Corrado Passera

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Corrado Passera
Corrado Passera - Festival dell'Economia 2012.JPG
Corrado Passera a Trento per il Festival dell'Economia 2012.

Ministro dello sviluppo economico
Durata mandato 16 novembre 2011 –
28 aprile 2013
Presidente Mario Monti
Predecessore Paolo Romani
Successore Flavio Zanonato

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
Durata mandato 16 novembre 2011 –
28 aprile 2013
Presidente Mario Monti
Predecessore Altero Matteoli
Successore Maurizio Lupi

Dati generali
Partito politico Indipendente (fino al 23 febbraio 2014)
Italia Unica (dal 23 febbraio 2014)

Corrado Passera (Como, 30 dicembre 1954) è un politico, banchiere e dirigente d'azienda italiano.

È stato Ministro dello sviluppo economico e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del governo Monti dal 16 novembre 2011[1] al 28 aprile 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Viene da una famiglia cattolica comasca. Studia a Como al Liceo A. Volta. Diventa presidente del consiglio studentesco. Mentre studia alla Bocconi fa il militare e, prima di laurearsi, comincia a lavorare alla Olivetti, prima dell'arrivo di Carlo De Benedetti. Si è laureato alla Bocconi nel 1977 e nel 1980 ha conseguito un Master in Business Administration (MBA) alla Wharton School di Filadelfia, negli Stati Uniti.

Carriera professionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980 entra in McKinsey dove rimane per cinque anni. Successivamente intraprende una collaborazione con il gruppo di Carlo De Benedetti che lo vede inizialmente impegnato in CIR, la holding del Gruppo, dove ricopre la carica di Direttore generale fino al 1990. Nel 1991 diventa direttore generale di Arnoldo Mondadori Editore e, a seguire, del Gruppo Editoriale L'Espresso. Sempre nel corso della collaborazione con il Gruppo CIR, Passera è co-amministratore delegato del Gruppo Olivetti (da settembre 1992 a luglio 1996), periodo durante il quale l'azienda perde il primato quale azienda leader europeo nel settore informatico nel tentativo di espandersi nel settore telecomunicazioni con la creazione di Omnitel e Infostrada.[2]

Nel 1996 viene nominato amministratore delegato e direttore generale del Banco Ambrosiano Veneto, alla cui guida fra l'altro porta a termine una operazione di consolidamento bancario con Cariplo.

Nel 1998 il Ministro del Tesoro (Carlo Azeglio Ciampi) del Governo Prodi I lo nomina amministratore delegato della neonata Poste Italiane Spa. Sotto la sua gestione le Poste entrano nei servizi finanziari attraverso la costituzione di Banco Posta.[3] Sotto la sua amministrazione viene approvato un piano d'impresa per il 1998-2002 che attua tra le altre cose il taglio di oltre 20 000 posti di lavoro considerati in esubero.[4] Nel 2002 l'azienda registra il primo utile di bilancio.[5]

Nel 2002 Passera lascia l'incarico alle Poste e viene chiamato a ricoprire la carica di amministratore delegato di Banca Intesa, nata nel 1998 dall'integrazione di Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto.[6] Qui Passera vara un piano industriale con gli obiettivi di recuperare l'efficienza, riorganizzare il business, ridurre i costi, ristrutturare l'offerta e rilanciare l'immagine della banca.[7]

Nel 2006 Corrado Passera è tra gli artefici del processo che porterà all'integrazione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI dando vita a Intesa Sanpaolo.[8][9]

Nel 2008 è advisor dell'operazione di salvataggio Alitalia che rafforza il monopolio nel trasporto aereo su molte tratte nazionali.[10] Nello stesso anno fa parte della cordata di imprenditori soci di Cai, presieduta da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, che si uniscono per l'acquisto dell'Alitalia, a seguito della rottura del patto che avrebbe dovuto legare la compagnia alle sorti di Air France.[11]

È stato membro del Consiglio di Amministrazione dell'Università Bocconi[12] e della Fondazione Teatro alla Scala.[13] Consigliere e membro del Comitato Esecutivo dell'ABI - Associazione Bancaria Italiana,[14] dell'International Executive Board for Europe, Middle East and Africa alla Wharton School,[15] del Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini di Venezia[16] e dell'International Business Council del World Economic Forum di Ginevra.[17] Passera ha lasciato tutti questi incarichi dal momento in cui è stato nominato ministro del governo Monti[senza fonte].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Ministro nel Governo Monti[modifica | modifica wikitesto]

16 novembre 2011 - Corrado Passera presta giuramento da Ministro per lo Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti del Governo Monti al Quirinale davanti al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il 16 novembre 2011 viene nominato Ministro dello sviluppo economico e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del governo Monti. Lo stesso giorno, immediatamente dopo la cerimonia di giuramento, una nota di Intesa Sanpaolo informa che Corrado Passera ha lasciato il Gruppo.[18] Il ministro Passera, in un intervento pubblicato sul Corriere della Sera, afferma di aver venduto tutte le sue azioni Intesa Sanpaolo, "pur non avendo alcun obbligo di farlo".[19]

Il 7 gennaio 2013 Passera ha dichiarato di non volersi candidare alle elezioni politiche perché deluso sia dall'agenda programmatica che dalla composizione della coalizione Con Monti per l'Italia con Casini e Fini.[20]

Italia Unica[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 febbraio 2014 ha lanciato il progetto politico Italia Unica, con la presentazione di un piano di oltre 400 miliardi "per rimettere in moto l'economia del Paese".[21][22]

Il 14 giugno seguente Passera ha ufficialmente presentato il movimento[23] e il 31 gennaio 2015 si è tenuta a Roma l'assemblea fondativa di Italia Unica che ha assunto la forma partito.[24][25]

Il 6 giugno 2015 dichiara la sua intenzione di candidarsi a sindaco di Milano in vista delle elezioni del 2016[26], ma il rinuncia a presentarsi come candidato sindaco, annunciando il suo appoggio in favore di Stefano Parisi[27].

Il ritiro dalla politica[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al risultato insoddisfacente alle elezioni amministrative del 2016, Passera annuncia lo scioglimento del partito e il suo ritiro dalla politica.[28]

Il 30 settembre 2016 l'Assemblea Nazionale di Italia Unica delibera lo scioglimento del partito.[29]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2012 Passera viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Biella. I reati imputatigli sono di natura finanziaria e risalgono al 2006[30]. Il 17 ottobre 2013 il Tribunale di Biella ha archiviato l'inchiesta. Il provvedimento stabilisce che la notizia del reato è del "tutto infondata"[31].

Nel gennaio 2014 viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Trani per truffa pluriaggravata per fatti avvenuti tra il 2004 e il 2008 su una serie di strumenti finanziari collocati sul mercato da Banca Intesa, di cui all'epoca era l'amministratore delegato.[32]

Il 25 settembre 2014 viene iscritto nel registro degli indagati insieme alla famiglia De Benedetti, per le morti d'amianto della Olivetti di cui è stato consigliere di amministrazione dal 1990 al 1996 e amministratore delegato dal 1992 al 1996.[33]
Il 5 ottobre 2015 viene rinviato a giudizio insieme ad altre 16 persone tra cui Carlo De Benedetti e Roberto Colaninno; il processo inizierà il 23 novembre.[34] Il 18 luglio 2016 viene condannato a un anno e undici mesi.[35]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 27 dicembre 2005[36]
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 1º giugno 2006[37][38]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Ministri del Governo Monti, Governo Italiano. URL consultato il 16 novembre 2011.
  2. ^ Infostrada: l'Olivetti nelle telecomunicazioni su rete fissa, su Olivetti, Storia di un'Impresa.
  3. ^ Poste Italiane nel 1998, su Poste Italiane.
  4. ^ (PDF) Economia e Gestione delle Imprese, p. 4 A.A. 2007/2008 , su L'Università degli Studi di L'Aquila, Facoltà di Economia.
  5. ^ Il Foglio 19 giugno 2004 pag. 1
  6. ^ Storia, su Intesa Sanpaolo.
  7. ^ Banca Intesa presenta il piano di sviluppo, su Il Sole/24 Ore 13-07-2005.
  8. ^ Intesa - Sanpaolo IMI, ok a fusione, nasce la banca da 65 mld di euro, su la Repubblica 26-08-2006.
  9. ^ La Stampa 13 ottobre 2006 pag. 19; Il Sole24Ore del 13 ottobre 2006 pag. 1; Il Corriere della Sera del 13 ottobre pag. 1
  10. ^ Passera: il piano di sviluppo rispetterà le norme UE, su Il Sole/24 Ore 4-07-2007.
  11. ^ Dalla Cir di De Benedetti al governo MontiIl superministro Corrado Passera | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
  12. ^ Consiglio di Amministrazione, su Università Bocconi.
  13. ^ Consiglio di Amministrazione, su Teatro alla Scala.
  14. ^ ABI nuovo Consiglio e Comitato Esecutivo, su teleborsa 11-03-2011.
  15. ^ Sito ufficiale della Wharton School, wharton.upenn.edu.
  16. ^ Fondazione Cini, Bazoli confermato, su Corriere della Sera 28-06-2008. (archiviato dall'url originale il ).
  17. ^ sito ufficiale della World Economic Forum, weforum.org..
  18. ^ http://www.group.intesasanpaolo.com/scriptIsir0/si09/contentData/view/content-ref?id=CNT-04-000000007A731
  19. ^ #http://www#rainews24#rai#it/it/news#php?newsid=160162 Rainews24#it#
  20. ^ http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=646&dt=2013-01-07&src=TLB Passera, 'deluso dalle liste Monti'
  21. ^ Notizie di politica del Corriere della Sera
  22. ^ Nasce 'Italia Unica': Passera presenta il suo piano contro la crisi e boccia l'Italicum
  23. ^ Corrado Passera scende in politica: presenterà la lista alle comunali 2015
  24. ^ Nasce "Italia unica", il partito di Corrado Passera - Repubblica.it
  25. ^ Italia Unica entra in Parlamento con Quagliariello e Vaccaro, su Repubblica.it, https://plus.google.com/+repubblica/. URL consultato il 30 novembre 2015.
  26. ^ CORRADO PASSERA: "MI CANDIDO A SINDACO DI MILANO" - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Corrado-Passera-Mi-candido-a-sindaco-di-Milano-fce4d7ab-50bb-4fcd-96aa-9194b124e817.html
  27. ^ Elezioni Milano, Corrado Passera si ritira dalla corsa a sindaco: "Ora avanti con Parisi, uniamo le forze", su Repubblica.it. URL consultato il 09 aprile 2016.
  28. ^ Italia Unica, Corrado Passera "chiude" il suo partito: "Non siamo riusciti a convincere", su Il Fatto Quotidiano, 07 settembre 2016. URL consultato il 02 dicembre 2016.
  29. ^ (it-IT) Italia Unica, Italia Unica si ferma. Non le sue idee - Italia Unica, in Italia Unica, 06 settembre 2016. URL consultato il 02 dicembre 2016. Lingua sconosciuta: it-IT (aiuto)
  30. ^ La Stampa - Reati fiscali, Passera indagato
  31. ^ Ansa - Reati fiscali, inchiesta archiviata
  32. ^ Trani, indagati Bazoli e Passera tgcom24.mediaset.it, 19 gennaio 2014
  33. ^ Olivetti, chiuse le indagini su Carlo De Benedetti
  34. ^ Amianto alla Olivetti, rinviati a giudizio Carlo De Benedetti, Corrado Passera e Roberto Colaninno
  35. ^ Olivetti, Carlo De Benedetti e Corrado Passera condannati per le morti da amianto. Assolto Roberto Colaninno
  36. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  37. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  38. ^ Marchionne e Passera nuovi Cavalieri del lavoro

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Amministratore delegato del gruppo Poste Italiane Successore
Enzo Cardi 13 aprile 1998 - 22 maggio 2002 Massimo Sarmi
Predecessore Amministratore delegato del gruppo Intesa Sanpaolo Successore
Giovanni Bazoli
Enrico Salza
11 settembre 2007 - 16 novembre 2011 Marco Morelli (ad interim)
Predecessore Ministro dello sviluppo economico Successore Emblem of Italy.svg
Paolo Romani 16 novembre 2011 - 28 aprile 2013 Flavio Zanonato
Predecessore Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Successore Emblem of Italy.svg
Altero Matteoli 16 novembre 2011 - 28 aprile 2013 Maurizio Lupi
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