Bazzano (Valsamoggia)

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Bazzano
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitana Città metropolitana di Bologna - Stemma.png Bologna
Comune Valsamoggia-Stemma.png Valsamoggia
Amministrazione
Presidente Luca Grasselli (centrosinistra) dal settembre 2014
Data di soppressione 31 dicembre 2013
Territorio
Coordinate 44°30′11″N 11°05′11″E / 44.503056°N 11.086389°E44.503056; 11.086389 (Bazzano)Coordinate: 44°30′11″N 11°05′11″E / 44.503056°N 11.086389°E44.503056; 11.086389 (Bazzano)
Altitudine 93 m s.l.m.
Superficie 13,99 km²
Abitanti 6 917[2] (31-12-2010)
Densità 494,42 ab./km²
Sottodivisioni Magazzino, Margherita[1]
Frazioni confinanti Castelfranco Emilia (MO), Crespellano, Monteveglio, San Cesario sul Panaro (MO), Savignano sul Panaro (MO)
Altre informazioni
Cod. postale 40053
Prefisso 051
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037004
Cod. catastale A726
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bazzanesi
Patrono santo Stefano, san Giuseppe (patrono Civico istituito nel 2002)
Giorno festivo 26 dicembre, 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bazzano
Bazzano
Bazzano – Mappa
Posizione del comune di Bazzano nella ex provincia di Bologna
Sito istituzionale

Bazzano (Bażàn in dialetto bolognese[3], Bażã nella variante locale[4]) è stato un comune italiano di 6.917 abitanti, fu il più piccolo per estensione della provincia di Bologna. Dal 1º gennaio 2014 è confluito nel nuovo comune di Valsamoggia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Comune di piccole dimensioni formato essenzialmente dal capoluogo, è situato ad Ovest di Bologna al confine con la provincia di Modena, nella fascia fra pianura e collina allo sbocco in pianura del torrente Samoggia. Il territorio comunale è quindi equamente suddiviso fra pianura e bassa collina, l'altitudine massima è di 142 metri.

Bazzano dista 27 km dal capoluogo provinciale ed è più o meno equidistante rispetto a Modena.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alle sue caratteristiche geo-morfologiche, fra cui la presenza del torrente Samoggia e di un poggio, innalzato di 27 m rispetto alla pianura padana, il territorio di Bazzano fu interessato da un intenso popolamento fin dall'epoca preistorica: all'età del Bronzo (1200-900 a.C.) risale un villaggio di capanne di cultura terramaricola ubicato sulla sommità del poggio, mentre durante l'età del Ferro gli insediamenti si spostarono verso valle: all'epoca villanoviana risale la necropoli rinvenuta presso le "Fornaci Minelli". È accertata la presenza etrusca[5], mentre per l'epoca romana[6] numerose tracce sparse nel territorio indicano un intenso popolamento, favorito dalla vicinanza della via Predosa, parallela alla via Emilia, che attraversava la fascia pedemontana collegando Bologna e Modena.

Dopo il 643 il confine tra il territorio longobardo e l'Esarcato bizantino si attestò sul Panaro e l'area bazzanese divenne una zona di frontiera[7]. Nel 727 il re longobardo Liutprando conquistò i possedimenti bizantini e il comprensorio bazzanese, non più militarizzato, fu interessato da un rapido processo di popolamento. Un nuovo insediamento longobardo sorse in pianura attorno alla chiesa di San Pietro, mentre il più antico villaggio bizantino sul poggio si sviluppò attorno alla chiesa di Santo Stefano. Un documento dell'anno 871 riporta il nome Badianum riferito a quest'ultimo agglomerato[8]. Il nome deriverebbe da "badia", nel senso di "possedimento di un'abbazia", forse l'abbazia di Nonantola: un documento dell'anno 789 ricorda infatti tra i territori posseduti dall'abbazia la "terra di Santo Stefano" con la relativa chiesa, di cui è stata ipotizzata l'identificazione[9] con l'omonima chiesa parrocchiale del villaggio sul poggio. Un'altra ipotesi sull'origine del toponimo è la sua derivazione da un toponimo prediale di epoca romana, riferibile ad una ipotetica gens Badia.

Passò poi, dopo l'anno 1000, ai Conti di Canossa. Sull'altura che domina il paese, all'epoca era già edificato un castrum fortificato che fu in seguito ampliato come Rocca dei Bentivoglio. Nei secoli successivi la Rocca, divenuta di competenza del vescovo di Modena, fu distrutta dai bolognesi, poi ricostruita, e infine passata sotto il dominio dei Bentivoglio, signori di Bologna, ricostruita nelle forme attuali alla fine del XV secolo[9]

Il definitivo passaggio della Rocca di Bazzano al dominio di Bologna fece sì che intorno a essa e ai suoi piedi si cominciasse a sviluppare un borgo abitato, che dal XVI secolo in poi assolse a funzioni confinarie tra lo Stato Pontificio e il Ducato di Modena e Reggio[10]

Nei secoli la Rocca di Bazzano fu sede del Capitano della Montagna, fu carcere (vi fu rinchiuso nel 1799 anche il poeta Ugo Foscolo), fu teatro (sala dei Giganti) e ancora fu caserma e scuola e ancora fino agli anni sessanta adibita ad abitazioni private[11].

Con l'Unità d'Italia Bazzano seguì le sorti della provincia di Bologna.

Il 25 novembre 2012, nel comune di Bazzano si è tenuto il referendum consultivo sulla fusione con i limitrofi comuni di Crespellano, Castello di Serravalle, Monteveglio e Savigno per dare vita ad un comune unico: i cittadini dei cinque comuni si sono espressi in favore della fusione con una maggioranza del 51,5%, mentre la maggioranza dei votanti del comune di Bazzano si è espressa contro tale fusione con una percentuale del 58,52%. Nell'occasione si è anche votato sul nome da dare al futuro comune unico, il nome scelto a maggioranza è stato Valsamoggia[12].

Persone legate a Bazzano[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1883 la città fu raggiunta dalla tranvia Bologna-Casalecchio-Vignola, il cui binario correva prevalentemente lungo l'attuale strada provinciale 569, già Strada statale 569 di Vignola, seguita nel 1914 da una diramazione della ferrovia a scartamento ridotto Modena-Vignola che si diramava da Spilamberto, quest'ultima soppressa nel 1944.

Nel frattempo, nel 1912 era stato attivato il collegamento tranviario con Castelfranco Emilia, esercito a vapore e soppresso nel 1934 per la concorrenza con la suddetta diramazione e dopo la rinuncia della società esercente a costruire una stazione unificata[13].

Nel 1938 la tranvia su sostituita dalla parallela ferrovia Casalecchio-Vignola. La Stazione di Bazzano, dopo il rinnovo della linea avvenuto negli anni duemila, è inserita nell'ambito del servizio ferroviario metropolitano di Bologna e servita dalle relazioni TPER con il capoluogo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Nel pomeriggio delle ultime due domeniche di carnevale si svolge a Bazzano una manifestazione carnevalesca indicata come il Carnevale di Bazzano o Carnevale dei bambini. La manifestazione trova origine nel XIX secolo. Fra il 1869 e il 1870 infatti fu istituita a Bazzano una società carnevalesca e, su proposta del massaro Leonida Ferrarini, si scelse 'Barba Zecc' (o Barbazecch)[15] quale maschera paesana.[senza fonte] La società aveva l'obiettivo di promuovere divertimenti pubblici e privati per allietare la cittadinanza, senza dimenticare però i bisognosi, ai quali erano devoluti gli introiti delle lotterie di beneficenza che si tenevano in occasione di queste feste solitamente organizzate nelle sale della Rocca Bentivolesca.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 maggio 1945 6 marzo 1946 Lelio Benetti CLN Sindaco
7 marzo 1946 1959 Cesare Parini Partito Comunista Italiano Sindaco
1959 1974 Renato Cassanelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1974 1979 Marino Cassanelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1979 1984 Andrea Lolli Partito Comunista Italiano Sindaco
1984 1994 Roberto Vincenzi Partito Comunista Italiano poi Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1994 2004 Alessandro Lolli Partito Democratico della Sinistra poi Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2009 Renato Baioni Democratici di Sinistra poi Partito Democratico Sindaco
8 giugno 2009 31 dicembre 2013 Elio Rigillo Partito Democratico Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bazzano
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Luigi Lepri e Daniele Vitali, Dizionario bolognese-italiano, italiano-bolognese, Bologna, Pendragon, 2009 [2007], ISBN 978-88-8342-750-3.
  4. ^ Giuliano Gasca Queirazza (a cura di), Dizionario di toponomastica: storia e significato dei nomi geografici italiani, UTET, 1997, ISBN 978-88-02-05761-3.
  5. ^ Museo civico Arsenio Crespellani, Il Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani” nella Rocca dei Bentivoglio di Bazzano, a cura di Rita Burgio e =Sara Campagnari, 2008, SBN IT\ICCU\UBO\3429556.
    «materiali della necropoli etrusca “Fornace Minelli”[...] l’edizione completa dei reperti etruschi del sepolcreto “Fornace Minelli”conservati a Bazzano».
  6. ^ Museo civico Arsenio Crespellani, Comune di Bazzano. URL consultato il 22 marzo 2014.
  7. ^ L'oppidum di Buxo, ricordato dalle fonti come un caposaldo del limes bizantino, è stato ipoteticamente identificato con l'attuale podere Bucco.[senza fonte]
  8. ^ Le vicende storiche del territorio bazzanese tra tardoantico ed altomedioevo sono delineate in: A. I. Pini, "Un castello di secolare frontiera: Bazzano da villaggio fortificato a rocca signorile", in S. Santoro Bianchi (a cura di), La Rocca e il Museo Civico di Bazzano, Imola (Bo) 1986; P. Porta, "Capisaldi e punti di arroccamento nel territorio bolognese: Bazzano e Monteveglio dal VI al XIII secolo", in S. Santoro Bianchi (a cura di), Una rocca nella storia. Bazzano tra Medioevo e Rinascimento, , Bologna 1989.
  9. ^ a b La ROCCA dei BENTIVOGLIO, Comune di Bazzano. URL consultato il 22 marzo 2014.
  10. ^ Cenni storici, Comune di Bazzano. URL consultato il 22 marzo 2014.
  11. ^ http://www.bazzano.com/default.aspx?KeyPub=10051525%
  12. ^ Fusione dei comuni della Valle del Samoggia
  13. ^ Claudio Cerioli, Paolo Della Bona e Giorgio Fantini, Le Ferrovie provinciali modenesi, CEST, Bologna, 1994, pp. 60-64.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Il nome è ispirato dal personaggio di un'opera di Giulio Cesare Croce, la Filippa combattuta per amore fra due villani.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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