Giulio Terzi di Sant'Agata

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giulio Terzi di Sant'Agata
Giulio terzi.jpg

Ministro degli affari esteri
Durata mandato 17 novembre 2011 –
26 marzo 2013
Presidente Mario Monti
Predecessore Franco Frattini
Successore Mario Monti (ad interim)

Dati generali
Partito politico Indipendente (fino al 2013)
Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale (dal 2013)

Giulio Maria Terzi di Sant'Agata (Bergamo, 9 giugno 1946) è un ambasciatore e politico italiano, ex Ministro degli affari esteri del governo Monti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Terzi, discendente di una nobile famiglia bergamasca, ha i titoli nobiliari di marchese di Palazzolo, conte di Restenau, conte, barone, cavaliere del Sacro Romano Impero (titoli comuni a tutti i maschi della famiglia), signore di Sant'Agata[1] (titolo feudale riservato al primogenito)[2] e nobile di Bergamo[3]. Si è laureato in Giurisprudenza a Milano, dove si è specializzato in diritto internazionale.

Carriera diplomatica[modifica | modifica wikitesto]

Durante i primi anni al Ministro degli affari esteri è stato responsabile al Cerimoniale della Repubblica e per le visite ufficiali delle delegazioni del governo italiano all'estero. Nel 1975 gli è stato affidato l'incarico di primo segretario per gli affari politici all'Ambasciata italiana a Parigi. Dopo l'incarico nel 1978 a fianco del segretario generale della Farnesina, ha ricoperto il ruolo di consigliere conomico e commerciale in Canada per quasi cinque anni, un periodo di grande crescita economica e di cooperazione tra Italia e Canada, soprattutto per quanto concerne il settore delle nuove tecnologie.

È stato console generale a Vancouver durante l'Expo ‘86, periodo nel quale ha promosso importanti eventi per il commercio e la cultura italiana. Nel 1987 è tornato a Roma per prestare servizio, prima presso la Direzione generale degli affari economici, dove si è occupato soprattutto di nuove tecnologie, e in seguito alla Direzione generale del personale. Il suo successivo incarico all'estero è stato a Bruxelles, dove ha ricoperto la carica di consigliere politico presso la Rappresentanza d'Italia alla NATO, in un periodo particolarmente impegnativo, segnato dalla fine della guerra fredda, dalla riunificazione tedesca e dalla prima guerra del Golfo.

Dal 1993 al 1998 è a New York presso la Rappresentanza d'Italia alle Nazioni Unite, dapprima come primo consigliere per gli affari politici e successivamente come ministro e vice rappresentante permanente, sotto la guida dell'Ambasciatore Francesco Paolo Fulci. Durante questo periodo – segnato dalla guerra in Bosnia, dalla tragedia somala, dagli scontri nella regione dei Grandi Laghi e da altri conflitti africani – l'Italia è stata membro non permanente del Consiglio di sicurezza. Verso la metà degli anni novanta, la globalizzazione e le nuove sfide alla sicurezza internazionale hanno evidenziato la necessità di importanti riforme degli organi delle Nazioni Unite, temi nella cui trattazione l'Italia ha sempre avuto un ruolo di primo piano.

Ha anche prestato servizio presso il Ministro degli affari esteri a Roma come vicesegretario generale, direttore generale per la cooperazione politica multilaterale e diritti umani e direttore politico, occupandosi principalmente di sicurezza internazionale e di questioni politiche, con particolare riferimento all'attività del Consiglio di sicurezza, dell'Assemblea generale e del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, oltre che a quella di organi quali il Consiglio Europeo, la NATO, il G8 e l'OSCE.

Ha assistito l'allora ministro degli esteri sui temi della sicurezza internazionale, in particolare relativamente ad aree geografiche quali i Balcani occidentali, il Medio Oriente, l'Afghanistan, l'Africa Orientale ed a tematiche come la proliferazione nucleare, il terrorismo e i diritti umani. Tra gli incarichi degli anni scorsi di particolare rilievo all'estero, vi è stato quello di Ambasciatore d'Italia in Israele tra il 2002 e il 2004, un periodo caratterizzato dallo scoppio della Seconda intifada, dal rafforzamento delle relazioni tra Unione europea e Israele durante la Presidenza Italiana dell'UE (luglio-dicembre 2003) e da un rinnovato impegno da parte delle autorità israeliane e palestinesi a sostegno della Road Map.

Dal 20 agosto 2008 al 30 settembre 2009, l'ambasciatore Terzi è stato Rappresentante permanente d'Italia alle Nazioni Unite a New York, dove ha guidato la delegazione italiana al Consiglio di Sicurezza durante l'ultimo periodo del biennio italiano come membro non permanente (2007-2008), concentrandosi in particolare su Afghanistan, questioni umanitarie e protezione dei civili nei conflitti.

Dall'8 ottobre 2009 al 16 novembre 2011 è stato Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti d'America. In questa veste ha ottenuto la riattivazione dell'"Advanced Placement Program", per la diffusione della lingua italiana nel sistema culturale statunitense.[4]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Ministro degli affari esteri[modifica | modifica wikitesto]

Giuramento come ministro degli affari esteri del governo Monti (17 novembre 2011).

Il 16 novembre 2011 è nominato ministro degli affari esteri del governo Monti. A differenza degli altri ministri, ha potuto prestare giuramento soltanto il giorno successivo, perché si trovava a Washington nell'esercizio del suo mandato di Ambasciatore negli Stati Uniti.[5][6]. Nel corso del suo mandato, ha svolto 1.483 incontri ed eventi, che hanno riguardato 91 Paesi diversi, con 75 visite ufficiali all'estero e 138 incontri con altri ministri degli esteri, dei quali 63 in Italia e 75 all'estero[7]. Nell'ambito delle attività di eDiplomacy del Ministero - anche su iniziativa del suo Consigliere Luca Poma - ha attivato una propria pagina Facebook, un account Twitter e un canale Youtube per agevolare il dialogo diretto con i cittadini.[8], pubblicando un volume con il resoconto della gestione dei Digital media durante il Suo mandato[9]

Durante il suo mandato si è adoperato per un rafforzamento delle istituzioni europee, sostenendo attivamente il "Gruppo Westervelle" di 11 Ministri degli esteri dedicato al tema "più Europa"[10], e ha dato contenuti concreti al disegno di una Difesa europea grazie al sostegno al formato "Weimar Plus"[11]. Ha promosso in ambito europeo e alle Nazioni Unite, nonché in sede bilaterale con molti Paesi interessati, iniziative per rafforzare la tutela delle minoranze e in particolare della libertà religiosa e di culto[12], delle libertà di espressione e dei diritti umani[13], inclusa la moratoria per la pena di morte e la campagna per l'eliminazione delle mutilazioni genitali femminili[14]. Ha promosso con Albania e Grecia la firma dell'intesa fra i tre Ministri degli esteri per la realizzazione del gasdotto "Transadriatico".[15] Recandosi a Mogadiscio[16], ha riattivato i rapporti a livello politico con le nuove istituzioni della Somalia, al fine di garantire appoggio per la stabilizzazione della regione del Corno d'Africa.[17] Ha promosso a livello parlamentare iniziative di riforma della Legge 49 per la cooperazione allo sviluppo[18], che assicurassero la centralità della Farnesina per tutte le attività del settore.

La crisi diplomatica con l'India[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Caso dell'Enrica Lexie e dei due marò.

Durante la gestione della crisi ed approfittando di un permesso elettorale ottenuto dai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il ministro Terzi l'11 marzo 2013 annuncia - a nome e d'intesa con il governo[19] - che i due fucilieri non faranno ritorno in India alla scadenza del permesso. La reazione indiana fa salire la tensione finché il 21 marzo successivo, con un comunicato stampa, Palazzo Chigi[20] annuncia la decisione di rinviare in India i due fucilieri. Il cambio improvviso di strategia del governo viene criticato[21], anche se il ministro inizialmente - nell'attesa di chiarimenti con il Presidente del Consiglio - respinge l'idea di dimissioni.[22]

Le dimissioni da ministro e la cessazione dai ruoli del MAE[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, il 26 marzo 2013, Terzi annuncia alla Camera, in diretta televisiva,[23] le sue dimissioni da ministro degli esteri a causa del suo dissenso con la posizione del governo.[24] Una sintesi del discorso di dimissioni e delle motivazioni alla base delle stesse è stato pubblicato dallo stesso Terzi.[25] L'interim del dicastero è stato assunto dal Presidente del Consiglio Mario Monti il giorno successivo.

Le dimissioni di Terzi sono state criticate da Monti il quale alla Camera dei deputati ha sostenuto che Terzi non avrebbe mai - prima di quel giorno - espresso il proprio dissenso riguardo alla strategia adottata in via collegiale dal Consiglio dei Ministri e tanto meno avrebbe mai espresso la sua intenzione di dimettersi. Secondo Monti, l'obiettivo perseguito da Terzi non sarebbe stato quello di modificare la decisione governativa, ma quello più esterno di conseguire "altri risultati che magari nei prossimi tempi diventeranno più evidenti".[26] Terzi ha contestato questa versione dei fatti, precisando alla stampa di essere stato costretto alle dimissioni in quanto la sua strategia diplomatica - che prevedeva l'apertura di un contenzioso formale con l'India - risultava a quel punto disallineata da quella del Presidente del Consiglio.[27][28][29][30]

Il 29 marzo 2013, in un'intervista ad un programma giornalistico televisivo[31][32] a proposito di questa vicenda, denunciò di aver ricevuto pressioni per autorizzare il rientro dei due marò in India, pressioni che rifiutò e che portarono alle sue dimissioni. Dopo le dimissioni da Ministro, Terzi - nel frattempo cessato dai ruoli del Ministero degli affari esteri per raggiunti limiti di età - ha ribadito la necessità di contestare la giurisdizione indiana e attivare un arbitrato internazionale obbligatorio sulla base del trattato ONU sulla navigazione (UNCLOS) in diverse interviste,[33] arbitrato che poi è stato attivato a giugno 2015, con due anni di ritardo rispetto alle iniziali intenzioni dello stesso.[34]

Impegno politico e successivi incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le politiche del 2013, pur non candidandosi, aderisce a Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale e dal 9 marzo 2014 fa parte dell'ufficio di presidenza del partito[35]. Nel 2015, accetta l'incarico di membro della Commissione d'inchiesta e verifica del Gruppo Militare Internazionale di Alto Livello sugli scontri dell'estate 2014 tra Israele e Hamas. Il gruppo - che ha potuto contare su un livello di accesso che non è mai stato concesso a nessun altra commissione internazionale precedentemente [36]- è composto da 11 Capi di stato maggiore, Generali, Alti ufficiali e leader istituzionali di Germania, Regno Unito, Olanda, Spagna, Italia, Australia, Stati Uniti e Colombia. Per l'Italia, oltre all'Ambasciatore Terzi, Vincenzo Camporini, Generale e ex Capo di Stato Maggiore della Difesa. Questa serie ripetute di ispezioni fanno parte di un progetto più a lungo termine per comprendere come la vita dei civili può essere protetta in modo più efficace nel denegato caso di operazioni militari che interessino anche zone abitate.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma
— 22 novembre 2010[37]
Cavaliere di gran croce del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio
Grande ufficiale della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale della Legion d'onore (Francia)
Stella della diplomazia lituana - nastrino per uniforme ordinaria Stella della diplomazia lituana
— 21 febbraio 2013[38]
Cavaliere dell'Ordine dell'aquila azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'aquila azteca (Messico)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. in Toni De Marchi «Marò, l’onore perduto di Terzi e Di Paola» - Il fatto quotidiano, 22 marzo 2013.
  2. ^ Libro d'oro della nobiltà italiana, Collegio araldico romano, Roma, ultima edizione, ad vocem.
  3. ^ Cfr. in Titoli nobiliari e stemmi dei marchesi Terzi di Bergamo, Milano, 1931.
  4. ^ Ambasciata d'Italia a Washington, "USA: Scuola, Tornano Esami Italiano in Vista del College"
  5. ^ Giura Giulio Terzi di Sant’Agata, ministro degli esteri, Blitz quotidiano, 17 novembre 2011. URL consultato il 17-11-2011.
  6. ^ Quirinale, Giuramento del ministro degli affari esteri, Terzi di Sant'Agata. URL consultato il 17 novembre 2011.
  7. ^ Schema delle attività di Giulio Terzi alla guida della Farnesina
  8. ^ Pagina Facebook dell'ex ministro Giulio Terzi
  9. ^ Nota sul libro-intervista del Consigliere Luca Poma al Ministro degli Esteri Giulio Terzi
  10. ^ intervista a Giulio terzi su Link Sicilia
  11. ^ Notizia AISE “WEIMAR PLUS”: TERZI E DI PAOLA A PARIGI PER LA RIUNIONE ESTERI - DIFESA
  12. ^ http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interviste/2013/01/20130102_terlibregecberg.htm www.esteri.it Terzi: «Libertà religiosa – La tolleranza non basta più»
  13. ^ www.esteri.it "Diritti umani: Terzi, pilastro della politica estera italiana"
  14. ^ Notizia AISE "L’ONU ADOTTA LA RISOLUZIONE SULLA MESSA AL BANDO DELLE MGF E SULLA MORATORIA DELLA PENA DI MORTE/ TERZI: GIORNATA STORICA"
  15. ^ Articolo su www.distribuzione carburanti.it "Gasdotto Transadriatico, accordo Italia-Albania-Grecia"
  16. ^ Repubblica,Somalia: blitz di Terzi a Mogadiscio, "Italia vi sostiene"
  17. ^ www.esteri.it "Somalia: Terzi, Italia impegnata a sostegno sicurezza e stabilità del paese."
  18. ^ Articolo su "Job24" de Ilsole24ore "Cooperazione avanti adagio"
  19. ^ Dichiarazione stampa a conferma della collegialità della decisione del governo
  20. ^ Comunicato Stampa del Presidente del Consiglio Monti
  21. ^ I due marò tornano in India Ecco il retroscena sulla vergogna
  22. ^ Terzi chiarisce anche di non avere alcuna intenzione di dimettersi
  23. ^ <Video breve dalla diretta streaming delle dimissioni da Ministro degli Esteri>
  24. ^ Repubblica.it "Terzi si dimette: "Non volevo rientro marò in India". Napolitano convoca Monti: "Atto irrituale""
  25. ^ Sintesi del discorso di dimissioni di Giulio Terzi
  26. ^ Camera di deputati della Repubblica Italiana - XVII Legislatura - Resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 5 di mercoledì 27 marzo 2013.
  27. ^ Anticipazione dello speciale di Panorama sulla vicenda Terzi/Marò
  28. ^ Lastampa.it "Marò, il ministro Terzi si dimette “Contrario al loro ritorno in India” Gelo di Monti, il Colle: gesto irrituale"
  29. ^ Il Mattino, "il ministro Terzi si dimette «Contrario a rimandarli in India»"
  30. ^ Il Secolo XIX "Terzi, sedici mesi “sull’ottovolante”"
  31. ^ [http://www.video.mediaset.it/video/quarto_grado/full/381181/puntata-del-29-marzo.html Puntata del 29 marzo - Video Mediaset
  32. ^ [http://www.crimeblog.it/post/47097/quarto-grado-ultima-puntata-29-marzo-2013 Quarto Grado puntata 29 marzo 2013
  33. ^ Per tutte, sull'Huffington Post, sul Secolo d'Italia e sul Tempo
  34. ^ Tra tutti, sull'Horsemoon Post e su Il Tempo
  35. ^ Ufficio Presidenza - Sito ufficiale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale
  36. ^ Nota stampa sul gruppo internazionale di inchiesta sulla guerra Israelo Palestinese del giugno 2014
  37. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  38. ^ www.esteri.it Terzi insignito della Medaglia d'Onore "Stella della Diplomazia Lituana".

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro degli affari esteri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Franco Frattini 17 novembre 2011 - 26 marzo 2013 Mario Monti, ad interim
Predecessore Ambasciatore italiano per gli Stati Uniti d'America Flag of the United States.svg Successore Emblem of Italy.svg
Giovanni Castellaneta 1º ottobre 2009 - 16 novembre 2011 Claudio Bisogniero
Predecessore Rappresentante permanente per l'Italia presso l'ONU Flag of the United Nations.svg Successore Emblem of Italy.svg
Marcello Spatafora 25 agosto 2008 - 30 settembre 2009 Cesare Maria Ragaglini
Controllo di autorità VIAF: (EN288888052 · ISNI: (EN0000 0003 9445 0063