Mario Catania

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Mario Catania
Mario Catania, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.JPG

Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Durata mandato 16 novembre 2011 –
28 aprile 2013
Presidente Mario Monti
Predecessore Francesco Saverio Romano
Successore Nunzia De Girolamo

Dati generali
Partito politico Unione di Centro
on. Mario Catania
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Roma
Partito Unione di Centro
Legislatura XVII
Gruppo Scelta Civica per l'Italia
Coalizione Con Monti per l'Italia
Circoscrizione VII (Veneto 1)
Pagina istituzionale

Mario Catania (Roma, 5 marzo 1952) è un funzionario e politico italiano.

A seguito di una carriera all'interno del Ministro dell'Agricoltura, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 è stato Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del Governo Monti ed attualmente è deputato della XVII afferente al gruppo parlamentare di Scelta Civica per l'Italia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Mario Catania si è laureato in giurisprudenza alla Sapienza - Università di Roma il 5 luglio 1975.

Funzionario del Ministero dellʹAgricoltura e delle Foreste[modifica | modifica sorgente]

La carriera di Mario Catania si svolge interamente all'interno del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed ha inizio quando, due anni dopo la laurea, entra come funzionario presso la Direzione generale degli affari generali.

Nel Ministero svolge diversi ruoli in molteplici ambiti. Il suo campo di maggior expertise è, tuttavia, la politica agricola comune, della quale si occupa, ad oggi senza soluzione di continuità dal 1987 e la cui frequentazione pluridecennale lo qualifica attualmente come uno dei massimi esperti in Italia.

A partire dal 1 settembre 1997 presta servizio a Bruxelles nella Rappresentanza Permanente d’Italia presso l'Unione Europea dove si occupa dei rapporti con le istituzioni e gli uffici comunitari e della fase di negoziato delle normative comunitarie inerenti al settore agricolo.

Due anni dopo è nominato capo delegazione e portavoce italiano nel Comitato Speciale Agricoltura. Durante la presidenza italiana dell’Unione Europea nel 2003 ne svolge anche le funzioni di presidente.

Nel settembre 2005 cessa il servizio nella Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea e viene nominato Direttore della Direzione generale delle politiche agricole del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, organo preposto alla negoziazione ed all'applicazione in Italia della politica agricola comune e degli accordi internazionali.

L’11 marzo 2008 è nominato Direttore generale della Direzione generale delle politiche comunitarie e internazionali di mercato a cui fanno capo le competenze concernenti la politica agricola comunitaria e gli accordi internazionali.

Ministro della Politiche Agricole, Alimentari e Forestali[modifica | modifica sorgente]

Il Governo Monti con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano (il Ministro Catania in seconda fila, terzo da destra)

Il 16 novembre 2011 è stato nominato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel Governo Monti.

DDL quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo[modifica | modifica sorgente]

Ogni giorno 100 ettari di terreno agricolo vengono cementificati e così negli ultimi 40 anni la superficie agricola è passata da 18 a 13 milioni di ettari, con una perdita pari alla somma dei territori di Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, un terzo dei quali sono stati cementificati. C’è anche un’ulteriore effetto del fenomeno: la perdita di superficie agricola – e la conseguente riduzione della produzione – impedisce al Paese di soddisfare completamente il fabbisogno alimentare nazionale e aumenta la dipendenza dall’estero. Attualmente la capacità di auto approvvigionamento alimentare dell'Italia è dell’80%, con una progressiva dipendenza dalle importazioni di cibo dall’estero. In particolare le zone rurali con maggior tasso di cementificazione risultano essere le più fertili, come la Pianura Padana, ovvero l’area agricola più vasta e produttiva della penisola italiana, che ha una percentuale media di superfici edificate pari al 16,4% del territorio. In alcune provincie che insistono nella zona si supera addirittura il 50% (come ad esempio il territorio di Monza e della Brianza).


Come agisce la legge:

  • Per garantire uno sviluppo equilibrato dell'assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zona suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate/edificabili viene determinata l’estensione massima di superficie agricola edificabile a scala nazionale. Tale superficie viene poi ripartita tra le Regioni che a loro volta la distribuiscono tra i propri Comuni. La superficie edificabile viene calcolata e ripartita in base a criteri che tengono conto delle specificità territoriali, delle caratteristiche qualitative dei suoli e delle loro funzioni ecosistemiche, delle produzioni agricole in funzione della sicurezza alimentare, della tipicità agroalimentare, della estensione e localizzazione dei suoli agricoli rispetto alle aree urbane e periurbane, dello stato della pianificazione territoriale e urbanistica, dell’esigenza di realizzare infrastrutture e opere pubbliche, dell’estensione del suolo già edificato e della presenza di edifici inutilizzati. Ciò significa che verrà individuata l'estensione della superficie edificabile strettamente necessaria al buon funzionamento del Paese e verrà ripartita in base a reali esigenze.
  • Si introduce il divieto di cambiare, per 5 anni, la destinazione d'uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuti di Stato o di aiuti comunitari di qualunque genere. Sono consentiti gli interventi strumentali all’attività agricola che non vengono conteggiati nell’estensione massima di superficie agricola edificabile.
  • Viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l'attività di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti, anziché l'attività di edificazione e costruzione di nuove linee urbane.
  • Si abroga la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalità - consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria - e siano destinati alla copertura delle spese correnti da parte dell'Ente locale.

Vedi la legge: Disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo

Disciplina delle relazioni commerciali tra agricoltori e distributori (Articolo 62)[modifica | modifica sorgente]

L’attuale struttura della filiera agroalimentare italiana lascia una quota di reddito troppo bassa agli agricoltori. Ciò accade prevalentemente a causa dello scarso potere contrattuale che essi hanno nei confronti degli acquirenti dei loro prodotti. È necessario, quindi, mettere in campo misure che favoriscano il riequilibrio del potere contrattuale dei soggetti della filiera in modo da contrastare le pratiche commerciali sleali che si traducono in rilevanti costi aggiuntivi o mancati redditi per gli agricoltori.


Come agisce la legge:

Prevede l’obbligo della forma scritta per i contratti di vendita dei prodotti agricoli e alimentari, vieta e sanziona i comportamenti sleali lungo la filiera e interviene sui termini di pagamento per le cessioni di prodotti agricoli alimentari.

  • Obbligo di contratto scritto e trasparente: I contratti di vendita dei prodotti agricoli e alimentari, ad eccezione di quelli conclusi con il consumatore finale, devono essere stipulati obbligatoriamente in forma scritta e indicare, a pena di nullità, la durata del contratto, la quantità e le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento.
  • Divieto di pratiche commerciali sleali:
Nelle relazioni commerciali tra agricoltori e acquirenti è vietato:
1. imporre direttamente o indirettamente condizioni di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, extracontrattuali e retroattive;
2. applicare condizioni diverse per prestazioni equivalenti;
3. subordinare la stipula, il rinnovo, il pagamento di un contratto all’esecuzione di prestazioni che non hanno niente a che fare con la pratica commerciale in oggetto;
4. conseguire prestazioni non giustificate dalla natura o dal contenuto delle relazioni commerciali;
5. adottare ogni ulteriore condotta commerciale sleale che risulti tale anche tenendo conto del complesso delle relazioni commerciali che caratterizzano le condizioni di approvvigionamento.
  • Regolamentazione del pagamento: Il pagamento del corrispettivo indicato nel contratto deve essere effettuato entro trenta giorni per le merci deteriorabili (ovvero i prodotti agricoli, ittici, a base di carne, alimentari, che riportano una data di scadenza non superiore a 60 giorni, tutti i tipi di latte ed alcuni prodotti a base di carne ) e entro sessanta giorni per tutte le altre merci. In entrambi i casi il termine decorre dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura.
  • Sanzioni: Nel caso in cui il fatto non costituisce reato, i contraenti che contravvengono agli obblighi dettati da questa legge sono sottoposti ad un complesso sistema di sanzioni che, nel caso del mancato rispetto dei termini di pagamento, può arrivare fino a 500.000 Euro. L’entità della sanzione è determinata facendo riferimento al fatturato del sogegtto inadempiente, alla durata del ritardo ed al valore dei beni oggetto di cessione.

Vedi la legge: Articolo 62 (Disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari) - D.L. “liberalizzazioni”, convertito con modificazioni, dalla Legge n° 27/2012.

Divieto di accesso agli incentivi per il fotovoltaico su terreni agricoli[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni gli incentivi destinati al fotovoltaico hanno portato ad un’enorme diffusione del fotovoltaico a terra sui terreni agricoli che hanno sottratto una quantità eccessiva di suolo alle attività agricole. Ciò ha avuto un impatto negativo sul paesaggio e sull’assetto territoriale nonché sui prezzi della terra divenuti insostenibili per gli imprenditori agricoli. Questa norma ha l’obiettivo di frenare l’avanzata indiscriminata dei pannelli fotovoltaici a terra per permettere il proseguimento delle attività agricole a prezzi equi, di tutelare il paesaggio e l’assetto del territorio.


Come agisce la legge:

La norma vieta l’accesso al sistema degli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici con moduli collocati su terreni agricoli, facendo salve le autorizzazioni in corso.
Vedi la legge:
Articolo 65 (Impianti fotovoltaici in ambito agricolo) - D.L. “liberalizzazioni”, convertito con modificazioni, dalla Legge n° 27/2012.

Fondo nazionale per le persone indigenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2013 si conclude l’attuale programma europeo di aiuti alle persone indigenti. Si tratta di programma nato all’interno della Politica agricola comune, per fare da ponte tra l’attività dell’agricoltura europea e il mondo della sofferenza. Si è rivelato essere un sistema efficace: ai poveri, negli ultimi anni, sono stati consegnati oltre 100 milioni di euro l’anno in pasti e pacchi alimentari. Solo nel 2012, con il programma, è stato possibile assistere circa 3.600.000 persone. Di questi, circa il 10% sono bambini sotto i 5 anni e il 14% sono anziani sopra i 65 anni. Purtroppo, alcuni Paesi del’Unione Europea non vogliono che questa misura venga rifinanziata oltre il 2013. Quindi, nonostante l'impegno da parte italiana per evitare che ciò accada c’è il rischio che il programma si concluda a breve. Per non rinunciare all’idea di una società inclusiva e fare in modo che le fasce più deboli continuino ad essere tutelate il Ministro Catania ha previsto l’istituzione di un fondo nazionale per gli indigenti in modo tale da non lasciarli senza aiuto nel caso in cui il programma europeo non venga rifinanziato.

Come agisce la legge:

  • È istituito presso l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti nel territorio della Repubblica italiana. Le derrate alimentari sono distribuite agli indigenti mediante organizzazioni caritatevoli.
  • Gli operatori della filiera agroalimentare possono destinare all'attuazione del programma annuale derrate alimentari, a titolo di erogazioni liberali. Ai fini fiscali, in questi casi si applicano le detrazioni d’imposta relative alle erogazioni liberali.


Vedi la Legge:
Articolo 58. (Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti) - D.L. “Sviluppo”, convertito con modificazioni, dalla Legge n° 134/2012.

La riforma della Politica Agricola Comune dopo il 2013[modifica | modifica sorgente]

Il Ministro Catania si è più volte dichiarato preoccupato per le conseguenze che la riforma della PAC avrebbero sul sistema agricolo e a sua volta economico, sociale e territoriale, dell'Italia in quanto la proposta della Commissione europea risponderebbe solo in parte alle esigenze delle aziende agricole. La Commissione europea, infatti, propone una distribuzione degli aiuti comunitari agli agricoltori in base alla superficie agricola dei paesi membri.

Secondo l'opinione di Catania se venisse imboccata questa strada l'Italia subirebbe un contraccolpo negativo in quanto possiede una scarsa superficie agricola e molto valore aggiunto: il 7% del territorio a fronte di una produzione del 13% del valore europeo. Le imprese italiane lavorano, infatti, prevalentemente con prodotti di qualità. La distribuzione a pioggia del sostegno, elargita in base alla superficie agricola e non correlata alla produttività, tende, inoltre, a favorire la proprietà fondiaria rispetto alle imprese agricole produttive.

Deputato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Mario Catania viene eletto deputato della Repubblica Italiana nella XVII Legislatura nelle liste dell'Unione di Centro nella circoscrizione Veneto I. S'iscrive, insieme agli altri eletti dell'UdC, al gruppo parlamentare di Scelta Civica per l'Italia ed è membro della XIII Commissione Agricoltura.

Attività da deputato[modifica | modifica sorgente]

La prima azione intrapresa da deputato è stata quella di depositare presso la Camera dei Deputati la Proposta di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo. Si tratta dello stesso testo del DDL presentato da Catania in veste di Ministro delle politiche agricole e approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 16 novembre 2012 inclusivo delle osservazioni provenienti dalla Conferenza Stato-Regioni, dalle associazioni agricole e ambientaliste e dagli esperti.

Vedi il testo della proposta di legge e lo stato dei lavori:

Il 2 settembre 2013 ha presentato il DDL "Istituzione dell'Unione Ippica Italiana e disposizioni per la salvaguardia dell'allevamento ippico in Italia", che è stato assegnato in sede referente alla 13ª Commissione permanente (Agricoltura) della Camera dei deputati, ma attende ancora l'avvio dell'esame.

Particolare attenzione sta rivolgendo, inoltre, alla questione degli indigenti. In seguito alla sospensione del Programma europeo indigenti, Catania aveva predisposto un Fondo nazionale, il quale è risultato svuotato della sua utilità a causa della Legge di Stabilità 2014, la quale ha assegnato allo stesso appena 5 milioni di Euro. Attualmente, infatti, è impegnato nel tentativo di emendare il DDL a firma Saccomanni.

Dal 17 dicembre 2013 è stato chiamato a far parte della Giunta per il Regolamento della Camera dei Deputati.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Catania M. (a cura di), Qualità, Certificazione e Accreditamento, Roma, Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, 1996.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 1992[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Successore Emblem of Italy.svg
Francesco Saverio Romano 16 novembre 2011 - 28 aprile 2013 Nunzia De Girolamo