Monghidoro

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Monghidoro
comune
Monghidoro – Stemma Monghidoro – Bandiera
Monghidoro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia/Città metropolitana Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Alessandro Ferretti (Monghidoro Progetto Civico) dal 17/05/2011
Territorio
Coordinate 44°13′00″N 11°19′00″E / 44.216667°N 11.316667°E44.216667; 11.316667 (Monghidoro)Coordinate: 44°13′00″N 11°19′00″E / 44.216667°N 11.316667°E44.216667; 11.316667 (Monghidoro)
Altitudine 841 m s.l.m.
Superficie 48,29 km²
Abitanti 3 804[1] (31-08-2014)
Densità 78,77 ab./km²
Frazioni Campeggio, Frassineta, Piamaggio, Vergiano
Comuni confinanti Firenzuola (FI), Loiano, Monterenzio, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro
Altre informazioni
Cod. postale 40063
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037040
Cod. catastale F363
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 351 GG[2]
Nome abitanti monghidoresi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monghidoro
Posizione del comune di Monghidoro nella città metropolitana di Bologna
Posizione del comune di Monghidoro nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

Monghidoro (Mùnghidôr, o anche Scargalásen nel dialetto locale, Dscargalèsen in dialetto bolognese cittadino[3]) è un comune italiano di 3.804 abitanti[4] della città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna. Secondo il censimento 2001, solo meno della metà di essi, 1.705, sono residenti nel nucleo principale del paese, mentre la parte rimanente risiede in frazioni e case sparse.[5] È uno dei quattro comuni membri dell'Unione Montana Valli Savena-Idice.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'altitudine del capoluogo è 841 m s.l.m. e all'interno del territorio comunale varia da un minimo di 400 m s.l.m. a nord, ad un massimo di 1229 m s.l.m. sulla cima dell'Alpe, nella parte sud. Il capoluogo è quello con l'altitudine maggiore di tutta la Provincia di Bologna.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Per la sua posizione geografica Monghidoro, che lo scrittore Giordano Berti ha definito "Crocevia dell'Europa", nel corso dei secoli è stato un luogo di passaggio obbligatorio tra la Pianura padana e l'Italia centrale.[7] Ostrogoti, Bizantini e Longobardi perpetrarono diverse scorrerie nel territorio, quando, circa nell'VIII secolo, uno stanziamento dei Goti divenne duraturo, al punto da far chiamare il territorio con il toponimo latino Mons Gothorum (Monte dei Goti) da cui derivò, secondo una ipotesi avanzata dall'Olivieri, Monghidoro.

Agli inizi del XIII secolo fu istituito un importante mercato in località La Fratta, a sud dell'abitato di Loiano, iniziando a creare alcune correnti di traffico alternative alla via più antica che collegava Bologna e Firenze. Detta via partiva dalla zona dell'attuale porta S. Stefano e si accostava alla riva sinistra del fiume Savena fino a Pianoro Vecchio, per poi inerpicarsi verso Brento, Monzuno, Cedrecchia, il monte Bastione e il passo della Futa.

Di questa via di comunicazione non rimane ora alcuna traccia, se non una via denominata "Via Nuova" che parte da Piamaggio e arriva fino al Cimitero. La strada era ancora bene identificabile immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale. Uscendo dal capoluogo era diretta verso il cimitero, poi verso la frazione di Piamaggio, e arrivava in Toscana attraversando il monte dell'Alpe nei pressi di una locanda chiamata Osteria del Fantorno, che portava probabilmente il nome del gestore. Di questo antico edificio sono visibili le rovine. A qualche centinaio di metri è presente il nuovo edificio completato nel 2007. Riguardo al vecchio locale, ci sono varie leggende, tra cui quella secondo la quale venne distrutto dalle guardie pontificie quando un avventore trovò nel proprio piatto un dito umano.[8]

Anche sul versante toscano sono presenti le rovine di un analogo edificio chiamato attualmente Osteria Bruciata. Questo percorso venne utilizzato ampiamente fino al termine del XIX secolo, quando venne sostituito dall'attuale percorso dell'ex strada statale della Futa e, pertanto, non fu più frequentato.

Il toponimo di Scaricalasino risale al momento in cui i bolognesi decisero, nel 1264, di costruire un presidio di confine fra il loro territorio e quello fiorentino. Questo nome deriva dal fatto che il luogo era una stazione doganale dove gli animali da soma erano temporaneamente scaricati dal peso delle merci trasportate, onde poter eseguire i controlli di frontiera[9][10]. L'utilizzo di questo toponimo è comunque rimasto fino ai giorni nostri nel dialetto bolognese, dove il paese è chiamato Dscargalèsen.

Armaciotto de Ramazzotti, scultura in bronzo di Luigi Enzo Mattei (2007) sulla facciata del Palazzo comunale di Monghidoro.

Nel 1528 il condottiero Armaciotto dei Ramazzotti, detto anche Ramazzotto da Scaricalasino[11], ordinò la costruzione del monastero olivetano di San Michele ad Alpes. Questo edificio, costato 8.000 ducati d'oro, divenne un importante riferimento religioso, amministrativo, politico e sociale per circa tre secoli. Questo monastero ospitò insigni personaggi che si trovavano a passare lungo l'importante arteria stradale che unisce la Pianura Padana alla Toscana.

Il chiostro del monastero di San Michele ad Alpes (1530 ca), oggi Piazzetta San Leonardo

Il paese di Monghidoro-Scaricalasino fu attraversato, tra il Cinque e il Settecento, dagli eserciti spagnoli, germanici e francesi che si contendevano il predominio sulla Penisola italiana, ma fu anche luogo di passaggio e sosta per papi, imperatori, principi, letterati e avventurieri.

Nel 1806 la chiesa di S. Michele, costruita sulle mura dell'antico monastero, prese il nome di pieve di S. Maria. Quest'ultima in realtà era un'antica chiesetta costruita dove sorge attualmente la cappella del cimitero. Di questa pieve si trova un documento datato 1232. A seguito delle soppressioni napoleoniche del 1798 fu officiata sino al 1804, poi venne in gran parte demolita e, per questo motivo, venne spostato il nome nell'antica chiesa nel centro del borgo.

Nel 1869 iniziò la costruzione del campanile del Brighenti per sostituire la vecchia torre divenuta pericolante. A seguito di ciò venne ravvisato che l'antico porticato poteva ostacolare il transito stradale. Venne quindi deciso di demolirlo per ottenere un allargamento di 45 cm della sede stradale. Scomparve così ogni segno esterno della facciata cinquecentesca del monastero del Ramazzotto.

Nel 1900 viene eretta la croce sulla vetta dell'Alpe, poi rinnovata nel 1962.

Dal 1923 al 1925, venne realizzata la Strada statale 65 della Futa secondo l'attuale tracciato che evita sia la via Napoleonica, che passava da Madonna dei Boschi, che il centro del paese. Dal 1925 al 1929 venne rimossa la fontana sita nella piazza centrale per sostituirla con il primo monumento ai caduti della Prima guerra mondiale. Quello attuale, in bronzo, venne costruito nel 1968 demolendo il precedente. Inoltre venne realizzato un edificio che sarebbe dovuto essere l'ospedale, ma che in realtà venne utilizzato come scuola.

Il 2 ottobre 1944, sette mesi prima del termine della Seconda guerra mondiale, gli alleati, guidati dal generale Mark Wayne Clark, liberarono Monghidoro dai tedeschi, entrando dalla crocetta (o crusetta), l'ingresso sud del paese.[12] Monghidoro venne annesso simbolicamente alla città di Los Angeles.

Nel 1978, a seguito dello spopolamento dovuto all'urbanizzazione, la popolazione residente nel territorio comunale toccò il minimo storico registrando 2.450 persone contro le quasi 6.000 di inizio secolo. Successivamente si invertirà la tendenza con un lento ma costante aumento, sino a superare, negli anni duemila, le 3.800 unità.

Nel 1985 venne edificato il nuovo municipio e dal 1988 al 1990 venne costruito il campanile del Vignali accanto alla chiesa di Santa Maria Assunta, dello stesso architetto. Negli ultimi anni del XX secolo sono stati effettuati altri lavori di riqualificazione urbana e di creazione di strutture pubbliche quali la piscina, la biblioteca, il parco e il museo.

Pietra della Storia dedicata all'arrivo a Monghidoro del duca Carlo di Borbone nel 1734

Nel 2013 il Comune di Monghidoro ha avviato il progetto "Le Pietre della Storia", ideato dallo scrittore Giordano Berti e dall'art designer Letizia Rivetti, consistente in una serie di illustrazioni di Severino Baraldi dedicate a famosi personaggi che nel corso dei secoli hanno sostato a Monghidoro e ad importanti avvenimenti accaduti in questo paese; le illustrazioni, trasferite su pietra serena provenienti dalle cave della vicina Firenzuola, sono esposte 'en-plein-air' in modo permanente sui muri del centro storico e di alcune borgate.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone civico

Lo statuto comunale descrive sia lo stemma che il gonfalone.[13]

Il primo è

« in azzurro, al braccio vestito di rosso, con la mano di carnagione, tenente il ramoscello di quercia, posto in palo, di verde, munito di cinque foglie, due per parte, la quinta centrale sulla sommità dello stesso, ghiandifero di due, una e una, d'oro, alternanti le foglie laterali; al capo d'oro, caricato dall'aquila di nero, coronata con corona all'antica di tre punte visibili, dello stesso. »

Il gonfalone invece è costituito da

« un drappo partito di verde e di rosso, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma comunale con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune.

Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'Asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento. »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a quanto indicato nella sezione Frazioni, il territorio presenta i seguenti luoghi di interesse culturale e naturalistico.

Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiostro della Cisterna - Rappresenta tutto ciò che resta del monastero olivetano del Ramazzotto. Recentemente restaurato, si può notare il doppio ordine conventuale del loggiato cinquecentesco, il pozzo centrale per l'estrazione dell'acqua piovana resa potabile da filtri di carbone e i due più piccoli pozzi laterali che servivano al riempimento della cisterna per l'approvvigionamento idrico.

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta - Costruita tra il 1950 e 1951 su progetto dell'architetto Luigi Vignali e completata con la costruzione del campanile a base ottagonale realizzato esclusivamente in arenaria dagli scalpellini locali, terminato nel 1991. All'interno è presente la mostra di arte sacra nella sala Don Bosco. Inoltre sono presenti L'Immacolata tra i Santi Petroni e Dionigi (olio su tela, 1685) di Giovanni Antonio Burrini e Madonna in trono col Bambino, (olio su rame, XVIII secolo). Quest'ultimo dipinto si ritiene fosse presente nella vecchia chiesa demolita durante la Seconda guerra mondiale.

Luoghi naturali[modifica | modifica wikitesto]

L'Alpe di Monghidoro in Primavera

L'Alpe di Monghidoro[modifica | modifica wikitesto]

È un'area di interesse naturalistico che si estende in una vasta porzione del territorio comunale sconfinando fino nella vicina Toscana. Si trova in una altitudine compresa tra gli 800 ed i 1290 metri di Monte Oggioli, il punto più alto dell'area compresa tra i comuni di Monghidoro, San Benedetto Val di Sambro (BO) e Firenzuola (FI).

Tra i mammiferi sono facilmente osservabili lo scoiattolo, il ghiro, la lepre, il tasso, il capriolo, il cinghiale, la volpe e il cervo. È uno dei pochi luoghi dell'Appennino settentrionale in cui è possibile osservare il tritone alpestre. Dalla cima del Monte Oggioli, nelle giornate limpide, si può ammirare un panorama che spazia dalle Alpi al Mare Adriatico.

Vi è anche un'area picnic, nei pressi del Triton's Park, un piccolo parco avventura, che durante il Ferragosto ospita una sagra gastronomica.

Alcune tradizioni popolari riferiscono che il monte sia abitato da folletti, in dialetto chiamati semplicemente spìrit, oppure barabén (variante barabanén), mazapécc (mazzapicchio) o sèltapécc (saltapicchio), analoghi ai mazapégul della vicina Romagna. Inoltre sull'Alpe di Monghidoro è ambientato il romanzo fantasy Il Monte dei Folletti (2012), di Giordano Berti.

La Martina[modifica | modifica wikitesto]

È un parco naturale istituito dalla Provincia di Bologna. Ha una superficie di 155 ettari ed è proprietà del Comune di Monghidoro.

Un tempo, quest'area era caratterizzata da prati, campi e boschi radi di querce. A partire dagli anni venti venne rimboschita con conifere quali il pino nero, il pino silvestre, l'abete bianco e il cipresso di Lawson.[14] Lungo uno dei sentieri del parco sono presenti i resti di un'antica miniera di rame. L'altitudine del parco varia dai 430 ai 774 metri di quota.[15]

Nei pressi del Parco, a circa 770 m di altitudine, è posta l'omonima località che conta appena 8 abitanti residenti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale è presente un istituto comprensivo che raggruppa: una scuola dell'infanzia, una scuola primaria "Sant'Orsola Mezzini", una scuola secondaria di I grado "Maria dalle Donne" e una scuola secondaria di II grado (un istituto tecnico commerciale, sede distaccata del Manfredi Tanari, per l'anno scolastico 2014-2015 anche un istituto tecnico tecnologico, sede distaccata del Mayorana di San Lazzaro.)

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca comunale “Clemente Mezzini” è l'unica presente nel territorio comunale e conta un patrimonio di circa 22.000 volumi. Venne aperta nel 1995 con una dotazione iniziale di circa 1.400 volumi.[17] Dal 2000 al 2013 ha fatto parte parte della Convenzione Bibliotecaria “Valle Idice” che comprendeva le biblioteche di: Budrio, Castenaso, Loiano, Molinella, Monterenzio, Ozzano, Pianoro, San Lazzaro di Savena. Dopo lo smembramento delle Convenzioni Bibliotecarie, è entrata nel Distretto Culturale di San Lazzaro, assieme alle biblioteche di Loiano, Monterenzio, Pianoro, Rastignano, San Lazzaro e Ozzano. Il catalogo della biblioteca è consultabile anche on-line.[18]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Salumi tradizionali di Monghidoro.
Biscotti e crostate tradizionali di Monghidoro.

La tradizione culinaria risente della posizione geografica a confine tra Emilia-Romagna e Toscana con rielaborazioni legate ad ingredienti legati alla tradizione contadina della montagna e all'utilizzo di prodotti locali quali castagne, funghi ed erbe aromatiche.

Per quello che riguarda i primi piatti, oltre a quelli tipici della cucina bolognese: tortellini, tortelloni, lasagne, tagliatelle, ne sono presenti altri tipicamente locali, tra cui gli stiancun cun l'ajeda, una sottilissima sfoglia di farina e acqua strappata a mano direttamente sull'acqua in ebollizione (da cui il nome dialettale stiancun, "strappato") e condita con un sugo, preparato in precedenza, di aglio e noci pestate finemente e bolliti nel latte. Per la riscoperta di questo piatto, nel 1972 l'Accademia italiana della cucina assegnò un premio a due personalità locali: Carlo Berti e lo scrittore-edicolante Carlo "Mazzi" Calzolari.

Le numerose salumerie artigianali offrono una notevole varietà di insaccati e derivati dalla lavorazione dei suini allevati in zona: prosciutto, salame, pancetta stesa o arrotolata, salsiccia, coppa estiva, coppa di testa, ciccioli.

Per quello che riguarda i prodotti da forno, oltre al pane rinomato localmente (il paese fa parte del circuito denominato "Le Vie del Pane" che abbraccia numerosi Comuni dell'Appennino bolognese) sono presenti dolci secchi fatti con frumento o farina di castagne, solitamente ricoperti con marmellate di frutti vari, in stile crostata.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • L'ultima domenica di giugno: Tradizionale fiera dei Santi Pietro e Paolo.
  • L'ultima domenica di luglio viene festeggiata, in frazione Piamaggio, la festa patronale in onore della Beata Vergine del Rosario di Pompei. Generalmente la festa inizia il venerdì per terminare la domenica stessa.
  • La prima domenica di agosto: Festa di San Procolo di Fradusto, Festa di Cà del Costa.
  • 15 agosto: Festa patronale di Santa Maria Assunta. Generalmente la festa dura tre giorni (dal 14 al 16 agosto) nei quali si svolgono celebrazioni religiose alternati da spettacoli musicali e pirotecnici.
  • Dal 13 al 16 agosto si svolge, nella frazione Campeggio, la tradizionale Festa del Campanile.
  • Dal 22 al 24 agosto, in località Valgattara, viene festeggiato il patrono, San Bartolomeo.
  • La seconda domenica di settembre a Lognola: Festa di Santa Liberata, protettrice dei bambini e delle puerpere.
  • 29 settembre si tiene la tradizionale fiera di San Michele, che da diversi anni si svolge l'ultima Domenica di settembre
  • 1º novembre: Tartufesta, o Sagra del tartufo.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni riconosciute storicamente e citate nello statuto comunale sono: Campeggio, Frassineta, Piamaggio, Vergiano.[19]

Campeggio[modifica | modifica wikitesto]

Questa frazione è formata dall'unione di varie borgate confinanti (Pergoloso, Molino della Pergola, Sumbilla) e si trova ad un'altezza di circa 566 metri s.l.m. Da segnalare è la presenza di un santuario, del quale si hanno evidenze storiche già a partire dal 1300, che è meta di pellegrinaggio per via della presenza, al suo interno, di una riproduzione della grotta di Lourdes, del 1923. La collina che sovrasta il santuario è una raffigurazione del monte Calvario, sulla cui cima sono erette 3 croci che riproducono il luogo della crocifissione di Gesù.

Frassineta[modifica | modifica wikitesto]

È una frazione posta a 574 m di altitudine posta sulla strada provinciale che conduce al Passo della Raticosa. Conta 76 abitanti.[5]

Piamaggio[modifica | modifica wikitesto]

È una frazione del Comune di Monghidoro posta a 787 m di altitudine. Con i suoi 255 abitanti, è la frazione con più residenti.[5]

Nel centro del borgo è presente il Santuario dedicato alla Madonna di Pompei, edificato nel 1893 per volontà di mons. Frati che vi fece porre un'immagine raffigurante, appunto, la Madonna di Pompei. Fu dichiarato santuario nel 1901 ed eretto a parrocchia nel 1956, con doppio titolo di San Lorenzo e Beata Vergine di Pompei. All'interno è presente una tela di Sante Nucci (1821-1896) che raffigura la Vergine del Rosario.

È presente un Museo della Civiltà Contadina nel quale sono state ricostruite differenti ambientazioni tipiche del territorio all'inizio del XX secolo. Sono inoltre esposti alcuni attrezzi e capi di abbigliamento dell'epoca.

Nelle vicinanze della frazione, alle pendici dell'Alpe, sono presenti due mulini ad acqua funzionanti e visitabili: Mulino Mazzone, antecedente il 1785, e Mulino di Ca' di Guglielmo di Sopra, del 1776.

A nord-ovest della frazione è presente l'antico borgo di Valgattara, risalente al XVI secolo. Qui sorgono l'edificio detto della Piazza, costruito nel 1685, e la chiesa di San Bartolomeo di Valgattara. Questa chiesa sorge in prossimità delle rovine dell'antico castello di Valgattara, del quale si hanno evidenze dal 1297. Nel 1688 la chiesa, in pessime condizioni, fu restaurata e le opere contenute al suo interno sono state disperse. Nel 1940 venne completamente ricostruita.

Vergiano[modifica | modifica wikitesto]

È una frazione risalente al XVII secolo e sita a circa 700 m di altitudine. La chiesa di Sant'Alessandro, secondo la tradizione, sorge sulle rovine dell'antica Rocca di Vergiano. Le prime notizie di questa chiesa risalgono al XIV secolo. Risulta infatti che una delle tre campane presenti fino al XIX secolo, era stata fusa nel 1382 da un certo maestro Rolando.[20] La chiesa è stata poi interamente ricostruita tra il 1879 e il 1911.

Nei pressi dell'abitato sorgono l'edificio rurale di Mamietto, con architravi scolpite e oratorio del XVIII secolo, e la casa-torre detta della Torre.

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a queste frazioni citate nello statuto comunale, il territorio comprende le seguenti località: Ca' dei Brescandoli, Ca' del Costa, Ca' di Fiore, Ca' di Francia, Ca' del Gappa, Ca' dei Marchi, Ca' di Pallerino, Ceragne, La Ca', La Costa, La Fossa, La Lastra, La Martina, La Piazza, Lamazze di Qua, Madonna dei Boschi, Malalbergo, Molino della Pergola, Pallerano, Pergoloso, Pian dei Grilli, Sant'Andrea di Savena, Sumbilla, Vasellara Bassa e Villa di Mezzo,Zaccarlina.[5]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001, su un totale di 1.580 occupati, 49 erano impiegati in agricoltura e 819 in altre attività.[21] Gli occupati in agricoltura risultano quindi circa il 3,1% contro il 3,4% della media provinciale e l'1,0% del comune di Bologna.[22]

Delle 286 attività economiche presenti nel territorio, 8 erano in agricoltura, 25 nell'industria manifatturiera, 81 nelle costruzioni, 67 nel commercio e riparazioni, 20 in alberghi e esercizi pubblici, 6 in trasporti e comunicazioni, 7 in credito e assicurazioni e 72 in altri servizi. La dimensione delle imprese nel territorio comunale è molto ridotta: infatti ben 177 delle 286 imprese sono costituite da un solo addetto, solo 5 hanno almeno 10 addetti e non esistono imprese con 50 addetti o più.[23]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale non sono presenti stazioni ferroviarie, ma nei pressi della località La Martina passa la linea ferroviaria ad alta velocità.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune e le frazioni sono collegati tra loro e con Bologna con linee di autobus extraurbane della Tper. Transitano o partono dal capoluogo le linee 900, 906, 907, 908 e 916. il giovedì, giorno di mercato, passa un autobus extraurbano della SITA, diretto a Firenzuola.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente Monghidoro ospita, presso lo Stadio Comunale, le partite casalinghe della Futa 65, squadra di calcio militante nel campionato di Prima Categoria.

Lo stesso impianto sportivo ha ospitato, dal 1983 al 2000, sei partite di beneficenza della Nazionale Italiana Cantanti. Quest'ultima fu fondata nel 1975 dal cantante monghidorese Gianni Morandi assieme a Mogol, Paolo Mengoli e Claudio Baglioni.[25]

La Golden Team Monghidoro è una società di pallacanestro che milita nel campionato di Eccellenza CSI.

La Mille Miglia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito sportivo può essere inserita anche la corsa automobilistica delle Mille Miglia che dalla prima edizione, nel 1927, fino al 1938, è regolarmente transitata per Monghidoro. Nel dopoguerra, a causa delle pessime condizioni della Strada della Futa, la gara seguì altri percorsi e tornò a passare da Monghidoro solo nelle ultime due edizioni, la serie detta "Mille Miglia incompresa": 1959 e 1961.

Nel 1982 la Mille Miglia fu ripristinata come rievocazione storica di auto d'epoca e, dopo un'iniziale cadenza biennale (1984 e 1986), dal 1987 fu disputata ogni anno a maggio ripetendo lo stesso percorso degli anni venti: Brescia-Roma-Brescia, passando per la Strada della Futa e per Monghidoro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  4. ^ Statistiche demografiche ISTAT - Bilancio demografico aggiornato a giugno 2010.
  5. ^ a b c d ISTAT - XIV Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni.
  6. ^ ISTAT - Elenco comuni italiani al 30 giugno 2010.
  7. ^ Da Comune di Monghidoro - Cenni storici
  8. ^ Osteria del Fantorno Alpe di Monghidoro (Bologna)
  9. ^ Comune di Monghidoro - Provincia di Bologna
  10. ^ http://www.monghidoro.eu/monghidoronew/index.php?option=com_content&task=view&id=69&Itemid=45
  11. ^ Condottieri di ventura - Melchiorre Ramazzotto detto Ramazzotto da Scarilacasino, Armaciotto dei Ramazzotti, Il Prete Ramazzotto, Ramazzotto da Forlì. Di Monghidoro. Conte di Tossignano. Padre di Pompeo.
  12. ^ Incrocio tra via Vittorio Emanuele II e la Strada Statale 65 della Futa. (vedi Antica toponomastica)
  13. ^ Statuto del Comune - Art. 6 - Stemma e gonfalone.
  14. ^ Guardie Ecologiche Volontarie - Parco La Martina.
  15. ^ Appennino Slow - Parco La Martina.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Biblioteca "Clemente Mezzini"
  18. ^ Catalogo Biblioteche della Valle dell'Idice
  19. ^ Statuto del Comune - Art. 4 - Territorio e sede comunale.
  20. ^ monghidoro.eu - Chiesa di Vergiano.
  21. ^ Censimento 2001 - Occupati per attività economica nella Provincia di Bologna.
  22. ^ Percentuali di occupati in attività agricole per comune nella Provincia di Bologna
  23. ^ Censimento ISTAT Industrie e Servizi 2001
  24. ^ Comitato Monghidoro - Rebecq
  25. ^ Nazionale Italiana Cantanti

Persone legate a Monghidoro[modifica | modifica wikitesto]

Gianni Morandi durante un concerto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Vaioli, Le missioni di S. Leonardo a Monghidoro nel bicentenario (1751-1951), N.Zanichelli, Bologna 1951.
  • Paolo Guidotti, La politica feudale di Bologna e Firenze nel sec. 13. : la fortezza di frontiera di Scaricalasino, L. Parma, Bologna 1984.
  • Mario Fanti, La pieve e le parrocchie di Monghidoro: gli insediamenti ecclesiastici sull'alto crinale fra il Savena e l'Idice dal Medioevo ad oggi, S.l.t., 1988 ca
  • Lanfranco Bonora, Il monastero di San Michele ad Alpes fra storia e cronaca, S.l. s.n., 1988 ca.
  • Gilmo Vianello, Antonio Ivan Pini, Mario Fanti et al. - Comitato San Michele ad Alpes, Mons Gothorum: Monghidoro, la sua gente, il suo territorio dal Medioevo ad oggi, Castelmaggiore, M. Cantelli, 1988.
  • Elia Facchini - Ruggero Rambaldi, Monghidoro e le radici religiose del suo territorio, EMI, Bologna 1992 ca.
  • Carlo Calzolari (Mazzi), Perché Scaricalasino? : origine di un nome, Lo Scarabeo, Bologna 1997.
  • AA.VV., Novecento monghidorese: un secolo di immagini e messaggi vissuto attraverso le cartoline, Litografica Marino Cantelli, Castelmaggiore 1995.
  • AA.VV., Monghidoro amarcord : viaggio nel sentimento della memoria, Monghidoro, Comune di Monghidoro, 1998.
  • Claudio Vaioli, I Granduchi di Toscana Francesco Terzo di Lorena e Maria Teresa d'Austria in viaggio verso il Granducato (1739): sosta a Monghidoro- Scaricalasino (da una cronaca inedita), [S.l; s.n.], 2003
  • Placida Staro, Le vie armoniche: scritti sulla fisarmonica, l'organetto e la danza. In onore di Primo Panzacchi e dei fisarmonicisti di Monghidoro, Nota, Udine 2003.
  • Saverio Amadori, L'Archivio Storico Comunale di Monghidoro (1806-1965), Provincia di Bologna, Settore cultura, Ufficio istituti culturali, Bologna 2006.
  • Vittoria Comellini, Voci e Volti, Bologna 2010.

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