Situation comedy

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La situation comedy, o sitcom, è un genere di commedia nata per la radio, ma successivamente rappresentata soprattutto da serie televisive. È caratterizzata dall'uso di una singola ambientazione (o un insieme ristretto di ambientazioni), per esempio una casa, un appartamento, un ufficio, una scuola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni venti del Novecento vennero prodotte alcune trasmissioni radiofoniche che possono rientrare nel genere della sitcom; Sam and Henry, trasmessa dalla radio WGN di Chicago nel 1926, potrebbe essere considerata la prima sitcom della storia[senza fonte].

Sin dagli inizi delle trasmissioni televisive, le sitcom furono parte dei palinsesti televisivi: nel Regno Unito la BBC produsse Pinwright's Progress e, negli USA, sul canale DuMont venne trasmesso da novembre 1947 la serie Mary Kay and Johnny.

Secondo il dizionario Merriam-Webster Collegiate Dictionary, il termine sitcom fu coniato nel 1951 e applicato per la prima volta alla trasmissione I Love Lucy (Lucy ed io nella versione italiana), con Lucille Ball, trasmessa dalla CBS fra il 1951 e il 1957.

In Italia la prima situation comedy della storia fu Diego 100% del 1985.[senza fonte]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le sitcom utilizzano una sola ambientazione o poche ambientazioni alternative, generalmente al chiuso (un appartamento, un ufficio, un locale pubblico, una scuola e così via). È anche frequente l'uso di un insieme fissato di punti di ripresa; una variante estrema moderna, esemplificata dalla trasmissione Camera Café, usa un singolo punto di ripresa fisso.

Nella maggior parte dei casi, le sitcom sono basate sulla rappresentazione dell'interazione emotiva e sociale di un ristretto numero di personaggi immersi in un ambiente familiare e sostanzialmente ordinario, in cui lo spettatore può facilmente immedesimarsi. Se questo è evidente per le serie televisive che raccontano episodi di vita quotidiana di famiglie relativamente comuni (per esempio La famiglia Bradford o Il mio amico Arnold) lo stesso vale in effetti anche per sitcom come Alf, Mork & Mindy, Vita da strega o il più recente Una famiglia del terzo tipo, in cui elementi decisamente straordinari (siano essi alieni, streghe o supereroi) sono usati principalmente come pretesti per trattare temi di vita quotidiana da prospettive insolite e come fonte di spunti per gag. Una caratteristica comune delle sitcom statunitensi è la presenza delle risate registrate a scandire i tempi comici.

Nelle sitcom tradizionali gli episodi sono sostanzialmente indipendenti (o stand-alone), ovvero i personaggi e le relazioni fra di essi sono statici, e gli eventi di ogni episodio si risolvono nell'episodio stesso, ripristinando lo status quo. Gli avvenimenti degli episodi precedenti sono menzionati solo raramente. Di questo schema si può leggere una parodia nella serie di cartoni animati dei Simpson, in cui Montgomery Burns, pur interagendo in modi talvolta drammatici con Homer, in ogni nuovo episodio dimostra di non ricordare nulla del suo dipendente. Analoga ironia si può vedere nella formula delle "ripetute morti" di Kenny McCormick, della serie South Park, che viene ucciso in (quasi) tutte le puntate. Le sitcom moderne tendono ad abbandonare la rigidità di questo schema e, pur proponendo in ogni episodio eventi che si "risolvono", mostrano anche, su tempi più lunghi, l'evolversi di personaggi e situazioni (esempi in questo senso sono Friends, How I Met Your Mother, Frasier, Will & Grace e The Big Bang Theory). In questo caso, un espediente molto usato è quello del cliffhanger: un episodio conclusivo di una stagione in cui ha luogo un radicale cambiamento che fornisce il punto di partenza per l'ambientazione, in parte o del tutto nuova, della stagione successiva (tecnica molto utilizzata anche dalle soap opera).

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