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Ahmadiyya

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Liwa-e Ahmadiyya, stendardo della Ahmadiyya
Mirza Ghulam Ahmad

La Ahmadiyya (in urdu: أحمدیہ, in arabo: أحمدية‎) è un movimento religioso organizzato, nato in India in ambito islamico. È diffuso a livello internazionale e ha sedi in 193 paesi. Nel Regno Unito, a Londra, nel sobborgo di Merton, si trova la sede centrale con la principale moschea Ahmadiyya - la Baitul Futuh[1]- che è la più grande d'Europa.

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento della Ahmadiyya è stato fondato nel 1889 da Ḥażrat (che in persiano significa "Eccellenza") Mirza Ghulam Ahmad (1835-1908) nel remoto villaggio indiano di Qadian (Punjab). È uno dei 73 gruppi originatisi in alveo islamico, di estrazione sunnita. Secondo i dettratori il movimento avrebbe fatto parte del preteso piano dei britannici nel subcontinente indiano di allontanare le persone dalla loro religione, soprattutto dall'obbligo del Jihād: doveva far sì che i coloni non venissero combattuti in nome dell'Islam. Mirza Ghulam Ahmad era inizialmente noto come propagandista (ﺩﺍﻋﻲ, dāʿī) musulmano ma il 4 marzo 1889 sostenne improvvisamente di essere il rinnovatore della religione su esplicito incarico di Allah, proclamando di essere il riformatore tanto atteso da varie comunità religiose nei Giorni Ultimi che precedono il Giudizio universale, proclamando di fatto che la rivelazione profetica non era mai stata fermata. I musulmani odierni puntano qui ad una contraddizione esplicita con la concezione islamica sunnita riguardante la profezia, considerata per sempre conclusa con la missione di Maometto. Anche se sarebbe bene ricordare che i primi musulmani, durante il khulafa-e-rashideen, non lo consideravana come tale.

Mirza Ghulam Ahmad sosteneva l'insegnamento del Corano quando riprendeva il suo famoso detto Lā ikrāh fī dīn: "Non c'è costrizione nella religione" (II:256). Rifiutava decisamente la violenza e il terrorismo in qualsiasi forma e per qualsiasi motivo. Il suo motto inglese era "Love for All, hatred for None", ossia "Amore per tutti, odio per nessuno".

Il movimento della Ahmadiyya è considerato dagli adepti divinamente ispirato, con l'obiettivo di fare rinascere i valori morali e spirituali dell'Islam. Incoraggia il dialogo interreligioso ed è impegnato nell'opera di correzione dei vari malintesi che si nutrono sull'Islam in Occidente.

Lahore Ahmadiyya Movement[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la scomparsa del primo califfo, una parte degli Ahmadi si separò sotto la guida di Maulana Muhammad Ali, che fu il primo presidente del nuovo movimento Lahore Ahmadiyya Movement for the Propagation of Islam (in urdu: احمدیہ انجمنِ اشاعتِ اسلام). Questo gruppo non segue i califfi successivi della Ahmadiyya Muslim Jama’at e propongono una definizione diversa della missone del fondatore del movimento.

Il Califfato[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo libro “Il Testamento” (in urdu: رسالہ الوصیت) Ahmad annunciò che è stato frequentemente avvisato tramite visioni e rivelazioni che il tempo della sua morte è vicino. In questo libro ha parlato di una “seconda manifestazione” che manterrà la sua missione che sarà in forma del califfato come il califfato di Abu Bakr Siddiq, dopo Muhammad. Così, gli Ahmadi, dopo la scomparsa di Ahmad (26 maggio 1908), hanno rinnovato il loro giuramento di lealtà alla mano di Hakeem Noor-ud-Din, accettandolo come il primo califfo del Messia (in arabo: خلیفة المسیح الاول). Il califfo è considerato la guida spirituale al livello internazionale, che guida e unisce gli Ahmadi di tutto il mondo. Un califfo è eletto subito dopo la scomparsa del califfo precedente da un collegio elettorale e tutti gli Ahmadi rinnovano il loro giuramento di lealtà alla mano del nuovo califfo. Il primo califfo, Hakeem Noor-ud-Din è stato eletto nel 27 maggio 1908 un giorno dopo la scomparsa del fondatore Mirza Ghulam Ahmad. Il secondo califfo, Mirza Basheer-ud-Din Mahmood Ahmad, è stato eletto nel 1914 dopo la scomparsa del califfo precedente. Così il terzo califfo, Mirza Nasir Ahmad, ha seguito il ruolo del Khalifatul Masih dal 1965 al 1982, quando è stato seguito da Mirza Tahir Ahmad, il quarto califfo (1982 al 2003). Oggi il movimento è guidato da Mirza Masroor Ahmad, il quinto califfo.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Una valutazione affidabile circa la consistenza numerica del movimento è complessa, dal momento che gli Ahmadi (Qadiani e Lahori) tendono a parlare di varie decine di milioni di fedeli in tutto il mondo mentre, per converso, i vari paesi musulmani (Pakistan in testa) tendono a sottostimarla.

Calcoli di problematica affidabilità forniscono la cifra di circa 10 milioni di adepti (4 dei quali nel solo Pakistan, e altri 4 in India). Secondo gli Ahmadi il numero è tuttavia maggiore e in crescita, soprattutto in Asia e Africa.

In generale sembra che il gruppo maggioritario Qadiani è più organizzato degli altri sotto gruppi Ahmadiyya anche se quest'ultimi godono di una diversità di opinione maggiore non seguendo loro un rigido talvolta contro-produttivo modello gerarchico.

Discriminazioni[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente la sede centrale del movimento era a Qadian (India), poi a Rabwa (Pakistan) prima di passare, per motivi principalmente legati alla libertà di culto, a Londra (Regno Unito). Gli Ahmadi sono vittime di intolleranza religiosa, perseguitati e/o severamente discriminati in paesi come Pakistan, Bangladesh, Indonesia e in Arabia Saudita.[2][3]

Al 2015 nel mondo solo il governo pakistano e quello d'Israele obbligano (una parte) dei loro cittadini a dichiarare la propria appartenenza religiosa sul passaporto. Nel Pakistan solo i cittadini Ahmadi - ad esclusione degli altri cittadini - devono dichiarare di essere Ahmadi sul passaporto. Anche i mussulmani arabi in Israele sono vittime di questo tipo di discriminazione sistematica: devono dichiarare di essere arabo sul passaporto. Nel mondo libero -ad esempio USA/EU - puntare un gruppo etnico in questo modo non è considerato legale.

Il governo wahhabita dell'Arabia Saudita -finanziatore di più gruppi estremisti e/o terroristici nel mondo- non permette agli Ahmadi di compiere il Hajj (quinto pilastro dell'Islam, perché giudicati miscredenti in quanto credono che Mirza Ghulam Ahmad sia un profeta e che Allah mandi secondo la sua insindacabile volontà profeti anche dopo Maometto.[4] Di conseguenza non pochi Ahmadi hanno richiesto e ottenuto asilo politico in paesi occidentali.


Sigillo dei profeti[modifica | modifica wikitesto]

In realtà nel Corano (XXXIII:40 "Muhammad non è padre di nessuno dei vostri uomini, egli è l'Inviato di Allah e il sigillo dei profeti. Allah conosce ogni cosa") Muhammad viene proclamato "sigillo dei profeti" (Khāṭim al-anbiyāʾ), ma non ultimo dei profeti in ordine di tempo. Cioè significa per gli Ahmadi che Dio è sempre libero di mandare altri profeti ma sempre dello stampo di Muhammad. Secondo la Ahmadiyya, Mirza Ghulam Ahmad riflette le qualità del suo maestro Muhammad, "come la luna riflette la luce del sole".

Gli errori interpretativi del Corano e della Sunna, e nuove esigenze comportate dal progredire del tempo fanno affermare la necessità di "rivivificazione" del messaggio religioso, sulla scorta di un ḥadīth che dice: "Dio invierà alla comunità, ogni cento anni, chi rinnoverà la sua religione"[5]. Dice il Corano (XV:10): "Noi abbiamo fatto scendere il Monito, e Noi ne siamo i custodi".

Tali "rinnovatori" sono chiamati mujaddid.

Mujaddid[modifica | modifica wikitesto]

Un elenco dei vari Mujaddid apparsi nel corso degli ultimi 1400 anni, è riportato di seguito.[6] Questi mujaddid sono considerati i più importanti uomini di religione e i migliori studiosi del loro tempo.

Secolo Nome del Mujaddid Egira Gregoriano
I ʿOmar ibn ʿAbd al-ʿAzīz 60-101 717-720
II Aḥmad b. Ḥanbal 164-241 780-855
III Abū l-Ḥasan al-Ashʿarī 260-324 873-935
IV Abū Bakr al-Baqillānī 350-403 950-1013
V Abū Ḥāmid al-Ghazālī 450-505 1058-1111
VI ʿAbd al-Qādir al-Jīlānī 470-561 1077-1166
VII Ibn Taymiyya 661-728 1263-1328
VIII Ibn Ḥajar al-ʿAsqalānī 773-852 1372-1449
IX Jalāl al-Dīn al-Suyūṭī 849-911 1445-1505
X Muḥammad Ṭāhir Gujarātī 913-986 1507-1578
XI Ahmad Sirhindi 971-1034 1564-1624
XII Shāh Walīullāh Dihlawī 1113-1175 1702-1762
XIII Aḥmad Barelvī 1201-1246 1786-1831
XIV Mirza Ghulam Ahmad 1251-1326 1835-1908

In questo elenco, solo un mujaddid è iscritto per ogni secolo. Gli Ahmadi ritengono che ultimo mujaddid (XIV secolo dell'Islam, concluso nel 1980) sia stato Mirza Ghulam Ahmad mentre i musulmani sunniti, ostili alla Ahmadiyya, concordano sulla eccellenza nel XX secolo della figura dello Shaykh Muḥammad Nāṣir al-Dīn al-Albānī.

Molti musulmani, inoltre, riconoscono più di un mujaddid nei vari secoli. Ad esempio, due mujaddid sono riconosciuti per il II secolo dell'Islam: Aḥmad b. Ḥanbal e l'Imam Muḥammad b. Idrīs al-Shafiʿī. Allo stesso modo, Abū ʿUbayd Nīshāpūrī è incluso con Abu Bakr al-Baqillani come mujaddid del IV secolo del calendario islamico. Per il VII secolo del calendario islamico, Muʿīn al-Dīn Cishtī è riconosciuto al pari dell'Imam Ibn Taymiyya, e per l'VIII secolo, Ṣāleḥ b. ʿOmar è annoverato con Ibn Ḥajar al-ʿAsqalānī. Allo stesso modo, per il IX secolo, Syed Muḥammad Jawnpuri è indicato assieme a Jalāl al-Dīn al-Suyūṭī.

La veracità del Messia[modifica | modifica wikitesto]

Seguono alcuni argomenti addotti in favore del fondatore del movimento della Ahmadiyya/Mirza Ghulam Ahmad:

In base a un brano coranico che afferma: "Egli è Colui che ha inviato tra gli illetterati un Messaggero della loro gente, che recita i Suoi versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la Saggezza, anche se in precedenza erano in errore evidente; e ad altri che ancora non li hanno raggiunti [nella fede]. Egli è l'Eccelso, il Saggio". (Corano LXII:3, 4) il messaggio del Profeta era per un lato destinato non solo agli Arabi ma anche per tutti i non-Arabi, e non solo ai suoi contemporanei ma anche alle generazioni a venire, fino alla fine dei tempi. Secondo la Ahmadiyya, il riferimento coranico renderebbe implicito un secondo avvento profetico, nella persona del Messia promesso degli Ultimi Giorni.

Abu Hurayra, un Compagno del Santo Profeta racconta: «Un giorno eravamo seduti con il Santo Profeta quando questo versetto fu rivelato. Chiesi a Muhammad: "chi sono le persone a cui le parole 'e ad altri che ancora non li hanno raggiunti' si riferiscono?". Salmān, un Compagno persiano era seduto in mezzo a noi. Il Santo Profeta mise una mano sulle spalle di Salmān e disse: "se la fede dovesse andare fino alle Pleiadi, un uomo tra questi lo troverebbe sicuramente"».[7]

Mirza Ghulam Ahmad aveva intorno ai 40 anni quando i suoi seguaci affermano che iniziasse ad essere in comunicazione costante con Allah. Rimase 'collegato' -cioè continuo a ricevere rivelazioni- per oltre 30 anni, prima di tornare al Creatore. A proposito dei falsi profeti, il Corano (69:44-50) dice:

44. È una Rivelazione venuta dal Signore dei Mondi.
45. Se [Muhammad] Ci avesse mendacemente attribuito qualche discorso,
46. lo avremmo certo afferrato per la mano destra,
47. e quindi gli avremmo reciso l'aorta
48. e nessuno di voi avrebbe potuto impedirCelo.
49. In verità questo è un Monito per i timorati [di Allah]!
50. Sappiamo che tra voi c'è chi lo tratta da bugiardo;

Il Santo Profeta Muhammad rimase in vita per 23 anni da quando dichiarò di essere in comunicazione costante con Allah l'Altissimo. Questo standard di 23 anni è stato accettato dai vari mujaddid, dagli awliyā[8] e dai grandi Imam [del pensiero islamico] per riconoscere un verace destinatario della rivelazione divina

Le eclissi[modifica | modifica wikitesto]

Ḥażrat Imām Baqar Muḥammad b. ʿAlī ha narrato il seguente ḥadīth di Maometto:[9] Per il nostro Mahdi vi sono due segni: ci sarà un'eclissi di Luna la prima notte di Ramaḍān (cioè la prima delle notti in cui un'eclissi lunare può verificarsi), e di sole nel mezzo (cioè il giorno mediano di Ramaḍān), e questi segni non sono apparsi da quando Dio creò il cielo e la terra.

Il momento della sua nascita[modifica | modifica wikitesto]

Più ḥadīth puntano all'inizio del XIV secolo del calendario islamico per quanto riguarda l'avvento del Messia e Mahdi. Il XIX secolo terminò il 7 novembre 1980, con la comparsa del 'Hilāl (luna) di Muharram', primo mese lunare, mentre il XV secolo iniziò l'8 novembre 1980.

Il luogo della sua nascita[modifica | modifica wikitesto]

Il Santo Profeta ha detto che il Messia apparirà in Oriente[10]. Altri ḥadīth suggeriscono che Il Mahdi scenderà nei pressi di un minareto bianco, ad est di Damasco[11]. Il quarto successore di Mirza Ghulam Ahmad, Ḥażrat Mirza Tahir Ahmad, ha spiegato in modo esaustivo la necessità di interpretare questi ḥadīth come una metafora, in quanto sono stati probabilmente concepiti per confermare la credenza della comparsa di ʿĪsā ibn Maryam (ossia Gesù) come disceso dal cielo alla fine dei tempi all'altezza di un minareto della Moschea degli Omayyadi di Damasco. Tuttavia, la latitudine di Damasco è 33.51 e quella di Qadian 31.82, cioè quasi in linea retta e proprio ad est di Damasco.

Un'altra profezia dice: "Il Mahdi apparirà in un villaggio il cui nome sarà chiamato Kadi'a."[12]. Per traviso linguistico, Qadian ed assimilabile a Kadia.

Scissioni nell'Islam[modifica | modifica wikitesto]

Mai, il tuo Signore annienterebbe ingiustamente le città, se i loro abitanti agissero rettamente. Se il tuo Signore avesse voluto, avrebbe fatto di tutti gli uomini una sola comunità. Invece non smettono di essere in contrasto tra loro, eccetto coloro ai quali il tuo Signore ha concesso la Sua misericordia. Per questo li ha creati. Così si realizza la Parola del tuo Signore: “In verità riempirò l'Inferno di uomini e di dèmoni assieme”. Ti raccontiamo tutte queste storie sui messaggeri, affinché il tuo cuore si rafforzi. In questa [sura] ti è giunta la verità insieme con un ammonimento ed un monito per i credenti. (11:117-120)

Sara bene ricordare questo celebre hadith dell'Inviato di Allah (pace e benedizione su di lui) Disse il profeta: Gli Ebrei si sono divisi in 71 sette, i cristiani in 72, e questa comunità si dividerà in 73. Tutte queste sette (inteso al momento quando raggiungerà 73 gruppi distinti, e quindi non riguarda ad esempio i primi musulmani che all momento dell'uccisione del quarto khulafa-e-rashedeen Hazrat Ali (alaysalam) erano 3 gruppi distinti: i musulmani in disaccordo con Muawiya (così detto quinto califfo ma non 'rashedeen' cioè non ben guidato), i musulmani seguaci di Muawiya, e i musulmani amici di Hazrat Ali (alaysalam)) saranno nell'inferno ad eccezione di una: quella stessa che seguirà quello che seguiamo io e miei compagni (Tabari X, 141). Cioè oltre ai fondamenti enfasi sulla pace e la conoscenza, il progresso spirituale, un sistema di califfato ben guidato dalla via retta del Corano accompagnato dalla sunnah, la certezza che Gesù (alaysalam) non è in alcun modo partecipe alla divinità di Allah: morì naturalmente come tutti gli altri profeti. ʿAbd Allāh b. ʿUmar riferisce che il Santo Profeta (pace su di lui) disse: "Sicuramente le cose accadranno alla mia gente come è successo in precedenza agli Ebrei, si assomiglieranno come un paio di scarpa nella misura in cui se qualcuno tra gli israeliti ha apertamente commesso adulterio con sua madre ci sarà qualcuno che farà lo stesso nella mia Umma. In verità gli israeliti si scissero in 72 sette,[13] ma [anche] il mio popolo sarà diviso in 73 sette, tutte destinate al Fuoco [eterno], tranne una. "I Compagni chiesero: 'Chi sono, o Messaggero di Allah?' Il Santo Profeta (pace su di lui) disse: "Sono quelli che saranno come me e i miei Compagni."[14]

In Pakistan nel 1974, sotto pressione del re saudita Fayṣal, il governo di Bhutto cedé agli estremisti: 72 sette di matrice islamica dichiararono all'unanimità gli Ahmadi non-musulmani. La costituzione del 1973 fu emendata di conseguenza. Questo tipo accanimento unanime non era mai successo, neanche nel caso degli Shi'a.

Mirza Ghulam Ahmad sostenne, sulla scorta delle rivelazioni ricevute da Allah, che i segni/le profezie si erano avverati nella sua persona e dichiarò sotto giuramento di essere il Messia promesso e il Mahdi.

Gesù Cristo e mubahillah[modifica | modifica wikitesto]

In verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo che Egli creò dalla polvere, poi disse: "Sii" ed egli fu. [Questa è] la verità [che proviene] dal tuo Signore. Non essere tra i dubbiosi. A chi polemizza con te, ora che hai ricevuto la scienza, dì solo: "Venite, chiamiamo i nostri figli e i vostri, le nostre donne e le vostre, noi stessi e voi stessi e invochiamo la maledizione di Allah sui bugiardi" (Corano III:60, 61, 62)

Tuttora il mubahillah (sfida spirituale) rimane aperto per chiunque volesse sfidare il movimento nei suoi fondamenti. Si invita l'utenza a prendere contatto con un responsabile locale (tramite un sito locale o direttamente sul sito di Londra).

Il movimento suggerisce un'interpretazione della resurrezione di Gesù, secondo la quale Yuz Asaf (nome con cui è chiamato Gesù) sarebbe stato crocifisso e sarebbe sopravvissuto 4 ore sulla croce, quindi si sarebbe ripreso dal suo svenimento all'interno della tomba in cui era stato deposto. Sarebbe più tardi morto in Kashmir in tarda età mentre era alla ricerca delle tribù perdute d'Israele.

In Srinagar, nel Kashmir si trova infatti un monumento tradizionalmente indicato come il santuario di Roza Bal «la tomba di ‘Īs»[15] (nome simile a quello con il quale i musulmani chiamano Gesù, ʿĪsā ibn Maryam), il luogo dove si trovano le spoglie mortali di Yuz Asaf (nome indiano buddista), il profeta venuto dall'occidente. Egli avrebbe annunciato la venuta di Muhammad dopo di lui: cosa che i cristiani avrebbero male interpretato.

Gli gnostici pensano che questa interpretazione della resurrezione di Gesù sia forse stata ispirata dal docetismo,

Tale ipotesi è stata ripresa e divulgata in occidente in tempi relativamente recenti dagli scritti dell'ufologo Andreas Faber-Kaiser[16]. Questi si rifaceva, a sua volta, al contenuto di un preteso e mai mostrato manoscritto tibetano (che dunque con l'Islam non ha nulla a che fare), che il giornalista russo Nicolas Notovitch aveva riportato nel libro La vie inconnue de Jesus Christ pubblicato in lingua francese nel 1894. In tale manoscritto sarebbe stata contenuta la narrazione della vita di Gesù in Tibet. Notovich affermava di aver ricevuto il manoscritto dalle mani del superiore del monastero di Hemis nel Ladakh indiano ma, alle richieste degli studiosi occidentali, il superiore affermò di non aver mai incontrato Notovich, e lo denunciò come mentitore. Il manoscritto, non è mai stato visto né mostrato a nessuno. Della confutazione delle affermazioni di Notovich si occuparono, all'epoca, il teologo statunitense Edgar J. Goodspeed, l'orientalista tedesco Friedrich Max Müller e un non meglio identificato professor J. Archibald Douglas.

La tesi di Gesù morto in India è sostenuta anche da Omraam Mikhaël Aïvanhov e, secondo Paramhansa Yogananda, Gesù sarebbe vissuto in India dai 13 ai 30 anni circa (anni di cui i Vangeli non parlano), benché entrambi i maestri spirituali si limitino a citarla senza approfondire e circostanziare l'argomento.

Muhammad e Gesù[modifica | modifica wikitesto]

Attenendosi all'argomento principale che è l'Ahmadiyya, non sarebbe qui il luogo appropriato per elencare tutte le persone che hanno avuto modo di ricercare questa tesi che infine non è l'unico aspetto importante dell'Ahmadiyya. Tuttavia si nota che la dinamica Ahmadiyya ha contribuito fortemente a democratizzare questi interpretazioni comunque più razionali e coerenti rispetto alla teoria alternativa dominante (che la persona fisica di Gesù avrebbe sfidato la gravità per andare non si sa bene dove.. mentre il prototipo massimo – Muhammad, pace su di lui - è beatamente sepolto sotto terra come tutti gli altri profeti prima di lui).

Eppure Muhamad ed i suoi credevano che Gesù sia morte. Disse Muhammad:

Se Gesù e Mosè fossero stati vivi, mi avrebbero seguito.[17]

Gesù figlio di Maria ha vissuto per 120 anni, e mi vedo entrare solo agli inizi degli anni sessanta ".[18]

Nel Bukhari, si segnala che, nel Miraj(ascesa spirituale), il Santo Propheta vide Hadhrat Yahyaas e Hadhrat Gesu nel secondo cielo. Se Hadhrat Yahyaas è morto, allora Hadhrat Gesù è morto pure lui.

In Bukhari, si è registrato che dopo la morte di Hadhrat Muhammad, alcuni compagni come Hadhrat Umar ibn al-Khattab, dubitavano che era veramente morto. Tuttavia, Hadhrat Abu Bakar, salì sul pulpito della moschea e recitò il versetto coranico: Muhammad è solo un messaggero. Tutti i Messaggeri prima di lui sono deceduti. Se muore, o viene ucciso, ritornereste sui vostri passi? (3:145)

Dopo il breve discorso e la recitazione di questo versetto, i compagni si resero conto che in effetti, il Santo Profeta Muhammad era morto. NESSUNO obiettò che Hadhrat Gesù o qualche altro profeta non fosse morto. TUTTI accettarono e confermarono la morte di tutti i profeti PRECEDENTI. Questo fu il primo ijma (consenso) della comunità musulmana sotto il primo califfo (khulafa-e-rashideen).

Sebbene diverse teorie riguardante la resurrezione (fisica) dell'inviato Gesù pre-esistono Mirza Ghulam Ahmad, egli affermò che i punti chiavi della teoria come da lui esposta fu rivelata [libro originale in Urdu: Massih Hindustan Mein. Traduzione: Gesù in India]. Cioè pone fine, per gli Ahmadi, ad ogni speculazione sulla divergenza delle varie teorie che esistono.

Attività e communicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo, oltre ad essere attivo nella formazione religiosa e culturale dei suoi componenti, è anche molto attivo nel servizio missionario dell'umanità in generale. Dovunque il movimento si sia stabilito, cerca di esercitare un'influenza missionaria costruttiva dell'Islam attraverso progetti sociali, istituti educativi, servizi medico-sanitari, pubblicazioni islamiche e costruzione di madrasse (in arabo: مدرسة‎, madrasa, ossia "scuole"), consentendo agli allievi di fregiarsi dei titoli di ḥāfiẓ (in arabo: حافظ‎, letteralmente "preservatore, ossia chi conosce a memoria il Corano" e di "dotto" (in arabo: عالم‎, ʿālim), malgrado la persecuzione di cui sono vittime gli Ahmadi in alcuni paesi. Il movimento ha dato vita all'organizzazione umanitaria "Humanity First", che svolge missioni umanitarie in vari paesi (Bosnia, Kosovo, nella giapponese Kobe, nell'indonesiana Aceh, nel Kashmir pakistano e in altri Paesi ancora).

Il gruppo ha un canale TV satellitare internazionale, Muslim Television Ahmadiyya International, che trasmette sulla banda 24.7 in urdu, inglese, bengali, francese, tedesco, arabo, hausa, swahili e indonesiano. Tutta la gestione di questo canale è affidata a volontari come la maggiore parte delle sue attività nei vari paesi. Altri mezzi di comunicazione comprendono Internet, numerosi libri in varie lingue ed altre pubblicazioni. Il gruppo è completamente autofinanziato con i contributi degli aderenti che possono raggiungere circa il 10% dello stipendio. Tale jihād (sacrificio) monetario è forse eguagliato solo dalla comunità sciita.

Detrattori[modifica | modifica wikitesto]

Come già accennato, i leader musulmani affermano l'ereticità della Ahmadiyya: è fuori dalla sirāṭ al-mustaqīm (la Via retta). La comunità islamica, nelle sue varie declinazioni è unanime nel rifiutare un qualsiasi riconoscimento a Mirza Ghulam Ahmad, che viene anzi bollato come murtadd, cioè apostata dall'Islam, a causa dell'incompatibilità secondo loro irriconciliabile tra le dottrine da lui professate e il credo islamico.

Parimenti, secondo i musulmani non-Ahmadi, il movimento dei seguaci di Mirza Ghulam Ahmad non è solo eterodosso, ma totalmente "estraneo" all'Islam. Questo è forse l'unico fattore che unisce tutte le varianti della comunità islamica e confermerebbe secondo la Ahmadiyya un noto ḥadīth riguardante gli Ultimi Giorni che precedono il Giudizio Universale.

Eppure siamo stati avvertiti nel upgade finale della Religione (Deen):

Il Messaggero ha creduto in ciò che gli è stato rivelato da parte del Signore. Come i credenti: tutti hanno creduto in Dio, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi profeti: “Noi non facciamo differenza alcuna fra i Suoi profeti”. E hanno detto: “Abbiamo ascoltato e abbiamo obbedito, Signore perdona, verso di te il divenire”.— (Sura La Giovenca, v. 285).

Non giunse loro alcun Monito, da parte del loro Signore, che non ascoltassero irriverenti (Sura XXI I Profeti, v.2)

Inviammo i nostri messaggeri, in successione. Ogni volta che un messaggero giunse a una comunità, lo trattarono da impostore. Facemmo sì che succedessero le une alle altre e ne facemmo [argomento di] leggende. Periscano per sempre le genti che non credono! (Sura XXIII I Credenti, v. 44)

A proposito dei profeti subordinati:

E quando Allah accettò il patto dei Profeti: “Ogni volta che vi darò una parte della Scrittura e della saggezza e che vi invierò un messaggero per confermarvi quello che avete già ricevuto, dovrete credergli e aiutarlo”. Disse: “Accettate queste Mie condizioni?”. “Accettiamo” dissero. “Siate testimoni e io sarò con voi testimone. (Sura III La Famiglia di Imran, v.81)

Quanto poi a chi volgerà le spalle, questi saranno i perversi.” (Sura III La Famiglia di Imran, v.82)

Osservando le ultime faccende al riguardo dell'Islam, sembra proprio che il destino fa si che i mussulmani non-Ahmadi ora sono costretti ad accetare dai non-mussulmani (kafir) buona parte di quanto uno mandato dal Clementissimo fra di loro predicava - incluso il ridimensionamento del Jihad, la convivenza pacifica tra popoli diversi, l'educazione, lo sviluppare del legame personale con il Creatore Supremo, ecc.

Ci sono sempre stati dei detrattori contro i messaggeri di Dio:

Ad ogni profeta assegnammo un nemico: diavoli tra gli uomini e dèmoni, che si suggeriscono a vicenda discorsi fatui e ingannevoli. Se il tuo Signore avesse voluto, non l'avrebbero fatto. Lasciali soli con le loro invenzioni (6:112)

Prima di loro il popolo di Noè tacciò di menzogna e dopo di loro [lo fecero] i coalizzati. Ogni comunità tramò contro il suo messaggero, cercando di impadronirsene. Polemizzarono con falsi [argomenti] per respingere la verità. Li afferrai infine, e quale fu la Mia sanzione! (40:5)

Accettammo il patto dei Figli di Israele e inviammo loro i messaggeri. Ogni volta che un messaggero recò loro qualcosa che i loro animi non desideravano, ne tacciarono di menzogna alcuni, e ne uccisero altri. (5:70). O fratelli musulmani, occhio ai figli d'Israel. (5:70)

Se gli abitanti di queste città avessero creduto e avessero avuto timor di Allah, avremmo diffuso su di loro le benedizioni dal cielo e dalla terra. Invece tacciarono di menzogna e li colpimmo per ciò che avevano fatto. (7:96)

E non venne loro messaggero, di cui non si burlassero.(15:11)

La loro retribuzione sarà l'Inferno, per la loro miscredenza e per essersi burlati dei Miei segni e dei Miei Messaggeri. (18:106)

Non mai giunse un messaggero a quelli che li precedettero senza che gli dicessero: “Sei uno stregone, un pazzo!”.(51:52)

In Europa[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il gruppo conta qualche centinaia di persone di varie origini con presenze più numerose a Padova/Vicenza, Brescia, Milano/Como, Parma, Bologna e Roma. Il centro culturale della comunità, acquistato il 10 ottobre del 2008, si trova a San Pietro in Casale (Bologna). Una presenza si registra anche a Malta con la sede principale a Ta' Xbiex. In Germania dove la comunità è forse più numerosa in Europa, i raduni annuali (Jalsa) racolgono circa 50,000 persone. Ecco un elenco dei siti nazionali ed altri affiliati con il movimento Ahmadiyya.

Il defunto sir Muhammad Zafrullah Khan (primo ministro degli Affari Esteri pakistano; presidente della 16ª Assemblea generale delle Nazioni Unite; Presidente e Giudice della Corte internazionale di giustizia, dell'Aia), il Dott. Abdus Salam (Premio Nobel per la fisica in 1979 e fondatore e direttore dell'International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste) e lo scienziato nucleare Abdul Qadeer Khan sono stati membri della Ahmadiyya.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Baitul Futuh Mosque in London. Ahmadiyya Muslim Community.
  2. ^ thepersecution.org, persecuzioni nel nome dell'Islam.
  3. ^ persecutionofahmadis.org, terrorismo nel nome dell'Islam.
  4. ^ proibizioni in terra santa, monopolio del Hajj.
  5. ^ Hadith tramandato da Abū Daʾūd
  6. ^ https://www.alislam.org/books/religiousknowledge/sec5.html
  7. ^ Ḥadīth riportato nel suo Ṣaḥīḥ da Bukhari.
  8. ^ Pl. di wali (qui nell'accezione di "santo").
  9. ^ Dār-e Quṭnī, Vol 1, p. 188 http://www.alislam.org/topics/eclipses/response-to-mcnaughton.html
  10. ^ Ibn Maja
  11. ^ Muslim
  12. ^ Jawāhir al-asrār, p. 55
  13. ^ 73 Divisions in Islam
  14. ^ Tirmidhi, Kitāb al-Īmān
  15. ^ Il sepolcro di Gesù http://www.alislam.org/topics/jesus/
  16. ^ "Gesù visse e morì in Kashemir. La tomba di Gesù a Srinagar?", Milano, 1978
  17. ^ Kathir vol II, p. 245 e al yawaqit wal Jawahir, parte 2, p. 24.
  18. ^ Kanz al Ummal, parte 6, p.120

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