Radicalismo in Italia

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I termini radicalismo e radicale sono in uso sin dalla fine del XVIII secolo per indicare alcuni partiti che si esprimono in favore o cercano di indurre riforme politiche e cambiamenti dell'ordine sociale "radicali" o senza compromessi.

Il loro significato va in questo senso distinto da quello statunitense, che indica invece i movimenti di estrema sinistra o più recentemente di estrema destra.

Il radicalismo in Italia può riferirsi a varie esperienze politiche, talvolta di differente o opposta collocazione politica.

Partito Radicale Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Estrema sinistra storica e Partito Radicale Italiano.

Il Partito Radicale Italiano (detto anche Partito dell'Estrema sinistra o Estrema radicale o, più semplicemente, Partito della Democrazia) fu fondato da Agostino Bertani e Felice Cavallotti nel 1877, in opposizione alla cosiddetta Sinistra storica di Depretis.

Di impronta laica e democratica, si rifaceva al filone risorgimentale di area mazziniana-garibaldina. Nel Parlamento del Regno d'Italia, sedeva all'estrema sinistra.

Il programma prevedeva, fra le altre cose, la completa separazione fra Stato e Chiesa cattolica, il superamento del centralismo amministrativo, l'opposizione al nazionalismo, all'imperialismo e al colonialismo, l'abolizione della pena di morte, il suffragio universale per uomini e donne e varie iniziative sociali (istruzione gratuita ed obbligatoria, programmi di lavori pubblici per ridurre la disoccupazione, creazione di uno stato sociale). Nel 1904, il partito divenne ufficialmente il Partito Radicale Italiano.

Fu sciolto nel 1925, in seguito alla soppressione di tutti i partiti politici italiani e all'instaurazione del regime fascista in Italia.

Partito Radicale[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo del Partito Radicale.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Partito Radicale (Italia).

Il Partito Radicale (inizialmente Partito Radicale dei Liberali e Democratici Italiani) nacque nel 1955 da una scissione delle correnti di sinistra del Partito Liberale Italiano. Fra i suoi fondatori, si registrano Leopoldo Piccardi, Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, Leo Valiani, Guido Calogero, Giovanni Ferrara, Paolo Ungari, Eugenio Scalfari e Marco Pannella.

Il partito, in una prima fase individuabile fra il 1955 e il 1962, raccoglieva anche esponenti ed idee comuni a varie esperienze politiche, fra cui il movimento partigiano Giustizia e Libertà, il Partito d'Azione e gli intellettuali riconducibili all'area del settimanale Il Mondo. Il suo orientamento era liberale, liberista, libertario, laico e fortemente anticlericale.

Col progressivo ritiro dalla vita politica attiva o con la fuoriuscita dei suoi fondatori più anziani (in parte dovute anche agli scarsi risultati elettorali), il partito attraversò un periodo di mutamento della classe dirigenziale intorno ai primi degli anni sessanta.

Fu in questo contesto che maturò la crescita dei "giovani" del partito, guidati da Marco Pannella. Il movimento accentuò i caratteri anticlericali, antimilitaristi e antiproibizionisti, mutando contemporaneamente il proprio metodo d'azione: non più azioni (dimostratesi inefficaci) di lobbying in Parlamento, ma creazione di una lunga serie di associazioni "tematiche" (Lega degli obiettori di coscienza, Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, Lega italiana per l'abrogazione del Concordato, Coordinamento Radicale Antiproibizionista, Lega per l'istituzione del divorzio, Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto...), promozione di referendum e iniziative nonviolente.

Durante gli anni ottanta, il partito differenzia ulteriormente le proprie iniziative, introducendo i primi temi ambientalisti con la creazione delle prime liste verdi, allargando il proprio spettro d'azione anche a temi transnazionali ed internazionali (campagne contro gli armamenti nucleari, contro la fame nel mondo, contro la pena di morte) ed estendendo il metodo di azione al ricorso alla giustizia[1].

Il radicalismo a partire dagli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Partito Radicale Transnazionale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Partito Radicale Transnazionale.

Nel 1989, il Partito Radicale decise di mutare il nome in Partito Radicale Transnazionale (PRT) e successivamente (1995) di trasformarsi in organizzazione non governativa. In quello stesso anno, ottenne il riconoscimento di ONG di primo livello presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).[2]

Le numerose campagne politiche portate avanti riguardano principalmente la diffusione dei diritti umani nel mondo, in collaborazione con le varie associazioni tematiche che aderiscono al PRT. In particolare, vanno ricordate:

A causa delle sue iniziative, il PRT è stato oggetto di due richieste (entrambe respinte) di sospensione dall'ECOSOC nel 2000 (sostenuta dalla Russia)[4] e nel 2004 (sostenuta dal Vietnam).[5]

A partire dal 2003, il Partito subì un certo rallentamento nell'azione politica, in seguito alle dimissioni del segretario Olivier Dupuis per insanabili contrasti politici con Marco Pannella[6] e al successivo mancato rinnovamento degli organi statutari. Nel luglio 2005, fu costituito il "Senato del Partito Radicale" con l'obbiettivo di superare la fase di crisi e rilanciare le iniziative.[7] Nel settembre dello stesso anno, Pannella lanciò la proposta di una "autoriforma" del partito entro il 15 dicembre di quell'anno, perché si potesse ristabilire la legalità statutaria.[8]

L'impasse fu superata solo nel 2007: seguendo le indicazioni formulate da Marco Pannella già da tempo,[9] il partito venne denominato come Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty).[10] Sempre in quello stesso anno fu eletto un nuovo Consiglio Generale.

Lista Pannella[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo della Lista Pannella alle Politiche 1994.
Simbolo della Lista Bonino.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Associazione Politica Nazionale Lista Marco Pannella.

L'Associazione Politica Nazionale Lista Marco Pannella (anche chiamata Lista Marco Pannella - Riformatori o più semplicemente Lista Pannella) nacque il 3 febbraio 1992 per decisione di Marco Pannella, in seguito alla trasformazione del Partito Radicale in Partito Radicale Transnazionale (a cui aderisce come braccio elettorale).

Il movimento elesse sette deputati alle Politiche 1992 e fu determinante per l'elezione di Francesco Rutelli a sindaco di Roma (1993), a cui confermerà il sostegno alle Amministrative 1997.

Alle Politiche 1994, fu decisa la candidatura di vari esponenti radicali all'interno del Polo delle Libertà di Silvio Berlusconi. Fu così eletta al Senato la sola Francesca Scopelliti con le insegne della Lista Pannella. Proprio Pannella, dopo 20 anni di presenza in Parlamento, non venne rieletto, battuto da Gianfranco Fini al collegio di Roma.

La decisione di rompere l'alleanza con Berlusconi e di presentarsi al di fuori dei poli alle Regionali 1995 determinò l'adesione a Forza Italia di Francesca Scopelliti, Elio Vito, Marco Taradash e Giuseppe Calderisi. I risultati della lista alle Regionali 1995 e alle successive Politiche 1996 (dove la lista si presentò col nome di Lista Pannella-Sgarbi, in seguito ad un accordo con il critico d'arte, ricusato da quest'ultimo poco prima della tornata elettorale) furono molto modesti.

Nel 1999, fu deciso il varo della Lista Emma Bonino e il conseguente cambio di logo per dare maggiore risalto alla candidatura di Emma Bonino, sfruttando la sua popolarità derivante dalla sua azione come commissario europeo e dalla campagna "Emma for President", con la quale fu candidata alla Presidenza della Repubblica.

La Lista Bonino ottenne alle Europee 1999 l'8,5% dei suffragi (miglior risultato di sempre), eleggendo 7 parlamentari europei e diventando la quarta forza politica del Paese. Alle Politiche 2001 però, presentandosi come alternativa ad entrambi i poli col nome di Lista Bonino-Pannella, non confermò l'ottimo risultato di due anni prima, ottenendo solo il 2,2% dei voti.

La percentuale di voti fu confermata alle Europee 2004 (eleggendo solo due europarlamentari) e alle Europee 2009, dove l'introduzione di uno sbarramento al 4% non permise al partito di accedere alla ripartizione dei seggi.

Radicali Italiani[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo dei Radicali Italiani.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Radicali Italiani.

Radicali Italiani è un movimento politico di orientamento liberale, liberalsocialista, liberista, libertario, laico e antiproibizionista fondato il 14 luglio 2001. Il movimento aderisce al Partito Radicale Transnazionale, del quale si propongono come continuatori in ambito italiano.

Non si è mai presentato direttamente alle elezioni, preferendo candidare propri esponenti attraverso la Lista Emma Bonino. Rimasto al di fuori dei poli fino al 2004, aderì nel 2005 alla coalizione di centro-sinistra de l'Unione attraverso la Rosa nel Pugno (alleanza elettorale con lo SDI), eleggendo complessivamente 18 deputati e nessun senatore. L'accordo portò anche alla nomina di Emma Bonino a Ministro delle politiche comunitarie e del commercio internazionale nel Governo Prodi II.

Sciolta l'alleanza con i socialisti nel 2007, Radicali Italiani scelse di allearsi per le Politiche 2008 con il Partito Democratico, di cui sottoscrissero il programma elettorale e nelle cui liste presentarono i propri candidati. Risultarono eletti 6 deputati (Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco e Elisabetta Zamparutti) e 3 senatori (Emma Bonino, Donatella Poretti e Marco Perduca).

Lista Luca Coscioni[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo proposto per la Lista Luca Coscioni.

La Lista Luca Coscioni è una lista elettorale dei Radicali Italiani che avrebbe dovuto essere presentata alle Regionali 2005 utilizzando il nome di Luca Coscioni, Presidente del movimento e della omonima Associazione Luca Coscioni.

La scelta di utilizzare il suo nome venne presa in seguito ai referendum parzialmente abrogativi della legge 40/2004, che, seppure invalidati da un fortissimo astensionismo, avevano portato una notevole esposizione mediatica per lo stesso Coscioni e la sua associazione.

Le liste non furono poi presentate a causa della difficoltà nel raccogliere le firme necessarie alla presentazione di liste autonome e all'impossibilità di trovare un accordo politico con uno dei due poli (iniziativa che ha portato molte critiche ai radicali, per quella che è stata considerata un'asta politica al miglior offerente). Si è anche parlato di un "fastidio", provocato proprio dal nome di Luca Coscioni, manifestato dalle componenti cattoliche di entrambi gli schieramenti.

Il fallimento dell'iniziativa porterà i radicali a perseguire altre strade, come quella dell'alleanza con lo SDI.

Rosa nel Pugno[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo della Rosa nel Pugno.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rosa nel Pugno.

La Rosa nel Pugno è stata una formazione politica italiana nata il 17 novembre 2005, sulla base di un progetto di ispirazione radical-socialista siglato tra Socialisti Democratici Italiani, Radicali Italiani, Associazione Luca Coscioni e Federazione dei Giovani Socialisti, con la successiva adesione di personalità indipendenti di orientamento laico-socialista, come Lanfranco Turci, Biagio De Giovanni e Salvatore Buglio.

Il progetto nasceva come federazione fra questi partiti ed associazioni e si presentava come alleanza elettorale alle Politiche 2006, all'interno della coalizione di centro-sinistra denominata L'Unione. La Rosa nel Pugno ha sostenuto una visione molto marcata della laicità dello Stato, ispirandosi esplicitamente ai nomi di Tony Blair, José Luis Rodríguez Zapatero e Loris Fortuna.

L'alleanza ottenne il 2,5%, eleggendo 18 deputati e nessun senatore. Tuttavia, la RnP presentò un ricorso (assieme a Italia dei Valori, Nuovo PSI e Verdi-PdCI) riguardo l'attribuzione contestata di otto seggi al Senato: tali seggi, secondo i ricorrenti, sarebbero stati illegittimamente attribuiti a L'Ulivo (5 seggi), Rifondazione Comunista (2 seggi) e Forza Italia (1 seggio), a causa di un'errata applicazione della soglia di sbarramento regionale, prevista dalla vigente legge elettorale. Il partito maggiormente danneggiato sarebbe stato proprio la Rosa nel Pugno, a cui spettavano 4 seggi.

Il progetto entrò rapidamente in crisi, soprattutto per le differenti modalità di azione politica di socialisti e radicali. Soprattutto i socialisti decisero di dedicarsi principalmente al ricomponimento della cosiddetta "diaspora socialista", pur mantenendo la collaborazione sui temi delle libertà civili con i radicali.

Nel gennaio 2007, fu deciso il ripristino dell'autonomia delle due componenti. Dopo la rifondazione del PSI decisa dalla "Costituente Socialista" guidata dallo SDI, si giunse al definitivo scioglimento della RnP nel dicembre dello stesso anno, con il cambiamento del nome del gruppo parlamentare comune in Socialisti e Radicali-RNP.[11]

Nessuno tocchi Caino[modifica | modifica wikitesto]

Logo di Nessuno tocchi Caino.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Nessuno tocchi Caino.

Nessuno tocchi Caino è una ONLUS italiana affiliata al Partito Radicale Transnazionale, il cui scopo è la lotta alla pena di morte e alla tortura. Fu fondata nel 1993 a Bruxelles da Mariateresa Di Lascia e Sergio D'Elia.

Il nome deriva da Genesi 4,15: "L'Eterno gli disse: «Perciò, chiunque ucciderà Caino, egli sarà punito sette volte». E l'Eterno mise un segno su Caino affinché nessuno trovandolo, lo uccidesse."

A partire dal 1998, l'associazione produce ogni anno un Rapporto sulla pena di morte nel mondo, in italiano e inglese, dando conto delle statistiche sulla sua applicazione nel mondo e del numero di Paesi abolizionisti e mantenitori, così come delle proposte di legge avanzate o approvate nei singoli Paesi, delle Convenzioni internazionali in materia firmate o ratificate e delle risoluzioni adottate o proposte nelle organizzazioni internazionali.

Fra le campagne più importanti portate avanti da Nessuno tocchi Caino, risalta l'iniziativa per una moratoria universale della pena di morte. Periodicamente, l'associazione porta avanti singole iniziative di sensibilizzazione e informazione, anche nei riguardi di singoli casi di condanne a morte previste.

Associazione Luca Coscioni[modifica | modifica wikitesto]

Logo dell'Associazione Luca Coscioni.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Associazione Luca Coscioni.

L'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica è un'associazione di promozione sociale italiana affiliata al Partito Radicale Transnazionale, il cui scopo è la promozione della libertà di cura e di ricerca scientifica, ispirandosi alla libertà di scelta individuale, e di misure volte a tutelare i diritti dei malati e dei disabili.

Fu fondata il 20 settembre 2002 da Luca Coscioni, all'epoca docente all'Università degli Studi di Perugia e malato di sclerosi laterale amiotrofica.

Nel 2004, l'Associazione sostenne attivamente la campagna referendaria sui quesiti parzialmente abrogativi della legge 40/2004. I referendum non furono considerati validi poiché non raggiunsero il quorum necessario del 50%+1 dei votanti.

A margine della consultazione referendaria, fu messa in atto un'altra campagna per il riconoscimento del diritto di voto anche ai malati intrasportabili. Di lì a pochi mesi, il Parlamento votò una modifica alla legge elettorale che permette il voto a tutti i malati la cui vita dipende esclusivamente da apparecchiature elettro-medicali.

Nel 2005, sostenne la creazione delle cosiddette "Liste Coscioni" e fu successivamente uno dei quattro soggetti fondatori della Rosa nel Pugno.

Nel dicembre 2006, diede il via ad una campagna per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico e per il diritto all'eutanasia. La campagna si articolò nella sensibilizzazione riguardo ai casi di due malati di sclerosi laterale amiotrofica, Piergiorgio Welby e Giovanni Nuvoli.

Fra le altre iniziative, si segnalano le campagne:

  • di sostegno della ricerca sulle cellule staminali embrionali;
  • per l'introduzione in commercio della Ru486;
  • per l'agevolazione alla produzione e all'acquisto di audiolibri per cechi;
  • per l'agevolazione economica all'uso di SMS ed altri mezzi di comunicazione telefonica per i sordi.

Non c'è pace senza giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Non c'è pace senza giustizia.

Non c'è pace senza giustizia (No Peace Without Justice, NPWJ) è un'associazione italiana affiliata al Partito Radicale Transnazionale, il cui scopo è la protezione e la promozione dei diritti umani, della democrazia, dello Stato di diritto e della giustizia internazionale. Fu fondata il 5 maggio 1994 da Emma Bonino.

L'associazione promosse a partire dalla fondazione la creazione di una Corte Penale Internazionale (International Criminal Court, ICC), volta al perseguimento giuridico dei responsabili di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Nel 1997, la campagna fu ufficialmente presentata a Parigi e proseguì con una serie di conferenze internazionali, culminate nella convocazione a Roma (giugno 1998) di una Conferenza diplomatica.

Il 17 luglio 1998, dopo cinque settimane di lavoro, la Conferenza produsse lo Statuto della ICC. Fra il 1999 e il 2002, NPWJ si impegnò nel raggiungimento delle 60 ratifiche necessarie alla entrata in vigore dello Statuto - obbiettivo raggiunto il 1º luglio 2002.

Attualmente, NPWJ porta avanti tre direttive d'azione:

Lega Internazionale Antiproibizionista[modifica | modifica wikitesto]

Esperanto Radikala Asocio[modifica | modifica wikitesto]

Logo dell'Esperanto Radikala Asocio.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Esperanto Radikala Asocio.

La Esperanto Radikala Asocio (Associazione Radicale Esperanto, ERA) è una ONLUS italiana affiliata al Partito Radicale Transnazionale che si occupa di democrazia linguistica e della salvaguardia dei patrimoni linguistici e culturali.

Fondata il 25 aprile 1987 a Roma, è la più antica associazione radicale attualmente in attività (escludendo ovviamente il PRT).

Scopo principale dell'associazione è la promozione dell'esperanto, come mezzo per superare la "discriminazione" esistente fra alcune lingue (come l'inglese o il francese) più "forti" rispetto ad altre, derivante dalla differenza di diffusione delle stesse.

Anticlericale.net[modifica | modifica wikitesto]

Associazione Radicale Certi Diritti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Associazione Radicale Certi Diritti.

L'Associazione Radicale Certi Diritti è un'associazione radicale affiliata al Partito Radicale Transnazionale, che si occupa di promozione e difesa dei diritti civili e per la libertà sessuale delle persone.

In particolare, l'associazione promuove iniziative per la tutela e la valorizzazione dei diritti e delle pari opportunità delle persone, indipendentemente dalla identità di genere o dall'orientamento sessuale, così come iniziative per sostenere le rivendicazioni delle coppie di fatto, anche omosessuali, con particolare riferimento al matrimonio egualitario e alla riforma complessiva del Diritto di Famiglia.

Lega Italiana per il Divorzio Breve[modifica | modifica wikitesto]

La Lega Italiana per il Divorzio Breve è un'associazione radicale nata il 22 maggio 2007, con lo scopo di introdurre il cosiddetto divorzio breve, ovvero di ridurre il periodo obbligatorio di tre anni fra la separazione giudiziale dei coniugi e il loro divorzio.

Il nome deriva dalla Lega per l'istituzione del divorzio (LID) operante negli anni sessanta e settanta.

Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei"[modifica | modifica wikitesto]

Il Comitato Radicale per la Giustizia "Piero Calamandrei" è una associazione radicale nata il 24 luglio 2009, che si occupa di diritto e giustizia.

Fra gli scopi del Comitato, c'è la promozione di iniziative per la riforma organica della Giustizia italiana ispirata ai criteri costituzionali del "giusto processo", sostenendo anche le battaglie promosse dai movimenti radicali sul fronte della giustizia (separazione delle carriere, riforma del sistema elettorale del CSM, responsabilità civile dei magistrati, riduzione del numero dei magistrati collocati fuori ruolo, rafforzamento del processo accusatorio, depenalizzazione delle fattispecie di reato e potenziamento della legge Gozzini).

Il Detenuto Ignoto[modifica | modifica wikitesto]

Associazione radicale con l'intento di affermare e promuovere i diritti dei cittadini detenuti, in attuazione di quanto disposto dall'articolo 27 della Costituzione italiana. Il Detenuto Ignoto in questi anni è stata animatrice di importanti iniziative, attraverso lo studio delle realtà e delle politiche del sistema penitenziario italiano, la consulenza e la produzione legislativa, il coordinamento di comitati, l'organizzazione di seminari, convegni, eventi e manifestazioni.

Fondata dalla Radicale Irene Testa e da Salvatore Ferraro.

Rientrodolce[modifica | modifica wikitesto]

Logo dell'Associazione Rientrodolce.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rientrodolce.

Rientrodolce è un'associazione telematica radicale che si occupa di demografia, energia e ambiente. Fu fondata il 20 febbraio 2005 e prende il nome da un'idea lanciata da Marco Pannella riguardo al problema della sovrappopolazione mondiale.

In quella è infatti individuata la causa prima delle crisi umanitaria, ecologica, energetica e alimentare del pianeta. L'associazione si propone di sensibilizzare la società e di esercitare pressione sugli organi politici affinché vengano adottate misure dirette alla riduzione pianificata della popolazione totale del pianeta, portandola a circa 2 miliardi dagli attuali 7.

Movimenti e partiti radicali non riconducibili al PRT[modifica | modifica wikitesto]

Movimento Federativo Radicale[modifica | modifica wikitesto]

Il Movimento Federativo Radicale era un'organizzazione politica costituitasi nel novembre del 1982 in seguito alla scissione della componente del Partito Radicale facente capo all'ex-Segretario Nazionale Giuseppe Rippa.

Rippa, insieme ad altri esponenti radicali come Franco De Cataldo, Gaetano Quagliariello, Silvio Pergameno e Valter Vecellio, aveva criticato la scelta del XXVII congresso radicale di mettere al centro della politica del partito la lotta contro la fame nel mondo, per sostenere invece un rapporto più stretto con il Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi.

In seguito il MFR confluì nel PSI e Rippa entrò a far parte dell'Assemblea Nazionale del partito. Vecellio tornò poi fra i radicali, così come successivamente lo stesso Rippa.

A tutt'oggi, continuano ad essere attivi gli organi del movi

mento, la rivista bimestrale Quaderni Radicali[12] e l'agenzia di stampa nuova Agenzia Radicale.[13]

Radicali di Sinistra
LogoRS.gif
AbbreviazioneRS
Fondazione2004
Dissoluzione2010
IdeologiaRadicalismo
Socialismo liberale
Socialismo libertario
Ambientalismo
Liberalismo sociale
Decrescita
CollocazioneSinistra radicale

Radicali di Sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Radicali di Sinistra (RS) era un partito politico d'ispirazione radicale nato nel 2004 e scioltosi nel 2010.

Il partito aveva un orientamento socialista liberale, libertario, ambientalista, eco-socialista, anti-proibizionista, socioliberale e neo-umanista; si ispirava in parte anche alle teorie economiche della decrescita.

RS dichiarava di inserirsi nella tradizione del Partito Radicale Italiano di Felice Cavallotti e Ernesto Nathan e del Partito Radicale fondato nel 1955.

A livello nazionale, aveva posizioni di dialogo e di sostegno principalmente con forze di sinistra ed ambientaliste come la Federazione dei Verdi, il Nuovo Partito d'Azione, la Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia Libertà, il Movimento RadicalSocialista ed il Movimento 5 Stelle. Manteneva invece posizioni piuttosto conflittuali con i Radicali Italiani.

Il partito si è sciolto nei primi mesi del 2010. I suoi membri sono confluiti in parte nel Nuovo Partito d'Azione, in parte nel Movimento RadicalSocialista ed in parte in Libertà ed Eguaglianza.

Riformatori Liberali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Riformatori Liberali.

Riformatori Liberali era un movimento politico di orientamento liberale, liberista e radicale fondato nel 2005 da Benedetto Della Vedova, Marco Taradash (ex PR e Forza Italia), Giuseppe Calderisi e Carmelo Palma. Il movimento nacque come scissione dai Radicali Italiani degli esponenti che si opponevano all'accordo con lo SDI che portò alla nascita della Rosa nel Pugno, ponendo le basi ideologiche nel liberismo anziché nel liberalsocialismo, come i Radicali Italiani erano avviati a fare.

Alle Politiche 2006, il movimento decise di presentare propri candidati all'interno di Forza Italia e di presentare proprie liste solo per alcune circoscrizioni del Senato, ottenendo l'elezione di Benedetto Della Vedova alla Camera dei deputati. Il simbolo del movimento era un cerchio giallo, contenente le parole "Riformatori Liberali", la sigla "RL" e l'immagine stilizzata di un salmone, un pesce che risale i corsi d'acqua controcorrente, a sottolineare appunto l'opposizione di RL alla linea politica RI di quegli anni, voluta da Marco Pannella, Emma Bonino e Daniele Capezzone.

L'8 febbraio 2008, viene decisa l'adesione del movimento a Il Popolo della Libertà, decidendo il contestuale scioglimento del movimento. Della Vedova ha, dopo vari cambi, aderito a Scelta Civica come Indipendente, mentre Taradash è divenuto membro di Nuovo Centrodestra. Gli ex RL collaborano tutti al magazine Strade, derivato dall'associazione Libertiamo, anch'essa parte dell'area RL.

Movimento RadicalSocialista[modifica | modifica wikitesto]

Il Movimento RadicalSocialista (MRS) è un'organizzazione politica italiana costituitasi nel dicembre del 2006 da una scissione dei Radicali di Sinistra.[14] Alcuni dei membri di quest'ultimo vi sono confluiti, dopo lo scioglimento avvenuto nel 2010.

Movimento RadicalSocialista
LeaderKatia Belillo
AbbreviazioneMRS
Fondazione2006
IdeologiaSocialismo libertario
CollocazioneSinistra radicale
CoalizionePotere al Popolo!

La base ideologica del MRS, secondo gli stessi, consisterebbe nella sintesi dei principi del socialismo libertario riconducibile al luxemburghismo, al comunismo consiliarista, al pensiero di eroi e pensatori risorgimentali come Carlo Pisacane, Giuseppe Fanelli e Felice Cavallotti e più in generale alle riletture in chiave libertaria ed umanistica dell'ideologia marxista, del socialismo liberale di Piero Gobetti, Carlo Rosselli (fondatore ed animatore dei partiti politici di Giustizia e Libertà e Partito d’Azione), Aldo Capitini, Riccardo Lombardi e Ferruccio Parri, del comunismo gramsciano e del radicalismo liberale e libertario incarnato dal pensiero di intellettuali quali Bertrand Russell, John Dewey e John Rawls. Il movimento, tra gli altri, cita tra i suoi maestri ispiratori diverse importanti figure della sinistra, tra cui Karl Marx, Rosa Luxemburg, Antonio Gramsci, Sandro Pertini, Carlo Rosselli, Piero Gobetti, Carlo Cattaneo, Giuseppe Ferrari, Bertrand Russel, Jean-Paul Sartre, Mario Capanna e Lelio Basso. [15]

Il partito si oppone con durezza al neoliberismo e alle politiche neoliberali dei leader del centrosinistra italiano.

Dopo essersi astenuto per anni dalla partecipazione alle elezioni, nel 2017 MRS ha aderito alla coalizione di sinistra Potere al Popolo, formata da vari partiti, movimenti e centri sociali di ispirazione comunista, socialista e libertaria.

Libertà ed Eguaglianza[modifica | modifica wikitesto]

Libertà ed Eguaglianza
AbbreviazioneLE
Fondazionefebbraio 2010
IdeologiaSocialismo liberale
Ambientalismo
Antiproibizionismo
CollocazioneSinistra

Libertà ed Eguaglianza (LE) è un movimento politico nato nel febbraio 2010 da una scissione dei Radicali di Sinistra.[16] Alcuni dei membri di quest'ultimo vi sono confluiti, dopo lo scioglimento avvenuto nel 2010.

LE ha un orientamento socialista liberale, ambientalista, anti-proibizionista e decrescitista[senza fonte]. A livello nazionale, si è scelto di mantenere una posizione di dialogo e di sostegno principalmente con Movimento RadicalSocialista, Nuovo Partito d'Azione, Sinistra Ecologia Libertà, Federazione dei Verdi, Radicali Italiani e Partito Socialista Italiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La cosiddetta galassia radicale "da tempo preferisce combattere le proprie battaglie non su nuove leggi e tanti referendum, ma su puntuali sollecitazioni alle diverse sedi di elaborazione giurisprudenziale, dalla Corte Europea dei Diritti Umani alle Corti Supreme di alcuni Stati americani. Ma neppure i radicali avrebbero potuto prevedere che la loro intelligente strategia di minoranza sarebbe rapidamente diventata un comportamento di massa, mettendo in marcia una strisciante propensione a far valere le proprie ragioni richiamando sentenze o interpretazioni legislative precedenti": Giuseppe De Rita, Equità e diritti. Se le sentenze prendono il posto delle leggi, Corriere della sera, 1 agosto 2015.
  2. ^ http://www.radioradicale.it/exagora/onu-riconoscimento-ngo-del-partito-radicale-0
  3. ^ Pena di morte, sì dell'Onu alla moratoria proposta dall'Italia, in la Repubblica, 18 dicembre 2007. URL consultato il 01-04-2010.
  4. ^ ONU: Partito Radicale Transnazionale rimane a Palazzo Vetro[collegamento interrotto], Radicali Italiani, 19-10-2000. URL consultato il 01-04-2010.
  5. ^ Sconfitto l'attacco del Vietnam all'ECOSOC, Partito Radicale Transnazionale, 24-07-2004. URL consultato il 01-04-2010.
  6. ^ Partito Radicale Transnazionale: Olivier Dupuis annuncia le dimissioni da segretario, Partito Radicale Transnazionale, 05-05-2003. URL consultato il 01-04-2010 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2007).
  7. ^ Il Senato del Partito radicale affronta la situazione politico-organizzativa del partito, Partito Radicale Transnazionale, 08-07-2005. URL consultato il 01-04-2010.
  8. ^ Pannella: La "riforma" laica, socialista, liberale, radicale, comporta la immediata autoriforma dei soggetti politici che la promuovono. Pannella propone entro il 15 dicembre di attuare l'autoriforma del Partito Radicale, Partito Radicale Transnazionale, 19-09-2005. URL consultato il 01-04-2010.
  9. ^ Aldo Cazzullo, Pannella: pronto per l'Unione. Ma su di me c'è un veto vaticano, in Corriere della Sera, 20 settembre 2005. URL consultato il 04-12-2009 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2015).
  10. ^ Delibera del Senato del Partito Radicale riunito a Roma il 9 agosto 2007[collegamento interrotto], Partito Radicale Transnazionale, 09-08-2007. URL consultato il 01-04-2010.
  11. ^ Cambia nome il gruppo alla Camera: Socialisti e Radicali-RnP[collegamento interrotto], Rosa nel Pugno, 18-12-2007. URL consultato il 01-04-2010.
  12. ^ Quaderni Radicali, su quaderniradicali.com. URL consultato il 25-08-2010.
  13. ^ nuova Agenzia Radicale, su agenziaradicale.com. URL consultato il 25-08-2010.
  14. ^ Manifesto del Movimento RadicalSocialista, Movimento RadicalSocialista. URL consultato il 25-08-2010.
  15. ^ (IT) (senza titolo), su radicalsocialismo.it. URL consultato il 4 gennaio 2018.
  16. ^ Nascita di Libertà ed Eguaglianza, Libertà ed Eguaglianza. URL consultato il 25-08-2010.
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