Max Bunker

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Max Bunker negli anni settanta

Max Bunker, pseudonimo di Luciano Secchi (Milano, 24 agosto 1939), è un fumettista, scrittore, editore e giornalista italiano.

È noto per aver creato numerosi personaggi dei fumetti come Alan Ford, Maxmagnus, Kriminal e Satanik in coppia con il disegnatore Magnus ritenuti dei classici del fumetto italiano e dai quali vennero tratti film e cartoni animati[1][2][3][4][5][6].

Max Bunker è lo pseudonimo di Luciano Secchi usato per firmare la sua produzione fumettistica mentre per quella letteraria è solito usare il nome reale[1][2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver completato gli studi si trasferisce a Parigi per studiare alla Sorbona dove si era iscritto come auditore e dove poteva consultare l'archivio per approfondire i suoi studi di letteratura e storia[7]. Tornato in Italia esordisce come scrittore alla fine degli anni 50 scrivendo romanzi gialli.[5] Insieme al cognato Andrea Corno fonda a Milano nel 1960 l'Editoriale Corno, una casa editrice di fumetti, che esordisce lo stesso anno con due testate antologiche contenenti materiale americano[8][9]. Il debutto come autore avviene l'anno successivo quando crea una serie western, Maschera Nera e una fantascientifica, Atomik, entrambe firmate con lo pseudonimo "Esselle". Nel 1964 con il nuovo pseudonimo di Simplex firma invece La Primula Verde. Lo pseudonimo definitivo di Max Bunker verrà inaugurato poco dopo quando crea nuovi e numerosi personaggi di tutti i generi e di varia qualità sempre con un occhio rivolto alla società e alle mode quali soprattutto i fumetti neri Kriminal e Satanik disegnati da Magnus che raggiungeranno un notevole successo e che con Diabolik delle sorelle Giussani rivoluzioneranno il fumetto in Italia[1][6][5].

Sia Kriminal che Satanik evolveranno poi dal genere puramente nero in un giallo più tradizionale per le numerose denunce, i sequestri, i processi e le persecuzioni della stampa a causa delle quali Luciano Secchi deve affrontare una ventina di processi contro la morale pubblica, da cui esce però sempre assolto. Nonostante l'esito positivo, sono comunque esperienze dure che lo spingono ad autocensurarsi[7].

Poi sulla scia di linus fonda e dirige la rivista contenitore Eureka sulla quale pubblica anche storie sue come Fouché e Maxmagnus. Quest'ultimo pone le basi per il successivo Alan Ford che esordisce poco dopo nel 1969 e che, nonostante un esordio deludente, dopo due anni raggiunge un successo tale da divenire un altro apice della collaborazione con Magnus[6][5][1].

Nel 1970 scopre i supereroi americani della Marvel che verranno pubblicati dall'Editoriale Corno inizialmente con la testata dedicata all'Uomo Ragno e che segna un altro successo per la casa editrice. Dopo lo scioglimento nel 1974 del connubio artistico con Magnus, continua a creare nuovi personaggi fino alla crisi dei primi anni ottanta che porta alla chiusura della casa editrice nel 1984. Decide di fondarne una propria, la Max Bunker Press, con la quale continua a pubblicare Alan Ford a altri personaggi suoi oltre a ristampare vecchi successi del passato come Kriminal e Satanik. L'attività di editore termina nel 2013 quando passa idealmente il testimone alla figlia Raffaella che con la propria casa editrice continua a pubblicare la serie di Alan Ford[6][5].

La sua attività come romanziere è incentrata soprattutto sul personaggio dell'investigatore Riccardo Finzi protagonista finora di sedici romanzi e che hanno ispirato anche un film diretto da Bruno Corbucci[5][1].

Elenco dei personaggi creati[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei personaggi creati da Max Bunker e l'anno della loro creazione[1][5]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Max Bunker, fumetti e biografia del più prolifico fumettista italiano, su www.slumberland.it. URL consultato il 02 dicembre 2016.
  2. ^ a b Luciano Secchi, in arte Max Bunker, su www.slumberland.it. URL consultato il 02 dicembre 2016.
  3. ^ Kriminal, su c4comic.it. URL consultato il 02 dicembre 2016.
  4. ^ Così Kriminal e Satanik scandalizzarono l’Italia, su lettura.corriere.it. URL consultato il 02 dicembre 2016.
  5. ^ a b c d e f g Luciano Secchi - Max Bunker, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 02 dicembre 2016.
  6. ^ a b c d Max BUNKER (Luciano SECCHI), su www.lfb.it. URL consultato il 02 dicembre 2016.
  7. ^ a b Intervista a Max Bunker - Ink on Line, su www.inkonline.info. URL consultato il 05 dicembre 2016.
  8. ^ "VIVA!" l'Editoriale Corno - di luca boschi, su comicus.it.
  9. ^ Andrea CORNO, su www.lfb.it. URL consultato il 02 dicembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN30346963 · ISNI: (EN0000 0004 3984 2838 · SBN: IT\ICCU\CFIV\022152 · LCCN: (ENn79095625 · GND: (DE119446677 · BNF: (FRcb11894521v (data)