Sovrappopolazione

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La sovrappopolazione è una condizione di densità di popolazione, umana e non, talmente elevata per il tipo di territorio che occupa da creare spazi limitati e insufficienza di risorse o materie vitali (cibo e acqua) di cui gli individui ospitati hanno bisogno.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Una superficie può conservare infatti zone più o meno vaste non utilizzate da una specie, ma una volta esaurite le sue capacità si dimostra incapace di sostenere una popolazione più vasta, condannando la specie ad arrestare la propria espansione. Nei casi peggiori si può arrivare all'estinzione in massa. La sovrappopolazione provoca un maggiore sfruttamento dell'ambiente e delle sue risorse da parte dell'uomo e causa quindi una pressione sulle risorse naturali stesse.

Questa pressione si traduce spesso in maggiori conflitti fra nazioni e individui per il possesso di risorse scarse e vitali (es. acqua e petrolio), e una peggiore qualità della vita per tutti.

La sovrappopolazione è associata ad una maggiore diffusione delle malattie, in particolare epidemiche, a più alti tassi di mortalità infantile e in età adulta. Obiezioni a questa ipotesi sono la correlazione fra numero ed età giovane degli abitanti - crescita del PIL pro capite, riscontrabile nei Paesi in via di sviluppo, e la maggiore probabilità su grandi popolazioni di sviluppare e vedere prevalere e diffondersi mutazioni genetiche favorevoli alla specie.

Strumenti di pianificazione e controllo delle nascite sono stati storicamente l'aborto indotto, interventi di sterilizzazione ovvero introduzione di sostanze sterilizzanti nel cibo, campagne mediatiche di informazione, la disponibilità di contraccettivi a basso costo, l'eliminazione dell'interesse economico alla procreazione (quali: obbligo di mantenimento da parte dei genitori, contrasto alla prostituzione e lavoro minorile, traffico di organi, pagamenti per l'adottabilità, contributi di Stato per ogni figlio).

Tipologie di sovrappopolazione[modifica | modifica wikitesto]

In rapporto alla popolazione umana, si può parlare di sovrappopolazione per vari motivi, la sovrappopolazione può essere per:

  • una città (esempio: una grande megalopoli ad alto tenore di vita come Tokyo, Parigi o Londra), sovrappopolata quando il territorio da cui dipende non è più in grado di continuare a produrre il surplus di alimenti ed energia che hanno portato alla sua creazione
  • una nazione (esempio: la maggioranza dei paesi occidentali, Italia inclusa), sovrappopolata quando la produzione interna e le importazioni non riescono più a soddisfare la domanda interna di beni, siano essi di pura sopravvivenza o superflui. Molti paesi infatti, per mantenere il proprio tenore di vita e consumi, hanno attualmente bisogno di un territorio grande 2, 3, 5 volte più dei loro confini amministrativi.
  • la Terra, sovrappopolata quando l'insieme delle risorse, rinnovabili e non, non permetterebbe di sostenere la popolazione mondiale, al 2013 stimata a 7,162 miliardi di esseri umani. Esistono modelli matematici che prevedono il raggiungimento di un picco massimo della popolazione mondiale con una discesa finale.[1][2]

La sovrappopolazione è sempre valutata in rapporto al numero di persone ed al loro stile di vita collegato all'impronta ecologica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cipolla Carlo Maria, The economic history of world population, London, 1974
  • George Pierre, Popolazione e popolamento, Milano, 1977

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sovrappopolazione su Treccani.it
  • (IT) Intervista radiofonica di Flavia Foradini con lo scienziato statunitense David M. Karl,"Nutrizione da terzo millennio", RSI- Rete Due, 4 marzo 2016 [1].
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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Urso, Sviluppo demografico e fonti energetiche. (PDF), www.matematicamente.it.
  2. ^ A. Urso, Modelli matematici sull'evoluzione demografica mondiale. (PDF), www.matematicamente.it.