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Ahmadiyya

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Liwa-e Ahmadiyya, stendardo della Ahmadiyya
Mirza Ghulam Ahmad

Ahmadiyya o Ahmadiyya Muslim Jama’at (in urdu: احمدیہ مسلم جماعت, in arabo: الجماعة الاسلامیة الاحمدیہ) è un movimento religioso musulmano, nato nel 1889 in Qadian, Punjab, una regione dell’India del Nord all’epoca sotto il controllo del Regno Unito. Ad oggi, il movimento Ahmadiyya è diffuso a livello internazionale e ha sedi in più di 200 Paesi.

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento Ahmadiyya è stato fondato nel 1889 da Mirza Ghulam Ahmad (1835-1908), nel villaggio indiano di Qadian (Punjab). Mirza Ghulam Ahmad era inizialmente noto come un grande studioso e difensore dell’Islam: nel suo famoso testo Brahin-e-Ahmadiyya (1880), infatti, Ahmad si batté soprattutto nella difesa dell’Islam dalle polemiche dei missionari cristiani e per sostenere con forza la santità del Corano e del profeta Maometto. Dopo aver più volte affermato di essere il Messia e anche l’Imam Mahdi, riferendosi nei suoi scritti alle profezie di Maometto, Mirza Ghulam Ahmad venne però screditato dagli stessi studiosi musulmani che fino a quel momento lo avevano elogiato per i suoi contributi intellettuali al servizio dell’Islam.

La comunità Ahmadiyya è stata fondata nel marzo 1889 da Ahmad, che di seguito professò tra tutti i suoi seguaci le dieci condizioni del giuramento di lealtà (in arabo: بیعة). Dopo la creazione del Pakistan, la comunità si è trasferita a Rabwah, oggi detta Chenab Nagar. Il movimento è stato dichiarato una minoranza non-musulmana dal parlamento Pakistano nel 1974, mentre nel 1984, dopo la promulgazione dell’Ordinanza XX (in inglese: Ordinance XX), è stato stabilito per gli Ahmadi il divieto di professare pubblicamente la loro fede ispirandosi alle tradizioni islamiche. Per questo motivo, dunque, Mirza Tahir Ahmad, quarto Califfo del Messia Promesso (in arabo: خلیفة المسیح), decise di trasferire la sede del suo Califfato a Londra, Regno Unito.

Nel 2003 Mirza Masroor Ahmad è nominato quinto Califfo. Mirza Masroor Ahmad attualmente vive a Londra e invia alla sua comunità messaggi e appelli alla professione di fede tramite il canale satellitare MTA International. L’appuntamento è per ogni venerdì con il Friday Sermon. Mirza Masroor Ahmad, inoltre, indirizza la sua comunità anche durante incontri e convegni nazionali e internazionali.

Il fondatore[modifica | modifica wikitesto]

Mirza Ghulam Ahmad ha dichiarato di essere stato mandato sulla terra per seguire la missione di Gesù, figlio di Maria (in arabo: عیسی ابن مریم), così come profetizzato da Maometto, essendo lui stesso Messia e Imam Mahdi. Secondo Ahmad, gli insegnamenti del Corano e le profezie dei Profeti non devono essere letti fedelmente, bensì considerati nello stesso modo in cui Gesù ha interpretato la profezia della discesa di Elia. Gesù, infatti, spiega come la profezia si sia avverata grazie all’avvento di Giovanni Battista (Matteo 11: 14; 17: 10-13; Marco 9: 11-13), venuto al mondo nel ruolo di Elia.

Ahmad ha più volte posto l’accento sulla sua venuta non come profeta indipendente, ma solo per rendere onore e servire la missione di Maometto. Nonostante questo punto fondamentale sia stato da lui ripetutamente spiegato, Ahmad è stato dichiarato eretico dagli altri studiosi musulmani contemporanei. Per Ahmad, invece, il suo compito è proprio quello di ricevere e accogliere le continue rivelazioni di Dio in qualità di profeta, seppur obbedendo e sottomettendosi a Maometto.

I califfi[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo libro “Il Testamento”[1] (in urdu: رسالہ الوصیت) (1905), Ahmad annuncia la sua morte imminente, così come spesso rivelato a lui tramite continue visioni. In questo libro, Ahmad parla di una “seconda manifestazione”, che terrà in vita la sua missione tramite il Califfato, così come avvenuto dopo Maometto per il califfato di Abu Bakr Siddiq. Per questo motivo, dopo la scomparsa di Ahmad il 26 maggio del 1908, gli Ahmadi hanno rinnovato il loro giuramento di lealtà a Hakeem Noor-ud-Din, riconoscendolo come primo Califfo del Messia (in arabo: خلیفة المسیح الاول). Il Califfo, infatti, è considerato la guida spirituale al livello internazionale, una guida capace di unire le comunità e i credenti Ahmadi sparsi in tutto il mondo. Il nuovo Califfo viene eletto subito dopo la scomparsa del Califfo uscente da un collegio elettorale; immediatamente dopo, dunque, tutti gli Ahmadi sono chiamati a rinnovare il proprio giuramento di lealtà al nuovo Califfo appena eletto.

Hakeem Noor-ud-Din, il primo Califfo Ahmadi, è stato eletto il 27 maggio 1908, esattamente un giorno dopo la scomparsa del fondatore Mirza Ghulam Ahmad. Il secondo Califfo, Mirza Basheer-ud-Din Mahmood Ahmad, è stato eletto nel 1914 dopo la scomparsa del Califfo uscente. Dal 1965 al 1982, invece, il posto di Khalifatul Masih è stato preso dal terzo Califfo, Mirza Nasir Ahmad, e subito dopo da Mirza Tahir Ahmad, diventato dunque il quarto Califfo (1982 - 2003). Oggi il movimento è guidato da Mirza Masroor Ahmad, il quinto Califfo, che attualmente vive a Londra, la città dalla quale invia messaggi alla sua comunità.

La scissione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la scomparsa del primo Califfo, una parte degli Ahmadi ha deciso di intraprendere una nuova strada, separandosi dalla comunità originaria sotto la guida di Maulana Muhammad Ali, fondatore del movimento “Lahore Ahmadiyya Movement for the Propagation of Islam” (in urdu: احمدیہ انجمنِ اشاعتِ اسلام). La comunità di Maulana Muhammad Ali, dunque, ha deciso di non riconoscere i successivi Califfi della Ahmadiyya Muslim Jama’at.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

La moschea ahmadi di San Pietro in Casale, Bologna

In Italia il movimento è registrato come Associazione, con il nome di “The Ahmadiyya Muslim Jama’at Italia”[2], con sede nazionale a San Pietro in Casale, Bologna. Il gruppo conta centinaia di persone di varie nazionalità tra le quali la stessa Italia, ma anche l’Algeria, il Morocco, il Pakistan, il Bangladesh, il Ghana, il Gambia, la Tunisia, Togo e la Somalia.

Negli ultimi anni sono state lanciate diverse campagne di informazione nazionali, come la campagna “Musulmani per la Pace” e la campagna “Musulmani per la lealtà”. La comunità in Italia è conosciuta per il motto: Amore per Tutti Odio per Nessuno[3].

Persecuzione e opposizione[modifica | modifica wikitesto]

La comunità Ahmadiyya ha affrontato, fin dal principio, una forte opposizione e persecuzione. I primi due martiri, Shehzada Abdul Latif (ucciso nel 1902) e Mian Abdul Rahman (ucciso nel 1901), sono stati torturati e uccisi in Afghanistan per aver aderito all’Ahmadiyya e per aver dichiarato l’Islam una religione non violenta. Nonostante siano sempre di più gli studiosi della religione musulmana a confermare come l’Islam non promuova la violenza, l’opposizione persiste, oggi nelle vesti della critica a Mirza Ghulam Ahmad e al suo dichiararsi profeta. Secondo gli Ahmadi, Mirza Ghulam Ahmad ha più volte sostenuto nei suoi scritti come Maometto sia il Sigillo del Profeta (in Arabo: خاتم النبیین), e che nessun profeta potrà mai affermare una nuova Sharia dopo Maometto e il Corano. Mirza Ghulam Ahmad ha fatto appello alla condizione di profeta solo nel senso che Dio continua a rivelare Se Stesso ai fedeli mostrando i Suoi miracoli attraverso le Sue persone fidate, fino a che queste continueranno a far fede e obbedire a Maometto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Will, alislam.org.
  2. ^ Sito ufficiale, alislam.it.
  3. ^ The Official Website of the Ahmadiyya Muslim Community UK, loveforallhatredfornone.org.

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