Guido Crosetto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Guido Crosetto
Guido Crosetto.jpg

Sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa
Durata mandato 12 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Predecessore Giovanni Lorenzo Forcieri
Successore Filippo Milone

Presidente di Fratelli d'Italia
Durata mandato 21 dicembre 2012 –
4 aprile 2013
Predecessore fondazione del partito
Successore Ignazio La Russa

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia
on. Guido Crosetto
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Cuneo
Data nascita 19 settembre 1963
Titolo di studio maturità classica
Professione imprenditore
Partito Forza Italia (2001-2009),
PdL (2009-2012),
Fratelli d'Italia (dal 2012)
Legislatura XIV, XV, XVI
Gruppo PdL
Coalizione Casa delle Libertà (2001-07), Popolo della Libertà (2008-13)
Circoscrizione Piemonte 1
Incarichi parlamentari
  • Commissione per la vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti,
  • Commissione parlamentare d'inchiesta sull'Affare Telekom Serbia,
  • Commissione per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi,
  • Commissione permanente Bilancio, Programmazione e Tesoro della Camera;

Guido Crosetto (Cuneo, 19 settembre 1963) è un politico e imprenditore italiano, sottosegretario alla Difesa nel IV governo Berlusconi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Famiglia e studi[modifica | modifica sorgente]

Crosetto nasce in una famiglia di imprenditori di Cuneo che produce, sin dalla fine dell'Ottocento, macchine per l'agricoltura; la sua attività imprenditoriale si amplia dopo la morte del padre. Dalle costruzioni meccaniche, all'organizzazione di eventi, al riutilizzo di scarti alimentari e produzione di mangimi, al campo immobiliare, al commercio all'ingrosso di materiali sanitari ed edilizi, al comparto turistico.

Dopo la maturità classica, tra il 1985 e il 1990 Crosetto studia economia e commercio all'Università degli Studi di Torino, ricoprendo anche l'incarico di rappresentante degli studenti al Consiglio di amministrazione dell'università. Interrompe gli studi senza laurearsi a seguito della morte del padre. Ha destato poi polemiche il fatto che sul sito della Camera dei deputati fosse riportato "laureato in economia e commercio". Crosetto a tal riguardo ha ammesso di aver raccontato una bugia[1].

Le prime attività politiche nella DC (1985-1990)[modifica | modifica sorgente]

Nello stesso periodo Crosetto militò nella Democrazia Cristiana, in cui ricoprì l'incarico di segretario regionale del movimento giovanile e di responsabile nazionale della formazione, dal 1985 al 1990. Nel 1988 divenne consigliere economico del Presidente del Consiglio Giovanni Goria.

È stato sposato con una pallavolista originaria della Repubblica Ceca da cui, nel 1997, ha avuto un figlio.

Attività politica locale a Cuneo (1990-2009)[modifica | modifica sorgente]

Crosetto è stato sindaco di Marene (CN) dal 1990 al 2004, e consigliere provinciale di Cuneo dal 1999 al 2009, ricoprendo l'incarico di capogruppo di Forza Italia. A livello politico, è stato coordinatore di Forza Italia per il Piemonte. Ha presieduto la conferenza dei Sindaci dell'ASL Savigliano-Saluzzo-Fossano dal 1993 al 1997. È stato, con Carlo Petrini, uno dei fondatori dell'Agenzia di Pollenzo e dell'Università di Scienze Gastronomiche nel 2003.

Deputato di Forza Italia e PdL (2001-2013)[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni politiche del 2001 Crosetto viene eletto alla Camera per Forza Italia; viene rieletto alle politiche del 2006, sempre con Forza Italia, e alle politiche del 2008 con il Popolo della Libertà. Dal 2003 al 2009 è stato coordinatore regionale del Piemonte per Forza Italia dal 2003 al 2009, e responsabile nazionale per il credito e l'industria fino alla nascita del Popolo della Libertà. Fino al 2012 è stato membro del Consiglio nazionale e della direzione del PdL.

Sottosegretario alla Difesa (2008-2011)[modifica | modifica sorgente]

Nel Governo Berlusconi IV ricopre la carica di sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa. Dal 2010, pur ricoprendo un incarico governativo, ha assunto posizioni molto dure contro la politica economica del ministro Giulio Tremonti. Nel luglio del 2011, a seguito della prima manovra finanziaria, che ha definito "da psichiatra", ha guidato una protesta interna al Pdl, contestando duramente le scelte del ministro Tremonti e del Governo.[senza fonte] Il 7 novembre 2011, Franco Bechis, giornalista di Libero, pubblica su YouTube la registrazione di una telefonata con voce distorta nella quale si trova a parlare con un dirigente del PDL che si arrabbia con Berlusconi e dice che le dimissioni avverranno in settimana: i sospetti sono caduti su Crosetto, il quale, nonostante le smentite di Bechis, ammette con un comunicato di essere l'interlocutore della telefonata[2].

Presidente dell'aeroporto di Cuneo (2012)[modifica | modifica sorgente]

Il 4 settembre 2012, dopo le indiscrezioni filtrate nei giorni precedenti, viene ufficialmente nominato, all'unanimità, come nuovo presidente dell'Aeroporto Cuneo Levaldigi dal Cda dello stesso scalo, prendendo il posto di Guido Botto. L'assemblea degli azionisti della società che gestisce Levaldigi, la GEAC SpA, gli ha affidato nella stessa seduta anche l'incarico di amministratore delegato al posto di Gian Pietro Pepino il cui mandato è scaduto, ma rimanendo confermato nel direttivo ricoprirà il nuovo ruolo di direttore generale.[3] Nonostante il numero dei passeggeri nel 2011 abbia raggiunto la quota di 225.000, l'aeroporto ha chiuso il bilancio con una perdita di oltre un milione e mezzo di euro: ed a tal riguardo, Crosetto lancia l'allarme e affermando che il suo mandato sarà esplorativo e della durata di due mesi, per trovare soluzioni atte a rilanciare lo scalo che, altrimenti, potrebbe essere chiuso.[4] La nomina alla presidenza è stata contestata dai Radicali di Torino dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, perché la legge non consente ad un parlamentare la presidenza di un aeroporto nazionale.[5] Dopo la denuncia per incompatibilità nei due incarichi da parte degli esponenti del Partito Radicale, Crosetto si è dimesso dalla carica ricoperta in ambito aeroportuale, rimanendo deputato alla Camera.[6]

Fondatore di Fratelli d'Italia (2012-2013)[modifica | modifica sorgente]

Guido Crosetto (in piedi) insieme a Carlo Fidanza (a sinistra) il 9 febbraio 2013 durante la campagna elettorale di Fratelli d'Italia a Sanremo per le elezioni politiche del 2013.

Nel corso del 2012 prende sempre più una posizione di dura critica e di distacco dal Governo Monti, nutrendo forti e accesi dissapori anche sull'ipotesi della ridiscesa in campo[senza fonte] di Silvio Berlusconi, rispetto ad altri colleghi di partito che provoca una spaccatura all'interno del PDL che lo porta, il 20 dicembre a creare il nuovo movimento politico conservatore italiano Fratelli d'Italia, insieme agli ex-ministri di AN Giorgia Meloni ed Ignazio La Russa[7]. Fratelli d'Italia si coalizza comunque con il Popolo della Libertà e con la Lega Nord nella Coalizione di centro-destra per cercare di rinnovare e rivitalizzare tale area politica: candidato per un seggio al Senato, nelle liste di Fratelli d'Italia, alle elezioni politiche del febbraio 2013, non viene rieletto; nello stesso periodo Crosetto ricopre il ruolo di Presidente pro-tempore di Fratelli d'Italia in vista del I congresso nazionale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fabrizio Roncone, Crosetto e la finta laurea: sono stato uno sciocco., 13 marzo 2013. URL consultato il 15 marzo 2013.
  2. ^ Francesco Maria Del Vigo,ammette: "La telefonata era mia", il Giornale, 8 novembre 2011
  3. ^ Crosetto eletto neopresidente dell'aeroporto Levaldigi: ecco il nuovo organigramma completo, edizioni.lastampa.it, 4 settembre 2012. URL consultato il 4 settembre 2012.
  4. ^ Crosetto: "O Levaldigi decolla in due mesi o muore", torino.repubblica.it, 3 settembre 2012. URL consultato il 4 settembre 2012.
  5. ^ Intervista a Giulio Manfredi, 19 ottobre 2012
  6. ^ laStampa.it - Crosetto si dimette da Levaldigi, 17 ottobre 2012
  7. ^ Crosetto e Meloni dal Pdl a 'Fratelli d'Italia': trattativa con La Russa su nome e simbolo, 20 dicembre 2012. URL consultato il 21 dicembre 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa Successore Emblem of Italy.svg
Giovanni Lorenzo Forcieri 12 maggio 2008 - 16 novembre 2011 Filippo Milone
Predecessore Presidente di Fratelli d'Italia Successore Logo FratellidItalia.png
fondazione del partito 21 dicembre 2012 - 4 aprile 2013 Ignazio La Russa