San Giorgio di Piano

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San Giorgio di Piano
comune
San Giorgio di Piano – Stemma San Giorgio di Piano – Bandiera
San Giorgio di Piano – Veduta
La chiesa parrocchiale di San Giorgio martire
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitana Città metropolitana di Bologna - Stemma.png Bologna
Territorio
Coordinate 44°39′N 11°23′E / 44.65°N 11.383333°E44.65; 11.383333 (San Giorgio di Piano)Coordinate: 44°39′N 11°23′E / 44.65°N 11.383333°E44.65; 11.383333 (San Giorgio di Piano)
Altitudine 21 m s.l.m.
Superficie 30,43 km²
Abitanti 8 472[1] (31-12-2014)
Densità 278,41 ab./km²
Frazioni Cinquanta, Gherghenzano, Stiatico
Comuni confinanti Argelato, Bentivoglio, Castello d'Argile, San Pietro in Casale
Altre informazioni
Cod. postale 40016
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037052
Cod. catastale H896
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti sangiorgesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giorgio di Piano
San Giorgio di Piano
San Giorgio di Piano – Mappa
Posizione del comune di San Giorgio di Piano nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

San Giorgio di Piano (San Zôrz in dialetto bolognese settentrionale[2]) è un comune italiano di 8 472 abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia-Romagna. Fa parte dell'Unione Reno Galliera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

San Giorgio al Piano[modifica | modifica wikitesto]

Centro attivo già in epoca romana, come testimoniano numerosi ritrovamenti e la topografia di alcuni luoghi, nel Medioevo il "Castello di San Giorgio" compare citato con i nomi di "Selva tauriana" o "Massa tauriana" e "Saltus plano", bosco di pianura.

L'imperatore Ottone nel 947 lo cita come "Castello sancti Georgii": in epoche poco tranquille gli abitanti avevano scelto come protettore un santo guerriero.

Il luogo, già situato in posizione strategica per scambi commerciali, fu fortificato nel Trecento con opere imponenti di cui restano tracce ben conservate: nel 1388 venne fortificato tutto il castello.

Sotto il dominio pontificio fino al 1796, Comune in epoca napoleonica, vede un rinnovato dinamismo economico e sociale nell'Ottocento, caratterizzato da un'economia rurale che vede prevalenti la coltura della canapa e del grano.

Le frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Cinquanta vanta origini antichissime. In questa località vennero ritrovati numerosi cippi in marmo risalenti al II secolo d.C., raffiguranti divinità. In questa località sorge l'antica Villa Zambeccari.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, nella frazione di Cinquanta la famiglia contadina dei Candini nascose e protesse dalla deportazione nella propria casa colonica i tre componenti della famiglia napoletana dei Cuomo, costretta alla clandestinità in quanto il capitano Vittorio Cuomo era renitente alla leva mentre la moglie e il figlioletto erano ebrei. Per questo loro impegno di solidarietà, il 14 giugno 1998, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito ai coniugi Pio e Gina Candini l'alta onorificenza dei Giusti tra le Nazioni.[3]

Gherghenzano[modifica | modifica wikitesto]

A Gherghenzano Annibale I Bentivoglio sconfisse in una famosa battaglia l'esercito visconteo nel 1433. Il centro si sviluppò durante il Medioevo, periodo in cui venne costruita la Chiesa di San Geminiano. L'edificio venne tuttavia ricostruito nel 1729. Al suo interno è tuttora esposta una tela di Antonio Randa, allora allievo di Lucio Massari, al quale probabilmente era stata richiesta l'esecuzione dell'opera; il recente restauro, che ha eliminato recenti ridipinture, ha riportato il dipinto ad una corretta leggibilità e rivelato la firma dell'artista bolognese; il dipinto mostra la Madonna col Bambino e i Santi Geminiano, Francesco, Carlo e Ignazio di Loyola e si può datare al periodo 1622/1626.

Stiatico[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Stiatico dista 3,73 chilometri dal comune di San Giorgio di Piano, cui essa appartiene. Il nome di questa frazione deriva da un fondo gentilizio romano chiamato "Hostiaticus". Nel centro della frazione si trova la chiesa di San Venanzio Martire; restaurata alla fine del Settecento, al suo interno è possibile ammirare una statua in gesso, opera del De Maria e raffigurante il Santo Patrono. Lungo la via Stiatico, provenendo da San Giorgio di Piano, sorge Villa Garagnani. Questa è una villa di campagna del primo '700, proprietà dei Garagnani fin da allora. Durante le due guerre mondiali ha ospitato soldati tedeschi, la cui presenza ha segnato sia l'interno della villa sia il parco circostante, dove molti degli alberi secolari furono danneggiati e successivamente sostituiti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1391 fu costruito il 'Torresotto' nella piazza centrale, nel 1403 palazzo Colonna, a sinistra di porta Ferrara provenendo da San Pietro.

La Chiesa parrocchiale nel medioevo era una Pieve dalla quale dipendevano ben 15 chiese. Dedicata a San Giorgio venne ristrutturata e modificata nel XIX secolo, mentre il campanile risale al secolo precedente. L'interno è a tre navate e custodisce sull'altare maggiore un pregevole dipinto di Antonio Randa raffigurante la Madonna col Bambino che appare a San Giorgio e ai Santi Leonardo e Pancrazio; si tratta della prima opera pubblica di questo artista, allora allievo di Guido Reni, e si colloca intorno al 1611/1613. Interessante anche la copia del Battesimo di Gesù del Verrocchio, attribuita a Mario Roversi.

L'oratorio di San Giuseppe e della Natività della Madonna ha al suo interno una "Sacra Famiglia" della scuola del Guercino. Si trova nei pressi della demolita porta Bologna e venne eretto nel XVIII secolo.

Palazzo Capuana, situato nei pressi della porta Ferrara (unica testimonianza rimasta del castello), costruito nel 1403 e ristrutturato nel 1913, conserva ancora gli antichi tratti.

Villa Calzolari, settecentesca, conserva un notevole scalone di travertino.

Villa Rossi, costruita nel XIX secolo, custodisce diverse opere d'arte e ha un pozzo ottagonale.

Palazzo Cataldi: l'attrazione principale di questo edificio è lo scalone a forma di ferro di cavallo risalente al 700. Al palazzo è annesso un oratorio nel quale è affrescata una pregevole Annunciazione.

Nella frazione di Stiatico si trova la chiesa di San Venanzio Martire, modificata nel XVIII secolo ma di origini molto più antiche, la quale custodisce una pregevole statua in gesso del Santo Patrono.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Corso dei Fiori[modifica | modifica wikitesto]

A San Giorgio di Piano, i primi di giugno, si svolge il tradizionale Corso dei Fiori, festa folkloristica che riprende lo stile del carnevale, in quanto vede girare per le vie del paese carri e persone in maschera, ma con la particolarità del cosiddetto "gettito di fiori".

Persone legate a San Giorgio di Piano[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 luglio 1985 18 luglio 1990 Angelo Rondina PCI Sindaco [5]
18 luglio 1990 15 gennaio 1992 Angelo Rondina PCI, PDS Sindaco [5]
15 gennaio 1992 24 aprile 1995 Valerio Benuzzi PDS Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Valerio Benuzzi PDS Sindaco [5]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Valerio Benuzzi centro-sinistra Sindaco [5]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Valerio Gualandi centro-sinistra Sindaco [5]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Valerio Gualandi centro-sinistra Sindaco [5]
26 maggio 2014 in carica Paolo Crescimbeni lista civica: San Giorgio bene comune Sindaco [5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  3. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.83.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN144356978
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