Piazza Vittorio Emanuele II (Roma)

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Piazza Vittorio Emanuele II, anche conosciuta con il nome di Piazza Vittorio, è una piazza di Roma, sita nel Rione Esquilino. Fu costruita a partire dal 1880 e terminata qualche anno dopo, come tutto il quartiere che la circonda, detto quartiere "piemontese".

La fontana di Mario Rutelli (1911) detta "il fritto misto"

Circondata da palazzi con ampi portici di stile ottocentesco la piazza fu realizzata da Gaetano Koch poco dopo il trasferimento della capitale d'Italia da Firenze a Roma (1871) e venne ufficialmente inaugurata il 19 giugno 1882.

Con quasi 10.000 metri quadrati in più di piazza San Pietro, è la piazza più vasta di Roma (316 x 174 m).[1]

Il mercato[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Vittorio nel film Ladri di biciclette
Il vecchio mercato di Piazza Vittorio
Il frate cappuccino di Piazza Vittorio

Al centro della piazza di stile umbertino nacque spontaneamente fin dagli ultimi anni dell'Ottocento, insieme ai grandi condomini che la recingevano, un grande mercato all'aperto, soprattutto, ma non solo, di generi alimentari. Nell'immediato dopoguerra nei portici che circondano la piazza stazionava una miriade di bancarelle che vendevano le più svariate merci: dal tabacco sfuso ricavato da mozziconi di sigarette ai pezzi di ricambio per le biciclette com'è rappresentato nel film Ladri di biciclette di Vittorio De Sica.

Tra i banchi di Piazza Vittorio tra i venditori di alimenti non mancavano i cosiddetti pollaroli i quali vendevano polli pronti per essere cucinati ma anche, a chi voleva essere sicuro della freschezza della merce, polli vivi da spennare e pulire o pulcini da allevare per proprio conto [2]. Il giorno della vigilia di Natale il mercato era dedicato soprattutto ai pesciaroli che vendevano i pesci per la cena, rigorosamente di magro, tra i quali primeggiavano il baccalà, le anguille e enormi capitoni.

I banchi dei prodotti alimentari erano giornalieri, trainati spesso a braccia con carretti a due ruote, venivano montati dall'alba alle due del pomeriggio lungo i lati del grande giardino.

Il mercato rimase in attività fino agli anni novanta, molto frequentato dai romani, provenienti anche da altri quartieri, per la convenienza dei prezzi praticati, e anche da turisti a caccia di folclore.

Il mercato era infatti popolato da insoliti personaggi i quali offrivano la loro particolare merce percorrendo tutta l'estensione del mercato e attirando l'attenzione dei compratori con delle espressioni singolari:

« Il peppe, ecco il pepe. Donne, ricordatevi del pepe »
« Il tubo del lavandino schiiizzaa (sic). Donne compratevi la canna per il lavandino »
« Donne, compratevi la spazzola di radica. La spazzola di radica a casa seerve, serve a casa. »

Particolare convenienza nel prezzo di vendita si verificava quando il piazzarolo riempiva il suo banco di una grande quantità di un solo tipo di merce, in genere di frutta o verdura, offrendolo a prezzi stracciati. Altrettanto accadeva quando al termine della giornata rimaneva sul banco di vendita una quantità tale di merce che non conveniva riportare in magazzino per cui veniva offerta al grido:

« Chi me spiccia, gode »

oppure

« Chi se contenta, gode »

Il mercato era poi frequentato da un frate cappuccino, che i romani chiamavano zifrà, con una lunga barba bianca, una sorta di Fra Galdino di manzoniana memoria, che chiedeva l'elemosina per i poveri e qualcosa per la mensa del convento.

I due padiglioni che ospitano l'attuale mercato: uno riservato ai generi alimentari (sulla destra) e l'altro all'abbigliamento (sinistra)

A seguito della ristrutturazione della piazza e degli spazi circostanti iniziata negli anni ottanta, fu costruito un nuovo mercato coperto denominato "Nuovo mercato Esquilino" negli spazi su via Turati - via Principe Amedeo prima occupati dalla Centrale del latte di Roma, trasferita in area industriale extraurbana, e dalla Caserma Sani, ex Caserma Pepe; i vecchi banchi del mercato di piazza Vittorio - ormai diventati semi fissi - furono sgomberati nell'ottobre 2001.

Nel 2012, è stata completata la ricostruzione dell'edificio fra via Emanuele Filiberto e Via Conte Verde, demolito qualche anno addietro per problemi alla stabilità. Il nuovo edificio, che riprende lo stile umbertino della Piazza, dovuto essenzialmente ai fabbricati con i relativi colonnati, ospita attualmente la sede dell'ENPAM [3]. Il Nuovo Mercato Esquilino riflette fedelmente le caratteristiche multietniche assunte negli ultimi decenni dalla piazza e dalla zona (anche commerciale) circostante, ed è a forte prevalenza straniera, sia nelle merci che nel personale.

Il giardino[modifica | modifica wikitesto]

Al centro della piazza è presente un giardino che mostra i resti del ninfeo di Alessandro e la cosiddetta Porta Magica, l'ingresso di Villa Palombara, residenza dell'alchimista Massimiliano Palombara.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalla stazione Vittorio Emanuele.
È raggiungibile dalla fermata P.zza Vittorio Emanuele del tram 5
È raggiungibile dalla fermata P.zza Vittorio Emanuele del tram 14

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luca Villoresi, Esquilino, tra Nerone e ramadan
  2. ^ All'epoca non esistevano i polli di allevamento intensivo e la carne avicola costituiva un alimento pregiato e relativamente costoso
  3. ^ Degradoesquilino.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957) Descrizione del vecchio mercato di Piazza Vittorio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 41°53′40.46″N 12°30′15.59″E / 41.894571°N 12.50433°E41.894571; 12.50433

Controllo di autorità VIAF: (EN239683991
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