Giovanni Negri

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Giovanni Negri
Giovanni-negri-1987.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature IX, X legislatura
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Democratico Italiano (fino al 08/01/91)
Federalista europeo (dall' 08/01/91)
Collegio Torino (IX) e Palermo (X)
Incarichi parlamentari
  • Componente della III COMMISSIONE (ESTERI)
  • Componente della IV COMMISSIONE (DIFESA)
  • Componente della VII COMMISSIONE (ISTRUZIONE)
  • Componente della XII COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI)
  • Componente della COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INDIRIZZO GENERALE E LA *VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI
  • Componente della SOTTOCOMMISSIONE PERMANENTE PER L'ACCESSO
  • Componente della SOTTOCOMMISSIONE RAI PER LA PUBBLICITA' E PER I CRITERI DI SPESA
  • Componente della SOTTOCOMMISSIONE RAI PER LE TRIBUNE
  • Componente della SOTTOCOMMISSIONE RAI PER GLI INDIRIZZI
  • Componente della COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
  • Componente della DELEGAZIONE PARLAMENTARE ITALIANA PRESSO LE ASSEMBLEE DEL CONSIGLIO D'EUROPA E DELLA UEO
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PSDI e Federalisti Europei
Professione Giornalista pubblicista

Giovanni Negri (Torino, 16 maggio 1957) è un imprenditore italiano, ex politico. È stato, negli anni ottanta, segretario del Partito Radicale e successivamente parlamentare europeo.

Nota biografica[modifica | modifica wikitesto]

Giovane attivista del Partito Radicale e "beniamino" di Marco Pannella, quest'ultimo già nel 1979 lo propose alla segreteria del PR ma l'opposizione interna, guidata da Giulio Ercolessi e Giuseppe Ramadori, ottenne quasi il 50% dei voti e impedì a Negri di ottenere l'incarico: al suo posto venne eletto Giuseppe Rippa[1]. Negri comunque sarebbe stato posto alla guida del movimento cinque anni dopo, rimanendovi fino al 1988.

Nell'aprile di quell'anno subentrò al Parlamento europeo, dopo essere stato candidato alle elezioni del 1984 per la lista del Partito Radicale. È stato membro della Commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori e della Delegazione per le relazioni con la Jugoslavia. Nel 1989 si candida nelle liste del Partito Socialista Democratico Italiano nelle isole, ma non viene eletto. Nel 1995 si candida in un'elezione suppletiva alla Camera nel collegio di Padova - Selvazzano Dentro: sostenuto dal centrodestra, ottiene il 42.9% e viene sconfitto dal rappresentante del centrosinistra Giovanni Saonara.

Successivamente abbandona la politica e si dedica completamente alla produzione di vino a Serradenari (frazione di La Morra), nelle Langhe piemontesi.[2] Attualmente è Amministratore delegato di Le Stazioni di Montalcino 1865 srl, la società che dà vita in Italia al Treno del Vino. Nel dicembre 2010 ha pubblicato per Einaudi editore il suo primo romanzo giallo, dal titolo Il sangue di Montalcino.[2]

Torna in campo in vista delle Elezioni politiche del 2018 con Energie per l'Italia di Stefano Parisi.[3]

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • "Il sangue di Montalcino", Einaudi editore, dicembre 2010
  • "l'illuminato" vita a morte di Marco Pannella e dei Radicali, Feltrinelli editore, febbraio 2017

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autoritàVIAF (EN90187920 · ISNI (EN0000 0000 7838 7699 · SBN IT\ICCU\CFIV\177240 · LCCN (ENn2001102819 · BNF (FRcb137493416 (data)