Satanik

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« La mia ispirazione viene da Edgar Allan Poe per i suoi racconti e anche per le sue poesie »
(Max Bunker in http://lettura.corriere.it/cosi-kriminal-e-satanik-scandalizzarono-litalia)
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film omonimo, vedi Satanik (film).
Satanik
Nome orig. Marny Bannister
Lingua orig. Italiano
Autori
Editore Editoriale Corno
1ª app. dicembre 1964
1ª app. in Satanik n. 1 La legge del male
Sesso Femmina
Abilità
  • alchimista
  • seduttrice
  • karateka
  • judoka
  • lancio di pugnali
  • tiratrice di precisione
Parenti
  • padre (Sam, suicida nel nr.1)
  • madre (nome sconosciuto, defunta)
  • Dolly (sorella, defunta)
  • Lydia (sorella, defunta)
Satanik
fumetto
Testi Max Bunker, Erasmo Buzzacchi
Disegni Magnus
Editore Editoriale Corno
1ª edizione dicembre 1964 – novembre 1974
Albi 231 (completa)
Generi fumetto nero italiano, horror, seduzione

Satanik è un personaggio dei fumetti, le cui storie sono state pubblicate per la prima volta sulla omonima serie edita dall'Editoriale Corno, creato negli anni sessanta da Max Bunker e dal disegnatore Magnus, già creatori del personaggio di Kriminal, e appartenente al filone del fumetto nero italiano, di cui, con Kriminal e Diabolik, ne rappresenta il capostipite. A differenza di questi ultimi nella trama si ritrovano anche aspetti tipici del genere horror, soprattutto per la presenza di tematiche legate al soprannaturale, e una componente erotica completamente assente nelle altre due testate[1][2].

Satanik, alias Marny Bannister, è il primo personaggio femminile del fumetto italiano a raggiungere un successo duraturo che porterà, in circa un decennio, a pubblicare oltre duecento numeri[3].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicata dall'Editoriale Corno, esordisce nelle edicole nel dicembre 1964 con il primo numero intitolato "La legge del male"[4]. La serie esordisce nelle edicole pochi mesi dopo Kriminal in quanto l'editore, visto il successo di quest'ultimo, decise di lanciare un altro fumetto noir con protagonista una versione femminile di Kriminal anche se con delle differenze sostanziali. Il personaggio era già pronto da tempo e quindi si pensò non fosse necessario aspettare ancora[5]. La serie di Satanik è composta da 231 volumi di formato tascabile tipico del genere, pubblicati tra il 1964 e il 1974[6]; le copertine furono realizzate tra gli altri anche da Luigi Corteggi[7]. Per la ricorrenza del 40º anniversario è stato successivamente pubblicato l'inedito Sbattito d'ali di vampiro[8].

Volumi pubblicati[modifica | modifica wikitesto]

Vedi voce Albi di Satanik

Sono stati pubblicati 231 volumi dal Dicembre 1964 al Novembre 1974, con periodicità mensile dal numero 1 al numero 5, quindicinale dal numero 6 a numero 212 e di nuovo mensile dal numero 213 al numero 231[6].

Tutte le sceneggiature sono state firmate da Max Bunker con l'esclusione di numeri 45 e dal 51 al 55 che sono state realizzate da Erasmo Buzzacchi, autore di altre testate dell'Editoriale Corno quali Gesebel, Denis Cobb e Kriminal oltre che a storie di Topolino[9].

I disegni sono opera di Magnus (numeri da 1 a 9, 11, 12, 14, 15, 17, 18, 20, 21, 23, 24, 26, 27, 29, 31, 33, 34, 36, 38, 40, 41, 44, 45, 47, 49, 50, 52, 54, 55, 57, 60, 62, 66, 68, 71 [in parte], 74, 78, 82, 86, 92, 96, 100, 101, 105, 108, 112, 116, 119, 124, 130, 135, 150, 155, 161), Carretti, Colliva, Peroni, Corbella, Romanini, Verola[6].

Non tutti i volumi contengono storie inedite. Alcuni infatti presentano ristampe di vecchi episodi[10]:

  • Il n. 205 ristampa il n. 31
  • il n.207 ristampa il n. 33
  • il n.210 ristampa il n. 36
  • il n. 212 ristampa il n. 74
  • il n. 218 ristampa il n. 34
  • il n. 219 ristampa il n. 40
  • il n. 224 ristampa il n. 19
  • il n. 228 ristampa il n. 22
  • il n. 229 ristampa il n. 16
  • il n. 230 ristampa il n. 10

Successivamente alla chiusura della testata, la serie è stata parzialmente ristampata in nuove edizioni[6]:

titolo editore periodo note
Raccolta Satanik Editoriale Corno dal giugno 1973 - supplemento a Satanik

- ristampe dal n. 1 al n. 14

Speciale Satanik Editoriale Corno Luglio 1983 - supplemento a Gruppo TNT n. 123

- ristampa dei numeri 49, 50, 55

Satanik Max Bunker Magazines Aprile - Luglio 1984 - primi quattro numeri, con Satanik e storie di Stanton e George Pichard
Satanik Special Max Bunker Magazines Luglio 1984 - suppl. a Satanik - n. 4
Satanik Collezione Max Bunker Magazines Febbraio 1985 - raccolta dei quattro numeri di Satanik e di Satanik Special

- supplemento ad Alan Ford n. 188

Satanik Collezione Max Bunker Magazines Aprile 1986 - raccolta dei quattro numeri di Satanik e di Satanik Special

- supplemento ad Alan Ford n. 202

Satanik - serie del 25º anno Max Bunker Press, dicembre 1989 - marzo 1992 - ristampa dei volumi dal n. 1 al n. 27

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Marny Bannister è una giovane scienziata con il viso orribilmente sfigurato che grazie a una pozione riesce a trasformarsi in una vamp. Per ottenere la bella vita che il suo aspetto le ha sempre negato, dopo la trasformazione nella splendida Satanik, non esita a sfruttare la propria avvenenza per irretire gli uomini e sfruttarli[1][11]. Il soggetto è chiaramente ispirato al Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson, dove una persona, per mezzo di una pozione modifica il proprio aspetto fisico e la propria natura[11][5].

Satanik risulta essere per l’epoca un personaggio innovativo prima di tutto per la scelta come protagonista di una donna estremamente libera ed emancipata ma anche per la malvagità sadica con la quale elimina gli uomini dopo essersi approfittata di loro. Marny Bannister è una strega che incarna gli incubi dell’immaginario maschile di fronte ai primi segnali di emancipazione della donna[12][11]. Ma nonostante il suo potere, Marny cela un’intima debolezza perché la sua trasformazione in strega è comunque temporanea e legata all'assunzione di una pozione (poi sostituiti da irraggiamenti di una speciale luce laser) i cui effetti sono di breve durata e che la riportano presto al suo originario aspetto[12]. Il personaggio di Satanik, più di Kriminal e di Diabolik, risultava in contrasto con la morale dell'epoca in quanto i "buoni" non vincono ma muoiono ammazzati proprio come i cattivi e l'unica che vince sempre è una donna che ha rinunciato a qualsiasi morale per ottenere i propri scopi[11].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di accese campagne censorie e di interrogazioni parlamentari volte a garantire la difesa della moralità dei giovani lettori e finalizzate alla messa al bando di queste pubblicazioni ci furono, da parte della magistratura italiana, denunce e sequestri. Questo spinse gli autori a modificarne alcuni aspetti, arrivando a mettere Satanik al servizio della legge, sfumando gli aspetti più horror delle sue storie[12].

Nonostante il clima censorio e una diffusa ostilità da parte dei benpensanti, oltre alla dicitura in copertina di «fumetti per adulti», il successo fu eclatante. Satanik arrivò a vendere 200 mila copie, mentre Kriminal arrivò a 300 mila. Dino Buzzati ammise che li leggeva. «Tecnicamente parlando, non sono male», scrisse, attribuendo loro il dono «della rapidità e della sintesi», che soddisfa le esigenze del pubblico stufo di «romanzi faticosi», dove «non succede mai niente»[1].

Leonardo Sinisgalli affermò di coglierne l’«umorismo particolare» e il gusto del grottesco di Bunker, esaltato dal tratto originale di Magnus[1].

I fumetti noir per adulti avevano raggiunto una propria dignità e riconoscimento di critica e di pubblico, capace d’influenzarne gli sviluppi per gli anni a seguire. A Satanik sarebbe stato debitore in parte il fumetto erotico ma soprattutto quello a sfondo occultistico, come per esempio Dylan Dog (fumetto)[12].

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Dal fumetto è stato tratto un film nel 1968 dal titolo Satanik diretto da Pietro Vivarelli e con Magda Konopka nel ruolo della protagonista[13]. A differenza della serie a fumetti nella conclusione della pellicola Satanik muore. Un connotato che andò perduto nella trasposizione cinematografica fu lo stile grottesco che caratterizzava le storie disegnate e lo stesso Secchi la boccia senza appello: «Erano film molto modesti con budget ridotto, prodotti di seconda fascia. Io sono dell’idea che, o si fanno dei film con grossi investimenti come oggi per i supereroi Marvel e Dc Comics, oppure è meglio non farli»[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Notizie di libri e cultura del Corriere della Sera, su lettura.corriere.it. URL consultato il 03 ottobre 2016.
  2. ^ La guida degli epigoni di Diabolik, in afnews.info, 30 dicembre 2012. URL consultato il 17 novembre 2016.
  3. ^ Satanik, la regina del fumetto Dark è di nuovo tra noi, su Mondadori Comics. URL consultato il 09 novembre 2016.
  4. ^ SATANIK n.1 - La legge del male (Collezionismo Fumetti - Collecting Comics), su www.collezionismofumetti.com. URL consultato il 09 novembre 2016.
  5. ^ a b Satanik e il fumetto noir anni '60 tra erotismo e soprannaturale, su www.slumberland.it. URL consultato il 03 ottobre 2016.
  6. ^ a b c d FFF - Testate, SATANIK, su www.lfb.it. URL consultato il 30 settembre 2016.
  7. ^ Luigi Corteggi le copertine di Satanik, in Fumetti Anime & Gadget, 10 giugno 2013. URL consultato il 09 novembre 2016.
  8. ^ Satanik (Sbattito d'ali di vampiro) - Max Bunker Press - 3euro, su www.lospaziobianco.it. URL consultato il 09 novembre 2016.
  9. ^ Erasmo BUZZACCHI (Collezionismo Fumetti - Collecting Comics), su www.collezionismofumetti.com. URL consultato il 04 ottobre 2016.
  10. ^ Satanik cronologia, su www.glamazonia.it. URL consultato il 04 ottobre 2016.
  11. ^ a b c d Satanik!, su fumettidicartarchivio.blogspot.it. URL consultato il 09 novembre 2016.
  12. ^ a b c d Caffè Europa - Attualita', su www.caffeeuropa.it. URL consultato il 09 novembre 2016.
  13. ^ Satanik (1968), su mymovies.it. URL consultato il 24 febbraio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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