Barbara Spinelli

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Barbara Spinelli
2014-07-01-Europaparlament Barbara Spinelli by Olaf Kosinsky -8 (3).jpg

Eurodeputato
Legislature VIII
Gruppo
parlamentare
Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica
Coalizione non definita
Circoscrizione Italia centrale
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico indipendente
Professione giornalista
Il Presidente Giorgio Napolitano saluta Barbara Spinelli, al convegno nel XX Anniversario della scomparsa del padre Altiero (Ventotene, 21 maggio 2006)

Barbara Spinelli (Roma, 31 maggio 1946) è una giornalista e politica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Roma nel 1946 da Altiero Spinelli e Ursula Hirschmann. Suo padre era un militante comunista alquanto eterodosso, nonché pioniere del federalismo europeo, mentre sua madre un'ebrea tedesca, sorella dell'economista Albert O. Hirschman: i due si erano conosciuti a Ventotene durante il loro confino per attività anti-fascista, dove all'epoca Ursula risultava sposata con Eugenio Colorni (con il quale aveva avuto pure tre figlie, Silvia, Renata ed Eva), inizia la propria carriera giornalistica scrivendo articoli per Il Globo.

È stata tra i fondatori del quotidiano La Repubblica per poi passare, tra il 1984 ed il 1985, al Corriere della Sera e a La Stampa, dapprima come corrispondente da Parigi dove tuttora vive e lavora, poi come editorialista. Nell'ottobre del 2010 è stato ufficializzato il suo ritorno a La Repubblica. È stata la compagna dell'economista e politico, tra i fondatori della moneta unica europea[1], Tommaso Padoa-Schioppa, morto il 18 dicembre del 2010[2].

Nel marzo del 2013, in seguito alle elezioni politiche italiane, assieme ad altri personaggi famosi lancia una raccolta firme con l'appoggio del periodico MicroMega con l'intento d'impedire l'ingresso di Silvio Berlusconi nelle fila del Senato italiano per la questione relativa al conflitto d'interessi, facendo così applicare la legge 361 del 1957 e riprendendo un'iniziativa portata avanti già nel 1994 e nel 1996 da un altro comitato di personaggi e conclusasi con il parere sfavorevole della Giunta delle elezioni della Camera dei deputati.[3]

Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 marzo del 2014, Spinelli si è candidata in tre circoscrizioni alle elezioni europee del 25 maggio come capolista per la coalizione L'Altra Europa con Tsipras, dopo aver contribuito alla stesura delle liste elettorali come membro del collegio dei garanti. Con 36.759 preferenze è risultata la prima nella Circoscrizione Italia centrale e con 27.955 prima in quella meridionale, risultando dunque eletta in entrambe le circoscrizioni.[4]

Al momento della formalizzazione delle candidature aveva dichiarato che avrebbe rinunciato al seggio[5]e invece, il 7 giugno del stesso anno, ne annuncia l'accettazione a seguito di varie pressioni contrastanti[6][7][8], optando per la sola Circoscrizione centrale e lasciando quindi fuori Marco Furfaro, dirigente nazionale di SEL[9], primo dei non eletti[10]. Avendo quindi rinunciato al seggio per la Circoscrizione meridionale, questo va quindi a Eleonora Forenza.[11]

L'11 maggio del 2015 abbandona la lista, dichiarandola un «progetto fallito», e rimanendo pertanto come membro indipendente all'interno del gruppo Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica.[12][13]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Premi, onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 6 aprile 2005[14]

Per la sua battaglia in difesa dei diritti civili le è stato assegnato l'8 marzo 2005 il premio "È giornalismo" quale vincitrice per l'anno 2004.

Nel giugno del 2005 è stata nominata Grande ufficiale da Carlo Azeglio Ciampi in occasione della Festa della Repubblica[15].

Ha vinto il Premio Ischia come giornalista dell'anno 2006 per l'informazione scritta.

Nel 2007 è stata insignita del Premio Internazionale Ignazio Silone per la saggistica.

Il 21 ottobre 2008 è stata insignita della Laurea Magistrale Honoris Causa in "Studi Europei" dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università del Piemonte Orientale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Minneapolisfed Archiviato il 1º maggio 2006 in Internet Archive.
  2. ^ (EN) Quentin Peel, Architect of the single currency dies, Financial Times, 19 dicembre 2010. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  3. ^ Firma anche tu per cacciare Berlusconi dal Parlamento (facendo applicare la legge 361 del 1957) repubblica.it, 1º marzo 2013
  4. ^ Ministero degli Interni: Elenco candidati eletti provvisorio EU 2014 (PDF), su elezioni.interno.it.
  5. ^ Repubblica: Elezioni europee, tutti i nomi di Tsipras. Spinelli: "Ci metto la faccia, ma non so fare politica", su repubblica.it. URL consultato il 5 giugno 2014.
  6. ^ Alexis Tsipras, Lettera di Alexis Tsipras a Barbara Spinelli, su facebook.com, 2 giugno 2014.
  7. ^ Marco Esposito, La lista Tsipras è già divisa. L'ennesimo fallimento dei radical chic, Giornalettismo, 3 giugno 2015. URL consultato l'8 giugno 2014.
  8. ^ Salvatore Cannavò, Lista Tsipras, Barbara Spinelli andrà in Ue. Ma la sua scelta spacca attivisti e Sel, su ilfattoquotidiano.it, 8 giugno 2014. URL consultato l'8 giugno 2014.
  9. ^ Copia archiviata, su marcofurfaro.it. URL consultato il 12 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2015).
  10. ^ http://elezionistorico.interno.it/candidati.php?tpel=E&dtel=25/05/2014&tpa=I&tpe=I&lev0=0&levsut0=0&lev1=3&levsut1=1&ne1=3&es0=S&es1=S&ms=S&ne=3&nlg=7&ts=C&ccp=11104
  11. ^ Gabriella Cerami, Lista Tsipras, Barbara Spinelli va a Bruxelles e l'escluso Marco Furfaro si infuria. Alexis Tsipras osserva da lontano, L'Huffington Post, 8 giugno 2014. URL consultato il 13 maggio 2015.
  12. ^ Barbara Spinelli, addio a lista Tsipras un anno dopo il voto: "Progetto fallito" - Il Fatto Quotidiano
  13. ^ Barbara Spinelli lascia lista Altra Europa per Tsipras - Repubblica.it
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato, su quirinale.it. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  15. ^ Benigni cavaliere, De Gregori ufficiale, Corriere della Sera, 3 giugno 2005. URL consultato il 20 dicembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN24823309 · ISNI (EN0000 0000 7841 7931 · SBN IT\ICCU\SBLV\216273 · BNF (FRcb14454245x (data)