata Vergine della Cintura è stata ristrutturata nel XVIII secolo da Alfonso Torreggiani.

San Giovanni in Persiceto è una cittadina tranquilla che si può benissimo attraversare in bicicletta; è dotata di molte aree verdi e parchi per bambini. Di notevole estensione il campo sportivo, che comprende piscine, campi da calcio, piste di atletica e il campo da basket. Dal primo gennaio 2015, la Provincia di Bologna è stata soppressa ed al suo posto è subentrata la Città Metropolitana di Bologna, di cui San Giovanni in Persiceto è parte integrante.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.216, ovvero l'8,1% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[7]:

  1. Marocco, 478
  2. Romania, 434
  3. Cina, 185
  4. Pakistan, 179
  5. Moldavia, 124
  6. Tunisia, 124
  7. Albania, 111
  8. Ucraina, 86
  9. Polonia, 70
  10. India, 36

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno in febbraio a San Giovanni in Persiceto ha luogo il carnevale Storico Persicetano, mentre a San Matteo della Decima il carnevale di Decima.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 novembre 1986 10 luglio 1990 Antonio Nicoli PCI Primo cittadino [8]
10 luglio 1990 24 aprile 1995 Antonio Nicoli PCI, PDS Primo cittadino [8]
24 aprile 1995 3 marzo 1999 Giorgio Nicoli centro-sinistra Primo cittadino [8]
24 aprile 1999 14 giugno 2004 Paola Marani centro-sinistra Primo cittadino [8]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Paola marani centro-sinistra Primo cittadino [8]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Renato Mazzuca centro-sinistra Primo cittadino [8]
27 maggio 2014 27 gennaio 2016 Renato Mazzuca centro-sinistra Primo cittadino [8]
19 Giugno 2016 in carica Lorenzo Pellegatti lista civica Primo cittadino [8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  2. ^ Bollettino, vol. VIII, n. 40, febbraio 1929, p. 95
  3. ^ Ma Ora Il Boss Dei Boss Vuole Sposare Ninetta - La Repubblica
  4. ^ LATITANTE MA NON TROPPO - la Repubblica.it
  5. ^ http://www.comunepersiceto.it/testi.asp?mnu=585
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 21 agosto 2013.
  8. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN155991000 · BNF: (FRcb12330213g (data)
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