Federica Galli

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Federica Galli davanti ad una sua opera

Federica Galli (Soresina, 15 agosto 1932Milano, 6 febbraio 2009) è stata un'artista italiana, attiva soprattutto nell'incisione all'acquaforte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Federica Galli nasce a Soresina nel 1932. Nel 1946, si iscrive al liceo artistico a Milano e nel 1950 all'Accademia di belle arti di Brera dove si diploma in pittura quattro anni dopo. Qui inizia a incidere (“Il paese dell'Alberta” del 1954 è la sua prima incisione) cimentandosi nell'acquaforte.
Sposatasi nel 1966 con il giornalista Giovanni Raimondi del «Corriere della Sera», inizia dei viaggi culturali che la portano nelle maggiori capitali europee e in paesi dalla tradizione incisoria meno radicata. Questo è anche l'anno in cui si convince che il mezzo tecnico con cui si esprime meglio è l'incisione.

Federica si trasferisce da Cremona a Milano: dove frequenta prima il liceo artistico e poi l’Accademia di Brera. Intreccia collaborazioni con personalità culturali incrociate nel corso della sua carriera artistica, tra i quali si nota che fu socio fondatore del "Club delle Soroptimist" nel 1984.

Dopo la sua morte, avvenuta il 6 febbraio del 2009 lascia il suo patrimonio artistico in eredità alla Fondazione[1] che porta il suo nome. Questa conserva lettere, libri, documenti, oggetti e premi.

Inoltre, nella sede della Fondazione Federica Galli, ora in Palazzo Cicogna, in Via San Damiano, 2, sono conservati i dipinti e le sculture di maestri celebri della sua epoca, fra cui era uso scambiarsi opere.

Attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

La prima mostra è del 1960.

Viene invitata a esporre alla Fondazione Cini di Venezia (1987) con la raccolta dedicata alla città lagunare; al Museo Civico di Palazzo Te a Mantova (1987); al Castello Sforzesco di Milano (1988); negli Archivi Imperiali della Città Proibita, galleria Wang Fung, (1995).

Le sue opere sono presenti al Museo civico Ala Ponzone[2] di Cremona, nella Collezione Bertarelli[3] al Castello Sforzesco di Milano, nella Villa Reale di Monza, nella collezione della Biblioteca Ambrosiana, annessa all'omonima Pinacoteca, di Milano e al National Museum of Women in Art a Washington DC.

I paesaggi sono principalmente quelli della pianura lombarda. Le vedute sono quelle di Milano e Venezia.

Scopre l'incisione tramite una mostra su Rembrandt ad Amsterdam per celebrare i 500 anni dalla scomparsa.

Nel corso degli anni ’60 decide di abbandonare definitivamente la pittura per dedicarsi in esclusiva al segno inciso, impegno che non tradirà mai.

In occasione del decennale dalla scomparsa (2019) il Comune di Milano ha iscritto il nome di Federica Galli al Famedio monumentale.

Le tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Cascine lombarde[modifica | modifica wikitesto]

Le origini cremonesi la portano a rappresentare le tipiche architetture rurali lombarde, le prime cascine che rappresenta sono quelle della sua infanzia.

Natura, Pianura Padana[modifica | modifica wikitesto]

Alla natura in generale la Galli ha dedicato decine di opere, sapendo cogliere luoghi inediti con sguardo nuovo, sebbene reali e precisi. Ha perlustrato le campagne e i boschi lombardi in lungo e in largo, soffermandosi sul sottobosco del parco Bosco di Pisani Dossi ad Albairate.

La Signora degli Alberi[modifica | modifica wikitesto]

Il tema per cui è più nota è quello dell’Albero, tanto che molti la ricordano come la Signora degli Alberi. Un ciclo già presente nelle prime acqueforti, ma sviluppato dal 1982 e che da quel momento scandisce la sua intera attività.

Un ciclo che vedrà quasi settanta opere dedicate. Oltre agli scritti sviluppati in passato, attualmente contiamo sulla competente penna di Tiziano Fratus per illustrarci aneddoti e storie sulle piante care alla Galli.

Milano[modifica | modifica wikitesto]

La Galli arriva a Milano nel 1954.

Molte delle acqueforti di maggiore formato le incide specificatamente per la grande mostra allestita nelle sale del Castello Sforzesco di Milano, nel 1989.

Vedute di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni ’80, compie due anni di sopralluoghi e altri due di lavoro sulle matrici, lavorando en plein air. Realizza 39 Vedute di Venezia.

Nel 2000 il gallerista Oreste Bellinzona finanzia e pubblica il catalogo generale, e ne affida la cura a Marco Fragonara.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1991 è stata proclamata Cittadina Benemerita;
  • Nel 2010 le è stato conferito il titolo di Benefattore del Comune di Milano (ritirato dalla fondazione testamentaria Fondazione Federica Galli);
  • Nel 2011 è stata inserita tra i 214 personaggi più significativi della storia italiana moderna, ritratti da Gianni Berengo Gardin;
  • Nel 2018 il Comune di Milano ha deciso che il suo nome venga iscritto nel Famedio, all'interno del Cimitero Monumentale[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fondazione Federica Galli, su federicagalli.it.
  2. ^ Sito ufficiale del Museo
  3. ^ Sito della Collezione Bertarelli Archiviato il 17 dicembre 2012 in Internet Archive.
  4. ^ Sono 14 i nuovi Benemeriti iscritti al Famedio, su comune.milano.it, 2 novembre 2018. URL consultato il 10 novembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonino Uccello, Gli alberi di Federica Galli, Edizioni Salvatore Sciascia, Caltanissetta-Roma 1965;
  • Mario De Micheli, Federica Galli, Edizioni Trentadue, Milano, ottobre 1969;
  • Alberico Sala, Federica Galli. Acqueforti, Edizioni Galleria 32, Milano, 2 volumi, ottobre 1977, 1979;
  • Giovanni Testori, Itinerario di Fedrica Galli, Edizioni Compagnia del Disegno, Milano, dicembre 1980;
  • David Landau, Federica Galli. Acqueforti, Edizioni Compagnia del Disegno, Milano, ottobre 1982;
  • Carlo Bo, Le cascine di Federica Galli, Edizioni Compagnia del Disegno, Milano, gennaio 1987;
  • Giuseppe e Francesco Frangi, Federica Galli e la pittura lombarda, Prefazione di Mina Gregori, Edizioni Compagnia del Disegno, Milano, ottobre 1984;
  • Roberto Tassi, Trentanove vedute di Venezia, Fondazione Cini, edizione Olivetti, Milano 1987 in occasione della esposizione monografica tenutasi alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia;
  • Daniel Berger e Gian Alberto Dell'Acqua, con scritti di Giovanni Testori e Harry Salamon, Federica Galli, in occasione della mostra retrospettiva Castello Sforzesco di Milano, edizione Fabbri, Milano, 1990;
  • Enrico Cattaneo e Giuliano Grittini, L'acquaforte (a proposito di Federica Galli), testo di Luciano Prada, Edizioni d'Arte L'Incisione, Corbetta, 1990;
  • Sivia Giacomoni, Alberi monumentali di Federica Galli. Parte prima, Edizioni Compagnia del Disegno, Milano 1996;
  • Sivia Giacomoni, Alberi monumentali di Federica Galli. Parte seconda, Edizioni Compagnia del Disegno, Milano 1998;
  • Marco Fragonara, Federica Galli, catalogo generale 1954-2003, edizione galleria Oreste Bellinzona, Milano, 2003;
  • Flavio Arensi, Federica Galli, l'incanto dello sguardo, in occasione della retrospettiva a Villa Reale a Monza (Mi), Allemandi & c. editore, Torino 2008.

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