Maria Grazia Calandrone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Maria Grazia Calandrone (luglio 2016)

Maria Grazia Calandrone (Milano, 15 ottobre 1964) è una poetessa, scrittrice, drammaturga, artista visiva, autrice e conduttrice radiofonica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vive a Roma e dal 2010 tiene a battesimo poeti esordienti, ritenuti meritevoli di pubblicazione, per la rivista internazionale Poesia, nella rubrica di inediti Cantiere Poesia. Scrive sul quotidiano il manifesto e su la 27ora del Corriere della Sera.

Dal 2010 scrive e conduce programmi culturali per Rai Radio 3.

Ha collaborato con Unomattina Poesia (Rai 1), con Rai Cultura e Cult Book (Rai 3).

Collabora da anni con l'attrice Sonia Bergamasco, per la quale ha composto i monologhi: La scimmia bianca dei miracoli e Pochi avvenimenti, felicità assoluta, lavoro dedicato alla memoria d'amore tra Robert e Clara Schumann e trasmesso in diretta dal Quirinale.

Inviata dall'Istituto giapponese di cultura di Roma nelle città di Tokyo e Kyoto per il Premio Haiku in Italia, si innamora dell'essenzialità e dell'eleganza della cultura giapponese e ne traduce le istanze nella propria poesia.

La sua poesia è tradotta in molte lingue, tra le quali lo spagnolo[1] e il francese[2].

La carriera letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce nel 1994 con la silloge Illustrazioni, premio Eugenio Montale per l'inedito[3]. Nel 1998 ottiene la pubblicazione-premio (Premio Nazionale Nuove Scrittrici) di Pietra di paragone, volume dedicato alla figura del padre Giacomo Calandrone, combattente volontario nella guerra civile di Spagna[4] e deputato comunista, nonché autore di saggi storici e politici.

L'attenzione per gli eventi storici (dalla guerra di trincea ai disastri di Hiroshima e Babi-Yar, agli eccidi di Guernica, Marzabotto e Sant'Anna di Stazzema) e sociali ("Maria Grazia Calandrone, che sa spaziare dalla cronaca della Thyssen all'epicedio classico": Valerio Magrelli su la Repubblica, 23.2.11) rappresenta una costante nell'opera poetica di Maria Grazia Calandrone, che alterna lo sguardo collettivo a quello privato, mantenendo in entrambi i casi il desiderio etico di pronunciarsi a nome di un "corale umano"[5].

Anche La scimmia randagia, sebbene "interamente dedicato" alla nascita del figlio Arturo, è libro cosmogonico con il quale Maria Grazia Calandrone vince il Premio Pasolini Opera Prima[6]. Il medesimo intento "corale" si riscontra in Come per mezzo di una briglia ardente, variazione sul tema della "tremenda semplicità della morte" (materna) e ne La macchina responsabile, testo dove l'autrice si interroga sulla responsabilità individuale nelle stragi di massa, ovvero sulla natura e sulla distribuzione del male e sulla scelta che ogni essere umano è quotidianamente necessitato a compiere.

Nel 2010 pubblica Sulla bocca di tutti, opera vincitrice del Premio Napoli[7]. In un articolo pubblicato su Il Venerdì di Repubblica, Enzo Golino rintraccia in essa la “forza simbolica dell'elemento primordiale che unisce l'amore e il dolore più estremi”. Il volume esamina il punto di non-ritorno dell'Occidente, universalmente assunto nell'emblema del crollo delle Torri Gemelle, ancora a contrasto con la privata e gioiosa rifondazione del mondo avvenuta con la nascita della figlia Anna. Segue, sempre nel 2010, Atto di vita nascente, rielaborazione memoriale dell'amore nascente.

Il primo romanzo di Calandrone viene pubblicato nel 2011 per Luca Sossella: L'infinito mélo, una prosa onirico-visionaria che segue inconsciamente le tappe del Viaggio del sole notturno, testo iniziatico egizio, accompagnata da Vivavox, cd di sue letture dei propri testi, tra i quali compare Alla compassione di tutti[8], cronaca del suicidio della madre naturale, Lucia Galante. La tragica decisione della madre viene impiegata dall'autrice per dimostrare come pregiudizi e tabù possano arrivare a condannare a morte un'innocente. Senza rabbia e con lucidità estrema, Maria Grazia Calandrone interpreta il suicidio della propria madre come un omicidio sociale.

Nella quarta sezione de La vita chiara, dedicata all'Aria, la poetessa assume nelle proprie parole la lezione di levità di Fryderyk Chopin ("nulla sia noto di noi che il sorriso") e il duro compito della sublimazione amorosa di Teresa d'Avila. Una seconda prosa, Salvare Caino, sul tema del superamento del trauma da narcisismo nella relazione d'amore, accostata a un dipinto di Antonio López García, verrà pubblicata nel 2014 da Donzelli Editore nell'antologia di racconti figurativi Nell'occhio di chi guarda.

Il progresso interiore, e dunque poetico, verso l'inno di gioia, continua con Serie fossile (rosa del Premio Viareggio[9] e premi Tassoni e Marazza), opera nella quale Maria Grazia Calandrone canta a voce spiegata l'amore assoluto, che diventa esperienza di “amore dirompente” e anticonvenzionale “per il creato”, condotta con toni lirici ed elegiaci, ma anche scientifici e farseschi – come osserva Aldo Nove nella sua recensione sul rotocalco Donna Moderna, mentre Daniela Attanasio su il manifesto scrive che "Il corpo descritto viene evocato, in una sorta di adorante preghiera pagana, come esemplare primigenio della specie, figura che incarna la completezza della natura femminile".

Segue Gli Scomparsi – storie da Chi l'ha visto?, opera vincitrice del Premio Dessì, ispirata all’omonima trasmissione televisiva e interamente dedicata alle storie degli altri. «E proprio nella compassione (molte volte ribadita e nei contesti più differenti, quasi fosse una benigna ossessione), si svela una forte capacità di immedesimazione, mirabile ad esempio nella straziante suite sullo sterminio nei campi nazisti.» continua Nicola Bultrini su Il Tempo a proposito de Il bene morale, un libro dalla parte delle vittime, ma anche libro di gioia, sul gramsciano ottimismo della volontà. Nel 2019 Calandrone pubblica infatti Giardino della gioia, con Arnoldo Mondadori Editore. Come scrive Concita De Gregorio sul settimanale «D» di La Repubblica (quotidiano), Giardino della gioia, «è una cosa che fa stare bene ogni giorno».

Nel 2021 Calandrone pubblica il romanzo bestseller Splendi come vita (Ponte alle Grazie), dedicato alla madre naturale Lucia (originaria di Palata, e morta suicida dopo averla abbandonata) e alla madre adottiva Consolazione, semifinalista al Premio Strega 2021.

Attività sociale[modifica | modifica wikitesto]

Calandrone svolge da anni laboratori nelle scuole, nelle carceri e nei centri diurni, convinta che "fare poesia" sia "un'azione politica"[10] e una forma di sollecitudine.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giardino della gioia (Arnoldo Mondadori Editore 2019)
  • Il bene morale (Crocetti 2017)
  • Gli Scomparsi – storie da “Chi l’ha visto?” (Lietocolle 2016)
  • Serie fossile (Crocetti, 2015)
  • La vita chiara (Transeuropa, 2011)
  • Atto di vita nascente (Lietocolle Graal, 2010)
  • Sulla bocca di tutti (Crocetti, 2010)
  • La macchina responsabile (Crocetti, 2007)
  • Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005)
  • La scimmia randagia (Crocetti, 2003)
  • Pietra di paragone (Tracce, 1998)

Prosa[modifica | modifica wikitesto]

  • Versi di libertà – trenta poetesse da tutto il mondo, Oscar Mondadori 2022
  • Splendi come vita (Ponte alle Grazie 2021)
  • L'infinito mélo (sossella, 2011)

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Antologie maggiori[modifica | modifica wikitesto]

  • Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi, 2012)
  • Poeti degli anni zero (Ponte Sisto, 2011)

Multimedia[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

CD e audio[modifica | modifica wikitesto]

  • Vivavox (sossella, 2011)
  • La poesia di Maria Grazia Calandrone in PennSound, progetto dell'Università della Pennsylvania

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

«– sarebbe riduttivo dire amore
questa necessità della natura –»

(Maria Grazia Calandrone[11])

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN132769765 · ISNI (EN0000 0001 2219 0974 · SBN MILV290890 · LCCN (ENn2010062126 · WorldCat Identities (ENlccn-n2010062126