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Ralph Lauren

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Ralph Lauren nel 2013

Ralph Lauren, nato Ralph Lifschitz (New York, 14 ottobre 1939), è uno stilista e imprenditore statunitense, fondatore e direttore creativo dell'omonima azienda di moda.

Con un patrimonio stimato da Forbes in 11,9 miliardi di dollari al 2025, è lo stilista più ricco del mondo.[1]

Ralph Lifshitz nasce nel Bronx nel 1939 da una famiglia di immigrati ebrei originari della Polesia, come uno dei quattro figli di Frieda Cutler ed Efraim "Frank" Lifshitz, pittore ed imbianchino[2]. Da giovane frequenta l'accademia talmudica di Manhattan e nel 1957 si diploma alla DeWitt Clinton High School. All'età di 16 anni, insieme al fratello George, decide di cambiare legalmente il proprio cognome da Lifshitz a Lauren a causa di episodi di bullismo subiti a scuola. In seguito inizia a studiare economia presso il Baruch College dell'Università della Città di New York, abbandonando gli studi dopo due anni.

Dal 1962 al 1964 assolve il servizio militare nell'esercito degli Stati Uniti. Dopo il congedo, lavora per un breve periodo come assistente alle vendite presso Brooks Brothers, prima di diventare venditore per l'azienda di cravatte Rivetz. Nel 1967, all'età di 28 anni, crea la sua etichetta, la Ralph Lauren Corporation, scegliendo un nome ispirato ad uno sport che incarna un mondo di eleganza discreta e stile classico: il polo. Nella prima collezione esordisce con una linea di cravatte che riscuotono un successo immediato, nonostante fossero state create in controcorrente, Lauren infatti le disegna larghe e fatte a mano usando materiali insoliti, ricchi e sgargianti.

Nel 1969 è il primo ad aprire una boutique per uomo all'interno di Bloomingdale's a New York. Nel 1971 crea la prima linea donna con una collezione di camicie di taglio maschile, reinventando il look maschile classico per lo stile femminile. Con la linea donna nasce anche il logo del giocatore di polo, che oggi è ovunque e contraddistingue lo stile Ralph Lauren. L'anno successivo Polo Ralph Lauren amplia la sua presenza cominciando ad occuparsi anche di accessori e calzature. Tra le creazioni che più hanno fatto parlare del brand c'è l'abito da sposa di Priyanka Chopra, per il matrimonio con Nick Jonas. L'abito ha richiesto 1826 ore di lavorazione, completamente a mano e sotto l'abito in pizzo totalmente trasparente c'era una sottoveste ricamata con 2.380.000 paillettes in madreperla.[3]

L'8 settembre 2018 celebra mezzo secolo di attività del marchio con una sfilata di moda a Central Park alla quale partecipano celebrità come Oprah Winfrey, Hillary Clinton, Kanye West, Robert De Niro e Jessica Chastain[4].

Lauren è sposato dal 20 dicembre 1964 con Ricky Ann Loew-Beer, conosciuta sei mesi prima nello studio di un medico dove la donna lavorava come receptionist. La coppia ha tre figli: Andrew Lauren (nato nel 1969), David Lauren (1971), e Dylan Lauren (1974).

La famiglia possiede un allevamento di bestiame di circa 7 000 ettari a Ridgway, Colorado e una tenuta di 1 600 metri quadrati a Bedford, nello Stato di New York.

Premi e riconoscimenti

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Nel 2014 è stato premiato con la Medaglia James Smithson Bicentennial.[5]

Onorificenze statunitensi

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Ralph Lauren riceve la medaglia presidenziale della libertà da Joe Biden (gennaio 2025)

Onorificenze straniere

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  1. (EN) Ralph Lauren, su Forbes. URL consultato il 4 novembre 2023.
  2. (EN) Johanna Neuman, From Ghetto to Glamour, su Moment Magazine, 29 settembre 2014. URL consultato il 26 novembre 2025.
  3. Cleo Cassini, Abiti da sposa delle star: ecco tutti quelli che ci hanno fatto sognare!, su Sposi Magazine, 7 gennaio 2019. URL consultato il 18 agosto 2023.
  4. Vanessa Friedman, Ralph Lauren's 50th Anniversary Show Was Eye-Popping. Then Came the Clothes, su New York Times, 3 ottobre 2018. URL consultato il 15 novembre 2025.
  5. (EN) Condé Nast, Ralph Lauren Is the Recipient of the Smithsonian’s James Smithson Bicentennial Medal, su Vanity Fair, 17 giugno 2014. URL consultato il 18 agosto 2023.
  6. (EN) President Biden Announces Recipients of the Presidential Medal of Freedom[collegamento interrotto], su The White House, 4 gennaio 2025. URL consultato il 6 gennaio 2025.
  7. (EN) Condé Nast, Paris Loves Ralph, su British Vogue, 16 aprile 2010. URL consultato il 18 agosto 2023.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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