Luca Coscioni

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Luca Coscioni

Luca Coscioni (Orvieto, 16 luglio 1967Orvieto, 20 febbraio 2006) è stato un politico italiano, figura attiva nel sociale e nella politica con l'Associazione Luca Coscioni e i Radicali Italiani, di cui fu presidente tra il 2001 ed il 2006[1].

La sua vita è stata segnata dalla sclerosi laterale amiotrofica che lo ha portato alla morte nel 2006 a soli 38 anni[1].

Gli studi e la carriera universitaria[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una maturità classica al Liceo-Ginnasio Statale F.A. Gualterio di Orvieto, sceglie di iscriversi alla Facoltà d'Economia e Commercio presso l'università La Sapienza di Roma; qui si laurea nel 1991[2], in corso e con il massimo dei voti, con tesi sui rapporti commerciali e agricoli fra occidente e paesi in via di sviluppo. È ammesso poi al Dottorato di Ricerca in "Economia Montana e dei Sistemi Foresta-Legno-Ambiente", all'Università di Trento.[3][4]

Prosegue su questa strada, tenendo un seminario al Dipartimento di Scienze Economiche ed Estimative dell'Università della Tuscia a Viterbo sulla contabilità forestale ed agraria, mentre tra il 1992 ed il 1993 è ricercatore sempre a Viterbo.

In questi anni, il suo interesse si sposta pian piano verso la sociologia e la politica, pur se in ambito prettamente economico. Infatti, tiene prima un corso a Trento sulle linee comportamentali dei consumatori e quindi due cicli di approfondimento per studenti di Economia Politica a Viterbo nel 1994[5], giungendo ad essere "cultore della materia" e membro delle relative commissioni di esame. Tiene numerosi corsi di Economia politica ed internazionale e collabora anche come ricercatore in un importante istituto francese con sede a Nancy.

Un anno dopo è Dottore di Ricerca a Viterbo ed ha la cattedra[senza fonte] in Politica Economica. Allo stesso tempo, decide di impegnarsi politicamente e viene eletto consigliere comunale ad Orvieto, sua città natale. Il 3 luglio 1997 decide di dare le dimissioni da Consigliere Comunale a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute.[6]

La malattia[modifica | modifica wikitesto]

« C'era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della scienza.
Un giorno, il mio medico potrà, lo spero, dirmi: prova ad alzarti, perché forse cammini. »
(Luca Coscioni[7])

Nel 1995 gli viene diagnosticata la SLA, e decide di dimettersi dagli incarichi pubblici. Inizia per lui un periodo doloroso, dove viene visitato in vari ospedali, ma senza beneficio apparente. La sclerosi è certa, e lo condanna ad una lunga e progressiva degenerazione dei muscoli, provocandogli sempre più problemi al movimento, alla nutrizione, alla parola.

Tuttavia, le sue capacità intellettive sono ancora intatte e nel 1999 si sposa con Maria Antonietta Farina. Decide così di riprendere la vita pubblica e di ritornare alla politica, da cui la malattia l'aveva costretto ad allontanarsi quattro anni prima.

L'impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

« Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare.
Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi. »
(Luca Coscioni[8])

Si candida alle elezioni amministrative, e conosce - tramite internet - i Radicali Italiani. Le iniziative del partito lo attirano subito, e scopre di condividerne ideali e valori; le battaglie libertarie, da sempre segno distintivo dell'organismo politico creato da Marco Pannella, sono vicine ai temi che più stanno a cuore a Coscioni: le libertà di ricerca. Un anno dopo viene candidato dalla Lista Bonino alle elezioni regionali in Umbria, ma il successo tra i radicali arriva quando, nell'agosto 2000, vengono indette elezioni interne (per la prima volta on-line) per eleggere il proprio Comitato di Coordinamento; Luca Coscioni è infatti tra gli eletti.[9]

Nel febbraio 2001, partecipando al comitato, munito per la prima volta di un sintetizzatore vocale che gli permette di esprimersi, espone le sue idee sulla ricerca scientifica, e il resto del Comitato reagisce entusiasticamente, approvando una mozione che iscrive l'impegno in questo senso nelle carte del movimento. La sua voce artificiale pronuncerà un altro discorso importante poco dopo, durante la Commissione Temporanea del Parlamento Europeo sulla Genetica Umana e le Biotecnologie[10][11], istituita proprio per dare voce su questo tema a chi ne è toccato più direttamente: i malati. Coscioni apre così un dibattito che vede opposti i due schieramenti di chi sostiene la libertà scientifica "sempre e comunque" e di chi invece intende regolarne l'applicazione, specialmente su quegli argomenti eticamente rilevanti di cui la Chiesa cattolica è la principale sostenitrice.

Le elezioni politiche del 2001 si avvicinano, ed il popolo radicale vede in Luca Coscioni un simbolo delle proprie lotte; così, diviene - con voto all'unanimità - Presidente dei Radicali Italiani, ed accetta l'offerta di Emma Bonino e Marco Pannella di proporsi come capolista della Lista Bonino nel proporzionale.

Logo associazione.png

La campagna elettorale punta molto sul ruolo che Coscioni vuole per la ricerca, ed in favore di questa posizione si esprimono oltre cinquanta[senza fonte] premi Nobel[12] e più di 500 tra scienziati e ricercatori.

« Forse il sostegno di un semplice scrittore come me stonerà un poco, o anche troppo, nella lista delle personalità scientifiche che, con i loro nomi e il loro prestigio, suggellano le affermazioni rese da Luca Coscioni in quella sua lettera del 20 marzo, così chiara e commovente. In ogni caso, potete disporre del mio nome. Purché la luce della ragione e del rispetto umano possa illuminare i tetri spiriti di coloro che si credono ancora, e per sempre, padroni del nostro destino. Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall'attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito una nuova forza. Grazie per questo. »
(José Saramago, premio Nobel per la letteratura. Messaggio di sostegno alla candidatura di Luca Coscioni, marzo 2001[13] [14])

Nonostante tutto questo però, la campagna elettorale ha ben poco successo, e i radicali non trovano posto per loro nelle due Camere. Per rimediare a questo scarso successo, e per continuare a porre agli occhi dell'opinione pubblica quelle che lui considera come istanze di libertà, egli - con il supporto dei Radicali Italiani - dà vita, il 20 settembre 2002 all'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.[15][16]

Lista luca coscioni.jpg

L'associazione fu molto attiva nel 2004 al riguardo del referendum abrogativi sulla Legge n. 40 del 2004 riguardante la Procreazione assistita, la quale poneva seri limiti alla ricerca nell'ambito della genetica, ma che - dopo un mese di lotte politiche e ideologiche anche molto aspre - si risolse con una sconfitta, e con un mantenimento della legge in vigore, a causa del mancato raggiungimento del quorum. Un anno dopo, Luca Coscioni si era fatto promotore di una lista a lui omonima, appoggiata dai Radicali, per le elezioni regionali, ma che non fu mai presentata.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

La morte di Luca Coscioni[17][18], avvenuta la mattina del 20 febbraio 2006 nella sua abitazione di Orvieto, in seguito a una crisi respiratoria, fu comunicata agli italiani da Marco Pannella su Radio Radicale.[19] Questi l'apprese direttamente dalla moglie Maria Antonietta; con lei e Luca ogni mattina i vertici del partito organizzavano una riunione affinché la sua lotta potesse ogni giorno rinnovarsi e continuare.

Per molti di costoro, Luca Coscioni ha rappresentato fuor di dubbio un simbolo ed un ideale. Tutto il mondo politico ha manifestato cordoglio per la sua scomparsa.[20]

Coerentemente con la sua volontà, il suo corpo fu cremato e le ceneri sparse in mare il 21 giugno 2006, nei pressi di Porto Santo Stefano sul Monte Argentario, vicino all'Isola del Giglio, un luogo che Luca Coscioni amava moltissimo e frequentava con il suo catamarano giallo, prima che la malattia lo colpisse.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Maratoneta, ed.Stampa Alternativa (2005)
  • Millenium Bug, un monologo teatrale inedito di Sergio Gallozzi liberamente ispirato al libro-diario “Il Maratoneta” di Luca Coscioni a dieci anni dalla sua scomparsa.[21][22]
  • “Io, Luca Coscioni”, documentario sulla vita di Luca Coscioni diretto da Marco Leopardi (2005)
  • Memorial Luca Coscioni, meeting nazionale di atletica leggera ad Orvieto in ricordo di Luca Coscioni.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Biografia ufficiale
  2. ^ Il commercio dei prodotti agricoli tra paesi avanzati e paesi in via di sviluppo dal dopoguerra ad oggi. Settembre 1995, su Scribd. URL consultato il 07 marzo 2016.
  3. ^ Il percorso accademico, dal sito ufficiale dell'associazione
  4. ^ Teorie, Metodi, Verifiche empiriche in Economia Internazionale: la posizione italiana nel commercio mondiale dei prodotti forestali. Ottobre 1995, su Scribd. URL consultato il 07 marzo 2016.
  5. ^ Appunti di Microeconomia, su Scribd. URL consultato il 07 marzo 2016.
  6. ^ Lettera di dimissioni da Consigliere Comunale - 03/07/1997, su Scribd. URL consultato il 07 marzo 2016.
  7. ^ [1]
  8. ^ [2]
  9. ^ Luca Coscioni, Luca Coscioni al Comitato di Radicali Italiani, 13 dicembre 2013. URL consultato il 07 marzo 2016.
  10. ^ Luca Coscioni, Audizione di Luca Coscioni al Parlamento Europeo - 1° Intervento, 13 dicembre 2013. URL consultato il 07 marzo 2016.
  11. ^ Luca Coscioni, Audizione Luca Coscioni al Parlamento Europeo - 2° Intervento, 13 dicembre 2013. URL consultato il 07 marzo 2016.
  12. ^ :: Radicali.it ::, su old.radicali.it. URL consultato il 07 marzo 2016.
  13. ^ "Il Nobel per la letteratura José Saramago saluta Luca Coscioni", Youtube
  14. ^ "Luca Coscioni incontra Saramago", Youtube
  15. ^ Associazione Luca Coscioni, su Associazione Luca Coscioni. URL consultato il 07 marzo 2016.
  16. ^ Statuto Associazione Luca Coscioni, su Scribd. URL consultato il 07 marzo 2016.
  17. ^ Corriere della Sera - E' morto Coscioni, presidente dei Radicali, su www.corriere.it. URL consultato il 07 marzo 2016.
  18. ^ Luca Coscioni, Il Tg3 annuncia la morte di Luca Coscioni, 26 marzo 2013. URL consultato il 07 marzo 2016.
  19. ^ intelligenza drush, Marco Pannella annuncia la morte di Luca Coscioni, su Radio Radicale. URL consultato il 07 marzo 2016.
  20. ^ Ciao Luca, su Scribd. URL consultato il 07 marzo 2016.
  21. ^ Monologo teatrale su Luca Coscioni, a 10 anni dalla sua morte, su Radicali italiani. URL consultato il 07 marzo 2016.
  22. ^ Associazione Luca Coscioni, Trailer Millennium Bug, 08 gennaio 2016. URL consultato il 07 marzo 2016.
  23. ^ Korovamilkbar1976, 1' Memorial Luca Coscioni "Luca corre..." (1 maggio 2010) - 1' parte, 12 giugno 2010. URL consultato l'08 marzo 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente di Radicali Italiani Successore
nessuno 15 luglio 2001 - 20 febbraio 2006 Werther Casali ("ad interim")