Corso Vittorio Emanuele II (Roma)

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Corso Vittorio Emanuele II
Ponte - corso Vittorio a ferragosto 00799.JPG
Corso Vittorio Emanuele II all'altezza di piazza Sforza Cesarini
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàRoma
CircoscrizioneMunicipio Roma I
QuartiereR. V Ponte
R. VI Parione
R. VIII Sant'Eustachio
R. IX Pigna
Codice postale00186
Informazioni generali
TipoStrada carrabile
Lunghezza1 320 m
PavimentazioneAsfalto
IntitolazioneVittorio Emanuele II di Savoia
Collegamenti
InizioPiazza del Gesù
FinePiazza Pasquale Paoli
Luoghi d'interessePalazzo Massimo alle Colonne
Palazzo di Pirro
Piccola Farnesina
Palazzo Lavaggi Pacelli
Palazzo Vidoni
Palazzo della Cancelleria
Palazzo Sforza-Cesarini
Palazzo della Valle
Palazzo Fieschi Sora
Chiesa Nuova
Basilica di Sant'Andrea della Valle
Fontana di piazza Sant'Andrea della Valle
Teatro dell'Orologio
Mappa
Coordinate: 41°53′48.84″N 12°28′20.64″E / 41.8969°N 12.4724°E41.8969; 12.4724

Corso Vittorio Emanuele II, ufficialmente Corso Vittorio Emanuele Secondo[1] e comunemente noto come corso Vittorio, è un'ampia arteria stradale di Roma, che collega piazza del Gesù con piazza Pasquale Paoli, all'inizio di ponte Vittorio Emanuele II.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Corso Vittorio Emanuele II (2001)

La nuova strada, in prosecuzione di via Nazionale, dall'angolo dell'antica via Cesarini presso la piazza del Gesù, fino al nuovo ponte sul Tevere, fu intitolata a Vittorio Emanuele II di Savoia, primo re d'Italia, venendo denominata "corso Vittorio Emanuele", con l'approvazione della proposta n. 118 della Giunta di Statistica al Consiglio comunale di Roma del 19 aprile 1886. Nel 1944, a seguito dell'abolizione delle denominazioni stradali relative ai membri dell'ex Casa regnante, con la delibera del Governatore Giovanni Orgera n. 1152 del 19 maggio, il corso, per il quale era inizialmente previsto il nome di "corso della Costituente", venne rinominato, insieme agli omonimi ponte e piazza, "corso Vittorio Emanuele II", per specificare che, a suo tempo, la dedica era per quel sovrano.

La strada era stata immaginata per creare un collegamento rapido fra il centro monumentale e amministrativo della città (via del Corso e adiacenze) e i nuovi quartieri borghesi in costruzione, allora, oltre Tevere sui Prati di Castello, tagliando, con un percorso pressoché rettilineo, gli antichi rioni annidati nell'ansa del fiume.

Per la sua realizzazione furono demoliti molti palazzi storici tra i quali figurava il palazzo Sforza-Cesarini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Deliberazione di Giunta Capitoina n. 246 del 22 luglio 2015.
  2. ^ Corso Vittorio Emanuele II, su comune.roma.it. URL consultato il 20 gennaio 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Rendina, Donatella Paradisi, Le strade di Roma. Volume terzo P-Z, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0210-5.
  • M. Gabriella Cimino, Maresita Nota Santi, Corso Vittorio Emanuele II tra urbanistica e archeologia: storia di uno sventramento, Electa Napoli, 1998 (Catalogo della mostra realizzata presso il Museo Barracco dal 6 febbraio al 29 marzo 1998).

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