Giulio Terzi di Sant'Agata

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Giulio Terzi di Sant'Agata
Giulio Terzi di Sant'Agata 2012 (cropped).jpg

Ministro degli affari esteri
Durata mandato16 novembre 2011 –
26 marzo 2013
Capo del governoMario Monti
PredecessoreFranco Frattini
SuccessoreEmma Bonino

Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti d'America
Durata mandato1º ottobre 2009 –
16 novembre 2011
PredecessoreClaudio Bisogniero
SuccessoreGiovanni Castellaneta

Rappresentante permanente per l'Italia alle Nazioni Unite
Durata mandato2008 –
2009
PredecessoreMarcello Spatafora
SuccessoreCesare Maria Ragaglini

Presidente della 4ª Commissione Politiche dell'Unione Europea del Senato della Repubblica
In carica
Inizio mandato10 novembre 2022
PredecessoreDario Stefano

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato13 ottobre 2022
LegislaturaXIX
Gruppo
parlamentare
Fratelli d'Italia
CoalizioneCentro-destra 2022
CircoscrizioneLombardia
Collegio9 (Treviglio)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoFratelli d'Italia (dal 2013)
Partito Radicale (dal 2017)
In precedenza:
Ind. (2011-2013)
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
Università
ProfessioneDiplomatico

Giuliomaria Terzi di Sant'Agata (Bergamo, 9 giugno 1946) è un diplomatico e politico italiano, ministro degli esteri nel governo Monti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Terzi, discendente dalla nobile famiglia bergamasca dei Terzi, ha frequentato il Collegio Vescovile Sant’Alessandro di Bergamo[1] ed è laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Milano, dove si è specializzato in diritto internazionale.

Carriera diplomatica[modifica | modifica wikitesto]

Terzi ha intrapreso la carriera diplomatica nel 1973. Durante i primi due anni al Ministero degli affari esteri è stato responsabile al Cerimoniale della Repubblica e per le visite ufficiali delle delegazioni del governo italiano all'estero. Nel 1975 gli è stato affidato l'incarico di primo segretario per gli affari politici all'Ambasciata italiana a Parigi. Tornato a Roma nel 1978, come Assistente Speciale del Segretario Generale, è stato in Canada come Consigliere Economico e Commerciale per quasi cinque anni, periodo di forte crescita della cooperazione economica e high-tech tra Italia e Canada. È stato Console Generale a Vancouver durante l'Expo 86, dove ha promosso grandi eventi per l'imprenditoria e la cultura italiana sulla costa pacifica del Canada. Nel 1987 è tornato a Roma per prestare servizio, prima presso la direzione generale degli affari economici, dove si è occupato soprattutto di nuove tecnologie e in seguito alla direzione generale del personale. Il suo successivo incarico all'estero è stato a Bruxelles, dove ha ricoperto la carica di consigliere politico presso la Rappresentanza d'Italia alla NATO subito dopo la Guerra Fredda, la riunificazione tedesca e la prima Guerra del Golfo.

Dal 1993 al 1998 è a New York presso la Rappresentanza d'Italia alle Nazioni Unite, dapprima come primo consigliere per gli affari politici e successivamente come ministro e vice rappresentante permanente, sotto la guida dell'Ambasciatore Francesco Paolo Fulci. Durante questo periodo - segnato dalla Guerra in Bosnia, dalla Guerra civile somala e dai conflitti nella regione dei Grandi laghi africani - l'Italia è stata membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. A metà degli anni Novanta la globalizzazione e le nuove sfide alla sicurezza internazionale sottolineavano la necessità di grandi riforme degli organi dell'ONU, una causa che l'Italia ha sostenuto in tutte le sedi dell'ONU

Ha anche prestato servizio presso il Ministro degli affari esteri a Roma come vicesegretario generale, direttore generale per la cooperazione politica multilaterale e diritti umani e direttore politico, occupandosi principalmente di sicurezza internazionale e di questioni politiche, con particolare riferimento all'attività del Consiglio di sicurezza, dell'Assemblea generale e del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, oltre che a quella di organi quali il Consiglio Europeo, la NATO, il G8 e l'OSCE. Ha inoltre consigliato il ministro degli Esteri in materia di sicurezza internazionale, concentrandosi sui Balcani occidentali, il Medio Oriente, l'Afghanistan, l'Africa orientale, la proliferazione nucleare, il terrorismo e i diritti umani.

È stato ambasciatore d'Italia in Israele tra il 2002 e il 2004, un periodo caratterizzato dallo scoppio della Seconda Intifada, dal miglioramento delle relazioni tra l'UE e Israele durante la Presidenza italiana dell'UE (luglio-dicembre 2003) e dal rinnovato impegno di Israele e dell'Autorità Palestinese nel processo di pace.

Dal 20 agosto 2008 al 30 settembre 2009, è stato rappresentante permanente d'Italia alle Nazioni Unite a New York, dove ha guidato la delegazione italiana al Consiglio di Sicurezza durante l'ultimo periodo del biennio italiano come membro non permanente (2007-2008).

Dall'8 ottobre 2009 al 16 novembre 2011 è stato Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti d'America.

Ministro degli affari esteri[modifica | modifica wikitesto]

Giuramento come ministro degli affari esteri del governo Monti (17 novembre 2011).

Il 16 novembre 2011 è nominato ministro degli affari esteri del governo Monti. Prestando giuramento soltanto il giorno successivo, perché si trovava a Washington nell'esercizio del suo mandato di Ambasciatore negli Stati Uniti.[2][3]. Nel corso del suo mandato, ha svolto 1.483 incontri ed eventi, che hanno riguardato 91 Paesi diversi, con 75 visite ufficiali all'estero e 138 incontri con altri ministri degli esteri, dei quali 63 in Italia e 75 all'estero[4].

Durante il suo mandato ha sostenuto il "Gruppo Westervelle" di 11 ministri degli esteri dedicato al tema "più Europa"[5]. Ha promosso la moratoria per la pena di morte e la campagna per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili[6]. Ha promosso con Albania e Grecia la firma dell'intesa fra i tre Ministri degli esteri per la realizzazione del gasdotto "Transadriatico".[7] Recandosi a Mogadiscio[8], ha riattivato i rapporti a livello politico con le nuove istituzioni della Somalia, al fine di garantire appoggio per la stabilizzazione della regione del Corno d'Africa.[9]

La crisi diplomatica con l'India e le dimissioni[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro degli esteri Giulio Terzi di Sant'Agata in videoconferenza con i due marò il 20 dicembre 2012.
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Caso dell'Enrica Lexie.

Il fermo da parte dell'India dei due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nelle acque internazionali al largo della costa del Kerala il 16 febbraio 2012, a seguito della morte di due pescatori, causata secondo l'India dalla nave cisterna italiana Enrica Lexie e dalla sua unità di protezione militare, mentre è in servizio ufficiale nel quadro delle attività internazionali anti-pirateria, causano una controversia internazionale sulla giurisdizione tra l'India e l'Italia.

La disputa venne portata dal governo italiano presso l'ONU e l'UE, e discussa a livello bilaterale e multilaterale con l'India, al fine di risolverla tramite arbitrato internazionale, sulla base delle procedure previste dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), di cui sia l'Italia che l'India sono firmatari.[10][11] L'India si opponeva tuttavia all'arbitrato in sede UNCLOS.

Durante la gestione della crisi e approfittando di un permesso elettorale ottenuto dai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il ministro Terzi l'11 marzo 2013 annunciava - a nome e d'intesa con il governo[12] - che i due fucilieri non avrebbero fatto ritorno in India alla scadenza del permesso fino a quando l'arbitrato sulla base dell'UNCLOS non avrebbe stabilito in materia di giurisdizione.[13] Il presidente del Consiglio Monti smentì Terzi, annunciando la decisione di rimandare i due marò in India secondo gli accordi. Terzi protestò per iscritto, annunciando possibili dimissioni.

La reazione indiana fa salire la tensione finché il 21 marzo successivo, con un comunicato stampa, Palazzo Chigi[14] annuncia la decisione di rinviare in India i due fucilieri. Il cambio improvviso di strategia del governo viene criticato[15], anche se il ministro inizialmente - nell'attesa di chiarimenti con il Presidente del Consiglio - respinge l'idea di dimissioni.[16]

Successivamente, il 26 marzo 2013, Terzi annuncia alla Camera, in diretta televisiva,[17] le sue dimissioni da ministro degli esteri a causa del suo dissenso con la posizione del governo.[18] L'interim del dicastero è stato assunto dal Presidente del Consiglio Mario Monti il giorno successivo.

Le dimissioni di Terzi sono state criticate da Monti il quale alla Camera dei Deputati ha sostenuto che Terzi non avrebbe mai - prima di quel giorno - espresso il proprio dissenso riguardo alla strategia adottata in via collegiale dal Consiglio dei Ministri e tanto meno avrebbe mai espresso la sua intenzione di dimettersi. Secondo Monti, l'obiettivo perseguito da Terzi non sarebbe stato quello di modificare la decisione governativa, ma quello più esterno di conseguire "altri risultati che magari nei prossimi tempi diventeranno più evidenti".[19] Terzi ha contestato questa versione dei fatti, affermando alla stampa di essere stato costretto alle dimissioni in quanto la sua strategia diplomatica risultava a quel punto disallineata da quella del Presidente del Consiglio.[20][21][22][23]

Il 29 marzo 2013, in un'intervista ad un programma giornalistico televisivo[24][25] a proposito di questa vicenda, Terzi affermò di aver ricevuto pressioni per autorizzare il rientro dei due marò in India, pressioni che rifiutò e che portarono alle sue dimissioni.

Attività successive[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le elezioni politiche del 2013, pur non candidandosi, aderisce a Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale e dal 9 marzo 2014 fa parte dell'ufficio di presidenza del partito[26] e nel 2017 annuncia l'iscrizione al Partito Radicale Transnazionale, del quale nel 2019 è nominato Presidente Onorario[27], e all'associazione Nessuno tocchi Caino contro la pena di morte.[28].

Nell'anno 2015 assieme al generale Vincenzo Camporini è nominato membro per l'Italia della commissione d'inchiesta e verifica del Gruppo militare internazionale di alto livello sull'Operazione Margine di protezione lanciata nell'estate 2014 da Israele contro Hamas a Gaza.[29]

Dal 2016 è membro dell'advisory board e rappresentante in Italia della lobby United Against Nuclear Iran (UANI)[30], presidente del Global Committee for the Rule of Law,[31], presidente del dipartimento relazioni internazionali della Fondazione "Luigi Einaudi" di Roma[32].

Nel 2021 risulta responsabile del dipartimento rapporti diplomatici di Fratelli d'Italia[33]. Alle elezioni politiche del 2022 viene candidato al Senato nel collegio uninominale Lombardia - 09 (Treviglio) in quota Fratelli d’Italia.[34], dove viene eletto con 240.200 voti (59,75%), quasi il triplo rispetto all'avversaria del centro-sinistra Cristina Tedaldi (20,99%).[35]

Il 10 novembre 2022 è eletto Presidente della Commissione Affari Europei del Senato della Repubblica.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma
— 22 novembre 2010[36]
Cavaliere di gran croce di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
Grande ufficiale della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale della Legion d'onore (Francia)
Stella della diplomazia lituana - nastrino per uniforme ordinaria Stella della diplomazia lituana
— 21 febbraio 2013[37]
Fascia dell'Ordine dell'aquila azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia dell'Ordine dell'aquila azteca (Messico)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Formazione scolastica, su bergamonews.it.
  2. ^ Giura Giulio Terzi di Sant’Agata, ministro degli esteri, su blitzquotidiano.it, Blitz quotidiano, 17 novembre 2011. URL consultato il 17 novembre 2011.
  3. ^ Quirinale, Giuramento del ministro degli affari esteri, Terzi di Sant'Agata, su quirinale.it. URL consultato il 17 novembre 2011.
  4. ^ Schema delle attività di Giulio Terzi alla guida della Farnesina
  5. ^ intervista a Giulio terzi su Link Sicilia Archiviato il 3 settembre 2014 in Internet Archive.
  6. ^ Notizia AISE "L'ONU ADOTTA LA RISOLUZIONE SULLA MESSA AL BANDO DELLE MGF E SULLA MORATORIA DELLA PENA DI MORTE/ TERZI: GIORNATA STORICA", su aise.it. URL consultato il 15 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2013).
  7. ^ Articolo su www.distribuzione carburanti.it "Gasdotto Transadriatico, accordo Italia-Albania-Grecia"[collegamento interrotto]
  8. ^ Repubblica, Somalia: blitz di Terzi a Mogadiscio, "Italia vi sostiene"
  9. ^ www.esteri.it "Somalia: Terzi, Italia impegnata a sostegno sicurezza e stabilità del paese."
  10. ^ PREAMBLE TO THE UNITED NATIONS CONVENTION ON THE LAW OF THE SEA, su UN.org. URL consultato il 14 maggio 2017.
  11. ^ Chronological lists of ratifications of, su UN.org. URL consultato il 14 maggio 2017.
  12. ^ Dichiarazione stampa a conferma della collegialità della decisione del governo Archiviato il 13 marzo 2013 in Internet Archive.
  13. ^ UNCLOS - Table of Contents, su UN.org. URL consultato il 14 maggio 2017.
  14. ^ Comunicato Stampa del Presidente del Consiglio Monti, su governo.it. URL consultato il 13 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2013).
  15. ^ I due marò tornano in India Ecco il retroscena sulla vergogna
  16. ^ Terzi chiarisce anche di non avere alcuna intenzione di dimettersi, su tg24.sky.it. URL consultato il 25 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2013).
  17. ^ <Video breve dalla diretta streaming delle dimissioni da Ministro degli Esteri>
  18. ^ Repubblica.it "Terzi si dimette: "Non volevo rientro marò in India". Napolitano convoca Monti: "Atto irrituale""
  19. ^ Camera di deputati della Repubblica Italiana - XVII Legislatura - Resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 5 di mercoledì 27 marzo 2013.
  20. ^ Anticipazione dello speciale di Panorama sulla vicenda Terzi/Marò, su news.panorama.it. URL consultato il 13 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2013).
  21. ^ Lastampa.it "Marò, il ministro Terzi si dimette “Contrario al loro ritorno in India” Gelo di Monti, il Colle: gesto irrituale"
  22. ^ Il Mattino, "il ministro Terzi si dimette «Contrario a rimandarli in India»"
  23. ^ Il Secolo XIX "Terzi, sedici mesi “sull'ottovolante”", su ilsecoloxix.it. URL consultato il 15 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
  24. ^ Puntata del 29 marzo - Video Mediaset
  25. ^ Quarto Grado puntata 29 marzo 2013
  26. ^ Ufficio Presidenza - Sito ufficiale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale Archiviato il 23 marzo 2014 in Internet Archive.
  27. ^ Manifesto programmatico del Partito Radiale con citazione della Presidenza onoraria di Terzi
  28. ^ Post su Facebook con notizia dell'adesione
  29. ^ Nota stampa sul gruppo internazionale di inchiesta sulla guerra Israelo Palestinese del giugno 2014
  30. ^ Link alla scheda Terzi sul sito UANI, su www2.unitedagainstnucleariran.com. URL consultato il 15 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2016).
  31. ^ Link a articolo di stampa che conferma la nomina a Presidente del GCRL
  32. ^ articolo di giornale sull'insediamento al Dip. Rel Int. della FLE di Giulio Terzi, in occasione del convegno “Politica internazionale e investimenti esteri del nuovo quadro dei rapporti tra Unione Europea e USA”
  33. ^ DIPARTIMENTI E LABORATORI TEMATICI, su Fratelli d'Italia. URL consultato il 10 aprile 2022.
  34. ^ Elezioni Senato 2022: tutte le sfide uninominali, ecco i candidati delle 4 coalizioni
  35. ^ Senatori eletti, chi ha preso più voti? Terzi di Sant'Agata record. E c'è chi entra a Palazzo Madama con solo 1.500 voti, su www.ilmessaggero.it, 27 settembre 2022. URL consultato il 27 settembre 2022.
  36. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  37. ^ www.esteri.it Terzi insignito della Medaglia d'Onore "Stella della Diplomazia Lituana".

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro degli affari esteri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Franco Frattini 17 novembre 2011 – 26 marzo 2013 Mario Monti (ad interim)
Predecessore Ambasciatore italiano negli Stati Uniti d'America Stati Uniti Successore Emblem of Italy.svg
Giovanni Castellaneta 1º ottobre 2009 – 16 novembre 2011 Claudio Bisogniero
Predecessore Rappresentante permanente per l'Italia presso l'ONU Nazioni Unite Successore Emblem of Italy.svg
Marcello Spatafora 25 agosto 2008 – 30 settembre 2009 Cesare Maria Ragaglini
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