Mariagiorgia Ulbar

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Mariagiorgia Ulbar (Teramo, 1981) è una poetessa e traduttrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Teramo nel 1981, vive tra Roma e l'Abruzzo[1].

Dopo gli studi di anglistica e germanistica, ha esordito in ambito poetico nel 1999 con la raccolta Arance a mezzanotte[2].

Nel 2012 ha partecipato all'antologia Quaderni italiani di poesia contemporanea e ha dato alle stampe una seconda raccolta, I fiori dolci e le foglie velenose alla quale ha fatto seguito Gli eroi sono gli eroi, Premio Dessì per la poesia 2015[3].

Ha pubblicato il poemetto Osnabrueck e la serie di poesie Transcontinentale con le illustrazioni di Andrea bruno per la Collana Isola (2013); la raccolta in edizione limitata Un Bestiario (Nervi edizioni, Treviso 2015) e, a partire dalle illustrazioni di Elisa Talentino, il libro Metamorphosis (La Grande Illusion, Pavia 2016).

Nel 2018 è uscita la raccolta Lighea (Elliot).

Insegna lingue e traduce dall'inglese e dal tedesco[4].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arance di mezzanotte, Teramo, Elite, 1999
  • I fiori dolci e le foglie velenose, Scandicci, MEF Firenze Libri, 2012 ISBN 978-88-7256-177-5
  • Osnabrück, Bologna, Collana Isola, 2013
  • Transcontinentale, Bologna, Collana Isola, 2013
  • Gli eroi sono gli eroi, Milano, Marcos y Marcos, 2015 ISBN 978-88-7168-724-7
  • Un bestiario, Treviso, Nervi Edizioni, 2015
  • Metamorphosis (a partire dalle illustrazioni di Elisa Talentino), Pavia, La Grande Illusion, 2016 ISBN 978-88-9413-481-0
  • Lighea, Roma, Elliot, 2018 ISBN 978-88-6993-484-1

Antologie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervista a Mariagiorgia Ulbar, su mangialibri.com. URL consultato l'8 novembre 2017.
  2. ^ Cenni biografici e questionario, su pordenonelegge.it. URL consultato l'8 novembre 2017.
  3. ^ Maurizio Torchio e Mariagiorgia Ulbar vincono il Premio Dessì, su castedduonline.it. URL consultato l'8 novembre 2017.
  4. ^ L'ombrello di Nietzsche di Thomas Hürlimann sul sito www.lanotadeltraduttore.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]