Samoggia

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Samoggia
Stato Italia Italia
Regioni Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Lunghezza 60 km
Portata media 5 m³/s
Bacino idrografico 400 km²
Altitudine sorgente 830 m s.l.m.
Nasce Monte Pigna
Sfocia fiume Reno

Il Samoggia (la Samûż, sostantivo di genere femminile, in dialetto bolognese[1]) è un importante corso d'acqua del modenese e del bolognese, l'ultimo affluente di sinistra del Reno, il più lungo (60 km), ma secondo al Silla per portata d'acqua (mediamente 5 m³/s alla confluenza nel Reno) tra i tributari di sinistra, a regime fortemente torrentizio: le portate minime sono dell'ordine di 0,5 m³/s nel periodo estivo (con minimi assoluti di 0,1 m³/s), il modulo medio primaverile è circa il triplo di quello annuo, mentre le portate massime ordinarie superano i 100 m³/s, ma possono superare largamente i 500 m³/s nelle piene centennali (già a Calcara, ben prima di ricevere il Lavino, fu misurata una portata massima di 452 m³/s), nel qual caso esonda nelle zone di pianura. A Bazzano, cittadina che attraversa è chiamato "La Gèra" (in italiano La Ghiaia).

Nasce a circa 830 metri di altitudine dal monte Pigna (884 m), nel territorio comunale di Vergato e col nome di rio della Ghiaia è noto fino a Montetortore, frazione di Zocca, in provincia di Modena; entrato poi nella città metropolitana di Bologna, sviluppa il restante corso (caratterizzato nel tratto infracollinare da un ghiaieto relativamente ampio nel quale il torrente divaga), tranne un breve tratto di pianura ancora in provincia di Modena. Il paesaggio di questa parte del corso è caratterizzato da una valle con argille scagliose che formano diffuse formazioni calanchifere all'origine di numerosi smottamenti e frane.

Bagna Savigno, riceve a Monteveglio, da sinistra, il torrente Ghiaia di Serravalle, bagna Bazzano, entra in pianura a Piumazzo in località Fabbreria, da Calcara di Crespellano scorre incassato fra possenti arginature. È valicato dalla Via Emilia a Ponte Samoggia (dal 1883 al 1938 percorso dalla tranvia a vapore Bologna-Casalecchio-Vignola) e dalla Via Persicetana a San Giacomo di Martignone: nel tratto compreso tra questi due ponti riceve da destra il non meno importante rio Martignone, che scende da Oliveto. In località Forcelli, fra San Giovanni in Persiceto e Sala Bolognese, riceve da destra, il suo maggior affluente, il torrente Lavino che gli reca circa un terzo della portata d'acqua complessiva. Termina il suo corso nel Reno fra Castello d'Argile e la frazione San Matteo della Decima di San Giovanni in Persiceto.

Il bacino del Samoggia ha sempre rappresentato storicamente l'area di transizione fra il bolognese ed il modenese, un'area assai ricca di storia da ben oltre un millennio: a Zappolino, sul torrente Ghiaia di Serravalle (vedi questo toponimo), nel 1325 si svolse la famosa battaglia fra bolognesi e modenesi con l'episodio della secchia rapita; a Monteveglio esiste la celebre Abbazia di Santa Maria eretta nel XII secolo, ma di Monteveglio si narra fin dalla caduta dell'Impero Romano, quando nel VI secolo entrò a far parte dell'Esarcato di Ravenna, prima di passare sotto il dominio di Matilde di Canossa.

Oggi, il bacino idrografico è caratterizzato da un'intensa industrializzazione (non solo nel settore agricolo) ed urbanizzazione (la parte centrale e orientale è ricompresa nell'area metropolitana bolognese), ma nella fascia collinare, le valli dei tre maggiori corsi d'acqua (Lavino, Samoggia e Ghiaia di Serravalle) presentano rilevanti aspetti paesaggistici. La zona produce anche l'ormai celebre vino D.O.C.G. Colli Bolognesi Classico Pignoletto, bianco frizzante dal gusto assai ricercato e particolare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.

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