Barbara Spinelli

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Il Presidente Giorgio Napolitano saluta Barbara Spinelli, al convegno nel XX Anniversario della scomparsa del padre Altiero (Ventotene, 21 maggio 2006)

Barbara Spinelli (Roma, 31 maggio 1946) è una giornalista e scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata a Roma nel 1946 da Altiero Spinelli e Ursula Hirschmann, lui antifascista e lei ebrea (conosciutisi a Ventotene durante il confino di Spinelli e di Eugenio Colorni, marito di Ursula), inizia la carriera scrivendo articoli per "Il Globo".

È stata tra i fondatori del quotidiano "La Repubblica" per passare, negli anni 1984- 1985, al "Corriere della sera" e alla "La Stampa", prima come corrispondente da Parigi, dove tuttora lavora e vive, poi come editorialista. Ad ottobre 2010 è stato ufficializzato il suo ritorno a "La Repubblica". È stata la compagna dell'economista Tommaso Padoa-Schioppa, morto il 18 dicembre 2010[1].

Nel marzo del 2013, in seguito alle Elezioni politiche, assieme ad altri personaggi famosi, lancia una raccolta firme con l'appoggio di MicroMega con l'intento di non fare entrare al Senato Silvio Berlusconi per la questione del conflitto d'interessi facendo applicare la legge 361 del 1957, riprendendo peraltro l'iniziativa portata avanti già nel 1994 e nel 1996 da un altro comitato di personaggi e conclusasi con il parere sfavorevole della Giunta delle elezioni della Camera dei deputati.[2]

Il 4 marzo 2014 si candida alle elezioni europee per la la coalizione di sinistra "L'Altra Europa con Tsipras", dopo aver contribuito alla stesura delle liste elettorali come membro del collegio dei 'garanti'. Ha però dichiarato che la sua candidatura serve a dare visibilità alla lista, e che rinuncerà al seggio se sarà eletta.[3]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Premi, onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 6 aprile 2005[4]

Per la sua battaglia in difesa dei diritti civili le è stato assegnato l'8 marzo 2005 il premio "È giornalismo" quale vincitrice per l'anno 2004.

Nel giugno del 2005 è stata nominata Grande ufficiale da Carlo Azeglio Ciampi in occasione della Festa della Repubblica[5].

Ha vinto il Premio Ischia come giornalista dell'anno 2006 per l'informazione scritta.

Nel 2007 è stata insignita del Premio Internazionale Ignazio Silone per la saggistica.

Il 21 ottobre 2008 è stata insignita della Laurea Magistrale Honoris Causa in "Studi Europei" dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università del Piemonte Orientale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Quentin Peel, Architect of the single currency dies, Financial Times, 19/12/2010. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  2. ^ Firma anche tu per cacciare Berlusconi dal Parlamento (facendo applicare la legge 361 del 1957) repubblica.it, 1º marzo 2013
  3. ^ http://www.repubblica.it/politica/2014/03/05/news/elezioni_europee_lista_tsipras_i_nomi-80270791/
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  5. ^ Benigni cavaliere, De Gregori ufficiale, Corriere della Sera, 3/06/2005. URL consultato il 20 dicembre 2010.

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