Marcello Venturi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Marcello Venturi

Marcello Venturi (Seravezza, 21 aprile 1925Molare, 21 aprile 2008) è stato uno scrittore e giornalista italiano esponente del neorealismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda Guerra Mondiale prese attivamente parte alla Resistenza italiana, che poi divenne uno dei temi fondamentali delle sue prime opere. Risulta prolifico autore di racconti.

Il suo esordio letterario avvenne nel 1945 sulla rivista settimanale Il Politecnico di Elio Vittorini, con il racconto Estate che mai dimenticheremo.[1]

Marcello Venturi negli anni '50

Nel 1946 vinse ex aequo con Italo Calvino un premio bandito dal quotidiano l'Unità di Genova che gli fu assegnato da Enrico Ardù[2]. Il premio era riservato a racconti inediti di ambientazione resistenziale. I suoi racconti di quel periodo sono stati raccolti nel 1995 nel volume Cinque minuti di tempo (edito da Gargo & Gargo).

Venturi alternò per molti anni l'attività letteraria con quella giornalistica, lavorando presso l'Unità e presso la casa editrice Feltrinelli, dove diresse la collana dell'“Universale Economica”.[3]

Il suo romanzo più noto è sicuramente Bandiera bianca a Cefalonia, uno dei primi testi che - fra storia e letteratura - abbiano riportato all'attenzione generale il caso dell'eccidio di Cefalonia (pubblicato nel 1963, il romanzo è stato edito nuovamente nel 2004 da Mondadori).

Nel 1980 vinse il Premio Cento per Collefiorito.

Con il libro Sconfitti sul Campo vinse il Premio Stresa di Narrativa nel 1982.

Parte dei suoi romanzi sono ambientati nell'Appennino tosco-ligure, un territorio che gli fu familiare fin dall'infanzia - come Il giorno e l'ora (De Agostini, 1987) -, mentre il romanzo Gorkij 8 interno 106 è dedicato a Julia Abramovna Dobrovol'skaja.

Uscì dal Partito Comunista, nel quale militava, dopo i Fatti d'Ungheria, così come lasciò la casa editrice Feltrinelli dopo la morte di Giangiacomo Feltrinelli, per dissapori con Nanni Balestrini.

Dal 1960 fu sposo di Camilla Salvago Raggi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da Cefalonia a Tiglieto, “Lepisma”, Genova, a. XIII (2008), n. 3, p. 4.
  2. ^ Venturi, Marcello. Sdraiati sulla linea. Milano, 2011. P. 13-16.
  3. ^ Da Cefalonia a Tiglieto, "Lepisma", Genova, a. XIII (2008), n. 3, p. 4

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN12357346 · ISNI (EN0000 0001 1437 970X · SBN IT\ICCU\CFIV\002460 · LCCN (ENn79055086 · GND (DE119530279 · BNF (FRcb12211070d (data) · BAV ADV12588759