Ministero della Repubblica Italiana

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Un ministero della Repubblica Italiana (detto anche dicastero) è un importante organo amministrativo della Repubblica Italiana, facente parte della pubblica amministrazione italiana, caratterizzantesi e distinguendosi per una o più specifiche competenze, con una struttura più o meno articolata e complessa, più volte variata nel tempo

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla nascita della Repubblica al 1999[modifica | modifica wikitesto]

Il Governo De Gasperi II, primo governo a cui l'Assemblea Costituente votò la fiducia, contava 19 Ministeri e 4 Alti Commissariati:

  1. Ministero degli Affari Esteri
  2. Ministero dell'Interno
  3. Ministero per l'Africa Italiana, soppresso con la legge n.430 del 29 aprile 1953 dal Governo De Gasperi VII
  4. Ministero di Grazia e Giustizia
  5. Ministero delle Finanze
  6. Ministero del Tesoro
  7. Ministero della Guerra, trasformato in Ministero della Difesa dal D.L.C.P. n.17 del 4 gennaio 1947 durante Governo De Gasperi III
  8. Ministero della Marina Militare, trasformato in Ministero della Difesa dal D.L.C.P. n.17 del 4 gennaio 1947 durante il Governo De Gasperi III
  9. Ministero dell'Aeronautica, trasformato in Ministero della Difesa dal D.L.C.P. n.17 del 4 gennaio 1947 durante il Governo De Gasperi III
  10. Ministero della Pubblica Istruzione
  11. Ministero dei Lavori Pubblici
  12. Ministero dell'Agricoltura e Foreste
  13. Ministero dei Trasporti
  14. Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni
  15. Ministero dell'Industria e del Commercio
  16. Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale
  17. Ministero dell'Assistenza Postbellica, soppresso con D.L.C.P. n. 27 del 14 febbraio 1947 durante il Governo De Gasperi III
  18. Ministero del Commercio con l'Estero
  19. Ministero della Marina Mercantile, accorpato al Ministero dei Trasporti con la legge n.537 del 24 dicembre 1993 dal Governo Ciampi
  • Alto Commissariato per l'Alimentazione
  • Alto Commissariato per l'Igiene e la Sanità Pubblica
  • Alto Commissariato per la Sicilia
  • Alto Commissariato per la Sardegna

La "riforma Bassanini" del 1999[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Leggi Bassanini.

Il numero e le deleghe dei ministri sono variate nel tempo da 20 a 25 unità circa, compresi i Ministri senza portafoglio.

Il primo tentativo di riforma organica della Presidenza del Consiglio, della struttura del Consiglio dei Ministri e dell'ordinamento dei ministeri, fu quella elaborata da Franco Bassanini, Ministro della Funzione Pubblica nel I Governo Prodi con il decreto legislativo n. 300 del 30 luglio 1999. Tale provvedimento ha delineato un nuovo assetto dell'organizzazione ministeriale, muovendo in tre diverse direzioni. Innanzitutto, è stata operata una riduzione degli apparati ministeriali: i ministeri sono divenuti dodici; il personale è stato raggruppato in un ruolo unico, in modo da assicurarne la mobilità; si è sancito il principio della flessibilità nell'organizzazione, stabilendo — salvo che per quanto attiene al numero, alla denominazione, alle funzioni dei ministeri e al numero delle loro unità di comando — una ampia delegificazione in materia. In secondo luogo, in un'ottica policentrista, sono state istituite dodici Agenzie indipendenti (da non confondere con le Autorità amministrative indipendenti), con funzioni tecnico-operative che richiedono particolari professionalità e conoscenze specialistiche, nonché specifiche modalità di organizzazione del lavoro. In terzo luogo, si è provveduto alla concentrazione degli uffici periferici dell'amministrazione statale con la creazione degli Uffici Territoriali del Governo (UTG) che hanno assorbito le Prefetture.

I 12 ministeri previsti erano:

  1. Ministero degli affari esteri, che attende ai rapporti internazionali
  2. Ministero dell'interno, che ha attribuzioni differenziate: tutela della sicurezza pubblica, protezione civile, cittadinanza e immigrazione, funzionamento degli enti locali
  3. Ministero della giustizia, che si occupa prevalentemente dell'amministrazione degli organi giudiziari, svolgendo anche le funzioni dell'ufficio di Guardasigilli
  4. Ministero della difesa, che è preposto alla gestione delle forze armate
  5. Ministero dell'economia e delle finanze, che provvede essenzialmente alla politica di gestione della spesa, di bilancio e fiscale, nonché delle entrate finanziarie dello Stato
  6. Ministero delle attività produttive, che esercita le attribuzioni in materia di industria, commercio e artigianato, rapporti commerciali con l'estero, comunicazioni, turismo
  7. Ministero delle politiche agricole e forestali, che esercita le competenze in materia di agricoltura, trasformazione agroalimentare, gestione delle foreste e della pesca, sia in campo nazionale sia in campo europeo
  8. Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, che sovrintende alla promozione, alla conservazione e al recupero delle condizioni ambientali e del patrimonio naturale nazionale
  9. Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che si occupa della politica delle infrastrutture, gestisce e organizza il sistema dei trasporti
  10. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, che è competente in materia di lavoro, previdenza sociale, tutela della salute e coordinamento dei servizi sanitari regionali
  11. Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che amministra il sistema formativo pubblico scolastico, il sistema formativo pubblico universitario e la ricerca scientifica e tecnologica
  12. Ministero per i beni e le attività culturali, che assicura la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale e delle attività culturali

Le 12 agenzie previste erano:

  1. Agenzia di protezione civile (Interno)
  2. Agenzia delle entrate (Economia e finanze)
  3. Agenzia delle dogane (Economia e finanze)
  4. Agenzia del territorio (Economia e finanze)
  5. Agenzia del demanio (Economia e finanze)
  6. Agenzia industrie difesa (Difesa)
  7. Agenzia per le normative ed i controlli tecnici (Attività produttive)
  8. Agenzia per la proprietà industriale (Attività produttive)
  9. Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (Ambiente e tutela del territorio)
  10. Agenzia dei trasporti terrestri e delle infrastrutture (Infrastrutture e trasporti)
  11. Agenzia per la formazione e l'istruzione professionale (Lavoro, salute e politiche sociali - Istruzione, università e ricerca)
  12. Agenzia per il servizio civile (Presidenza del Consiglio dei ministri)

Era previsto che la riforma entrasse in vigore con la XIV Legislatura, ma non entrò mai in vigore integralmente, poiché il II Governo Berlusconi la modificò alla sua entrata in carica. I ministeri aumentarono e solo alcune della agenzie furono costituite: in particolare l'Agenzia per la Protezione Civile venne poi abolita e riconfluita nel vecchio Dipartimento della Protezione Civile), le Agenzie del Ministero dell'Economia (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane, Agenzia del Territorio, Agenzia del Demanio) già istituite nel 1999, in deroga alla generale entrata in vigore della Riforma Bassanini nel 2001, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi Tecnici (APAT) e l'Agenzia Industrie Difesa istituite nel 2001.

Lo spacchettamento del 2001[modifica | modifica wikitesto]

Con il decreto legge n. 217/2001, convertito nella legge n. 317/2001 (II Governo Berlusconi), il numero dei ministeri è stato aumentato a 14:

Lo spacchettamento del 2006[modifica | modifica wikitesto]

Con il decreto legge n. 181/2006 convertito nella legge 233/2006 (II Governo Prodi), il numero dei ministeri è stato aumentato a 18:

Il ritorno della "Bassanini" nel 2007[modifica | modifica wikitesto]

All'interno della Finanziaria 2008 sull'onda della polemica sul numero record dei membri del governo e sui costi della politica, viene ripristinato dalla XVI Legislatura lo spirito della "riforma Bassanini" varata nel 1999 e sino ad allora più volte emendata, ristabilendo in 12 il numero dei ministeri:

  1. Ministero degli affari esteri
  2. Ministero dell'interno
  3. Ministero della giustizia
  4. Ministero della difesa
  5. Ministero dell'economia e delle finanze
  6. Ministero dello sviluppo economico
  7. Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
  8. Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
  9. Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
  10. Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali
  11. Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
  12. Ministero per i beni e le attività culturali

Viene inoltre fissata a 60 unità la quota massima di ministri, ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari compresi della formazione di governo. Nella composizione del governo Berlusconi IV viene data attuazione a tale disposizione.

Le modifiche del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Con la legge 13 novembre 2009 n. 172 il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali viene suddiviso in due: il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero della Salute, portando il numero dei dicasteri a 13 e a 63 il numero massimo totale dei membri del Governo.

Le modifiche del governo Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: governo Renzi.

Nel 2013 il Ministero per i beni e le attività culturali assorbe le competenze riguardanti le politiche per il turismo e assume la nuova denominazione di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Nel 2014 anche il nome del Ministero degli affari esteri cambia in Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Struttura tipica[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente, la struttura è costituita dai seguenti organi e uffici:

  • ministro;
  • sottosegretario;
  • gabinetto del ministro;
  • consiglio di amministrazione;
  • segretario generale;
  • dipartimento, direzione generale, reparto, divisione, sezione.

Ministro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ministro (ordinamento italiano).

Il ministro (dal latino minister [minus] che significa servo, ovvero, servitore dello Stato per quel determinato ambito) è il capo del ministero ed è membro del corpo politico. Propone al Consiglio dei ministri la nomina dei dirigenti con funzioni generali, dirige l'azione amministrativa e adotta le decisioni di maggiore importanza.

Vi sono anche ministri detti senza portafoglio, perché questi dicasteri non hanno autonomia di spesa (ad esempio, il Ministro per i rapporti con il Parlamento).

A ogni ministro è affidato un singolo Ministero che deve occuparsi dei problemi relativi ad alcuni temi specifici (es: ministero della giustizia, della difesa, ecc.).

Sottosegretario[modifica | modifica wikitesto]

Anch'egli è prescelto nell'ambito del corpo politico e si chiama così perché il ministro è segretario di Stato. Esso è, però, organo ausiliario, non vicario del ministro: cioè aiuta il ministro, ma non agisce in sua vece.

Al sottosegretario (o ai sottosegretari, perché ce n'è più di uno per ministero, anche se il loro numero è variabile) non spettano competenze proprie, ma solo quelle che vengono loro delegate dal ministro. Se a un sottosegretario sono conferite deleghe relative all'intera area di competenza di una o più strutture dipartimentali, può essergli attribuito il titolo di vice-ministro.

Gabinetto del ministro[modifica | modifica wikitesto]

È composto dal capo di gabinetto, dall'ufficio legislativo e dalla segreteria particolare, ognuno con un suo capo. Con il variare dei Governi (ministri e, di conseguenza, sottosegretari) variano anche i componenti del gabinetto. Il gabinetto ha funzioni di ausilio del ministro e di coordinamento.

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Presieduto dal ministro e composto da direttori generali e da rappresentanti eletti dal personale, ha una struttura stabile e compiti che riguardano l'organizzazione del lavoro nel ministero.

Segretario generale[modifica | modifica wikitesto]

È presente solo in alcuni ministeri (ad esempio, Ministero degli affari esteri) e ha compiti di coordinamento.

Dipartimento, direzione generale, divisione[modifica | modifica wikitesto]

Sono le articolazioni organizzative interne del ministero. Ve ne sono diverse in ogni ministero. Il dipartimento, o come nel Ministero della Difesa il reparto, è la struttura di primo livello costituita per l'esercizio organico e integrato delle funzioni del ministero, dalla quale dipende la direzione generale; in alcuni ministeri, tuttavia, non ci sono dipartimenti, sicché la ripartizione di primo livello è la direzione generale. Le divisioni, invece, sono la struttura di base, ma possono essere divise a loro volta in sezioni.

Ministeri nella Repubblica Italiana[modifica | modifica wikitesto]

I ministeri presenti nell'attuale Governo italiano sono 13:

Fanno inoltre parte del Consiglio dei ministri tre ministri senza portafoglio:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]