Marco Cappato

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Marco Cappato
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Marco Cappato
Titolo di studio Laurea in economia
Professione impiegato d'azienda
Partito Lista Emma Bonino
Legislatura 1999-2004, 2004-2009
Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa
Pagina istituzionale
on. Marco Cappato
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Milano
Data nascita 25 maggio 1971
Titolo di studio Laurea in economia
Professione dirigente politico
Partito Lista Emma Bonino, Radicali Italiani
Legislatura XV legislatura
Gruppo ELDR, ALDE
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Italia nord-orientale, Piemonte 2
Incarichi parlamentari

europarlamentare (dal 1999), deputato (21 aprile 2006 - 8 maggio 2006); al PE membro della Commissione per gli affari esteri e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashrek

Pagina istituzionale

Marco Cappato (Milano, 25 maggio 1971) è un politico italiano del Partito Radicale Transnazionale, di Radicali Italiani, e dell'Associazione Luca Coscioni; è Consigliere comunale e metropolitano a Milano.

È tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, Presidente del movimento Radicali Italiani dal 2015, Promotore del Congresso mondiale per la libertà di ricerca e della campagna Eutanasia legale. È stato deputato europeo radicale eletto nella Lista Emma Bonino, iscritto al gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa. Cura l'edizione domenicale della rassegna stampa di Radio radicale "Stampa e regime" dal 2007, è giornalista pubblicista dal 2012.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Frequenta le scuole elementari al Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza e le scuole medie statali a Vedano al Lambro. Gioca a pallacanestro nella Forti e Liberi Monza. Nel 1982 è selezionato dal Children's International Summer Village (Unesco) per un soggiorno a Goteborg con ragazzi di tutto il mondo. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Ginnasio statale Bartolomeo Zucchi di Monza nel 1989, si laurea a pieni voti in economia all'Università Bocconi nel 1994 con una tesi sulle "strategie di internazionalizzazione delle imprese non profit". Effettua uno stage col Gruppo Danone e si occupa per alcuni mesi alla gestione delle risorse umane presso lo stabilimento Galbani di Melzo.

Gli inizi nei Radicali: Monza, Bruxelles, New York[modifica | modifica wikitesto]

Cappato manifesta alla Breccia di Porta Pia

Di famiglia radicale, nel 1990 si iscrive al Coordinamento radicale antiproibizionista e nel 1991 al Partito radicale. Conosce Marco Pannella in occasione della campagna per le elezioni comunali del 1992 a Monza (il fratello Massimo è candidato e poi eletto della Lista Pannella). Partecipa al Congresso del Partito radicale nel febbraio 1993[1] e alle raccolte firme referendarie di quegli anni. Dal 1993 ricopre gli incarichi di Consigliere generale del "Movimento dei Club Pannella", di cui diviene segretario nazionale nel 1994.

Nel gennaio 1995 interrompe l'attività aziendale e si trasferisce a Bruxelles per collaborare con il Gruppo dell'Alleanza Radicale Europea e gli eletti della Lista Pannella al Parlamento europeo. Diventa consigliere generale del Partito Radicale ed è impegnato nelle campagne antiproibizioniste e libertarie.

Nel 1996 a Bruxelles, in seguito ad una manifestazione non autorizzata davanti alla sede del quotidiano belga Le Soir contro la censura tenuta nei confronti del congresso del Coordinamento Radicale Antiproibizionista (di cui in quell'anno è divenuto tesoriere), Marco Cappato è arrestato dalla polizia belga insieme ad una trentina di attivisti radicali, e tenuto nel carcere di Bruxelles per un alcune ore.[2]

Nel 1997 e nel 1998 è il responsabile del Partito Radicale Transnazionale alle Nazioni Unite di New York, da dove conduce la campagna antiproibizionista (partecipa con Marco Perduca alla Sessione Speciale dell'Assemblea generale sulle droghe, UNGASS, dall'8 al 10 giugno 1998) e la campagna per l'istituzione del Tribunale Penale Internazionale. Durante la Conferenza diplomatica che porterà dal 15 giugno al 17 luglio 1998 all'adozione dello Statuto di Roma, l'azione di Cappato è notata dal Washington Post[3]. Dal gennaio 1999 (anno in cui è eletto europarlamentare) al luglio 2001 è Coordinatore del "Comitato dei Radicali per la rivoluzione liberale e gli Stati Uniti d'Europa", il soggetto di coordinamento di tutte le organizzazioni dell'area Radicale che terrà nel 2000 le prime elezioni online degli organi dirigenti di un movimento politico[4][5][6].

Nel 2000 si candida con la Lista Bonino Pannella alla Presidenza della Regione Veneto, ottenendo il 2,5%.

Il primo mandato al Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1999 viene eletto deputato europeo della Lista Emma Bonino, carica che ricoprirà fino alle elezioni del 2004, e che tornerà a ricoprire nel maggio 2006 subentrando ad Emma Bonino, nel frattempo nominata Ministro del commercio internazionale nel Governo Prodi II.

Da deputato è attivo in particolare sulle questioni delle "libertà digitali" ed è relatore del Parlamento europeo per la Direttiva sulla "privacy nelle comunicazioni elettroniche". Il suo lavoro contro le proposte di sorveglianza generalizzata delle comunicazioni elettroniche gli vale l'attribuzione del premio "Europeo dell'anno" da parte del settimanale di affari europei European Voice[7]. Nella motivazione per la nomination si legge: "per la sua leadership nella campagna per la protezione della privacy, in particolare per mantenere protetti i dati personali dei cittadini nel momento in cui Unione europea e Stati Uniti hanno intrapreso la guerra contro il terrorismo".

Cappato versò il premio di 5.000 euro all'"Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica". Sempre per l'impegno contro leggi europee di sorveglianza riceve la nomination per il premio "politico dell'anno" da parte della rivista statunitense Wired. È anche relatore parlamentare sulla Decisione UE sugli "attacchi contro i sistemi d'informazione" e sul "riutilizzo delle informazioni detenute dalle amministrazioni pubbliche".

Nel dicembre 2001, per manifestare l'opposizione a una lunga serie d'arresti per possesso di piccole quantità di cannabis avvenuti in Gran Bretagna in quel periodo, insieme all'europarlamentare britannico Chris Davies si sottopone volontariamente all'arresto[8] a Manchester con un'azione nonviolenta di disobbedienza civile contro le leggi britanniche che vietano il possesso di droghe ad uso personale. Sconta per questo quattro giorni di detenzione nel carcere "Strangeways" della città britannica.

Dal marzo al novembre del 2002 è presidente della direzione del Partito Radicale Transnazionale. Dall'ottobre 2002 è Coordinatore dei Parlamentari per l'Azione Antiproibizionista, un centinaio di legislatori da tutto il mondo per la riforma delle convenzioni internazionali sulle droghe. Nel 2003, per proporre a Governi e Parlamenti la legalizzazione delle droghe e la riforma delle Convenzioni ONU visita Messico (Conferenza a Merida dell'11 marzo[9]), Costa Rica, Colombia, Perù, Argentina, Uruguay e Brasile, insieme a Marco Perduca.

A fianco di Luca Coscioni e Piero Welby[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'incontro dei Radicali con Luca Coscioni, il ricercatore universitario malato di sclerosi laterale amiotrofica che, in occasione delle elezioni online del 2000, investe il partito dell'urgenza di una campagna per la libertà di ricerca scientifica, anche Marco Cappato si occupa direttamente della questione. Durante il suo mandato parlamentare si impegna con successo per sbloccare i fondi europei destinati alla ricerca sulle cellule staminali da embrioni sovrannumerari. Nel 2004 viene eletto segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, fa parte dei Comitati promotori dei referendum abrogativi della nuova legge sulla fecondazione assistita ed è coordinatore delle iniziative elettorali e referendarie dell'area radicale e radical-liberale in occasione delle elezioni europee del 2004.

Come segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica, Marco Cappato è tra i promotori del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica e ne rimane il coordinatore.

Nel 2005 è stato rieletto segretario dell'Associazione Luca Coscioni, che ha contribuito a far diventare soggetto costituente del nuovo soggetto politico liberale-socialista-laico-radicale della Rosa nel Pugno. È stato candidato alle politiche del 9 e 10 aprile nelle liste della Rosa nel Pugno per la camera dei deputati ed è stato conseguentemente proclamato eletto per la circoscrizione Piemonte I.

Nel settembre 2006 aiuta Piergiorgio Welby, malato di distrofia e Co-Presidente dell'associazione Luca Coscioni, a chiedere l'eutanasia, prima attraverso un videoappello[10] di Welby al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (al quale il Presidente risponde[11]) e poi con una serie di azioni giudiziarie e nonviolente (lo sciopero della fame di Cappato durerà 17 giorni[12]), riscuotendo l'attenzione dell'opinione pubblica di tutto il mondo[13] fino ad ottenere il 20 dicembre 2006 l'interruzione delle terapie sotto sedazione con l'assistenza dell'anestesista Mario Riccio, nel rispetto della Costituzione. L'anno successivo cerca di aiutare il malato di Sla Giovanni Nuvoli a sospendere la ventilazione artificiale con l'aiuto dell'anestesista radicale Tommaso Ciacca, che sarà però bloccato dalle forze dell'ordine, costringendo Nuvoli a morire dopo 8 giorni di auto-sospensione della nutrizione e idratazione[14][15].

Il secondo mandato e l'attivismo civile internazionale[modifica | modifica wikitesto]

L'8 maggio 2006 si dimette dal Parlamento italiano per tornare a ricoprire le funzioni di deputato europeo, essendo subentrato ad Emma Bonino, dimissionaria in quanto optante per la carica di deputato e ministro italiano. All'europarlamento, è iscritto al gruppo dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa. È membro della Commissione per gli affari esteri e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashrek. Il 18 marzo 2007 manifesta a La Avana (Cuba) con i suoi compagni assieme alle Damas De Blanco, le mogli dei prigionieri politici.

Il 27 maggio 2007 è arrestato a Mosca mentre era alla testa di una delegazione radicale che, assieme a parlamentari di altri gruppi, voleva consegnare al sindaco Luzhkov una lettera firmata da 50 deputati europei e italiani che sollecitava le autorità ad autorizzare lo svolgimento del Gay pride moscovita.[16] Mentre distribuiscono il volantino col testo della lettera, un gruppo di naziskin li aggredisce violentemente. La polizia russa, anziché proteggere gli aggrediti, provvede ad arrestarli.[17] È scarcerato dopo qualche ora senza processo, benché abbia chiesto di esservi sottoposto al pari dei Radicali moscoviti.

Il 19 dicembre 2008 Marco Cappato, insieme ad Antonella Casu (segretaria di Radicali Italiani), ed a Sergio D'Elia (segretario di Nessuno Tocchi Caino), presenta denuncia verso il Ministro della salute Maurizio Sacconi, presso la Procura di Roma, per violenza privata ed intimidazioni[18], in seguito al suo atto d'indirizzo[19] di pochi giorni prima sulla vicenda di Eluana Englaro. Il 14 gennaio 2009 ottiene l'approvazione da parte del Parlamento europeo di Strasburgo (con 355 voti a favore e 195 contro) del rapporto Marco Cappato[20] sull'accesso ai documenti del Consiglio Europeo, del Parlamento Europeo e della Commissione europea[21].

Marco Cappato al Gay Pride di Padova del 2002 tra Imma Battaglia e Nichi Vendola

In particolare, sono state approvate le proposte mutuate dall'iniziativa di Radicali Italiani per una anagrafe pubblica degli eletti, contro l'assenteismo degli europarlamentari italiani ed europei[22]. Il 17 gennaio 2009, in seguito alla sua denuncia, la Procura di Roma iscrive il ministro Maurizio Sacconi al registro degli indagati[23].

Nel maggio 2009 riceve dal Consiglio Europeo, in seguito ad una sua interrogazione parlamentare[24] del marzo 2008, uno studio sul costo dell'attuale dipendenza delle istituzioni europee dalla Microsoft e sull'eventuale risparmio dell'adozione di software libero[25]. Questo risultato porta ad un grande apprezzamento e grande visibilità per Marco Cappato da parte della comunità open source su internet, con articoli di stima che ne accrescono la fama sul web[26][27].

Sempre nel maggio 2009 esce Parlorama.eu un rapporto sulle presenze e le attività degli eurodeputati al parlamento europeo nella legislatura 2004-2009, a cura di alcuni funzionari dello stesso parlamento: in questa speciale classifica Marco Cappato risulta uno degli eletti più attivi, essendo giudicato come deputato a 5 stelle[28], e piazzandosi 28º su 926 eletti per presenze, interrogazioni e proposte di risoluzione[29].

Nella primavera del 2009, s'è ricandidato al Parlamento Europeo per la Lista Emma Bonino, prendendo 23.138 voti di preferenza[30] ma senza essere eletto. Nel settembre 2009 fonda con alcuni informatici radicali a Salerno l'associazione radicale Agorà Digitale per la libertà di internet e per le libertà digitali, che si dedica ad attività di civil hacking, diffusione della firma digitale e della posta elettronica certificata, ed altro.

Dal 2010 al 2014: Lombardia, Milano, Formigoni e la campagna Eutanasia legale[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente Marco Cappato si dedicò anche all'attività politica per la città di Milano e per la sua regione, la Lombardia.

Nella primavera 2010 si candidò a presidente della regione per la Lista Bonino Pannella per le elezioni lombarde di fine marzo 2010. Il suo partito però non riuscì a raccogliere il numero sufficiente di firme e così la sua candidatura decadde. Causa di questo obiettivo mancato fu, secondo Marco Cappato e i Radicali, lo stato di completa illegalità nelle procedure ufficiali per la raccolta delle firme, che rendono questa operazione quasi irrealizzabile con metodi legali[31]. Cappato e Lorenzo Lipparini, a nome della Lista Pannella, ricorsero contro l'elezione di Roberto Formigoni a Presidente di Regione Lombardia denunciando la falsificazione delle firme a sostegno della candidatura di Formigoni e della sua coalizione. Dopo alterne vicende giudiziarie, decine di presidi e manifestazioni[32] (con l'espulsione a forza di Cappato dal settore del pubblico del Consiglio regionale in occasione della seduta inaugurale nel 2010[33]) e l'accertamento dei falsi da parte del Tribunale civile di Milano il consiglio di Stato annullò l'elezione di Formigoni e di tutto il Consiglio regionale della Lombardia solo il 27 marzo 2015[34][35], quando ormai era già stato eletto un nuovo Presidente, Roberto Maroni (LN), e un nuovo Consiglio regionale.

Nel giugno del 2010, diede via insieme ad Edoardo Croci (ex assessore al traffico per il Comune di Milano) ed Enrico Fredrighini (consigliere comunale dei Verdi a Milano) ad un comitato referendario per cinque proposte ambientaliste per la città di Milano.[36]

Il 1º maggio 2012 decise di recarsi a Maastricht, nei Paesi Bassi, per compiere un gesto di disobbedienza civile per opporsi alla nuova legge del governo provinciale del Limburgo che proibisce ai non residenti olandesi il consumo di droghe leggere nei coffee-shop.[37]

Nello stesso anno lanciò la campagna Eutanasia legale. Nel maggio 2013 promosse, con l'Associazione Luca Coscioni e altri gruppi, la campagna di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia, depositata alla Camera dei Deputati il 13 settembre 2013 con oltre 67.000 firme[38][39]. Il 10 dicembre del 2014 fu tra i promotori e protagonisti del "videoappello al Parlamento"[40], insieme a Umberto Veronesi, Roberto Saviano, Emma Bonino, Marco Pannella e Corrado Augias. A settembre 2015 fondò l'Intergruppo parlamentare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico. Come gesto di disobbedienza civile volto ad ottenere una calendarizzazione sul tema dell'eutanasia in Parlamento, nel dicembre 2015 si autodenunciò per aver aiutato Dominique Velati, malata terminale con un tumore al colon, ad ottenere l'eutanasia.

Il 16 gennaio 2013 annunciò la sua candidatura alla presidenza della regione Lombardia e alla Camera dei Deputati per le elezioni politiche e regionali del 24 e 25 febbraio 2013 con la Lista Amnistia Giustizia e Libertà ma per mancanza delle firme necessarie alla presentazione della lista non si presentò alla competizione elettorale.

2014: consigliere comunale della città metropolitana e candidato sindaco di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 diventò consigliere della neonata città metropolitana di Milano per la lista civica Costituente per la Partecipazione, assieme al consigliere comunale di Milano per il PSI, Roberto Biscardini, avendo ottenuto 1.723 preferenze[41].

Il 29 marzo 2016 durante una conferenza stampa annunciò di volersi candidare a sindaco di Milano alle elezioni amministrative del 5 giugno con una propria lista appoggiata dai Radicali Italiani[42] e sostenuta da Guy Verhofstadt[43], riuscendo a raccogliere le firme necessarie per presentare la lista Radicali Federalisti Laici Ecologisti e candidandosi così ufficialmente a sindaco di Milano[43].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.radicalparty.org, Mozione generale, in http://www.radicalparty.org/it/content/mozione-generale-approvata-dal-xxxvi-congresso-del-partito-radicale-roma-48-febbraio-1993.
  2. ^ MarcoCappato.it - filodiretto, domanda e risposta del 6 agosto 2010.
  3. ^ (EN) Charles Radio Radicale, Rome/DiplConf/Washington Post Article, in http://www.radioradicale.it/exagora/rome-diplconf-washington-post-article, 18 giugno 1998.
    «At 27, shambling and Kennedyesque, Marco Cappato navigates the diplomatic world with all the confidence and authority of a nation's ambassador».
  4. ^ La Repubblica, Partito radicale fino al 6 dicembre il voto on line, in http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/12/03/partito-radicale-fino-al-dicembre-il-voto.html.
  5. ^ Antonia Mediamente.it e Marta Mandò, Radicali: il primo comitato di un partito eletto via Internet, in http://www.mediamente.rai.it/mm_it/001122/radicali.asp.
  6. ^ Notizie radicali, Mozione generale, in http://old.radicali.it/newsletter/view.php?id=28016&numero=&title=NOTIZIE%20RADICALI, 18 marzo 2014.
  7. ^ euobserver, Marco Cappato awarded European of the Year, in https://euobserver.com/political/8618, 4 dicembre 2002.
  8. ^ http://www.radicalparty.org/nl/node/5053635'.
  9. ^ Adam Saytanides Narco News, Legislators from Six Nations Call for Drug Legalization, in http://www.narconews.com/Issue29/article704.html, 11 marzo 2003.
    «Marco Cappato is a youthful member of the European parliament who has embarked on a world tour to lobby governments and international organizations to reform drug laws.».
  10. ^ Radio radicale, Lettera aperta - appello di Piergiorgio Welby al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in http://www.radioradicale.it/scheda/207391/lettera-aperta-appello-di-piergiorgio-welby-al-presidente-della-repubblica-giorgio, 21 settembre 2006.
  11. ^ Associazione Luca Coscioni, Risposta del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla lettera aperta di Piergiorgio Welby, associazionelucacoscioni.it.
  12. ^ associazione Luca Coscioni, Cnb/Eutanasia: Cappato “da mercoledi' sciopero della fame per risposte su Welby e Comitato Nazionale Bioetica, associazionelucacoscioni.it.
  13. ^ (EN) IAN New York Times, A Poet Crusades for the Right to Die His Way, in http://www.nytimes.com/2006/12/20/world/europe/20welby.html?_r=0, DEC. 20, 2006.
  14. ^ La Repubblica, "Giovanni si è lasciato morire di inedia" Il dolore della moglie di Nuvoli, in http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/welby-medico/nuvoli-morto-di-inedia/nuvoli-morto-di-inedia.html.
  15. ^ Radio radicale, Dichiarazioni di Marco Cappato al funerale di Giovanni Nuvoli, in http://www.radioradicale.it/scheda/247943/dichiarazioni-di-marco-cappato-al-funerale-di-giovanni-nuvoli.
  16. ^ La notizia su Radicali.it.
  17. ^ La notizia su Radicali.it 2.
  18. ^ Il testo della denuncia presentata dai dirigenti del Partito Radicale.
  19. ^ Sacconi: niente stop all'alimentazione di Eluana in ospedale.
  20. ^ Il testo del "rapporto Marco Cappato" approvato all'europarlamento.
  21. ^ Lo speciale di RadioRadicale.it sull'evento.
  22. ^ Articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere Della Sera del 15 gennaio 2009.
  23. ^ Corriere.it Sacconi indagato per violenza privata.
  24. ^ EuroParl.europa.eu - interrogazione parlamentare di Marco Cappato sull'utilizzo delle istituzioni europee di software MicroSoft.
  25. ^ Studio Free Software CII EP (2009) 21366 - Annex.
  26. ^ StefanoForenza.com - The EU Parliament still sticks with Microsoft. Here's why.
  27. ^ Punto-informatico.it - EU, ecco perché non usiamo l'open source.
  28. ^ Parlorama.eu - MarcoCappato.
  29. ^ Parlorama.eu - European deputies.
  30. ^ MarcoCappato.it - A chi m'ha dato una mano, 23.138 volte grazie.
  31. ^ Marco Cappato: "Illegalità diffusa, elezioni da annullare.
  32. ^ Il fatto Quotidiano, 'Listino Formigoni', incursione dei radicali in Consiglio regionale, in https://www.youtube.com/watch?v=k8dXbeAV3II, 01 marzo 2011.
  33. ^ Radio radicale, Cappato denuncia in consiglio regionale Lombardia l'irregolarità delle elezioni: espulso, Youtube, 11 maggio 2010.
  34. ^ Giustizia-amministrativa.it, N. 01603/2015REG.PROV.COLL. N. 00495/2011 REG.RIC., in https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=UP2X3JGLSILXTDWKJCCR3PPCMI&q=.
  35. ^ LexItalia.it, Illegittime le elezioni regionali del 2010 in Lombardia; tuttavia …, in http://www.lexitalia.it/a/2015/50341.
  36. ^ DEPOSITATI I 5 REFERENDUM PER LA QUALITA' DELLA VITA E DELL'AMBIENTE A MILANO.
  37. ^ MarcoCappato.it - Cannabis, Paesi Bassi: Cappato bloccato all'ingresso di un coffee-shop a Maastricht.
  38. ^ EutanasiaLegale.it.
  39. ^ MarcoCappato.it - La storia di Piera per la legalizzazione dell'eutanasia.
  40. ^ Eutasialegale.it, Eutanasia: il Parlamento si faccia vivo, in http://www.eutanasialegale.it/liberifinoallafine.
  41. ^ Città metropolitana: tutti i consiglieri eletti a Milano, ANSA, 29 settembre 2014. URL consultato il 25 dicembre 2014.
  42. ^ Elezioni Milano, si candida il radicale Marco Cappato: “Campagna per referendum”, Il Fatto Quotidiano, 29 marzo 2016. URL consultato il 24 maggio 2016.
  43. ^ a b Giovanna Casadio, Marco Cappato: "Sì, siamo divisi tra noi, assurdo contestare chi corre nelle città", la Repubblica, 22 maggio 2016. URL consultato il 24 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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