Maria Grazia Calandrone

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Maria Grazia Calandrone (luglio 2016)

Maria Grazia Calandrone (Milano, 15 ottobre 1964) è una poetessa, drammaturga, giornalista, attivista, artista visiva, insegnante, autrice e conduttrice per Rai Radio 3 italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vive a Roma e, dal 2010, tiene a battesimo poeti esordienti, ritenuti meritevoli di pubblicazione, per il mensile internazionale Poesia, nella rubrica di inediti Cantiere Poesia. Ha collaborato alle pagine culturali del quotidiano il manifesto, scrive su la 27ora e sul settimanale Sette (rivista) del Corriere della Sera.

Dal 2010 scrive e conduce programmi culturali per Rai Radio 3.

Ha collaborato con Unomattina Poesia (Rai 1), con Rai Cultura e Cult Book (Rai 3).

Collabora da anni con l'attrice Sonia Bergamasco, per la quale ha composto i monologhi: La scimmia bianca dei miracoli e Pochi avvenimenti, felicità assoluta, lavoro dedicato alla memoria d'amore tra Robert e Clara Schumann e trasmesso in diretta dal Quirinale.

Inviata dall'Istituto giapponese di cultura di Roma nelle città di Tokyo e Kyoto per il Premio Haiku in Italia, si innamora dell'essenzialità e dell'eleganza della cultura giapponese e ne traduce le istanze nella propria poesia.

Nel 2017 interpreta se stessa nel docufilm di Donatella Baglivo Il futuro in una poesia e nel progetto Poems With a View del regista israeliano Omri Lior; nel 2019 comincia la sua collaborazione con la compositrice Silvia Colasanti e con il classical vocalist e poeta indiano Bhai Baldeep Singh.

Nel 2018 è regista del ciclo di videointerviste I volontari [1], un documentario sull'accoglienza ai migranti e del videoreportage su Sarajevo Viaggio in una guerra non finita [2], entrambi pubblicati da «Corriere TV».

La sua poesia è tradotta in molte lingue, tra le quali lo spagnolo [3] e il francese [4].

Attività sociale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 tiene laboratori gratuiti di poesia nella scuola pubblica [5] e nelle carceri [6], dove applica un metodo da lei stessa ideato, nella convinzione che fare poesia sia un'azione politica [7]. È membro dell'Associazione di volontariato culturale «Piccoli Maestri». Nel 2020, in tempi di Covid-19, trasforma i suoi laboratori in videolaboratori in streaming per bambini e ragazzi, raggiungendo studenti dalla scuola primaria alle Università di tutto il territorio nazionale e di lingua italiana residenti all'estero.

La carriera letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Maria Grazia Calandrone al Prix Italia, Torino 23.9.15

Esordisce nel 1994 con la silloge Illustrazioni, premio Eugenio Montale per l'inedito [8]. Nel 1998 ottiene la pubblicazione-premio (Premio Nazionale Nuove Scrittrici) di Pietra di paragone, volume dedicato alla figura del padre Giacomo Calandrone, combattente volontario nella guerra civile di Spagna [9] e deputato comunista, nonché autore di saggi storici e politici.

L'attenzione per gli eventi storici (dalla guerra di trincea ai disastri di Hiroshima e Babi-Yar, agli eccidi di Guernica, Marzabotto e Sant'Anna di Stazzema) e sociali («Maria Grazia Calandrone, che sa spaziare dalla cronaca della Thyssen all'epicedio classico»: Valerio Magrelli su la Repubblica, 23.2.11) rappresenta una costante nell'opera poetica di Maria Grazia Calandrone, che alterna lo sguardo collettivo a quello privato, mantenendo in entrambi i casi il desiderio etico di pronunciarsi a nome di un «corale umano» [10].

Anche La scimmia randagia, sebbene «interamente dedicato» alla nascita del figlio Arturo, è libro cosmogonico con il quale Maria Grazia Calandrone vince il Premio Pasolini Opera Prima [11]. Il medesimo intento «corale» si riscontra in Come per mezzo di una briglia ardente, variazione sul tema della «tremenda semplicità della morte» (materna) e ne La macchina responsabile, testo dove l'autrice si interroga sulla responsabilità individuale nelle stragi di massa, ovvero sulla natura e sulla distribuzione del male e sulla scelta che ogni essere umano è quotidianamente necessitato a compiere.

Nel 2010 pubblica Sulla bocca di tutti, opera vincitrice del Premio Napoli [12]. In un articolo pubblicato su Il Venerdì di Repubblica, Enzo Golino rintraccia in essa la «forza simbolica dell'elemento primordiale che unisce l'amore e il dolore più estremi». Il volume esamina il punto di non-ritorno dell'Occidente, universalmente assunto nell'emblema del crollo delle Torri Gemelle, ancora a contrasto con la privata e gioiosa rifondazione del mondo avvenuta con la nascita della figlia Anna. Segue, sempre nel 2010, Atto di vita nascente, rielaborazione memoriale dell'amore nascente.

Il primo romanzo di Maria Grazia Calandrone viene pubblicato nel 2011 per Luca Sossella: L'infinito mélo, una prosa onirico-visionaria che segue inconsciamente le tappe del Viaggio del sole notturno, testo iniziatico egizio, accompagnata da Vivavox, cd di sue letture dei propri testi, tra i quali compare Alla compassione di tutti [13], cronaca del suicidio della madre naturale, Lucia Galante. La tragica decisione della madre viene impiegata dall'autrice per dimostrare come pregiudizi e tabù possano arrivare a condannare a morte un'innocente. Senza rabbia e con lucidità estrema, Maria Grazia Calandrone interpreta il suicidio della propria madre come un omicidio sociale.

Nella quarta sezione de La vita chiara, dedicata all'Aria, la poetessa assume nelle proprie parole la lezione di levità di Fryderyk Chopin («nulla sia noto di noi che il sorriso») e il duro compito della sublimazione amorosa di Teresa d'Avila. Una seconda prosa, Salvare Caino, sul tema del superamento del trauma da narcisismo nella relazione d'amore, accostata a un dipinto di Antonio López García, verrà pubblicata nel 2014 da Donzelli Editore nell'antologia di racconti figurativi Nell'occhio di chi guarda.

Il progresso interiore, e dunque poetico, verso l'inno di gioia, continua con Serie fossile (rosa del Premio Viareggio [14] e premi Tassoni e Marazza), opera nella quale Maria Grazia Calandrone canta a voce spiegata l'amore assoluto, che diventa esperienza di «amore dirompente» e anticonvenzionale «per il creato», condotta con toni lirici ed elegiaci, ma anche scientifici e farseschi – come osserva Aldo Nove nella sua recensione sul rotocalco Donna Moderna, mentre Daniela Attanasio su il manifesto scrive che «Il corpo descritto viene evocato, in una sorta di adorante preghiera pagana, come esemplare primigenio della specie, figura che incarna la completezza della natura femminile».

Il lavoro di Calandrone prosegue, coerentemente, con Gli Scomparsi – storie da Chi l'ha visto?, opera vincitrice del Premio Dessì, ispirata all’omonima trasmissione televisiva e interamente dedicata alle storie degli altri, dove l’autrice prende la parola anche a nome delle assassine, in una «personalissima Antologia di Spoon River», come si legge nella motivazione del premio: «il paradigma della compassione s'innerva su vite spezzate o in fuga, quasi a consacrarle nella loro unicità, e in ciò che rimane. Maria Grazia Calandrone ha sempre praticato una sorta di riduzione ascetica dell'io, o meglio una sua dissoluzione nell'impatto emozionale e fisico con l'accadere. La scomparsa diviene l'interrogativo che i vivi rivolgono a se stessi, il dialogo con "tutti i morti e tutti i vivi" è all'insegna di una compassione che si volge all'ormai immutabile. E allora è questione di parole, di metafore, nel caso della poetessa di aggettivi, che sono una delle sue caratteristiche di sempre: mai esornativi, sempre spiazzanti, assi portanti di una costruzione metaforica che s'innerva nel mistero della sincerità.» «E proprio nella compassione (molte volte ribadita e nei contesti più differenti, quasi fosse una benigna ossessione), si svela una forte capacità di immedesimazione, mirabile ad esempio nella straziante suite sullo sterminio nei campi nazisti.» continua Nicola Bultrini su Il Tempo a proposito de Il bene morale, un libro dalla parte delle vittime, ma anche libro di gioia, sul gramsciano ottimismo della volontà.

Maria Grazia Calandrone con gli studenti al Tempio di Adriano, 5.2.16

Nel 2018 pubblica il racconto noir La grande illusione, un pamphlet dalla parte di Narciso e l'antologia in lingua inglese Fossils.

Seguono, nel 2019, la traduzione catalana di Serie fossile, a cura di Nora Albert, per le Edicions Aïllades di Ibiza e Giardino della gioia, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore. Come scrive Francesco Iannone su Il Foglio (quotidiano) «dopo la lettura di questo libro, la gioia, la felicità, sembrano davvero possibili». E lo conferma Concita De Gregorio sul settimanale «D» di La Repubblica (quotidiano), affermando che leggere Giardino della gioia, «è una cosa che fa stare bene ogni giorno».

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giardino della gioia (Arnoldo Mondadori Editore agosto 2019, seconda edizione gennaio 2020)
  • Il bene morale (Crocetti Editore 2017)
  • Gli Scomparsi – storie da “Chi l’ha visto?” (Gialla Oro pordenonelegge 2016)
  • Serie fossile (Crocetti Editore 2015)
  • La vita chiara (transeuropa 2011)
  • Atto di vita nascente (Lietocolle Graal 2010)
  • Sulla bocca di tutti (Crocetti Editore 2010)
  • La macchina responsabile (Crocetti Editore 2007)
  • Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier 2005)
  • La scimmia randagia (Crocetti Editore 2003)
  • Pietra di paragone (Tracce 1998)

Prosa[modifica | modifica wikitesto]

  • Un altro mondo, lo stesso mondo. Una riscrittura del Fanciullino di Giovanni Pascoli (Aragno 2019)
  • Nella Nobili. Ho camminato nel mondo con l'anima aperta (Solferino 2018)
  • La grande illusione in Princesa (Giunti 2018)
  • Salvare Caino in Nell'occhio di chi guarda (Donzelli 2014)
  • L'infinito mélo (sossella 2011)

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Antologie maggiori[modifica | modifica wikitesto]

  • Princesa - a cura di Concita De Gregorio (Giunti 2018)
  • Deaths in Venice (Carteggi Letterari 2017)
  • Nell'occhio di chi guarda (Donzelli 2014)
  • Nuovi poeti italiani 6 - a cura di Giovanna Rosadini (Einaudi 2012)
  • Poeti degli anni zero - a cura di Vincenzo Ostuni (Ponte Sisto 2011)
  • 7 poeti del Premio Montale - prefazione di Maria Luisa Spaziani (Scheiwiller 1994)

Opere tradotte[modifica | modifica wikitesto]

  • Fossils (SurVision 2018, Ireland – traduzioni di Barry Callaghan e Johanna Bishop)
  • Sèrie Fòssil (Edicions Aïllades, Ibiza 2019 – traduzione di Nora Albert)

Multimedia[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

CD e audio[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2020: Un altro mondo, lo stesso mondo Premio Speciale della Giuria Carlo Bo - Giovanni Descalzo per Saggio critico letterario sulla poesia del Novecento [1]
  • 2018: Il bene morale Premio Europa,Premio Trivio, Premio Città di Conza
  • 2017: Gli Scomparsi: Premio Dessì
  • 2015: Serie fossile: Premio Achille Marazza[collegamento interrotto] e Premio Alessandro Tassoni, rosa Premio Viareggio e Pagliarani
  • 2013: al lavoro di Maria Grazia Calandrone viene attribuito il Premio di Poesia e Giornalismo “Giuseppe Pisano
  • 2012: Premio “Haiku in Italia” dell'Istituto Giapponese di Cultura
  • 2011: Premio Napoli per la poesia italiana a Sulla bocca di tutti
  • 2004: Premio Pasolini Opera Prima a La scimmia randagia
  • 1998: pubblicazione-premio Nuove Scrittrici per Pietra di paragone
  • 1993: premio Eugenio Montale per l'inedito alla silloge Illustrazioni

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

«– sarebbe riduttivo dire amore
questa necessità della natura –»

(Maria Grazia Calandrone [15])

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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