San Pietro in Casale

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San Pietro in Casale
comune
San Pietro in Casale – Stemma San Pietro in Casale – Bandiera
San Pietro in Casale – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Città metropolitana di Bologna - Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Claudio Pezzoli (lista civica Progetto per San Pietro in Casale-PD) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°42′N 11°24′E / 44.7°N 11.4°E44.7; 11.4 (San Pietro in Casale)Coordinate: 44°42′N 11°24′E / 44.7°N 11.4°E44.7; 11.4 (San Pietro in Casale)
Altitudine 17 m s.l.m.
Superficie 65,86 km²
Abitanti 12 095[2] (31-12-2014)
Densità 183,65 ab./km²
Frazioni Asia, Cenacchio, Gavaseto, Maccaretolo, Massumatico, Poggetto, Rubizzano, Sant'Alberto, San Benedetto[1]
Comuni confinanti Bentivoglio, Castello d'Argile, Galliera, Malalbergo, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano
Altre informazioni
Cod. postale 40018
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037055
Cod. catastale I110
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti sanpierini
Patrono San Pietro e san Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Pietro in Casale
San Pietro in Casale
Posizione del comune di San Pietro in Casale nella città metropolitana di Bologna
Posizione del comune di San Pietro in Casale nella città metropolitana di Bologna
Sito istituzionale

San Pietro in Casale (San Pîr in Casèl in dialetto bolognese settentrionale[3]) è un comune italiano di 12.095 abitanti della città metropolitana di Bologna in Emilia Romagna, è sede amministrativa dell'Unione Reno Galliera.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Centro della pianura bolognese compreso tra il canale Navile e il Reno, nella zona in cui il fiume svolta bruscamente verso Sud-Est; si raggiunge da Bologna, percorrendo km 24 della via Galliera; o da Ferrara procedendo verso sud per la medesima distanza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo nel mezzo di una palude insalubre, San Pietro è abitato fin dai tempi romani. Molti sono i rinvenimenti di questo periodo: lapidi sepolcrali, vasi antichi, sarcofaghi e cippi.
È fra i secoli VII e IX che si riparla, in antichi documenti dell'abbazia di Nonantola, della selva di pianura detta Salto Piano, che Teodalto, signore di Modena e Reggio, comandava in questa zona.
Il nome San Pietro in Casale, appare per la prima volta nel 1223, nell'ordinanza con la quale il Comune di Bologna imponeva alle comunità del contado un capoquartiere della città a scopo militare.
A questo punto le vicissitudini sanpierine sono in larga misura dipendenti da quelle di Bologna, e molto spesso, dai suoi nemici che con frequenti rapine e saccheggi ne segnano la storia.
Verrà citato come Villa di San Pietro in Casale nel 1443, forse in riferimento ad un'antica villa fatta risalire agli Antonini (dinastia imperiale romana) e sulle cui rovine Giovanni II Bentivoglio, nel 1490, fece costruire una sua villa che ancora oggi sopravvive, pur molto rimaneggiata, nella frazione di Maccaretolo.
Certamente sino al 1700 quello di San Pietro non fu che un piccolo borgo di poche case raccolte attorno ad una chiesa, anche se un decreto del senato bolognese risalente al 1544 attesta l'origine, da quella data, di un mercato settimanale che diventerà, secoli dopo, fiorente e conosciuto nella vasta zona del circondario.

Le poche cronache del piccolo borgo ricordano due grandi incendi che lo provarono duramente: nel 1637 per mano delle truppe antipapali; nel 1809 per opera dei briganti che infestavano quelle zone.
Il 20 giugno 1796, i proclami del generale Bonaparte abolirono ogni autorità che non fosse il Senato di Bologna e diedero al villaggio e alle varie parrocchie circostanti la configurazione di comune vero e proprio.
Alla restaurazione del governo pontificio San Pietro, che contava 2984 abitanti, comprese le frazioni di Rubizzano, Maccaretolo e Gavaseto, si vede ben presto annessi altri territori: Asia, Cenacchio, Massumatico, Poggetto, Sant'Alberto, San Benedetto e Gherghenzano, i quali, ad eccezione di quest'ultimo, formano ancora oggi il suo territorio.

Villa Padoa: Municipio

È dall'unità d'Italia che, in un certo senso, inizia la storia vera e propria di San Pietro in Casale, con la formazione di un'identità che cresce con l'affermarsi di una piccola borghesia locale che si affianca ai grandi proprietari terrieri. Crescono i commerci e nascono nuovi servizi: l'illuminazione a petrolio, le fognature, la tranvia a cavallo, a cui si aggiungeranno, negli ultimi decenni del XIX secolo e i primissimi anni del Novecento, la costruzione del macello, di una pesa pubblica, della sede comunale (villa Bonora), di nuove strade. Vennero istituite 15 nuove scuole, un asilo infantile, nove cimiteri, il corpo dei pompieri, l'ufficio postale e telegrafico, tre condotte mediche, un servizio di assistenza e beneficenza.
La storia moderna di San Pietro va, comunque, ricollegata alla sua condizione marcatamente agricola. In particolare a partire dalla fine del Settecento, l'umida zona del comune venne destinata alla risicoltura, oggi totalmente scomparsa.
Durante la seconda guerra mondiale San Pietro in Casale dette un particolare contributo alla Resistenza e alla lotta di liberazione dai nazifascisti. È nella primavera del 1944 che sorse la seconda brigata "Paolo”. Molte eroiche azioni furono compiute dai partigiani di stanza a San Pietro.
Nel 2002 il comune ha superato i 10.000 abitanti. San Pietro in Casale è stato colpito dai terremoti dell'Emilia del 2012 che nel comune hanno provocato una vittima.

Frazioni, chiese e palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Un antico borgo citato già nel 1255. Prende il nome dal casato degli Asilia. L'antica chiesa parrocchiale, non più in funzione, è dedicata a S. Giovanni Apostolo. È da segnalare anche la torre di guardia Carandini (secolo XII-XIII, rimaneggiata).

Cenacchio[modifica | modifica wikitesto]

Già comune dal 1223. Il nome deriva probabilmente da cenacolo. La chiesa, molto antica, ma rinnovata nel 1773 è dedicata a S. Michele.

Gavaseto[modifica | modifica wikitesto]

Anch'esso comune dal 1223. Della chiesa di San Giacomo Maggiore, già esistente nel 1349, la facciata è stata rifatta nel 1757, mentre il campanile fu eretto nel 1679. Sono da registrare altre tre ville dei secoli XVIII-XIX. Nei pressi dell'abitato fu ritrovata una stele funeraria di epoca romana, detta dei Cornelii, presumibilmente appartenente ad un monumento funebre imponente, attualmente conservata al Museo civico archeologico (Bologna).

Maccaretolo[modifica | modifica wikitesto]

Forse il più antico degli abitati, già prima dell'anno 1000 era una contrada, Comune dal 1223. Il nome deriva probabilmente da macerie o macerazione. Inoltre è nei dintorni di Maccaretolo che sono concentrati molti reperti romani (tra cui una statua di uomo togato e alcuni capitelli, conservati presso il Museo civico archeologico (Bologna)). La chiesa di S. Andrea, trecentesca, fu rifatta nel 1818. in località Tombe, il Palazzo di Giovanni II Bentivoglio venne eretto nel 1490 su un'antecedente dimora degli imperatori Antonini. Ora il palazzo è alquanto manomesso.

Massumatico[modifica | modifica wikitesto]

Comune dal 1223. Fu assai importante dacché vi si ergeva un castello con la rocca dal VI secolo, più volte assediato. Dell'antico castello resta il palazzo vicino alla chiesa di S. Martino. La chiesa è stata rifatta nel 1734, l'attuale alto (il maggiore del territorio) ed elegante campanile è stato costruito nel 1902.

Poggetto[modifica | modifica wikitesto]

In origine Poggio Massumatico fu comune dal 1223, e possedimento del vescovo di Bologna dal VI secolo. La chiesa di San Giacomo Maggiore conserva un'abside di probabile origine romanica.

Rubizzano[modifica | modifica wikitesto]

Comune dal 1223. La chiesa è dedicata ai santi Simone e Giuda. Da segnalare il Palazzo Bonora e quello cinquecentesco Calderini, con torre.

San Benedetto[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente parrocchia fu unita a quella di Gherghenzano, ma la chiesa è tuttora servibile. Conserva numerose ville padronali del XVIII-XIX secolo: Villa Angelelli, Villa Mariani, Villa Tanari.

Sant'Alberto[modifica | modifica wikitesto]

Comune dal 1223. Vi sono stati alcuni ritrovamenti di epoca romana. La chiesa di Sant'Alberto, con cinque altari, fu costruita nel 1777.

Capoluogo[modifica | modifica wikitesto]

La storia di San Pietro in Casale è relativamente giovane, tuttavia possiamo elencare alcune emergenze architettoniche. Piazza dei Martiri della Liberazione (detta dell'Orologio) è circondata da tre deliziosi palazzi settecenteschi, uno ospita l'antico orologio meccanico, un altro una meridiana solare e un affresco della Sacra Famiglia, l'altro ospita un capitello votivo della Madonna di Piazza (il quadro originale è stato trafugato). A pochi passi, sulla Piazza Giovanni XXIII, s'affaccia la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, di origine romanica, ricostruita dal 1856, fiancheggiata da un campanile romanico in laterizio del X-XI secolo nella parte inferiore, sopraelevato nei secoli XIII e XIV, e una cella campanaria a bifore rifatta nel XVI. All'interno si trovano numerosi quadri di scuola ferrarese e bolognese. Percorrendo via Matteotti si incontra il parco comunale con la bella Villa Padoa, un edificio assai antico e imponente, databile probabilmente alla metà del secolo XVI, completamente restaurato. Villa Padoa dal 1896 ospita il municipio. Sempre in via Matteotti incontriamo altri importanti edifici: al civico 39 Villa Garani di antica origine, non facilmente databile, fortemente rimaneggiata; la Villa Giulia, del 1880, oggi ospita l'asilo parrocchiale. Villa Rusconi, in via Pescerelli 76, fu costruita intorno alla metà del secolo XVII.

Aspetti demografici[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla sua posizione favorevole e alle sue comode interconnessioni con le città di Bologna e Ferrara e ad altri distretti di intensa industrializzazione, nell'ultimo decennio, si è assistito ad una crescita demografica importante, dovuta in massima parte all'immigrazione interna ed estera, che controbilancia il saldo naturale generalmente negativo (positivo solo negli anni 2006, 2010, 2013).

Dal 2001-02 la crescita annua si attesta oltre il +2% annuo (+17,8% nell'intero periodo "1º gennaio 2001-2009"), dato superiore alla media della Provincia di Bologna che nel medesimo periodo si è accresciuta meno dell'1% annuo (cioè del +7,1% nell'intero periodo 2001-09).

Gli stranieri alla fine del 2012 rappresentavano circa il 10,7% della popolazione totale (1.267 residenti). Tra la popolazione straniera, al 31 dicembre 2012, le nazionalità principali erano: Marocco 21,5%; Romania 18,5%; Albania 11,5%; Pakistan 11,2%; Tunisia 6,7%; Cina popolare 5,2%; Ucraina 5,1%. Significativi cambiamenti dal 2006 al 2012 sono: l'aumento della nazionalità rumena che si è portata dalla 4ª alla 2ª posizione; la crescita vertiginosa della nazionalità pakistana che si affianca all'albanese, sorpassando la nazionalità tunisina, che nel 2006 seguiva a grande distanza.

Per aree geopolitiche (2012): Paesi Arabi e Mediorientali 41,0% (4,4% sulla popolazione residente); Unione Europea 22,2% (2,4%); Europa Orientale extra-UE 20,1% (2,1%); Asia Orientale 8,9% (0,9%).

Abitanti censiti[4]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di San Pietro in Casale conserva un'economia prevalentemente agricola; molte delle industrie nel suo territorio sono legate alla trasformazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Non manca tuttavia un'intensa attività produttiva artigianale e commerciale, attualmente in crescita. Sta assumendo sempre più importanza il Settore terziario con lo sviluppo di attività ricreative, alberghiere, del tempo libero, che si affiancano alle più tradizionali e consolidate presenze della pubblica Amministrazione.

Tuttavia il Comune non riveste un ruolo di grande importanza nella struttura produttiva provinciale, ma è piuttosto un centro attrattivo dei lavoratori delle aree industrializzate circostanti, che cercano in San Pietro un luogo tranquillo dove vivere, sempre in veloce e comoda connessione con i luoghi di lavoro (Bologna, Ferrara, Centergross e Interporto di Bologna).

Nel 2006, causa le direttive restrittive dell'Unione europea riguardo alla produzione dello zucchero, lo zuccherificio di San Pietro in Casale, del Gruppo SFIR (uno della ventina di complessi di raffinazione presenti in tutta Italia) è stato chiuso, provocando una grave perdita produttiva e occupazionale al comune.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Una delle principali attrattive demografiche del comune sono i numerosi collegamenti con le città più vicine.

Il trasporto su rotaia, garantito dalla linea Padova-Bologna, permette di raggiungere Bologna centrale in 16'/30' e Ferrara in 11'/24' (e Venezia Santa Lucia in 1h 45'). Fermano nella Stazione di San Pietro in Casale i treni Regionali (R) e Regionali Veloci (RV), in totale 37 treni al giorno per ciascuna direzione (dalle 6 alle 23:30 circa).

Il trasporto su gomma si avvale di 3 strade provinciali:

  • SP4 Galliera (asse nord-sud verso Bologna e verso Ferrara);
  • SP11 San Benedetto (asse est-ovest verso Cento);
  • SP20 Altedo (asse est-ovest)

Da quest'ultima si accede all'Autostrada A13 Bologna-Padova (casello Altedo) e alla SS64 Porrettana. I centri delle città di Bologna e Ferrara si raggiungono in circa 30 minuti utilizzando la viabilità ordinaria.

Il servizio autobus, garantito da TPER, si compone di 4 linee:

  • 97A per San Pietro.
  • 97B per San Venanzio (Galliera) e Poggio Renatico e viceversa, passando per la frazione di San'Alberto o Maccaretolo;
  • 97 per Bologna passando da San Giorgio Di Piano, Funo e Castelmaggiore.
  • 433 Prontobus (servizio con prenotazione telefonica gratuita) da Bentivoglio Ospedale a Galliera e viceversa, passando per le frazioni di Sant'Alberto e Maccaretolo;
  • 455 da e per Cento, passando per la frazione di San Benedetto e da Pieve di Cento;
  • 456 da e per Cento, passando per la frazione di Poggetto, Massumatico e Pieve di Cento.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Le iniziative di carattere culturale sono molto care ai sanpierini (sanpirén in dialetto). Nell'anno 2005 è stato completato il “Parco culturale” che comprende: il museo Casa Frabboni (donazione del pittore autoctono Natale Guido Frabboni) dove sono esposte opere del pittore e organizzate periodiche mostre, nonché le opere donate da Raimondo Rimondi pittore e scultore nato a San Pietro; la nuova Biblioteca Mario Luzi (intitolata, prima in Italia, l'11 marzo 2006), dall'elegante design moderno e attrezzata con numerosi computer, comprende anche emeroteca e cineteca; la Biblioteca per Ragazzi, ricavata dalla biblioteca vecchia nel Palazzo dell'Orologio in Piazza Martiri.
Come rilevato da vari enti, San Pietro in Casale è uno dei comuni italiani con più alta spesa pubblica per l'infanzia, questo si traduce in un notevole impegno anche nel campo educativo. Sono infatti presenti a San Pietro numerosi enti di istruzione ed educazione: due Nido Comunali; due Scuole Materne Comunali; una Scuola Materna Statale (Poggetto) ed una Parrocchiale; tre plessi di Scuola Elementare (San Pietro, Maccaretolo e Poggetto); un plesso di Scuole Medie; un Centro di Formazione Professionale, mentre è stata chiusa l'unica scuola media superiore (istituto professionale).

Scuola Elementare De Amicis

Oltre il 4% della popolazione sanpierina è di religione islamica. Una delle "correnti" moderate dell'Islam, Ahmadiyya in Italia, ha istituito un centro culturale della comunità a fine 2008 che si trova in via Morgobbo, in Località Gavaseto. Tale iniziativa ha suscitato dubbi e timori tra la popolazione locale e i consiglieri comunali d'opposizione.

Salute[modifica | modifica wikitesto]

A San Pietro, nel 1994, è nato il primo progetto pilota in Italia di Centro di Medicina generale: una struttura pubblica dove esercitano tutti i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta presenti nel comune, così da rendere più accessibile il servizio e assicurare la continuità assistenziale.

Nel medesimo complesso (ex-ospedale "Anacleto Bonora") sono presenti molti altri servizi ambulatoriali specialistici compresa la radiologia.

Folclore e feste[modifica | modifica wikitesto]

Ricopre notevole importanza la festività dei Santi patroni, che dall'anno 2005, oltre alle tradizionali funzioni religiose, viene corredata dalla Sagra “Aemiliana” che dura per tutto il mese di giugno, con i suoi numerosi caratteri: musicale, culinario, artistico.
Durante l'estate nell'ambito della rassegna “Frazioni in Musica” (organizzata ormai da molti anni assieme ad altri Comuni dell'Associazione Reno-Galliera) si svolgono numerosi concerti all'interno delle corti delle ville storiche o delle pittoresche chiese di campagna, coniugati ad “appendici” eno-gastronomiche. Sono inoltre organizzate altre Stagioni concertistiche.
Altra festività molto sentita è la Madonna di Piazza, i cui festeggiamenti si svolgono attorno alla seconda domenica di settembre.
Ma forse il più importante momento di festa per la cittadinanza sanpierina è il Carnevale, molto rinomato anche nei dintorni, con numerosi carri allegorici. La maschera simbolo della città è "Sandron Spaviron".

Mercati[modifica | modifica wikitesto]

Ogni martedì mattina si tiene il mercato di merci varie tra Piazza Calori (chiamata familiarmente Piazza del Mercato, appunto), via Vittorio Veneto, Piazza Martiri della Liberazione (detta Piazza dell'Orologio) e via Matteotti.
Ogni primo sabato del mese si tiene il "mercatino del riuso" (e del collezionismo) in Piazza Martiri della Liberazione e via Matteotti.

Persone legate a San Pietro in Casale[modifica | modifica wikitesto]

Personalità legate al paese per nascita o residenza:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 giugno 1985 26 giugno 1990 Drago Biafore PCI Sindaco [5]
26 giugno 1990 29 novembre 1993 Drago Biafore PCI, PDS Sindaco [5]
6 dicembre 1993 24 aprile 1995 Giuliano Barigazzi PDS Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giuliano Barigazzi PDS Sindaco [5]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giuliano Barigazzi lista civica Sindaco [5]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Alessandro Valenti lista civica Sindaco [5]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Roberto Brunelli lista civica Sindaco [5]
27 maggio 2014 in carica Claudio Pezzoli PD, lista civica Sindaco [5]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazioni sovracomunali[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di San Pietro in Casale fa parte dal 2001 – insieme ai Comuni di: Argelato, Bentivoglio, Castello d'Argile, Castel Maggiore, Galliera, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano – dell'Associazione intercomunale Reno Galliera. Dal 2008 l'Associazione è diventata Unione Reno-Galliera, con compiti più ampi, organi politici collegiali e personalità giuridica.
L'associazione è stata costituita per gestire in forma associata i servizi per il territorio e l'impresa come lo sportello unico delle attività produttive, il corpo unico di polizia municipale, la pianificazione territoriale. Gestisce inoltre per conto dei singoli Comuni il servizio del personale e i sistemi informatici. I suoi uffici servono un bacino di utenza di più di 70.000 residenti.

  • Unione Reno-Galliera: via dell'Artigiano 4/4 40016 San Giorgio di Piano tel. 051/89.04.711; sito internet www.renogalliera.it

Il Comune di San Pietro in Casale fa parte dal 2001 – insieme ad altri 133 comuni italiani (di variabile grandezza: dalle metropoli Roma, Milano, Torino a piccoli paesi) – dell'Associazione Rete Italiana Città Sane - OMS.
Questa associazione promuove le politiche e i programmi di salute pubblica locale, e attraverso il Piano per la salute (PPS) e la Valutazione di Impatto di Salute (VIS), sviluppa e monitora i sistemi locali e sviluppa metodiche per armonizzare lo sviluppo della città con la salute dei suoi cittadini.

Parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

  • Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo: Arciprete don Dante Martelli (Amministratore parrocchiale di: S. Martino di Massumatico, S. Alberto), coadiutore don Francesco Casillo
  • Parrocchia di S. Andrea di Maccaretolo: Parroco don Pietro Vescogni (e Parroco di: Ss. Simone e Giuda di Rubizzano; Amministratore parrocchiale di: S. Michele di Cenacchio, S. Giacomo M. di Gavaseto)
  • Parrocchia di S. Giacomo Maggiore di Poggetto: Amministratore parrocchiale don Dante Martelli

Molte parrocchie sono state private delle chiese, divenute inagibili, con i terremoti del 2012. Mentre le Chiese dei SS. Pietro e Paolo e di S. Giacomo Maggiore di Poggetto sono state riaperte in pochi mesi e la Chiesa di S. Andrea di Maccaretolo a fine 2013, tutte le altre sono attualmente chiuse e solo le tre parrocchie principali (in grassetto nell'elenco precedente) prestano servizio liturgico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di San Pietro in Casale - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  3. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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