Federazione dei Giovani Socialisti

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Federazione dei Giovani Socialisti
FGS Logo.jpg
SegretarioEnrico Maria Pedrelli
StatoItalia Italia
Fondazioneottobre 1994
PartitoPartito Socialista Italiano (de facto)
IdeologiaSocialismo democratico
Socialdemocrazia
Socialismo liberale
Europeismo
CollocazioneCentro-sinistra
Partito europeoYoung European Socialists
Affiliazione internazionaleInternational Union of Socialist Youth
Colori     Rosso
Sito webfederazionegiovanisocialisti.com/

La Federazione dei Giovani Socialisti (FGS) è un'associazione politica italiana di giovani socialisti, federata al Partito Socialista Italiano.

Nata per la prima volta a Firenze il 6 e il 7 settembre 1903, fu rifondata dopo il Ventennio fascista nel 1944, per opera dei militanti antifascisti Eugenio Colorni, Giorgio Lauchard, Matteo Matteotti, Leo Solari e Mario Zagari. Dopo i fatti di Tangentopoli, e lo scioglimento del Partito Socialista Italiano, venne ricostituita il 20 ottobre del 1994.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Logo FGS
(–2013)

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

La FGS nasce come Federazione Giovanile Socialista Italiana, nel 1903 a Firenze.

Il Socialismo, nei primi anni del '900, aveva intuito che esistono altre differenze oltre a quelle di classe; è quindi uno dei connotati del socialismo moderno l'invenzione di un movimento politico e giovanile assieme.[2] I primi giovani socialisti erano soprattutto massimalisti e rivoluzionari, contrariamente alla leadership riformista del Partito Socialista Italiano. Il riformista Bonomi denigrava simpaticamente i giovani "rivoluzionari pallidi" che criticavano moralisticamente un po' tutto, tra cui anche la nascente passione popolare per lo sport.[2]

Una delle più importanti battaglie politiche fu quella antimilitarista. Mentre l’Italia si avviava in molteplici avventure militari con un crescente sentimento nazionalistico, la gioventù socialista lottava per evitare il massacro delle giovani generazioni europee: il Segretario Nazionale dell’epoca, Amedeo Catanesi, morì in una trincea nel 1915.

Per i dirigenti del PSI di quel periodo, la federazione giovanile era semplicemente una "scuola quadri", ma i giovani massimalisti lontani dalle posizioni partitiche che presero la guida della Federazione, preservarono una loro autonomia generazionale, anche se la loro fu una storia di minoranza rispetto al Partito. È singolare infatti che nella Federazione di Reggio Emilia, una delle città con la presenza socialista più forte, risultasse iscritto alla FGSI un solo studente: Camillo Berneri, che diventò famoso poi come militante anarchico, assassinato a Barcellona da agenti comunisti.[2]

Nel 1921, la grande maggioranza degli attivisti della FGSI - attratta dal mito sovietico - lasciò il Partito socialista e andò a fondare il PCI.[1] Ma un'organizzazione giovanile del PSI si ricostituirà subito dopo, per iniziativa dei giovani di Parma e di un altro futuro dirigente socialista: Fernando Santi.[3]

Gli anni del fascismo[modifica | modifica wikitesto]

Tessera FGSI 1936 dei giovani combattenti socialisti in Spagna (retro)
Tessera FGSI 1936 dei giovani combattenti socialisti in Spagna (fronte) - da notare il simbolo delle tre frecce che sarà ripreso dalla FGS nel 2016

Nel movimento operaio in Italia, come in Europa, si svilupparono esperienze di organizzazione dei giovani militanti (Falchi Rossi, Giovane Guardia) rivolte all’organizzazione “politicamente corretta” del tempo libero; con l’imbarbarimento della lotta politica che fu diretta conseguenza della violenza bellica e dei nuovi autoritarismi, socialisti e comunisti fecero a gara con nazionalisti e fascisti nell’organizzare veri e propri gruppi paramilitari di “autodifesa” con bande, uniformi, bandiere e poi anche armi.[3]

L'allora FGSI, in quanto giovanile del Partito Socialista Italiano (PSI), fu sciolta durante il regime fascista e molti giovani attivisti socialisti furono vittime di violenza, di incarcerazione o costretti a fuggire. Ma mentre l’organizzazione era formalmente scomparsa in quegli anni, molti militanti si diedero alla lotta antifascista organizzata; come per esempio Fernando De Rosa, un giovane socialista di Torino caduto a Guadarrama, in Spagna, combattendo contro le forze fasciste di Franco.[1] Il suo organo di stampa di quegli anni, erano alcuni fogli clandestini dal nome "Rivoluzione Socialista".

Durante la Resistenza la FGSI osservava criticamente la politica del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN): il PSI avrebbe dovuto prendere le distanze basando la propria azione politica sull'autonomia, e non sulla subalternità alle direttive e strategie comuniste. Veniva contestata la totale "egemonia comunista". I giovani erano convinti che anche durante il periodo partigiano avrebbero dovuto affermare la propria identità, motivo per cui furono loro ad organizzare la "Brigata Matteotti" costituita da giovani socialisti romani, come alternativa alle "Brigate Garibaldi" di matrice comunista.[2]

La rifondazione e la Prima Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto della FGSI in favore del voto ai diciottenni

La FGSI fu rifondata nel 1944 da Eugenio Colorni, Giorgio Lauchard, Matteo Matteotti, Leo Solari e Mario Zagari. Negli anni del dopoguerra la FGSI si è unita alla IUSY (l’unione internazionale dei giovani socialisti). Più tardi si oppose contro il PSI e la sua alleanza con il Partito Comunista nel “fronte popolare”; cosa che portò ad attriti per la leadership del PSI, che portarono ad un’altra spaccatura: FGSI si unì alla corrente socialdemocratica che fondò il Partito Socialdemocratico Italiano, guidata dal futuro Presidente della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat[1]. Pochi mesi più tardi però, le idee della FGSI collimarono con quelle di Saragat, favorevoli ad una collaborazione col governo democristiano.

Nel 1948 venne celebrato un congresso della FGSI per rilanciare le idee e le posizioni anti-governative. La nuova classe dirigente - formata da Rino Formica, Giorgio Ruffolo, Gaetano Arfè e Livio Maitan - si orientò progressivamente per una scissione dal PSLI (poi PSDI), che avvenne nel congresso di Napoli. Livio Maitan ed altri dirigenti socialisti, diedero vita alla costituzione italiana della IV Internazionale; gli altri tornarono nel PSI. Leo Solari ebbe a dire di quegli anni: "Noi giovani socialisti a quei tempi non avevamo la capacità e l'astuzia politica dei nostri coetanei, vedi Andreotti, Togliatti e molti altri, ma proprio questo nostro essere diciamo anarchici, precursori dei tempi, eretici, non subalterni al potere ed all'egemonia comunista portò una ventata di innovazione sia alla politica italiana sia al PSIUP di quei tempi, ma tutto ha un prezzo, e noi pagammo con l'autodistruzione della FGS della fine degli anni '40".[2]

La gioventù socialista italiana degli anni ’60 fu colta di sorpresa, come tutto il sistema politico, dalle proteste del ’68. Ma negli anni Settanta la FGSI, più flessibile e dinamica rispetto alla conservatrice e ortodossa FGCI (Giovane Federazione Comunista) entrò in contatto con il movimento degli studenti, partecipando direttamente in alcune delle proteste più famose.[1] La FGSI di quegli anni si collocò sulla linea dell'alternativa di sinistra al governo. Una scelta che fece adottare come simbolo della Federazione una falce e martello fortemente stilizzata. Sul piano della linea politica la FGSI si differenziava dalla FGCI sul tema delle libertà e dei diritti civili, con tematiche "libertarie" come la legalizzazione delle droge leggere.[2]

Tessera FGSI 1966
Convegno della FGSI: Lombardi - Panagulis - Boselli

Gli anni Ottanta furono l’epoca d’oro per il PSI con i 5 anni (1983-1987) del governo di Bettino Craxi, Segretario Nazionale del partito. I giovani entrarono entusiasticamente nell’agenda di Craxi, incentrata sulla modernizzazione del paese e su una grande alleanza tra meritocrazia e giustizia sociale.[1] Ma in quegli anni la FGS subì una forte crisi: nel 1981, dopo le dimissioni dell'allora Segretario Nazionale Enrico Boselli, il partito commissariò federazione incaricando la gestione ordinaria e straordinaria ad un comitato. Furono anni di transizione fino a che Claudio Martelli decise di ristrutturare la FGS, che col Congresso di Ravenna del 1988 venne rinominata Movimento Giovanile Socialista.[2] L'MGS, come si chiamava allora, fu tra i membri fondatori dell’ECOSY (oggi YES, ovvero i giovani socialisti europei) nei primi anni ’90.[1]

La storia del Mgs tra il 1988 e il 1992 ruota attorno all'idea che il Psi aveva del “sorpasso a sinistra” e dell'”Unità Socialista”; dunque che il Partito avesse bisogno di un radicamento sociale diverso, e che i giovani socialisti, come anche le donne socialiste, i circoli culturali, le componenti sindacali e associative potessero essere queste nuove radici di un partito più grande e ambizioso.

Nel 1991 l’ex-Fgci, allora “Comitato promotore per la sinistra giovanile”, chiedeva l’adesione alla Iusy non più in una storica competizione con i colleghi socialisti, ma nell’ambito di un accordo politico tra le due organizzazioni giovanili che ebbe poi a livello italiano la ripercussione della creazione, sotto l’ombrello della CGIL, di “Tempi Moderni”, un’associazione giovanile del sindacato che aveva lo scopo dichiarato di “abituare” giovani quadri socialisti e diessini a convivere sotto lo stesso tetto: la prospettiva era quella della fine dello scontro a sinistra e l’unita’ riformista.

La Ricostituzione come federazione autonoma e la Seconda Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Con Tangentopoli, la situazione politica italiana - e dunque anche quella dei giovani socialisti - entra in un periodo di grande caos. Ottaviano Del Turco, segretario del PSI dal 1993 al 1994 (anno del suo scioglimento), diede l’incarico all’allora vicepresidente della Iusy e responsabile delle campagne di politica internazionale del Mgs, Luca Cefisi, di svolgere il ruolo di coordinatore nazionale in questa situazione d’emergenza: quadri e dirigenti, scioccati, abbandonavano infatti la militanza politica, oppure passavano, a seconda delle personali inclinazioni, a Forza Italia o ai Ds; altri invece abbandonarono la politica.

Dopo lo scioglimento del Partito Socialista Italiano, la Federazione dei Giovani Socialisti fu ricostituita nell'ottobre del 1994, tra gli altri proprio da Luca Cefisi; la nascente Federazione terrà poi il suo primo congresso nel 1996,[3] eleggendo Marco Di Lello Segretario Nazionale, e Claudio Carotti, vice segretario. La Federazione dei Giovani Socialisti, che rimane affiliata all'International Union of Socialist Youth e all'European Community Organisation of Socialist Youth, si federa dapprima ai Socialisti Italiani e successivamente allo SDI. Tiene il 1º congresso a Grottaferrata il 18-20 ottobre 1996.

La FGS ha partecipato da cofondatore alla costituzione della Rosa nel Pugno, in seguito ha aderito all'esperienza della Costituente Socialista conclusasi il 4-5-6 luglio 2008 con il I Congresso del Partito Socialista; nell'ambito del quale, pur con qualche divergenza, ha ufficialmente appoggiato la candidatura di Pia Locatelli alla segreteria, e ha sostenuto la mozione numero 2 "Prima la politica".

Logo del VII Congresso FGS di Ravenna

Nell'ottobre del 2008 la direzione nazionale dei giovani socialisti decide di celebrare il proprio congresso il 31 gennaio e 1º febbraio 2009 a Salerno; congresso a mozione unica nel quale Luigi Iorio (29 anni, laureato in legge di Foggia) viene eletto Segretario nazionale. Dall'11 al 13 novembre 2011 si è tenuto a Roma il VI Congresso dell'FGS, che ha visto Claudia Bastianelli, 28 anni perugina, eletta all'unanimità Segretario nazionale. Nella storia dell'organizzazione giovanile socialista è la prima donna ad assumerne la guida. Alcune iniziative promosse in questi anni dalla FGS, come lo ius soli, la lotta al gioco d'azzardo ed al precariato giovanile, sono approdate in Parlamento con esiti positivi.

Roberto Sajeva, palermitano, è stato eletto all'unanimità Segretario della FGS durante il VII Congresso, tenutosi a Ravenna tra il 9 e l'11 gennaio 2015.[4][5] La nuova segreteria ha un'impostazione formativa, e vengono organizzate più scuole di formazione in tutta Italia.[6][7]

Nel 2016 la Federazione ospita lo YES Summer Camp, incontro estivo di tutte le giovanili politiche aderenti agli Young European Socialists.[8][9] In questa occasione la FGS adotta anche un nuovo simbolo (attuale) ad opera di Camillo Bosco: un sole, la "stella dell'avvenire", e tre frecce. Queste ultime sono un antico simbolo socialista, che risale ancor prima al "Fronte d'Acciaio" tedesco contro Hitler. Le tre frecce erano il modo più efficace per cancellare le svastiche dai muri, e rappresentavano i tre grandi nemici del socialismo: una colpiva la monarchia, una il comunismo, una il nazismo.[10]

Dal 19 al 21 ottobre 2018 si è tenuto a Roma l'VIII Congresso nazionale, che ha portato all'elezione a segretario del ventiduenne romagnolo Enrico Maria Pedrelli.[11][12]

Il 12 aprile 2019 la Federazione dei Giovani Socialisti si scontrò con il PSI a seguito dell'accordo politico che vide quest'ultimo partito, facente parte del PSE, allearsi e concorrere per le Europee del 2019 con il partito +Europa, affiliato a Renew Europe. La presa di posizione fu molto criticata dal partito, ma molti furono gli esponenti che manifestarono, dentro e fuori dal partito, la propria solidarietà alla FGS.[13]

Dall'1 al 3 novembre 2019 si è tenuto il primo "Raduno dei Circoli": decine di rappresentanti di tutte le federazioni e circoli territoriali si sono ritrovati a Roma per discutere di tematiche socialiste. All'iniziativa, a cui ha fornito aiuto e sostegno anche Antonio Natale Rossi, presidente della Federazione Unitaria Italiana Scrittori, hanno partecipato anche il segretario del PSI Enzo Maraio, la vicepresidente dell'Internazionale Socialista Pia Locatelli, il giornalista e scrittore Pietro Caruso, il filosofo Giacomo Marramao, l'economista e professore Giulio Sapelli, il direttore della testata Mondoperaio Luigi Covatta, l'ex parlamentare Paolo Cristoni, il cantautore Edoardo Michelozzi ed altri. Durante questo raduno, il 2 novembre, la FGS ha guidato una manifestazione a favore del popolo cileno, definito da FGS "oppresso" dal governo guidato da Sebastian Pinera.[14]

A seguito dell'inizio della pandemia, la Federazione si organizza per creare uno spazio autonomo e lancia, prima tra le forze politiche giovanili e non, "La Comune", un server sulla piattaforma Discord sulla quale la FGS tiene numerosi incontri in pieno lock-down che proseguirà anche dopo la serrata[15]. Molte le personalità che prendono parte ai vari incontri: dal professor Filippo Russo al direttore editoriale di Mondoperaio Roberto Sajeva[16], dal giornalista e scrittore Pietro Caruso[17] al coordinatore della fondazione "Rocco Chinnici" Donato Di Trapani[18], dall'oboista Edoardo Pedrelli[19] al direttore di Mondoperaio ed ex deputato Luigi Covatta[20], da uno dei coordinatori dello YES (Young European Socialists) Roberto Galetti[21] al virologo professor Arnaldo Caruso[22], dal segretario dei Giovani Repubblicani Marco Spina[23] al professore Luca Navarra[24], da Daniele Cocca del Consiglio Nazionale dei Giovani all'ex deputato Oreste Pastorelli, [25], dal segretario della FGCI Nicolò Monti[26] al professore Stefano Caretti[27], dallo scrittore Luca Mariani[28] al fondatore di NOstra Jacopo Ricci[29]. Dopo numerose richieste, alcuni incontri sono stati resi pubblici sul canale YouTube della Federazione[30].

In vista del Referendum confermativo del 20 e 21 settembre 2020 sul taglio arbitrario ed indiscriminato dei parlamentari è una delle prime forze politiche giovanili (dopo la nascita di NOstra) a schierarsi apertamente a sostegno del No e facendo campagna attiva in prima persona su tutto il territorio nazionale e lanciando due manifesti politici tra agosto e settembre [31][32].

Nel 2020 molte sono le campagne politiche dell'FGS: dalla campagna sui braccianti agricoli[33] a quella sul servizio civile[34] passando su quella per l'acciaio[35], su quella per la riforma dell'avvocatura e della giustizia[36] e quella, prevalentemente siciliana[37] e calabrese[38], sul sostegno alle famiglie dei fuorisede. Su quest'ultimo tema risulta molto attiva la federazione siciliana e palermitana che, forte di una legge regionale non ancora attuata, lancia dapprima una campagna mediatica[39] e poi presenta un documento politico risolutivo al governo dell'isola chiamando a raccolta, in caso di ulteriori silenzi, tutte le forze giovanili, politiche, civiche e sindacali. per un eventuale sciopero[40].


Segretari nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Cassola (anni 1960/70)
  • Roberto Villetti (anni 1970)
  • Andrea Parini (1977-1979)
  • Enrico Boselli (1979 - 1982)
  • Daniele Cantore (1982 - 1985)
  • Franco Simone (1985-1988)
  • Michele Svidercoschi (1988-1991)
  • Luca Josi (1991-1993)
  • Luca Cefisi (1993-1996)
  • Marco Di Lello (1996-1999)
  • Claudio Accogli (1999-2003)
  • Gianluca Quadrana (2003-2006)
  • Francesco Mosca (2006-2008)
  • Luigi Iorio (2009-2011)
  • Claudia Bastianelli (2011- 2015)
  • Roberto Sajeva (2015-2018)
  • Enrico Maria Pedrelli (2018-in carica)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g La nostra Storia, su FEDERAZIONE DEI GIOVANI SOCIALISTI, 26 luglio 2017. URL consultato il 15 giugno 2019.
  2. ^ a b c d e f g Luigi Iorio, Nè dubbi nè rancori, Nuova Editrice Mondoperaio s.r..ª ed., Gennaio 2012.
  3. ^ a b c Luca Cefisi, Lunga vita alla Fgs, in Mondoperaio, n. 2/2004.
  4. ^ Roberto Sajeva elettosegretario della Fgs | Avanti!, su www.avantionline.it. URL consultato il 31 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2018).
  5. ^ (EN) Mozione Sajeva, in Issuu. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  6. ^ fgsprovinciadifrosinone, La “Scuola di formazione politica” dei Giovani Socialisti di Frosinone, su Giovani Socialisti Frosinone, 5 novembre 2017. URL consultato il 15 giugno 2019.
  7. ^ “A letto con il nemico”: scuola di formazione FGS, su FEDERAZIONE DEI GIOVANI SOCIALISTI, 26 novembre 2017. URL consultato il 15 giugno 2019.
  8. ^ (EN) YES Summer Camp 2016, in Young European Socialists (YES), 24 marzo 2016. URL consultato il 31 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2018).
  9. ^ Terrasini, a Città del Mare prende vita lo "Yes SummerCamp 2016", in PalermoToday. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  10. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 15 giugno 2019.
  11. ^ La rinascita riparte dai Giovani Socialisti | Avanti!, su www.avantionline.it. URL consultato il 31 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2018).
  12. ^ (EN) MOZIONE PEDRELLI FGS, in Issuu. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  13. ^ Federazione Giovani Socialisti, Accordo PSI/+Europa: la posizione della FGS, su federazionegiovanisocialisti.com, 12 aprile 2019. URL consultato il 9 aprile 2020.
  14. ^ FgsLa fucina del socialismo per il XXI secolo, su avantionline.it. URL consultato il 9 aprile 2020.
  15. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  16. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  17. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  18. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  19. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  20. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  21. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  22. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  23. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  24. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  25. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  26. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  27. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  28. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  29. ^ Federazione dei Giovani Socialisti - FGS, su www.facebook.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  30. ^ FGS Nazionale - YouTube, su www.youtube.com. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  31. ^ PERCHÉ VOTARE NO, su federazionegiovanisocialisti.com, 9 settembre 2020. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  32. ^ Federazione Giovani Socialisti, INFINITE RAGIONI PER IL NO!, su federazionegiovanisocialisti.com, 31 agosto 2020. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  33. ^ APPOGGIO E SOLIDARIETÀ ALLO SCIOPERO DEI BRACCIANTI, su federazionegiovanisocialisti.com, 21 maggio 2020. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  34. ^ enricomariapedrelli, PUNTIAMO SUL SERVIZIO CIVILE!, su federazionegiovanisocialisti.com, 11 luglio 2020. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  35. ^ Federazione Giovani Socialisti, FGS SU ILVA: VOGLIAMO POLITICA INDUSTRIALE E STATO IMPRENDITORE, su federazionegiovanisocialisti.com, 7 gennaio 2020. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  36. ^ enricomariapedrelli, NO ALL’ABOLIZIONE DELLA PRESCRIZIONE!, su federazionegiovanisocialisti.com, 15 febbraio 2020. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  37. ^ "Giovani socialisti: il governo Musumeci aiuti fuorisede, famiglie e cassintegrati", su PalermoToday. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  38. ^ La FGS Calabria alla Santelli: “Si eroghi il contributo straordinario per studenti fuori sede”, su strill.it, 7 ottobre 2020. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  39. ^ Giovani Socialisti: "Famiglie e studenti abbandonati, il governo agisca o si dimetta", su PalermoToday. URL consultato il 12 ottobre 2020.
  40. ^ Bonus affitto ai fuorisede, Giovani Socialisti: "Inviata proposta alla Regione, entro fine ottobre erogazioni o sciopero", su PalermoToday. URL consultato il 12 ottobre 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]