Gianfranco Spadaccia

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Gianfranco Spadaccia
Gianfranco Spadaccia.jpg

Segretario del
Partito Radicale
Durata mandato 1967 - 1968
Predecessore Luca Boneschi, Vittorio Luppi, Marco Pannella
Successore Mauro Mellini

Durata mandato 1974 - 1976
Predecessore Giulio Ercolessi
Successore Adelaide Aglietta

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature VIII, X (fino al 10 aprile 1990)
Gruppo
parlamentare
misto (VIII)
Federalista Europeo Ecologista (X)
Circoscrizione Lombardia (VIII Leg.) e Lazio (X)
Collegio Milano II (VIII Leg.) e Roma VI (X Leg.)
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature IX (fino al 30 settembre 1986), X (dal 2 luglio 1990 al 4 luglio 1990)
Gruppo
parlamentare
Radicale (IX)
Federalista Europeo (X)
Circoscrizione Bologna (IX)
Verona (X)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Radicale
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Giornalista

Gianfranco Spadaccia (Roma, 28 febbraio 1935) è un politico e giornalista italiano.

Nel 1967 e nel 1968 e dal 1974 al 1976 è stato segretario del Partito Radicale, nelle cui liste è stato eletto per tre legislature negli anni 1979, 1983 e 1987.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Frequenta il Liceo ginnasio statale Terenzio Mamiani e si laurea in giurisprudenza alla Sapienza - Università di Roma, con il massimo dei voti. Divenuto giornalista professionista, esordisce all'Agenzia Giornalistica Italia ed è subito collaboratore di numerosi periodici e riviste. La sua attività politica prende avvio nelle associazioni universitarie quali l'Unione goliardica italiana e l'Unione nazionale universitaria rappresentativa italiana dove comincia a stringere i primi rapporti, personali e politici, che segneranno la sua esperienza negli anni a venire. Giovanissimo milita nel Partito Socialista Democratico Italiano e nel 1955 partecipa attivamente alla fondazione del Partito Radicale. Dopo la crisi del Partito Radicale del 1962 seguita al "caso Piccardi", con l'abbandono del gruppo de Il Mondo, Spadaccia contribuisce ad assicurare insieme a Marco Pannella e ai radicali del suo gruppo la continuità della vita del partito. Nel 1967 e nel 1968 e dal 1974 al 1976 è segretario del Partito Radicale. Nel 1967 e il 1968 (segreteria di Maria Adelaide Aglietta) è presidente del consiglio federale. Ha condiviso con Marco Pannella le scelte nonviolente e le battaglie per i diritti civili (dal divorzio all'obiezione di coscienza, dalla riforma del diritto di famiglia alla depenalizzazione del reato di consumo di stupefacenti).
Nel giugno del 1975 viene arrestato per una disobbedienza civile, organizzata dal CISA (Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto) e attivamente sostenuta dal Partito Radicale, contro la legge italiana che vietava l'aborto. Con Spadaccia, allora segretario del partito, vengono arrestati anche Emma Bonino, Adele Faccio e Giorgio Conciani. L'accusa è procurato aborto. Quegli arresti sono il detonatore per imporre l'attualità di una tragedia, quella dell'aborto clandestino. Grazie alla campagna radicale si apre un dibattito politico che porterà nel 1978 alla regolamentazione legislativa dell'interruzione di gravidanza.
Nelle liste del Partito Radicale è eletto per tre legislature negli anni 1979, 1983 e 1987. L'impegno laico non gli impedisce negli anni Ottanta di ricercare attivamente la convergenza con la Chiesa cattolica per un intervento straordinario dell'Italia e della comunità internazionale contro lo sterminio causato in tante parti del mondo dalla fame, dal sottosviluppo, dalla desertificazione.
Negli stessi anni si batte in Parlamento per la piena attuazione della riforma carceraria. Insieme ad Adelaide Aglietta pratica un lungo digiuno per ottenere l'aumento dell'organico e la riforma del corpo degli agenti di custodia. All'inizio degli anni Novanta partecipa attivamente alle iniziative referendarie per conseguire una profonda riforma democratica delle istituzioni repubblicane e della legge elettorale. Negli anni successivi, lontano dall'impegno politico più direttamente militante, condivide e sostiene le iniziative per l'istituzione della Corte di giustizia internazionale contro i crimini contro l'umanità. Sostiene inoltre le iniziative radicali per la libertà di ricerca sulle cellule staminali e contro la pena di morte. Torna all'impegno politico attivo grazie alla vicenda politica di Luca Coscioni e all'associazione da lui fondata. Dal 2006 al 2008 è Garante per il Comune di Roma delle persone private della libertà. E attualmente componente della direzione di Radicali Italiani.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario del Partito Radicale Successore
Luca Boneschi, Vittorio Luppi, Marco Pannella 1968 - 1969 Mauro Mellini
Predecessore Segretario del Partito Radicale Successore
Giulio Ercolessi 1974 - 1976 Adelaide Aglietta