Anna Bonomi Bolchini

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Anna Bonomi con i figli Carlo, Alfredo e Carla

Anna Bonomi Bolchini (Milano, 23 novembre 1910Milano, 22 aprile 2003) è stata un'imprenditrice italiana.

Nata Anna Bonomi, aggiunse il cognome Bolchini dopo il suo secondo matrimonio, con l'avvocato Giuseppe Bolchini.[1] Venne soprannominata "La signora della Finanza".

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Anna Bonomi era la figlia di Carlo Bonomi, già capomastro poi divenuto proprietario di immobili di lusso nel capoluogo lombardo, e della portinaia di uno di questi stabili[2]. A soli 19 anni si sposa con Angelo Campanini, un famoso architetto milanese, da cui ha tre figli (Carla, Alfredo e Carlo). Nel 1940 muore il padre ed eredita la Beni Immobili Italia, immobiliare fondata nel 1918 e proprietaria di più di un centinaio di edifici nel centro di Milano. Anna ne diventa amministratrice unica in un periodo caratterizzato dalla ricostruzione bellica.

La Bonomi costituisce una nuova società, l'Impresa costruzioni Bonomi e Comolli a cui si deve ad esempio la realizzazione del famoso grattacielo milanese, il Pirellone e di altri complessi immobiliari a Parigi, a Montecarlo e a Città del Messico e la realizzazione di comprensori "oasi" per la media/alta borghesia milanese post boom anni '60 nel centro o nell'immediata periferia di Milano di cui "Villa Briantea" è un esempio classico e della prima città satellite del capoluogo lombardo, Milano San Felice.

Nel 1955 ottiene l'annullamento rotale del primo matrimonio e l'anno successivo si risposa con l'avvocato Giuseppe Bolchini.

Anna Bonomi avvia una grande opera di diversificazione del gruppo: nel 1959 fonda Postalmarket, azienda di vendita per corrispondenza, ma il suo nome è legato anche a società come Brioschi, Miralanza, Rimmel e Durbans, oppure la Saffa, industria del settore chimico e cartario. Il suo impero comprendeva anche diverse partecipazioni bancarie e compagnie di assicurazioni come Milano, Italia e La Fondiaria, nonché la Montedison, da cui aveva acquistato tra l'altro la finanziaria Invest, poi fusa con la Beni Immobili Italia per diventare Bi-Invest.

La Bonomi si impegna anche nelle attività di beneficenza fondando e finanziando a partire dal 1941 l'Istituto delle Carline, in onore del padre Carlo, per l'educazione e l'assistenza delle bambine indigenti. Per questo motivo riceve nel 1968 l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro. Inoltre è artefice della ricostruzione del Teatro alla Scala e del Conservatorio di Musica. È anche vicepresidente nazionale del Soroptimist Club dal 1965 al '67.

L'ascesa della Bonomi si conclude quando nel 1985 la cassaforte di famiglia, allora sotto le redini del figlio Carlo, le venne sfilata dal presidente di Montedison Mario Schimberni in quella che è considerata la prima scalata della borsa milanese.

Nella metà degli anni novanta la Bonomi balza agli onori delle cronache del Palazzo di Giustizia di Milano per gli sviluppi giudiziari della complessa vicenda del crac del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, vicenda da cui Anna esce con un patteggiamento nel processo di appello. Negli stessi anni verrà coinvolta anche nello scandalo della P2 e travolta dalle tragedie personali.

Negli ultimi anni Anna Bonomi ricopre un ruolo nel consiglio direttivo dell'Associazione Italiana per la promozione delle Ricerche sul Cancro.

Muore nel 2003 a 92 anni. Rimane una delle prime, ed ancora oggi forse l'unica, protagonista femminile della finanza italiana.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
«Il suo primo campo di attività sulla scia dell'esempio paterno, è stato quello edilizio. Nell'immediato dopoguerra, fiduciosa nella ripresa del Paese, collaborò attivamente alla sua ricostruzione dando luogo ad un'imponente opera di costruzione di immobili. Attraverso l'effettiva direzione di diverse imprese edili, dette vita, anche successivamente, a realizzazioni di primissimo piano: basta ricordare la costruzione, a Milano, del grattacielo Pirelli, la nuova sede della Montecatini in Via Turati, il palazzo della Banca Nazionale del Lavoro in piazza San Fedele. Con la Società Beni Immobili Italia ha intrapreso la realizzazione di Milano San Felice, diretta a creare una "nuova città tutta verde" alle porte di Milano. Numerose importanti iniziative ha attuato anche nel campo industriale ed in quello commerciale. Fondò nel 1960 la Postal Market Italiana, per la vendita per corrispondenza attraverso catalogo. L'azienda è stata portata a livelli di efficienza e di prestigio in tutto all'altezza delle analoghe imponenti attività operanti all'estero. In campo benefico è presente ed attiva in molti enti cittadini. Per onorare la memoria del padre, creò, nel 1941, l'istituto "Le Carline" che accoglie ed ospita oltre 60 bambine, provvedendo alla loro amorevole e completa assistenza sino alla maggiore età. Fa parte del Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana per la promozione delle Ricerche sul Cancro. Attiva in molti Enti ed Istituzioni culturali, da molti anni ricopre cariche direttive anche nel Soroptmist Club.»
— 1968[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]