Vinicio Capossela

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Vinicio Capossela
Vinicio Capossela.JPG
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica d'autore
World music
Jazz
Folk
Periodo di attività musicale1990 – in attività
Strumentovoce, pianoforte, chitarra, fisarmonica, organo, percussioni
EtichettaLa Cùpa, Warner Music Italy
Album pubblicati16
Studio11
Live3
Raccolte2
Sito ufficiale

Vinicio Capossela (Hannover, 14 dicembre 1965) è un cantautore, polistrumentista, scrittore, conduttore radiofonico e attore cinematografico italiano.

È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con quattro Targhe Tenco e un Premio Tenco alla carriera.[1] Ha inoltre vinto due volte il Premio Lunezia nel 2006 e nel 2017.

Inizia a scrivere canzoni partendo dagli spunti che la vita gli riserva, e man mano amplia il suo immaginario compositivo mescolando gli episodi biografici ai temi che riguardano, più in generale, l’uomo, come il mito, la poesia e il racconto. Caratteristica centrale della sua ricerca è l’attenzione alla rappresentazione dell'opera in forma di spettacolo[2], che fa confluire nel suo percorso artistico anche radio, letteratura e cinema.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Teatro greco di Taormina, il 1º settembre 2006.

Gli anni Novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nato in Germania[3], da genitori originari dell'Irpinia (il padre, Vito, è di Calitri, la madre di Andretta), viene chiamato Vinicio, pur non essendo questo uno dei nomi della tradizione familiare, come omaggio al celebre fisarmonicista Vinicio, autore di molti dischi per la Durium negli anni sessanta, di cui il padre è appassionato.[4]

Torna poco dopo in Italia con la famiglia e si stabilisce a Scandiano in provincia di Reggio Emilia, dove rimane anche in età adulta. Cresce artisticamente nei circuiti underground dell'Emilia-Romagna, fino ad essere notato da Francesco Guccini, che lo porta al Club Tenco.

Debutta nel 1990 sotto l'egida di Renzo Fantini (Paolo Conte, Francesco Guccini) con All'una e trentacinque circa, che si aggiudica la Targa Tenco per la migliore opera prima (in ex aequo con Passa la bellezza di Mauro Pagani)[5]. Fantini produrrà i primi 4 album di Capossela.

L'anno successivo esce Modì, che prende il titolo dall'omonima canzone dedicata al pittore Amedeo Modigliani, una ballata in cui si racconta la storia d'amore tra lo stesso pittore livornese e Jeanne Hébuterne, vicenda che viene osservata dal punto di vista soggettivo della donna. Tra gli altri brani dell'album figura … e allora mambo, titolo di coda del film Non chiamarmi Omar (nel quale lo stesso Capossela recita una parte), che successivamente farà parte della colonna sonora dell'omonimo film con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Nel 1993 si trasferisce a Milano, dove conosce Vincenzo Costantino Cinaski[6] e Paolo Rossi con il quale collabora negli spettacoli Pop e rebelot e Milanin Milanon (1994). Per queste prime incursioni nel mondo teatrale Capossela scrive Pioggia di novembre e Decervellamento[7], che saranno inserite rispettivamente nei dischi Il ballo di San Vito (1996) e Canzoni a manovella (2000).

Nel 1994 pubblica il terzo album Camera a sud, che gli consente di affermarsi in Italia e all'estero: nel 1995 il tour di promozione lo porta infatti a Parigi, dove registra un sold out al Theatre de la Ville. Il disco è trainato dal successo del brano Che coss'è l'amor, inserito nella colonna sonora de L'ora di religione di Marco Bellocchio e in quella del primo film con Aldo Giovanni e Giacomo e Marina Massironi, Tre uomini e una gamba.

Nello stesso anno scrive alcuni brani per Il Circo di Paolo Rossi, come il Tanco dei furiosi[8] e una prima versione della canzone Al veglione, inserita l'anno successivo ne Il ballo di San Vito, il disco più aderente alla vita del suo autore, «una vicenda più personale delle altre»[2]. Il lavoro, che ospita il chitarrista Marc Ribot,[9] contiene riferimenti immaginifici e rimandi alle sue vicende personali, raccontate nel momento stesso in cui succedono. Con canzoni come Accolita dei rancorosi – liberamente tratto dal libro La confraternita del Chianti di John FanteL'affondamento del Cinastic (che narra il fallimentare esperimento del caffè letterario Chinasky di San Giuliano Milanese) e Corvo Torvo, probabilmente ispirato al Racconto dell'economo dai celeberrimi Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer[10], questo album rivela una contaminazione letteraria. In particolare è evidente l'influenza del cantautore americano Tom Waits, già presente nei dischi precedenti e che continuerà a contrassegnare fortemente Capossela, in studio e dal vivo.

Nel 1997 continua la collaborazione con Paolo Rossi, per il quale firma la sigla del programma tv Scatà Scatà (Scatafascio). Nello stesso anno comincia una serie di reading dedicati a John Fante con Vincenzo Costantino Cinaski. Durante il lungo tour di promozione del quarto disco, Capossela registra la data di Padova per Liveinvolvo del 1998, che sarà pubblicato in formato home video. A questo progetto partecipa la Kočani Orkestar di Naet Veliov, resa celebre dal film Il tempo dei gitani di Emir Kusturica.

Durante un viaggio tra Grecia, Macedonia e Turchia, Capossela scopre il genere musicale rebetiko, oggetto del racconto Il girone dei rebetici che l'autore inserirà nel suo primo romanzo Non si muore tutte le mattine.[11] Pochi mesi dopo Capossela intitolerà il tour Come una parata, come in un addio, riprendendo le parole della canzone Contratto per Karelias, ispirata al brano rebetiko del 1935 Fragosyriani[12] di Markos Vamvakaris.[13] Il 1998 è anche l'anno in cui comincia la stesura de Il paese dei Coppoloni, che verrà pubblicato dopo una gestazione di 17 anni[14], e il giro dei Concerti per le feste, che interromperà nel 2013 per poi riprenderlo nel 2017[15]. Nell’estate 1999 si svolge il tour Parole d’altrove, durante il quale esegue versioni italiane di tanghi di autori amati come Goyeneche e Aníbal Troilo. Infine, sonorizza la pellicola Tempi moderni di Charlie Chaplin.

Gli anni Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Santo Nicola, Canzoni a manovella, il primo romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 collabora con Philippe Eidel nel disco Renaissance, in cui il compositore belga musica alcune rime di Michelangelo Buonarroti cantate da interpreti italiani, tra cui anche Lucio Dalla e Lucilla Galeazzi; questo episodio confluirà, nel 2007, in un progetto personale sui componimenti del Buonarroti.

Dopo un anno di gestazione esce Canzoni a manovella, svolta tematica nel percorso di Capossela, che si dedica a temi più universali, ispirati alla grande letteratura. Il disco, pubblicato nell'autunno del 2000, vince la Targa Tenco 2001 come miglior album dell'anno, a pari merito con Amore nel pomeriggio di Francesco De Gregori[16]. Degne di rilievo sono la canzone d'apertura, Bardamù, ispirata al protagonista del celeberrimo Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline, Decervellamento, anch'essa presente, seppur con qualche modifica, nella trasmissione Il laureato, Contratto per Karelias, un brano rebetiko tradotto dall'originale greco di Markos Vamvakaris dal nome Φραγκοσυριανή, Con una rosa, rielaborazione del racconto L'usignolo e la rosa di Oscar Wilde.

Nel 2001 è ospite a Satyricon di Daniele Luttazzi, nel quale, dopo aver parlato, tra le altre cose, dell'album Canzoni a manovella, delle sue origini e di patafisica, esegue Con una rosa, un pezzo tratto dal suo ultimo album.

Nel febbraio 2002, durante una gita ad Apricena, incontra per la prima volta Matteo Salvatore[17]; i due terranno un concerto assieme nell'estate dello stesso anno alle cave di Apricena per la rassegna Suoni in cava[18]. Nell'ottobre 2002 Capossela torna ospite al Premio Tenco con un set dedicato a versioni italiane di tanghi a cui lavora dal 1999.

Durante le feste di Natale del 2002 scrive e registra I cerini di Santo Nicola[19], racconto trasmesso su Rai Radio 2 il 25 dicembre[20]. Comincia così il secondo tour di concerti natalizi, dedicato proprio alla figura di Santo Nicola. Nel 2003 esce la raccolta L'indispensabile, assemblata tra 2001 e 2002, contenente la reinterpretazione di Si è spento il sole di Adriano Celentano. È anche l'anno in cui Capossela partecipa per la prima volta al Concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni, comincia a lavorare al suo primo romanzo Non si muore tutte le mattine, scrive e registra per la prima volta Canzoni della cupa, progetto ripreso più volte e pubblicato 13 anni dopo[21]. È ancora ospite al Premio Tenco con un set dedicato alle Rime di Michelangelo in compagnia di Mario Brunello[22]. Poco dopo l'uscita di Non si muore tutte le mattine comincia un lavoro sui reading musicati estratti dal libro, che vede la luce nell'autunno 2004 con il titolo Radiocapitolazioni. Queste letture sonorizzate, registrate con Marco Tagliola, vengono trasmesse da Rai Radio 3 in 15 puntate. Vi è anche un reading musicato realizzato al Teatro Valli di Reggio Emilia[23].

Ovunque proteggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 si dedica principalmente alla scrittura e alla registrazione del nuovo disco Ovunque proteggi, che esce a gennaio 2006; continua la collaborazione con Marc Ribot, già alle chitarre nei due dischi precedenti[24]. Dopo un tour estivo nelle arene di pietra (finito nel DVD live Nel niente sotto il sole), Capossela celebra il successo del suo disco con un memorabile concerto al Pincio, all'alba della notte bianca di Roma[25]

Premio Carosone 2009, 24 settembre 2009.

Dall'album vengono estratti come singoli radiofonici i brani Ovunque proteggi, Brucia Troia, Medusa Cha Cha Cha e Dalla Parte di Spessotto. L'album ottiene ottimi riscontri di vendite, raggiungendo il secondo posto nella classifica di vendita dopo pochi giorni dalla sua pubblicazione.[26] Ovunque proteggi vince la Targa Tenco come miglior album dell'anno, e viene portato in tour anche all'estero.

Le Rime di Michelangelo e Da solo[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 2007 musica sette sonetti di Michelangelo, che vengono eseguiti con Mario Brunello e un quartetto di viole da gamba guidato da Paolo Pandolfo a Firenze, nella Galleria dell'Accademia. Il progetto, parte della rassegna “Genio fiorentino”, prende il titolo Fuggite, amanti, amor – Rime e lamentazioni per Michelangelo e comprende anche gli inediti Noli me tangere e Cosa ha fatto la vita al nostro volto[27]. Il progetto ha conosciuto anche cinque concerti dal vivo, tra cui all’Auditorium di Roma e agli Arcimboldi di Milano.

A distanza di 9 anni dalla prima bozza, riprende Il paese dei Coppoloni e, parallelamente, continua a lavorare su Canzoni della cupa. Riceve la cittadinanza onoraria della città di Calitri, di cui è originiario il padre Vito, e tiene il primo concerto con la Banda della Posta, di cui produrrà un disco nel 2012. l 18 agosto 2008 per protestare contro la decisione del Governo Berlusconi di creare una discarica sull'Altopiano del Formicoso in località Pero Spaccone, tiene un concerto ad Andretta (paese natìo della madre) per sostenere la causa delle popolazioni locali riguardo alla crisi dei rifiuti in Campania. Durante il concerto, oltre alle canzoni del suo repertorio si è divertito a leggere e cantare stornelli e canti popolari dell'Alta Irpinia e alcune reinterpretazioni di Matteo Salvatore insieme agli amici della banda della posta di Calitri (formata da Matalena, Tottacreta, il Parrucchiere e Rocco Briuolo) e "Ciccillo" Di Benedetto, lo storico ristoratore citato nella canzone Al veglione.

Nonostante abbia diversi progetti in fase avanzata, decide di dedicarsi alla scrittura di un nuovo album, Da solo (missato a New York da J. D. Foster) le cui registrazioni cominciano nell'Epifania del 2008. Da solo esce il 17 ottobre ed è tra i finalisti della Targa Tenco al miglior album del 2009, anno in cui esce il romanzo In clandestinità. Quando Mr Pall incontra Mr Mall, scritto a quattro mani con l'amico poeta Vincenzo Costantino Cinaski[28]. Sempre nel 2009 si susseguono i numerosi concerti della tournée di Da solo, chiamata Solo Show, che toccano tutta Italia e anche alcuni paesi esteri, in Europa e negli Stati Uniti. Il concerto di Firenze del 5 marzo 2009 viene pubblicato in formato cd+DVD con il titolo di Solo Show. Celebra il 25 aprile con un concerto a Parma che vede tra gli ospiti Enzo Del Re[29].

Vinicio Capossela con Mario Trevi al Premio Carosone 2009.

Il 25 dicembre, invece, Rai Radio 2 trasmette il racconto di Natale Il gigante e il mago, scritto con Marco Cervetti e registrato a Roma con la partecipazione di Paolo Rumiz, Paolo Bonacelli, Cristopher Wonder, Vincenzo Mollica, Paolo Rossi, Alberto Rollo, Vincenzo Vasi e il Coro degli Apocrifi[30]. Nel 2009 ha partecipato come attore e cantante nel film Dieci inverni di Valerio Mieli, che ha partecipato alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia[31].

Il 24 settembre 2009 riceve il premio alla carriera da Mario Trevi all'ottava edizione del Premio Carosone, tenutasi all'Arena Flegrea della Mostra d'Oltremare di Napoli[32]. Nel 2010 partecipa alle celebrazioni per il Giorno della Memoria tenendo il 27 gennaio, a Cracovia, il concerto-performance Suona Rosamunda (titolo ripreso da una sua canzone ispirata a Se questo è un uomo di Primo Levi) in collaborazione con l'artista visivo Gian Maria Tosatti.

Nel 2010 esce la raccolta The Story-Faced Man e Capossela va in tour in America; il 19 marzo, mentre è a Los Angeles, apprende della morte del suo primo produttore Renzo Fantini[33].

Marinai, profeti e balene[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un tour in Portogallo[34], comincia a scrivere i brani odissiaci di Marinai, profeti e balene Il primo seme di questo album è gettato nel 2008, durante l’Andersen Festival, svoltosi presso la Baia del Silenzio di Sestri Levante: l’esibizione si chiama Storie di marinai, profeti e balene. Nel frattempo pubblica il DVD-libro La faccia della terra e va al Concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni con Enzo Del Re.

Al Premio Tenco 2010 presenta le prime canzoni di Marinai, profeti e balene, e conclude l'anno con una serie di concerti per celebrare i vent'anni di carriera. Le registrazioni del disco si svolgono in diversi luoghi: Milano, il Castello Aragonese di Ischia, Creta e Berlino. Vi partecipano numerosi musicisti internazionali tra cui Psarantonis, Manolis Pappos e Greg Cohen. Nel numero di aprile 2011 della rivista La Repubblica XL cura l'EP La nave sta arrivando, contenente 6 brani, dei quali due sono un'anteprima del disco che esce il 26 aprile. Un'ulteriore anteprima dell'album è costituita dalla trasmissione, su Rai Radio 2, di 15 puntate di 5 minuti in cui discute, con alcuni ospiti, dei temi delle nuove canzoni[35]. Il 6 giugno muore Enzo Del Re, che Capossela omaggia con il primo concerto tributo a Mola[36] (ne sarà direttore artistico fino alla terza e ultima edizione[37]).

Marinai, profeti e balene si aggiudica la Targa Tenco per il miglior album e Dori Ghezzi assegna a Capossela il Premio Fabrizio De André alla carriera.

Nell'agosto 2011 è diventato cittadino onorario del comune di Patù, commentando l'onorificenza con la frase "Ieri eru ciuveddi, oggi sono patuscio."[38].

Rebetiko Gymnastas e la nascita dello Sponz Fest[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 giugno esce per la Warner Rebetiko Gymnastas, registrato in parte già nel 2007[39]. Subito dopo l'uscita del disco Capossela torna in Grecia, dove era stato nel 2012, per le riprese del film Indebito, diretto da Andrea Segre. Nel 2013 produce e pubblica, con la sua casa discografica La Cùpa, il chitarrista Alessandro Asso Stefana e l'ingegnere del suono Taketo Gohara, il disco della Banda della Posta Primo ballo[40]; porta in scena Carnevale degli animali con la Vianiner Philarmoniker (spettacolo che ripropone nel 2014)[41]. Il 2013 è anche l'anno dell'ultimo concerto di Natale al Fuori Orario (la tradizione viene ripresa nel 2017), di Tefteri. Il libro dei conti in sospeso, pubblicato con Il Saggiatore, e della prima edizione del Calitri Sponz Fest, di cui cura la direzione artistica[42]. Sempre in questo anno, inizia a scrivere il Bestiario d'amore, una suite che riprende l’omonimo componimento del poeta provenzale Richard de Fournival, vissuto attorno al XIII secolo.

Nell'aprile 2013 presta la sua voce per il film di animazione "Zarafa: la giraffa giramondo", distribuito in Italia da Nexo Digital.

Nel 2014 aderisce per la prima volta all'iniziativa del Primo Maggio Taranto, organizzato dal Comitato dei cittadini e lavoratori liberi e pensanti[43]. È questo l'anno in cui Capossela si avvicina alla canzone sociale: nel tour estivo con la Banda della Posta arricchisce il suo repertorio con canti anarchici e di lavoro, oltre che con alcune canzoni di Enzo Del Re[44].

Il 2 giugno 2013, nell'ambito del Bellaria Film Festival, viene conferita a Capossela la cittadinanza onoraria di Bellaria-Igea Marina (Rimini). Qui Vinicio ottenne il suo primo ingaggio come cantautore presso lo storico locale Pjazza, nel 1989.

Trilogia della Cupa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015, dopo 17 anni di gestazione, esce Il paese dei Coppoloni per Feltrinelli, che candida l'opera al Premio Strega. Pur non entrando in finale, con 159 voti Il paese dei Coppoloni risulta il più letto dai circoli di lettura dei Comitati italiani ed esteri della Società Dante Alighieri, che gli assegna il Premio Dante Strega[45]. La terza edizione dello Sponz Fest, intitolata Raglio di luna, si chiude con la Notte d'argento alla stazione di Conza della Campania[46], lunga celebrazione per i 25 anni di carriera che continua in autunno con il tour europeo intitolato Qu'Art de Siecle[47]. Alla fine del 2015, come titolo di coda del film Vinicio Capossela – Nel paese dei Coppoloni diretto da Stefano Obino, la canzone Il pumminale[48] anticipa l'uscita del disco Canzoni della cupa dopo una gestazione di 13 anni[49]. La pubblicazione è prevista per il 4 marzo 2016, ma a causa di un intervento alle corde vocali (effettuato il 18 febbraio a Lyon[50]), viene posticipata al 6 maggio[51]. Per la promozione di questo doppio disco, Capossela mette in piedi due tour differenti: uno estivo, intitolato Polvere[52] (una delle date è il 27 agosto, a chiusura della quarta edizione dello Sponz Fest Chi tiene polvere spara!)[53]; uno invernale, intitolato Ombra. Nel dicembre 2016 registra il reading radiofonico Ombre radio, in onda su Rai Radio 3 dal 19 al 30 dicembre[54]. Chiude l'anno con il concerto Il ballo di San Vito e dei santi innocenti al Vidia Club di Cesena per festeggiare i vent'anni del disco Il ballo di San Vito[55].

Dopo il tour teatrale Ombra, Capossela porta Canzoni della cupa in Germania e costruisce, per Sky Arte, lo spettacolo In-sanità. Oratorio al politeismo napoletano con Federico Maria Sardelli, Stefano Nanni e Daniele Sepe[56]. L'estate 2017 lo vede impegnato nel tour Atti unici e qualche rivincita[57]. Nel concerto finale della quinta edizione dello Sponz Fest, All'incontre'r. Rivoluzioni e mondi al rovescio, Capossela ospita sul palco la banda russa Dobranotch e il regista Emir Kusturica[58]. A ottobre riceve il Premio Tenco alla carriera, celebrato con il set Cordàmi assieme a un ensemble di soli strumenti a corde[59]. Dopo il successo del doppio tour, costruisce un nuovo tour teatrale intitolato Ombre nell'inverno. Canzoni della Cupa e altri spaventi[60]. Personaggio che chiude tutti i concerti di questa tournée è Santo Nicola, di cui Capossela ristampa i racconti, scritti nel 2002, nel libello I cerini di Santo Nicola. Il 25 dicembre torna dopo 4 anni al Fuori Orario per il Concerto di Natale[61].

Nel 2018 calca nuovamente il palco del Primo Maggio Taranto con un set dedicato alla canzone sociale e a tre personaggi di riferimento: Antonio Infantino, Enzo Del Re e Matteo Salvatore[62].

Nel mese di luglio 2018 parte per il tour intitolato Vinicio Capossela nell'Orcaestra. Tour sinfonico orchestrale[63].

Ballate e Bestiari[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 maggio 2019, dopo 7 anni di gestazione, esce l’undicesimo lavoro discografico Ballate per uomini e bestie[64]. L’uscita dell’album viene anticipata dalla pubblicazione del videoclip di Il povero cristo, girato a Riace e diretto da Daniele Ciprì[65]; il breve film vede la partecipazione di Marcello Fonte, Rossella Brescia e Enrique Irazoqui. L’album viene presentato alla Chiesa di San Carlo al Lazzaretto di Milano[66]; nella stessa location è ambientato il videoclip di Danza macabra, pubblicato poco prima dell’estate[67]. La presentazione del 16 maggio è preceduta da un piccolo tour americano intitolato Ballate per poveri cristi[68]; il tour tocca le città di Washington, Chicago e Detroit. Dopo la presentazione milanese avvia il tour estivo con gli Atti Unici in diversi centri d’Italia. La prima data si tiene al Castello Caetani di Sermoneta[69], di cui viene pubblicato un teaser realizzato da Simone Cecchetti ed Emiliana Aligeri[70]. Gli Atti unici, forma di spettacolo che Capossela ha già sperimentato nel 2017 per Canzoni della cupa[71], toccano anche Verona, in occasione del Festival della Bellezza[72], e Spoleto, in occasione del 62º Festival dei Due Mondi[73]. Il disco viene poi accompagnato da un tour che occupa la stagione estiva e invernale del 2019[74]. Il tour estivo tocca anche la settima edizione dello Sponz Fest, di cui Capossela è direttore artistico, “Sottaterra”[75].

Il 4 ottobre parte il Il 5 ottobre 2019 viene pubblicato il terzo singolo estratto dall’album, Di città in città (… e porta l’orso)[76]. Ballate per uomini e bestie si aggiudica la Targa Tenco nella categoria Miglior album in assoluto del 2019[77].

Il 17 gennaio 2020 pubblica in collaborazione con il trapper di Cesena Young Signorino il singolo +Peste che riprende il brano La peste prensente in Ballate per uomini e bestie[78]. Il 14 febbraio dello stesso anno esce Bestiario d'amore[79], EP che si rifà a Il Bestiario d'amore di Richard de Fournival, scritto a metà del XIII secolo. L’EP viene lanciato con la pubblicazione della title track, accompagnata da una video animazione diretta da Matteo Cozzo sulle illustrazioni di Elisa Seitzinger[80].

Lo stesso 14 febbraio 2020 il lavoro viene presentato alla Union Chapel di Londra. Seguono quattro date, dopodiché il tour è costretto a subire uno stop a causa dello scoppio della pandemia da COVID-19. Durante il periodo del lockdown, Capossela propone alcune puntate da dieci minuti sui suoi canali social, nelle quali affronta alcuni temi legati alle ricorrenze del giorno; l'appuntamento prende il nome di Cronache dal pandemonio.

Nell'estate 2020, con la parziale ripresa delle attività di spettacolo, presenta in tutta Italia un tour in duo con Vincenzo Vasi dal titolo Pandemonium. Dice di questo progetto: «Pandemonium è unione di “Pan”, il satiro, dio figlio di tutte le divinità, e “demonium”, creatura fantastica sospesa tra umano e divino. Ma è anche l'insieme di tutti i dèmoni che si possono scatenare in un nefasto tempo di pandemia come quello attuale. Senza dimenticare che in un periodo di isolamento, come quello trascorso da noi tutti, può capitare anche di dover fare i conti con i propri dèmoni interiori».[81]

Le date previste saranno parzialmente recuperate a giugno 2021: il tour Bestiario d'amore viene portato a Parma (per due date in duo con Vincenzo Vasi) e poi a Ravenna, Roma e Gardone Riviera. In queste tre città, lo spettacolo viene proposto nella sua versione originaria, ossia con l'orchestra sinfonica. Infatti, Capossela viene accompagnato dall'Orchestra Bruno Maderna, diretta dal Maestro Stefano Nanni.

A luglio 2021, in occasione dell'anno dantesco, propone il tour Bestiale Comedìa, un progetto che, dal confronto con la Divina Commedia, trae punti d’orientamento per una navigazione dantesca all'interno del proprio repertorio. Se quello di Dante Alighieri è stato un viaggio tra i morti per salvare i vivi, la Bestiale Comedìa vuole essere un itinerario nell’immaginazione musicale e letteraria per redimere il reale dallo smarrimento in cui sembra gettato[82].

Il 30 settembre 2021 pubblica il nuovo romanzo Eclissica, edito da Feltrinelli, un lavoro che ripercorre gli ultimi quindici anni di vita e di carriera, intervallati da lampi e seguendo il filo rosso dell'eclissi[83].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 Vinicio sposa una fotomodella[84], da cui divorzia dopo poco più di due anni[85].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Vinicio Capossela.

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  • All'una e trentacinque circa
  • Modì
  • Marajà - regia di Ago Panini
  • Si è Spento il Sole - regia di Ago Panini
  • Ovunque Proteggi - regia di Valerio Spada
  • Non Trattare - regia di Valerio Spada
  • Brucia Troia
  • Il Gigante e il Mago - regia di Gianfranco Firriolo
  • Una Giornata Perfetta - regia di Virgilio Villoresi
  • Pryntyl - regia di Virginio Villoresi
  • ...e allora Mambo
  • Canzone a manovella
  • Abbandonato (Los ejes de mi carreta)[87]
  • Il ballo di San Vito
  • La padrona mia - regia di Sara Fgaier
  • Il pumminale - regia di Lech Kowalski
  • La Bestia nel grano - regia di Paolo Boriani
  • Scorza di Mulo - Regia di Dario Cioni e Enrico De luigi
  • Il Treno - Regia di Dario Cioni e Enrico De luigi
  • Il Povero Cristo - Regia di Daniele Ciprì
  • Danza macabra
  • Di città in città (...e porta l'orso) - Regia di Simone Cecchetti ed Emiliana Aligeri
  • +Peste - Regia di Daniele Martinis
  • Bestiario d'amore - illustrazioni di Elisa Seitzinger e animazione di Matteo Cozzo

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Programmi[modifica | modifica wikitesto]

Tributo[modifica | modifica wikitesto]

  • Raccol(i)ta dei Rancorosi - 2007 (con ricavato devoluto all'Amref)

Nel 2007 esce un cd tributo a Vinicio Capossela che vede la partecipazione di diciotto artisti del panorama indipendente italiano, fra i quali Bugo, Federico Sirianni e i Nobraino[88]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2012 si è gentilmente prestato come attore in un cortometraggio interamente realizzato e interpretato da bambini di età compresa tra i sette e i quattordici anni. Il cortometraggio dal titolo Che fine ha fatto Pinocchio? è una rivisitazione della celebre opera di Carlo Collodi in cui quasi tutte le psicologie dei personaggi sono ribaltate. Vinicio Capossela interpreta un ruolo di breve durata, e lo si vede calato nei panni di un pianista (di nome Samuele) che suona al pianoforte il celebre motivetto di Pinocchio, tratto dalla colonna sonora del film di Luigi Comencini. In realtà, la scena è un'ironica citazione del film Casablanca, infatti vediamo come Lucignolo chieda al suo amico Samuele di suonargli la sua canzone, e poi arriva un arrabbiatissimo Grillo Parlante che urla contro Vinicio/Samuele: 'Ti avevo detto di non suonarla più'. Nel film Casablanca fu invece Ingrid Bergman a chiedere a Sam Dooley Wilson di suonarle la sua canzone, e poi arrivò Humphrey Bogart ad intimare a Sam di non suonarla più. Il video ha vinto il primo premio della Giuria Tecnica allo SHORTini Film Festival di Augusta.
  • Una delle sue canzoni più famose, Che coss'e l'amor, si sente nel film Tre uomini e una gamba del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo, nell'ormai celebre scena della partita di calcio in spiaggia, ripresa poi con la stessa canzone in Odio l'estate (2019).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri di Vinicio Capossela[modifica | modifica wikitesto]

Libri su Vinicio Capossela[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Club Tenco: Albo d'oro, su clubtenco.it.
  2. ^ a b L'intervista di E. Assante (parte 2), su Vinicio Capossela. URL consultato il 30 novembre 2021.
  3. ^ Berlino Magazine, Vinicio Capossela in concerto in una chiesa di Berlino, su Berlino Magazine, 4 aprile 2017. URL consultato l'11 giugno 2020.
  4. ^ Come ha raccontato lo stesso Capossela a Maurizio Becker, nell'intervista pubblicata sul nº 5 di luglio 2009 di Musica leggera, pagg. 12-23
  5. ^ ALBO D'ORO, su Club Tenco. URL consultato il 30 novembre 2021.
  6. ^ Biografia di Vincenzo Costantino Cinaski, su vincenzocostantinochinaski.it.
  7. ^ Massimo Padalino, Capossela. Il ballo di San Vinicio, LIT EDIZIONI, 17 novembre 2014 pp. 233-234 ISBN 9788862315951.
  8. ^ Il Tanco dei Furiosi, su youtube.com.
  9. ^ Libretto dell'album Il ballo di San Vito.
  10. ^ Massimo Padalino, Capossela. Il ballo di san Vinicio, LIT EDIZIONI, 17 novembre 2014, ISBN 978-88-6231-595-1. URL consultato il 29 giugno 2016.
  11. ^ Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine, Feltrinelli 2004 ISBN 8807016478 pp. 229-232.
  12. ^ Elisabetta Cucco, Vinicio Capossela. Rabdomante senza requie, Auditorium 2005 ISBN 88-86784-31-7 pp.115-116.
  13. ^ Libretto dell'album Canzoni a Manovella.
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