Pedro Antonio de Alarcón

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Pedro Antonio de Alarcón y Ariza

Pedro Antonio de Alarcón y Ariza (Guadix, 10 marzo 1833Madrid, 19 luglio 1891) è stato un poeta, scrittore e giornalista spagnolo, esponente del movimento realista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Caricatura eseguita da Luque (Madrid Cómico, 25 aprile 1880)
Ritratto di Pedro Antonio de Alarcón

Nacque da una nobile famiglia in provincia di Granada, dove iniziò gli studi presso il seminario e l'università di giurisprudenza, prima di trasferirsi a Madrid, attirato dalla intensa vita culturale della capitale.[1]

Nel 1853 si trasferì a Cadice per dedicarsi al giornalismo fondando una serie di riviste, dall'El Eco de occidente alla Cuerda granadina.[2]

In armonia con i suoi ideali riformisti e di rinnovamento, partecipò attivamente alla vita politica, difatti assunse la guida dei giornali periodici satirici El Látigo ("La frusta") e La Redención, di chiara impronta anticlericale e antimonarchica. Il suo cammino ideologico però subì varie modifiche nel corso della sua vita ed alla fine abbracciò tendenze più conservatrici e tradizionaliste.[3]

Il suo primo lavoro letterario El final de Norma, fu composto all'età di diciotto anni e si caratterizzò per l'idealismo e le vicende avventurose.

Nel 1857, scrisse El hijo pródigo, dramma di grande successo, incentrato sulla religiosità e sulle passioni umane.

Partecipò alla spedizione africana del 1859 e come testimone oculare pubblicò una raccolta di articoli nel volume Diario de un testigo de la guerra de África, apprezzato per le descrizioni della vita militare.[1]

In seguito soggiornò in Italia, e questa permanenza venne immortalata nel testo De Madrid a Nápoles, (1861).[2]

Quattro anni dopo si sposò con Paulina Contreras Reyes, nella città di Granada; la coppia ebbe cinque figli.

Fu anche per due volte eletto deputato, senatore, ministro e ambasciatore in Norvegia e Svezia. Come membro dell'Unión Liberal ha assunto varie cariche, tra le quali la più importante è stata quella del consigliere di stato con Alfonso XII, nel 1875. Inoltre, è stato un accademico presso la Real Academia de la Lengua dal 1877.[1]

La sua fama letteraria è per lo più dovuta ai racconti e ai romanzi. La sua narrativa fu spesso al centro di dibattiti e polemiche, a causa dei suoi cambiamenti di rotta ideologici.[3][4]

Fu un appassionato lettore di Edgar Allan Poe, del quale subì anche una lieve influenza.

Tra i suoi lavori più importanti, annoveriamo: El sombrero de tres picos, 1874 (traduzione italiana:Il cappello a tre punte, UTET 1933), che ispirò anche l'omonimo balletto di De Falla, El escándalo ("Lo scandalo", 1875), basato su tematiche religiose e sociali.

Proseguendo con la sua vena moralista, lo scrittore realizzò le sue opere più importanti, El niño de la bola (Il bambino della palla, 1878) e La Pródiga (1880), una denuncia del dilagare della corruzione dei costumi.

Pedro Antonio de Alarcón è considerato un abile narratore, dallo stile realista, dalle caratterizzazioni di personaggi nel pieno rispetto dell'impronta romantica, dalla presenza di una buona dose di ironia narrativa.[3] Nelle sue opere è presente oltre all'influenza di Edgar Allan Poe, quella della novella di costume di Fernan Caballero e del Naturalismo del Pérez Galdós.[2]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • El final de Norma (1855);
  • El sombrero de tres picos (1874);
  • El escándalo (1875);
  • El Niño de la Bola (1880);
  • El Capitán Veneno (1881);
  • La pródiga (1882).

Raccolte di racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Cuentos amatorios (1881):
    • "Sinfonía", "La Comendadora", "El coro de ángeles", "Novela natural", "El clavo", "La última calaverada", "La belleza ideal", "El abrazo de Vergara", "Sin un cuarto", "¿Por qué era rubia?", "Tic... tac...";
  • Historietas nacionales (1881):
    • "El carbonero alcalde", "El afrancesado", "¡Viva el Papa!", "El extranjero", "El ángel de la guarda", "La buenaventura", "La corneta de llaves", "El asistente", "Buena pesca", "Las dos glorias", "Dos retratos", "El rey se divierte", "Fin de una novela", "El libro talonario", "Una conversación en la Alhambra", "El año campesino", "Episodios de Nochebuena", "Mayo", "Descubrimiento y paso del Cabo de Buena Esperanza";
  • Narraciones inverosímiles (1882);
    • "El amigo de la muerte", "La mujer alta", "Los seis velos", "Moros y cristianos", "El año en Spitzberg", "Soy, tengo y quiero", "Los ojos negros", "Lo que se oye desde una silla del Prado".

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • El hijo pródigo (1857).

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

  • Poesías serias y humorísticas (1870).

Libro di viaggio[modifica | modifica wikitesto]

  • Diario de un testigo de la guerra de África (1859);
  • De Madrid a Nápoles (1861);
  • La Alpujarra: sesenta leguas a caballo precedidas de seis en diligencia (1873);
  • Viajes por España (1883).

Raccolta di articoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Cosas que fueron (1871).

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Historia de mis libros;
  • Juicios literarios y artísticos;
  • Últimos escritos.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (ES) Biografía de Pedro Antonio de Alarcón, su cervantesvirtual.com. URL consultato il 23 maggio 2018.
  2. ^ a b c Pedro Antonio de Alarcón, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 23 maggio 2018.
  3. ^ a b c le muse, I, Novara, De Agostini, 1964, p. 89.
  4. ^ (ES) Presentación del portal Pedro Antonio de Alarcón, su cervantesvirtual.com. URL consultato il 23 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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