Girolamo Tartaglione

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Girolamo Tartaglione (Napoli, 27 settembre 1913Roma, 10 ottobre 1978) è stato un magistrato italiano, ucciso da un nucleo armato delle Brigate Rosse durante gli anni di piombo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Girolamo Tartaglione, entrato in magistratura, è sostituto procuratore della Repubblica a Santa Maria Capua Vetere e a Napoli. Prosegue la sua carriera in magistratura come consigliere della Corte di Appello di Bari sino ad assumere le funzioni di consigliere della Corte Suprema di Cassazione con assegnazione anche alle Sezioni unite. A 65 anni accetta l'incarico presso l'allora Ministero di grazia e giustizia come Direttore generale degli Affari penali.

L'omicidio[modifica | modifica sorgente]

Martedì 10 ottobre 1978 venne assassinato a colpi di pistola da un gruppo di fuoco delle Brigate Rosse nell'ingresso della sua abitazione mentre, rientrato dal lavoro al Ministero, stava per entrare in ascensore. Due uomini, identificati in sede giudiziaria in Alessio Casimirri, nome di battaglia "Camillo", e Alvaro Lojacono "Otello", aprirono il fuoco a distanza ravvicinata e lo colpirono mortalmente alla testa. Del nucleo brigatista fecevano parte con funzione di copertura anche Adriana Faranda e Massimo Cianfanelli[1][2].

L'omicidio viene rivendicato con un volantino recapitato presso la sede romana del Corriere della Sera.

Movente[modifica | modifica sorgente]

Con l'omicidio di Tartaglione e di altri operatori dell'amministrazione penitenziaria le Brigate Rosse intesero colpire le nuove scelte di politica penitenziaria con il relativo rafforzamento degli standard di sicurezza. Tartaglione contribuì attivamente alla stesura del nuovo ordinamento penitenziario. Partecipò, inoltre, alla redazione del primo disegno di legge a riforma del sistema penale, attraverso cui si depenalizzavano alcuni reati e si introducevano sanzioni sostitutive [3]. Tartaglione diede anche parere negativo alla liberazione di un brigatista durante la trattativa per la liberazione di Aldo Moro[4].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Alla memoria del magistrato è stata dedicata la biblioteca della Corte di Appello di Napoli e la piazza "Girolamo Tartaglione" nel comune di Artena.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ V.Tessandori, Qui Brigate Rosse, p. 98.
  2. ^ S.Mazzocchi, Nell'anno della Tigre, p. 141.
  3. ^ Commemorazione di Tartaglione sul sito del Ministero della Giustizia
  4. ^ Repubblica.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]