Guido Crosetto

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Guido Crosetto
Guido Crosetto daticamera 2018.jpg

Presidente dell'AIAD
In carica
Inizio mandato 16 settembre 2014

Coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia
In carica
Inizio mandato 28 gennaio 2018
Presidente Giorgia Meloni
Predecessore Giovanni Donzelli

Durata mandato aprile 2013 –
marzo 2014
Presidente Ignazio La Russa
Giorgia Meloni
Predecessore carica istituita
Successore Giovanni Donzelli

Sottosegretario di Stato del Ministero della difesa
Durata mandato 12 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Capo del governo Silvio Berlusconi
Predecessore Giovanni Lorenzo Forcieri
Successore Filippo Milone

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 30 maggio 2001 –
14 marzo 2013
Legislature XIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XIV-XV: Forza Italia
XVI: Il Popolo della Libertà
Circoscrizione XIV: Piemonte 2
XV-XVI: Piemonte 1

Durata mandato 23 marzo 2018 –
13 marzo 2019
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Fratelli d'Italia
Circoscrizione Lombardia 3
Sito istituzionale

Sindaco di Marene
Durata mandato 28 maggio 1990 –
14 giugno 2004
Predecessore Paolo Lampertico
Successore Edoardo Giuseppe Pelissero

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia (dal 2012)
In precedenza:
DC (fino al 1994)
FI (1994-2009)
PdL (2009-2012)
Titolo di studio Diploma di liceo classico
Professione imprenditore

Guido Crosetto (Cuneo, 19 settembre 1963) è un politico italiano, sottosegretario alla Difesa nel Governo Berlusconi IV e attuale coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia e studi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le superiori, tra il 1982 e il 1987, Crosetto frequenta la Facoltà di Economia e Commercio all'Università degli Studi di Torino, ricoprendo anche l'incarico di rappresentante degli studenti al Consiglio di amministrazione dell'università. Interrompe gli studi senza laurearsi e si iscrive alla sezione giovanile della Democrazia Cristiana a seguito della morte del padre. Ha destato poi polemiche il fatto che sul sito della Camera dei deputati fosse riportato "laureato in economia e commercio". Crosetto a tal riguardo ha ammesso di aver raccontato una bugia[1]. È stato sposato con una pallavolista originaria della Repubblica Ceca da cui ha avuto un figlio nel 1997. Si è risposato nel 2015 ed ha due figli dalla seconda moglie.[senza fonte]

Le prime attività politiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo di frequenza universitaria, entrò nella Democrazia Cristiana, in cui ricoprì l'incarico di segretario regionale del movimento giovanile e di responsabile nazionale della formazione, dal 1984 al 1990. Divenne consigliere economico del Presidente del Consiglio Giovanni Goria[2].

Crosetto è stato sindaco di Marene (Cuneo) dal 1990 al 2004, eletto sempre come indipendente nella lista civica, da lui creata, "Insieme per Marene". Nel 1999 viene candidato alla Presidenza della Provincia di Cuneo, come indipendente, da Forza Italia. Arriva al ballottaggio contro il Presidente uscente candidato del centrosinistra, l'ex democristiano Giovanni Quaglia. Mantiene la carica di consigliere provinciale di Cuneo dal 1999 al 2009, ricoprendo l'incarico di capogruppo di Forza Italia. Si iscrive a Forza Italia nel 2000. Ha presieduto la conferenza dei Sindaci dell'ASL Savigliano-Saluzzo-Fossano dal 1993 al 1997.

Deputato di Forza Italia e PdL[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2001 Crosetto viene eletto alla Camera per Forza Italia nel collegio Alba-Bra-Langhe e Roero; viene rieletto alle politiche del 2006, sempre con Forza Italia, e alle politiche del 2008 con il Popolo della Libertà. È stato, con Carlo Petrini, uno dei fondatori dell'Università di Scienze Gastronomiche nel 2003. Dal 2003 al 2009 è stato coordinatore regionale del Piemonte per Forza Italia, e responsabile nazionale per il credito e l'industria fino alla nascita del Popolo della Libertà. Fino al 2012 è stato membro del Consiglio nazionale e della direzione del PdL.

Sottosegretario alla Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Nel Governo Berlusconi IV ricopre la carica di sottosegretario di Stato al Ministero della difesa. Dal 2010, pur ricoprendo un incarico governativo, ha assunto posizioni molto dure contro la politica economica del ministro Giulio Tremonti. Nel luglio del 2011, a seguito della prima manovra finanziaria, che ha definito "da psichiatra", ha guidato una protesta interna al Pdl, contestando duramente le scelte del ministro Tremonti e del Governo[3]. Si è distinto, inoltre, per le posizioni critiche verso alcune regole Europee e contro le politiche monetarie della BCE. Fu uno dei pochissimi parlamentari a votare contro il Fiscal Compact e il MES, in dissenso dal gruppo e con dichiarazione personale in aula. Quando il PdL decise di appoggiare il governo Monti, Crosetto dissentì votando contro la maggior parte dei provvedimenti di quel governo.

Presidente dell'aeroporto di Cuneo[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 settembre 2012 viene nominato all'unanimità nuovo presidente dell'Aeroporto Cuneo Levaldigi dal CdA dello scalo, prendendo il posto di Guido Botto. L'assemblea degli azionisti della società che gestisce Levaldigi, la GEAC SpA, gli ha affidato nella stessa seduta anche l'incarico di amministratore delegato al posto di Gian Pietro Pepino il cui mandato è scaduto, che avrebbe ricoperto il nuovo ruolo di direttore generale.[4]

Dopo la denuncia per incompatibilità nei due incarichi da parte degli esponenti del Partito Radicale, perché la legge non consente ad un parlamentare la presidenza di un aeroporto nazionale[5], dopo poco più di un mese si è dimesso dalla carica ricoperta in ambito aeroportuale, rimanendo deputato alla Camera.[6]

Guido Crosetto (in piedi) insieme a Carlo Fidanza (a sinistra) il 9 febbraio 2013 durante la campagna elettorale di Fratelli d'Italia a Sanremo per le elezioni politiche del 2013.

Cofondatore di Fratelli d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del 2012 prende sempre più una posizione di dura critica e di distacco dal Governo Monti, nutrendo forti e accesi dissapori anche sull'ipotesi della ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi[7], a differenza di altri colleghi di partito. Ciò provoca una spaccatura all'interno del PdL che lo porta, il 20 dicembre a creare il nuovo movimento politico conservatore italiano Fratelli d'Italia, insieme agli ex-ministri di AN Giorgia Meloni ed Ignazio La Russa[8]. Fratelli d'Italia si coalizza comunque con il Popolo della Libertà e con la Lega Nord nella Coalizione di centro-destra per cercare di rinnovare e rivitalizzare tale area politica: candidato per un seggio al Senato, nelle liste di Fratelli d'Italia, alle elezioni politiche del febbraio 2013, non viene rieletto perché il partito non supera la soglia di sbarramento del 3%; nello stesso periodo Crosetto ricopre il ruolo di Presidente pro-tempore di Fratelli d'Italia in vista del I congresso nazionale. Da aprile 2013 fino al marzo 2014 è poi coordinatore del partito.

Sempre nel 2014 si candida alla presidenza della Regione Piemonte con Fratelli d'Italia piazzandosi quarto con il 5,73%

Si candida anche alle elezioni europee del maggio 2014 nella Circoscrizione Italia nord-occidentale (che raccoglie i collegi di Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) per FDI dove con 30.000 preferenze risulta il primo, dopo la Meloni candidata capolista in tutta Italia, ma il 3,7% del partito non consente a FDI di eleggere rappresentanti in Europa.

Presidente dell'AIAD e il ritorno in politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2014 Guido Crosetto lascia l'impegno politico e viene nominato presidente della Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza (AIAD).[9]

Nel dicembre 2017 ricompare sulla scena politica partecipando al Congresso di Fratelli d'Italia. Il 28 gennaio 2018 Giorgia Meloni annuncia il ritorno di Crosetto come coordinatore di Fratelli d'Italia e la sua candidatura come capolista alla Camera nelle circoscrizione Piemonte 1, Piemonte 2 e Lombardia 3 per le elezioni politiche del 4 marzo.[10] Viene rieletto deputato nella circoscrizione Lombardia 3.[11]

Il 23 maggio presenta le dimissioni da deputato per tornare a svolgere a tempo pieno il ruolo di presidente dell'AIAD (anche perché i due ruoli sono incompatibili)[12] ma il 17 ottobre la Camera respinge la sua richiesta con 285 voti contrari e 187 favorevoli.[13]. Le sue dimissioni vengono tuttavia accettate il 13 marzo 2019 a seguito di una nuova votazione.[14] Al suo posto subentra Lucrezia Mantovani.

Nell'aprile 2020 viene nominato presidente di Orizzonte Sistemi Navali[15], impresa creata come joint venture tra Fincantieri e Leonardo e specializzata in sistemi ad alta tecnologia per le navi militari e di gestione integrata dei sistemi d’arma[16]. Nell'agosto 2020, a poche settimane dal referendum costituzionale sul taglio del numero di parlamentari legato alla riforma avviata dal governo Conte I guidato dalla Lega assieme al Movimento 5 Stelle e concluso dal governo Conte II guidato dalla coalizione tra M5S e Partito Democratico[17] Crosetto annuncia il suo voto contrario, in dissidenza con la linea ufficiale di Fratelli d'Italia, schierato per il "Sì"[18].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito della Croce Rossa Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito della Croce Rossa Italiana
«Sottosegretario di Stato alla Difesa con delega alla Croce Rossa è stato vicinissimo all'Associazione mostrando altissima competenza e profonda determinazione nell'espletamento del Suo mandato governativo, durante il quale si è adoperato con grande passione, slancio e profonda generosità a favore della CRI, con particolare riferimento ai due Corpi della CRI ausiliari delle FF.AA. In forza della sua competenza e determinazione ha saputo agevolare sempre le attività umanitarie della CRI sia attraverso i suoi uffici che direttamente in occasione delle sue visite nelle zone di operazione in Italia come all'estero. Fulgido esempio di dedizione verso gli alti ideali della Croce Rossa.»
— 14 novembre 2012[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fabrizio Roncone, Crosetto e la finta laurea: sono stato uno sciocco, Corriere della Sera, 4 marzo 2013. URL consultato il 24 maggio 2018 (archiviato il 22 aprile 2018).
  2. ^ Il "gigante di Marene" che arriva dalla Dc, La Repubblica, 21 marzo 2014. URL consultato il 27 marzo 2017.
  3. ^ La manovra? Materia per psichiatri. Attacco a Tremonti del sottosegretario alla difesa Crosetto, Il Sole 24 Ore, 26 giugno 2011. URL consultato il 1º settembre 2014.
  4. ^ Crosetto eletto neopresidente dell'aeroporto Levaldigi: ecco il nuovo organigramma completo[collegamento interrotto], edizioni.lastampa.it, 4 settembre 2012. URL consultato il 4 settembre 2012.
  5. ^ Intervista a Giulio Manfredi, 19 ottobre 2012
  6. ^ laStampa.it - Crosetto si dimette da Levaldigi, 17 ottobre 2012, su edizioni.lastampa.it. URL consultato il 27 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2012).
  7. ^ Aldo Grasso, Crosetto (il Gigante buono) insulta i lillipuziani di Silvio, Corriere della Sera, 9 dicembre 2012. URL consultato il 1º settembre 2014.
  8. ^ Crosetto e Meloni dal Pdl a 'Fratelli d'Italia': trattativa con La Russa su nome e simbolo, su repubblica.it, 20 dicembre 2012. URL consultato il 21 dicembre 2012.
  9. ^ Atreju, benvenuti alla festa dei Fratelli d'Italia e di Meloni senza il fratello Crosetto - Formiche.net
  10. ^ Crosetto torna all'impegno politico
  11. ^ Corriere.it, Crosetto, mancato ministro dà l'addio alla Camera
  12. ^ Guido Crosetto si è dimesso da parlamentare
  13. ^ Aula respinge dimissioni Crosetto
  14. ^ http://www.camera.it/leg18/1132?shadow_primapagina=8732
  15. ^ Crosetto presidente di Orizzonte Sistemi Navali, The Meditelegraph, 4 aprile 2020
  16. ^ Andrea Muratore, Orizzonte Sistemi Navali, un'azienda al bivio tra Italia e Francia, Inside Over, 4 aprile 2020
  17. ^ Andrea Muratore, La democrazia non è un costo, Osservatorio Globalizzazione, 18 febbraio 2020
  18. ^ Americo Mascarucci, Referendum, nel centrodestra crescono i malumori. Tutti i NO da Borghi a Crosetto, Lo Speciale, 27 agosto 2020
  19. ^ Consegna onorificenze al merito della Croce Rossa Italiana

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Giovanni Lorenzo Forcieri 12 maggio 2008 - 16 novembre 2011 Filippo Milone
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fondazione del partito 21 dicembre 2012 - 4 aprile 2013 Ignazio La Russa
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Paolo Lampertico 28 maggio 1990 - 14 giugno 2004 Edoardo Giuseppe Perlissero