Cristoforo De Amicis

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Cristoforo De Amicis (Alessandria, 30 giugno 1902Milano, 23 aprile 1987) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce il 30 giugno 1902 ad Alessandria da modesta famiglia operaia. Dopo le scuole inferiori, frequenta l'Accademia Albertina di Torino e, successivamente, l'Accademia di Brera a Milano, dove si diploma nel 1924 conseguendo il premio Hayez per il miglior allievo.

Inizialmente la sua pittura è improntata al linguaggio del “Novecento” nel cui ambito espone nel 1927 alla Biennale di Brera, dove ottiene, con il dipinto Nudo sdraiato, il diploma di medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione, e nel 1930 alle mostre organizzate a Parigi, Zurigo, Oslo, Stoccolma, Monaco e Buenos Aires, riportando un costante consenso critico. Passa successivamente ad una pittura più vicina alle esperienze francesi, caratterizzata da gamme cromatiche più vivaci e dalla semplificazione delle forme. Emblematico di questo momento espressivo è il grande affresco Figure d'estate, realizzato nel 1933 alla V Triennale di Milano, nella sezione della pittura murale. Attraversa anche per un breve periodo, nella iniziale adesione al gruppo degli artisti della Galleria del Milione, l'esperienza astratta, testimoniata dalla partecipazione nella sala degli “astrattisti” alla Quadriennale di Roma del 1935.

Negli anni seguenti, dopo una temporanea interruzione dell'attività pittorica e la collaborazione, nel campo dell'architettura, con gli architetti razionalisti Lingeri e Terragni, torna ad un linguaggio figurativo modulato su tonalità chiare che lo faranno includere, da parte della critica, nel “Chiarismo” pur nella sostanziale differenza, sul piano della struttura compositiva, con gli altri artisti compresi in tale denominazione. Partecipa con opere significative di questa maniera espressiva alla Biennale di Venezia del 1936 (Ritratto del figlio), alla Quadriennale di Roma del 1939 (Figura sdraiata) ed alle quattro edizioni del Premio Bergamo del 1939, 1940, 1941 e 1942.

Dal dopoguerra, approfondendo la propria ricerca su una interpretazione figurativa della realtà che tenga conto della lezione costruttiva di Cèzanne e dell'esperienza cubista, perviene ad una espressione pittorica autonoma, anche influenzata dalla parallela attività nel campo della vetrata d'arte, svincolata da riferimenti stilistici ma non estranea alle suggestioni materiche dell'informale. In tutto questo periodo è presente, con dipinti di figura, paesaggi e nature morte, in numerose mostre collettive e personali, mentre, nel settore della vetrata, realizza a Milano, fra i vari interventi compiuti negli anni '50 e ‘60, la grande vetrata della Camera di Commercio e 2 vetrate nel tiburio del Duomo Parallelamente all'esercizio della pittura, ha svolto attività didattica presso l'Accademia di Brera ininterrottamente dal 1925 al 1972, come docente nelle cattedre di figura disegnata e di pittura e, successivamente, come direttore del Liceo Artistico,

Dopo la sua morte, avvenuta il 23 aprile 1987, è stato costituito, per la sistematizzazione e la promozione dell'attività del pittore, l'Archivio Cristoforo De Amicis che, oltre alle varie iniziative assunte nell'ambito delle esposizioni e delle pubblicazioni di settore, ha curato la redazione del Catalogo Generale delle opere, presentato nel gennaio 2003 alla Società Permanente di Milano. Opere di Cristoforo De Amicis sono collocate in Musei pubblici italiani di Arte contemporanea e in numerose collezioni private.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arcumeggia - La galleria all'aperto dell'affresco a cura di Alberto Bertoni e Raffaella Ganna – Macchione Editore, Varese - 1997
  • Antonella Crippa, Cristoforo De Amicis, catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA.

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Controllo di autoritàVIAF (EN72214828 · ISNI (EN0000 0000 6678 7695 · SBN IT\ICCU\MILV\040664 · LCCN (ENnr96034987 · ULAN (EN500079487