Alan Ford

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Alan Ford
fumetto
Alan Ford logo.png
Logo del fumetto
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Testi Max Bunker
Disegni Magnus, Paolo Piffarerio, Dario Perucca, Warco, Omar Pistolato, Giuliano Piccininno, Raffaele Della Monica, Marco Nizzoli, Giovanni Romanini, Gianni Tacconella
Char. design Magnus
Editori Editoriale Corno, Max Bunker Press, 1000VolteMeglio Publishing
1ª edizione maggio 1969
Periodicità mensile
Albi 564 (in corso)
Genere umoristico
« Carissimi alanfordissimi... »
(incipt nella rubrica della posta di Max Bunker in appendice agli albi di Alan Ford)
« [...] il gruppo TNT è il più scalcinato gruppo di spie mai visto nel mondo dei fumetti [...] »
(Franco Fossati in I fumetti in 100 personaggi, 1977, Longanesi & Co.)

Alan Ford è un albo a fumetti che racconta le avventure di uno gruppo di agenti segreti, il "Gruppo T.N.T."; il titolo dell'albo deriva dal nome di uno dei loro componenti[1], l'iniziale protagonista della serie che veste alla moda del periodo e ha i lineamenti dell’attore Peter O'Toole[2].

I personaggi, frutto di una gestazione rapida, sono stati creati dalla mente di Max Bunker (Luciano Secchi) e dalla matita di Magnus (Roberto Raviola)[2] che, reduci dai successi di Satanik e Kriminal, intrapresero una nuova sfida editoriale, creare il Gruppo T.N.T., una squadra grottesca di agenti segreti tutti poveri in canna[2].

Tutti i numeri sin qui pubblicati sono stati sceneggiati solo ed esclusivamente da Max Bunker[3] e contengono un sapiente mix di avventura, umorismo e presa in giro della società italiana che sfocia spesso nella critica o nella satira di costume[4].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Anche se inizialmente le storie dei primi episodi ruotavano principalmente sulle avventure dell'agente segreto Alan Ford, con il proseguire della serie, egli divenne solo uno dei principali personaggi facenti parte del Gruppo T.N.T. e di fatto, non esistendo un protagonista assoluto, è il gruppo a divenire protagonista della serie e le varie storie si incentrano di volta in volta su alcuni dei diversi personaggi che lo compongono[5].

Il gruppo ha sede in un negozio di fiori a New York, che serve loro da copertura per la vera attività di agenti segreti[5]..

Il loro capo è un vecchissimo uomo su una sedia a rotelle, misteriosamente chiamato Il Numero Uno[5].

Satira della società italiana[modifica | modifica wikitesto]

Una delle caratteristiche principali che decretarono il successo del fumetto fu la presenza nelle storie scritte da Max Bunker di una costante parodia della società italiana dell'epoca, una forte satira che non risparmiava nessuno: politici, mode, malasanità, lotta di classe (di capitale importanza in quegli anni di contestazione generale e particolare clima politico in Italia). Esemplare a questo proposito è la sequenza d'apertura del numero 11 dove in un ospedale da terzo mondo a metà strada tra un ospizio per poveri e un campo di concentramento nazista, vi è una netta critica del sistema sanitario italiano dell'epoca. La satira di Magnus & Bunker riesce nella difficile impresa di farsi apprezzare sia a destra che a sinistra, in quanto non sembra risparmiare nessuno schieramento ideologico. La borghesia e i ricchi capitalisti vengono spesso ferocemente presi in giro, ma anche i proletari sono tutt'altro che idealizzati. Essi vengono dipinti con toni grotteschi mostrando difetti altrettanto marcati dei benestanti e una moralità altrettanto dubbia. A questa regola non sfugge nemmeno la gran parte dei membri dello stesso Gruppo TNT, come a voler dimostrare che, nella società moderna simile ad una giungla, se si vuol sopravvivere, non c'è posto per ideali utopistici. Inoltre, il linguaggio utilizzato talvolta in Alan Ford contribuì alla diffusione a livello nazionale di termini dialettali milanesi quali "barbone" (nella sua accezione negativa di "clochard", "poveraccio"), "siuri" (vedi titolo albo n. 41 Missione da siuri) come sinonimo di "ricchi", "ciucco" per "ubriaco", ecc...

Lista volumi pubblicati[modifica | modifica wikitesto]

Vedi elenco Albi di Alan Ford

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta del più longevo fumetto italiano di stampo umoristico-sociale con riferimenti all'attualità seppur filtrati da una spiccata propensione per il grottesco. Esordì in edicola nel 1969 in formato tascabile economico nel quale viene ancora oggi proposto, per l'Editoriale Corno, per passare nel 1982 alla Max Bunker Press, casa editrice di proprietà dallo stesso Luciano Secchi, che ne continuò la pubblicazione fino alla chiusura, nel dicembre 2012. Vi subentrò la piccola casa editrice 1000VolteMeglio Publishing gestita dalla figlia di Secchi, Raffaella.[6]

Nel corso degli anni alla testata originaria sono state affiancate altre pubblicazioni, sia di ristampe che di inediti. Tra queste la prima collana di ristampe, Gruppo TNT caratterizzata da una cornice bianca in copertina, le serie TNT Gold, Alan Ford Colore, Super Alan Ford, Alan Ford Story e TNT Edition (anch'esse dedicate alle ristampe), le due serie Special dedicate alle parodie e alle storie fuori serie per un totale di 34 albi inediti, e i 14 numeri de Le storie del Numero Uno[senza fonte].

La "nascita" di Alan Ford[modifica | modifica wikitesto]

La connotazione grottesca, sarcastica e caricaturale presente in Alan Ford deve parzialmente i suoi natali al personaggio del re Maxmagnus, ideato da Magnus & Bunker, e della sua combriccola di scalcagnati sudditi, le cui storie hanno iniziato ad apparire dal n. 5 di Eureka, datato marzo 1968. Da non trascurarsi è inoltre il primo esperimento di storia comico-grottesca messo in pratica dal duo Magnus & Bunker nel numero 93 di Kriminal dell'aprile 1967, intitolato Festa Happening. Infatti, la storia si svolge lungo linee che nulla hanno a che vedere con il genere "ufficiale" a cui Kriminal appartiene, quello del noir, sullo stile delle avventure del contemporaneo Diabolik[senza fonte].

In Festa Happening la scena viene occupata dall'aspetto satirico e assurdo della storia, facendo passare in secondo piano i toni noir in favore di un umorismo caricaturale. Si tratterà di un "unicum" nella storia editoriale di Kriminal, ma porrà le basi per la creazione dell'originale miscela di umorismo e spy-story di terz'ordine che caratterizzerà le storie di Alan Ford e del Gruppo TNT delle quali Magnus e Max Bunker stavano già delineando i contorni fin dal 1967.[senza fonte]

Stentato inizio e successo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero uscì nel maggio del 1969 al prezzo di 150 lire, nel formato a 128 pagine di 12x17 cm[7], con una tiratura di 28 mila copie. Le vendite furono inizialmente alquanto deludenti e la tiratura scese a 8 mila a causa del negativo riscontro del pubblico tanto che intorno al numero 4 (La casa dei fantasmi) si ventilò una chiusura anticipata della testata. L'editore continuò a credere nel progetto e non interruppe la serie. Le vendite iniziarono ad aumentare lentamente ma costantemente e il primo numero in attivo risultò essere il quindicesimo. Con il numero 26, in concomitanza con la prima comparsa di uno dei nemici storici del gruppo TNT, Superciuk, nella celebre trilogia dei numeri 26 Superciuk, 27 La minaccia alcoolica e 28 Il fiasco spezzato, si ha un incremento deciso di copie vendute tale da portare la testata tra i fumetti più conosciuti del periodo in Italia e diventando un piccolo fenomeno editoriale e di costume nell'Italia dei primi anni settanta[8]. Con cambi di editore la pubblicazione continua fino a superare i quaranta anni di presenza regolare in edicola e i 500 numeri pubblicati[2].

Sino al n. 75 l'albo venne disegnato ininterrottamente da Magnus, che si occupò della caratterizzazione grafica di tutti i personaggi impostando quello che sarebbe stato il tono generale di tutta la serie. In seguito si sono avvicendati vari disegnatori, tra i quali Paolo Piffarerio, Raffaele Della Monica e Dario Perucca[senza fonte].

Dopo i primi 16 numeri, Magnus fu coadiuvato alle chine da Giovanni Romanini, suo allievo (dal n. 16, agosto 1970), da Paolo Chiarini (dal n. 21, febbraio 1971) e, in seguito, anche da Luigi Corteggi e dallo stesso Paolo Piffarerio che dal n. 76 disegnerà, quasi ininterrottamente, anche le tavole di ben 90 numeri[senza fonte].

Eccezionalmente, lo stesso Magnus tornò a disegnare il n. 200, importante non solo per celebrare il traguardo dei duecento numeri ma anche per svelare un mistero che aveva tenuto a lungo in sospeso i lettori (la presunta morte del Numero Uno)[senza fonte].

Le prime dieci copertine, caratterizzate da un particolare tratto "pittorico", furono realizzate da Luigi Corteggi; in seguito sono state disegnate dallo stesso Magnus e, comunque, quasi sempre dal disegnatore di turno del fumetto[senza fonte].

1975: L'abbandono di Magnus[modifica | modifica wikitesto]

« Affermare che dopo il n. 75 Alan Ford sia cambiato irrimediabilmente in peggio sarebbe come sostenere che dopo i Beatles il rock and roll sia morto.[9] »

Il numero 75, Cala la tela su Superciuk (settembre 1975), sancisce la fine della collaborazione del disegnatore Magnus alla testata (tornerà solo eccezionalmente in occasione del numero 200, undici anni dopo). La premiata ditta Magnus & Bunker si separa in quanto Magnus vuole seguire un suo percorso artistico diverso, dedicandosi ad altri progetti senza i vincoli della serialità commerciale ormai raggiunta da Alan Ford, con forte rischio di una stanca e monotona ripetizione dei vecchi schemi narrativi. Sulla copertina dell'albo in questione, il personaggio di Superciuk saluta i lettori sventolando commosso un fazzoletto, in una sorta di messaggio di congedo dell'artista ai suoi lettori. Per gran parte della critica di settore e degli appassionati con questo albo si chiude il periodo d'oro di Alan Ford, l'unico artisticamente rilevante.[10]

Al di là dei meriti artistici, il fondamentale contributo del disegnatore alla serie non era solo di carattere grafico, ma anche nei contenuti e nella creazione delle gag. Sebbene i testi fossero scritti da Bunker, Magnus vi contribuiva con le proprie idee, discutendo con lui le soluzioni migliori da mettere in scena dopo che gli era stata consegnata la sceneggiatura dell'episodio[senza fonte].

I nuovi disegnatori, fra cui professionisti riconosciuti come Paolo Piffarerio, riproporranno lo stile di Magnus cercando di avvicinarvicisi il più possibile, a differenza di altri personaggi seriali del fumetto italiano dove ciascun autore dava una propria interpretazione grafica del personaggio[11]

Epoca Piffarerio (1975-1984)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'abbandono da parte di Magnus, alle matite arriva Paolo Piffarerio, già vecchio amico e collaboratore di Max Bunker, con il quale aveva realizzato progetti come Maschera Nera e Atomik. Piffarerio disegnerà un numero non indifferente di albi, restando alla guida di Alan Ford fino al febbraio 1984[senza fonte].

In questo periodo le storie della serie mostrano un richiamo sempre più evidente alle vicende, ai personaggi e ai fenomeni di costume che in quegli anni imperavano in Italia. Diventano infatti parecchio frequenti albi dai titoli come Loggia P38 e Losche trame (chiaro riferimento alle vicende della P2), Portubell (parodia della popolare trasmissione di Enzo Tortora), oppure Renato Uno come te non c'è nessuno, con il quale Secchi prende affettuosamente in giro la passione dell'epoca di sua figlia per il cantante Renato Zero[senza fonte].

Inoltre avviene l'apertura di una nuova filiale parallela del Gruppo TNT nella città di Los Angeles (n.77, Succursale inaugurasi novembre 1975), capeggiata dal Grande Cesare e con membri quali "Mister Lamp" e i fratelli Tim, Tom, Tumb Rock (momentaneamente passati dalla parte della legge). Fra i nuovi personaggi si segnala Clodoveo, un pappagallo parlante dotato di un'intelligenza umana[senza fonte].

Dopo aver rinunciato all'impegno seriale, Piffarerio è ritornato a disegnare numeri speciali di Alan Ford parodie di classici della letteratura quali Il canto di Natale di Charles Dickens, Lo strano caso del dottor Jeckyll di Robert L. Stevenson e Frankenstein, il mostro di Mary Shelley[12].

Nel 1983, con il numero 163, avviene il passaggio della testata dall'Editoriale Corno (che poi fallirà nel 1984) alla Max Bunker Press di proprietà dello stesso Luciano Secchi[13].

Periodo 1984-1986 e epoca Perucca[modifica | modifica wikitesto]

Seppur molto prolifico, nel 1984 anche Piffarerio annuncia il suo abbandono della serie per il troppo logoramento. Tutto ciò porta a un lungo periodo di incertezza dove iniziarono ad avvicendarsi alle matite svariati disegnatori occasionali, più o meno dotati. La ricerca del nuovo disegnatore fisso della serie terminò con l'arrivo del giovane Dario Perucca nel 1986. Il suo stile è ispirato a quello di Magnus[14].

Prima di Alan Ford non ha avuto altre esperienze se non a livello amatoriale. Nell'estate del 1985 partecipa a un concorso (“Rinfreschiamo Alan Ford”). Manda quindi i suoi disegni alla redazione che lo ricontatta poco dopo proponendo una sceneggiatura di prova su tavole vere e proprie[14].

Esordisce quindi con il n. 202 (Il trio della mutua) nell'aprile 1986 e prosegue ininterrottamente la sua collaborazione con la "Max Bunker Press" disegnando anche altre testate su sceneggiatura sempre di Luciano Secchi[14].

Caratteristica del periodo in questione è la graduale eliminazione dei personaggi di Cariatide e Geremia, sempre più emarginati al ruolo di semplici comprimari confinati nel negozio di fiori, e la lunga vicenda della "morte" del Numero Uno (che riesce, anche se in minima parte, a risollevare le vendite ormai in declino da tempo)[senza fonte].

La saga della morte del Numero Uno (1984-1986)[modifica | modifica wikitesto]

Nel n. 184 della serie, Il Numero Uno è morto! (ottobre 1984), ha inizio una lunga saga che si protrarrà fino al n. 200 dal titolo Hic Hic Hurrà (febbraio 1986). In essa l'anziano capo del Gruppo TNT viene apparentemente ucciso da un killer senza nome, e nel proseguimento delle storie i lettori assisteranno agli sforzi dei membri del gruppo di scoprire l'identità dell'assassino e di svelare i folti misteri che lo circondano. Alla fine si verrà a sapere che in realtà ad essere ucciso era stato un semplice attore scritturato per impersonare Sua Eccellenza il Numero Uno[senza fonte].

2005: La svolta dell'incidente[modifica | modifica wikitesto]

Dopo decenni di immobilismo, nella trilogia raccontata nei numeri 427 - La maledizione della luna verde mela, 428 - Il presagio e 429 - Un giorno nuovo, Max Bunker mise in atto una svolta cruciale nella continuity. Tutti i componenti del Gruppo TNT, tranne Alan e il pappagallo Clodoveo sembrano morire nel corso di un incidente, annegati nelle acque di un fiume. Minuette, l'attuale moglie e socia di Alan, aiuterà il giovane a gestire l'agenzia. I due conteranno anche su Clodoveo, specialmente se vi sono casi particolari legati al Federal Bureau of Investigation o al gruppo T.N.T.[senza fonte]

Disegnatori[modifica | modifica wikitesto]

Gli artisti che si sono occupati dei disegni nell'arco di più di 500 numeri mensili sono diciannove. Nel grafico sotto riportato, è documentato il contributo dei tre principali:

  • Magnus ha ideato graficamente i personaggi e ha disegnato la serie ininterrottamente dal n. 1 (maggio 1969) al n. 75 (settembre 1975). Ha successivamente realizzato il solo n. 200 Hic Hic Hurrà (febbraio 1986).
  • Paolo Piffarerio è stato il disegnatore della serie dal n. 76 (ottobre 1975) al n. 176 (febbraio 1984). Tuttavia, in tale periodo, alcuni numeri sono stati affidati ad altri disegnatori. È stato inoltre autore di 6 numeri degli Alan Ford Special tra il dicembre 1992 e l'ottobre 1995.
  • Dario Perucca è il disegnatore che si è occupato del numero più alto di albi. Ha disegnato oltre 250 numeri, dal n. 202 (aprile 1986) a quelli attualmente in edicola, compresi 18 Alan Ford Special e 4 Alan Ford Spin off. Tuttavia, in tale sequenza, diversi numeri sono stati affidati ad altri disegnatori.

Disegnatori secondari[modifica | modifica wikitesto]

Altri sedici disegnatori si sono alternati a Paolo Piffarerio e a Dario Perucca (non a Magnus, che ha disegnato ininterrottamente i primi 75 numeri), oppure coprendo il periodo intercorso tra i due (dal n. 177, uscito nel marzo 1984, al n. 201, uscito nel marzo 1986).

Essi sono, in ordine di albi realizzati:

Alcuni di questi disegnatori, hanno fornito un consistente contributo all'inchiostrazione dei disegnatori principali della serie. Inoltre vale la pena ricordare che Giovanni Romanini e Paolo Chiarini hanno collaborato più volte con Magnus, passandogli a china i disegni.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Alan Ford.

Il gruppo TNT[modifica | modifica wikitesto]

Quello che segue è l'elenco dei componenti del gruppo di agenti segreti con sede a New York.

Alan Ford all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene sia molto famoso in Italia, Alan Ford non ha mai goduto di particolare popolarità all'estero, a parte la Jugoslavia. Le versioni tradotte in francese, danese e portoghese brasiliano cessarono la pubblicazione in breve tempo. Un caso a parte sono invece la Jugoslavia e le Repubbliche che le sono succedute, dove Alan Ford (tradotto in croato da Nenad Brixy per il Vjesnik di Zagabria nel 1972) ebbe un successo enorme, diventando uno dei fumetti più letti e famosi.[15][16][17][18]

Dopo la dissoluzione della Jugoslavia nel 1992, la pubblicazione del fumetto è continuata separatamente presso editori diversi in Croazia e Serbia, mentre sono iniziate nuove pubblicazioni in lingua slovena e in lingua macedone nelle rispettive repubbliche[senza fonte].

Numerosi sono i riferimenti al fumetto di Magnus & Bunker nella cultura jugoslava[senza fonte]:

  • Nel film di Emir Kusturica Gatto nero, gatto bianco, un personaggio legge Alan Ford lungo tutto il film. Inoltre, la maggior parte degli improvvisati mezzi di trasporto usati da un altro personaggio del film sono direttamente ispirati alle strampalate invenzioni di Grunf. Anche nel successivo film Promettilo! diversi personaggi sembrano tratti dai fumetti di Alan Ford.
  • I Prljavo Kazalište, un gruppo rock croato ha preso il nome da una frase tradotta in serbo-croato tratta dal numero 99 di Alan Ford intitolato Broadway.
  • I Superhiks, rock band macedone, prendono il loro nome da "Superciuk" tradotto in slavo.
  • Nella canzone Za tebe del gruppo punk croato KUD Idijoti, uno dei versi del brano recita: "Kad srce radi bi-bam ba-bam" che è la versione tradotta del titolo del numero 32 di Alan Ford, Quando il q cuore fa bi-bim ba-bam.
  • Il sito internet del Dipartimento di Elettronica dell'Università di Belgrado si chiama "tnt.etf.rs" in onore al Gruppo TNT.
  • Numerosi locali pubblici (pizzerie, bar, ecc... ) inoltre sono intitolati ad Alan Ford o al Gruppo TNT.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel numero 392 di Alan Ford intitolato Dite la vostra (febbraio 2002), venne inserita la versione a fumetti di un noto personaggio della cronaca nera italiana: Erika De Nardo del "massacro di Novi Ligure" (colpevole di aver ucciso la madre e il fratellino) appare brevemente nelle vesti di una showgirl che canta una canzone dedicata alla mamma. E proprio sul ritornello della celebre Mamma, con un coltello in mano Erika canta: «Mamma, solo per te il mio coltello vola, mamma appena ti branco ti taglierò la gola». L'apparizione su Alan Ford di Erika fu causa di svariate proteste da parte di lettori indignati e la trovata comica venne accusata di cattivo gusto dalla stampa.[19] Così Max Bunker (Luciano Secchi) rispose alle critiche: «Quella di Alan Ford è satira. Negli anni il fumetto ha affrontato, a modo suo, ogni aspetto della nostra società e della realtà, anche quelli che, purtroppo, la cronaca del nostro Paese ci offre quotidianamente».[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alan Ford nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 29 settembre 2016.
  2. ^ a b c d Collezionismo: Alan Ford – C4 Comic, su c4comic.it. URL consultato il 30 settembre 2016.
  3. ^ Alan Ford e il gruppo TNT, su www.cartonionline.com. URL consultato il 29 settembre 2016.
  4. ^ Alan Ford (Gruppo T.N.T.) - uBC "Enciclopedia online del fumetto", su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 29 settembre 2016.
  5. ^ a b c Alan Ford - Popolare fumetto sulla scalcinata agenzia investigativa Gruppo T.N.T., su www.slumberland.it. URL consultato il 29 settembre 2016.
  6. ^ Max Bunker Press chiude Alan Ford continua
  7. ^ ALAN FORD n.1 - Il gruppo TNT (Collezionismo Fumetti - Collecting Comics), su www.collezionismofumetti.com. URL consultato il 29 settembre 2016.
  8. ^ Max Bunker, Alan Ford Story, ed. speciale, vol. 2. Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 2009.
  9. ^ Cinquecento di questi Alan!
  10. ^ www.ubcfumetti.com
  11. ^ Alan Ford (Gruppo T.N.T.) - uBC "Enciclopedia online del fumetto", su www.ubcfumetti.com. URL consultato il 29 settembre 2016.
  12. ^ www.mondadoricomics.it - L’ALAN FORD DI BUNKER E PIFFARERIO, mondadoricomics.it.
  13. ^ ALAN FORD n.163 - Un ritorno impossibile (quasi) (Collezionismo Fumetti - Collecting Comics), su www.collezionismofumetti.com. URL consultato il 29 settembre 2016.
  14. ^ a b c Dario Perucca • Sbam! Comics, sbamcomics.it, 28 marzo 2016. URL consultato il 29 settembre 2016.
  15. ^ Alan Ford: Big in the Balkans, Libellus.
  16. ^ Alan Ford: il più amato dagli slavi (Alan Ford: The Favorite of the Slavs), uBCfumetti.com, 27 ottobre 2006.
  17. ^ Alan Ford e la "Casa dei fiori" di Tito, su Osservatorio Balcani e Caucaso, 27 febbraio 2013. URL consultato il 31 ottobre 2015.
  18. ^ Osservatorio Balcani e Caucaso, Alan Ford, un eroe italo-jugoslavo, balcanicaucaso.org. URL consultato il 29 settembre 2016.
  19. ^ Erika a fumetti canta e uccide È polemica contro Alan Ford
  20. ^ Massacro di Novi Ligure Erika diventa un fumetto

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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