Colpire al cuore

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Colpire al cuore
Colpire al cuore.jpg
Fausto Rossi e Jean-Louis Trintignant in una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1983
Durata 105 min
Genere drammatico
Regia Gianni Amelio
Soggetto Gianni Amelio
Sceneggiatura Vincenzo Cerami
Produttore Enzo Porcelli
Fotografia Tonino Nardi
Montaggio Anna Rosa Napoli
Musiche Franco Piersanti
Scenografia Marco Dentici
Interpreti e personaggi

Colpire al cuore è un film del 1983, diretto da Gianni Amelio.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Emilio, figlio di Dario, docente universitario di sinistra, è un adolescente studioso e introverso che vive con insofferenza i rapporti confidenziali del padre con i suoi ex studenti, tra cui Sandro Ferrari. Quando Sandro viene ucciso a un posto di blocco in uno scontro a fuoco, Emilio si reca dai carabinieri a raccontare che il giovane frequentava la loro casa. Sarà l'inizio di un'incrinatura che cambierà profondamente i rapporti tra padre e figlio fino all'arresto di Dario, denunciato dallo stesso Emilio.

Vicende del film[modifica | modifica wikitesto]

Primo film di Amelio, sceneggiato con Vincenzo Cerami, è ambientato nelle cupe Milano e Bergamo dei primi anni Ottanta. Girato nel 1982, con scarsissimi mezzi e in otto settimane, è forse il più riuscito dei film non dedicati ad un episodio specifico degli anni di piombo. Alla sua presentazione a Venezia non fu esente da giudizi particolarmente netti: la critica si divise tra chi parteggiava per il padre contro il figlio o viceversa, "mentre – sostiene Amelio – nelle mie intenzioni sono entrambi vittime delle circostanze".

Numerosi problemi vennero anche dalla produzione, targata Rai, che ritardò di otto mesi l'uscita del film nelle sale e lo programmò in tv solo cinque anni dopo. Il capostruttura Rai Paolo Valmarana, pur definito dal regista come uno dei più corretti con i quali gli sia capitato di lavorare, impose l'inserimento nella parte finale di un retorico dialogo in cui veniva messo in chiaro che il film non giustificava in alcun modo il terrorismo.

Sempre il regista, nel commento incluso nell'edizione Dvd, racconta di aver girato una scena cruciale con un unico piano sequenza proprio per evitare la possibilità di tagli censori sul dialogo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Gli interni della casa dei protagonisti vennero girati nell'abitazione di Paolo Taviani, che in quel periodo si trovava negli Stati Uniti.

Rivelazione del film fu l'esordiente Fausto Rossi, figlio dell'architetto Aldo Rossi: alla sua prima prova d'attore, recita accanto alla propria madre, Sonia Gessner, che interpreta la madre di Emilio.

Il giovane doppiò poi tutto il film (l'audio in presa diretta non era utilizzabile perché Trintignant recitava in francese), migliorando, secondo il giudizio di Amelio, anche l'espressione in parecchie scene.

Nonostante il successo del film, e i riconoscimenti personali ottenuti, Rossi non ha mai più voluto girare altre pellicole.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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