Palazzo Cornaro

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Palazzo Cornaro
L go del Tritone lato Trevi pal Cornaro P1070571.jpg
Palazzo Cornaro-Pamphili
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
Indirizzovia della Stamperia 8
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1579-1582
Piani2 +sopraelevazione moderna
Realizzazione
ArchitettoGiacomo Del Duca
ProprietarioStato italiano

Il palazzo Cornaro è sito nel rione Trevi di Roma, in Via della Stamperia, 8; è sede del Dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie, della Presidenza del Consiglio dei ministri. Edificato tra il 1582 ed il 1584, su commissione del Cardinale Cornaro, dall'architetto siciliano Giacomo Del Duca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il cardinale Cornaro, una figura di spicco nella Corte romana dell'epoca, acquista nel 1579 una casa sita presso la chiesa di Santa Maria dei Crociferi, da Massimo e Gabriele Zabrera. Tre anni dopo, segue un ulteriore acquisto di un edificio adiacente, di proprietà di Giovanni Giorgio Cesarini. A questo punto, nel 1582, il cardinale richiede l'intervento dell'architetto siciliano, allievo di Michelangelo.

Palazzo Cornaro rappresenta, nell'opera di Giacomo Del Duca un importante segno di maturazione artistica, nell'abbattere le personalizzazioni tipiche del secolo che si chiudeva, proponendo un'architettura più popolare. Opere come palazzo Cornaro sono un chiaro esempio del rinnovamento delle cadenze formali nella Roma post-tridentina.

Il palazzo posa sui resti dell'Acquedotto dell'Acqua Vergine, inaugurato nel 19 a.C. e restaurato sotto l'Imperatore Claudio.

Fino al 1628, il palazzo non subisce modifiche e rimane residenza dei Cornaro. In seguito viene dato in affitto a illustri personalità ecclesiastiche, come il cardinale Desiderio Scaglia.

Nel 1647 Francesco Cornaro vende il palazzo a donna Olimpia Pamphili, la cui famiglia ne manterrà la proprietà fino al 1777. In questo lasso di tempo, il palazzo, come del resto tutta la zona, subisce grandi modifiche e diventa una dimora sempre più prestigiosa, anche grazie all'unificazione con i palazzi attigui, fino ad arrivare alla Piazza di Trevi.

Nel 1777 Andrea Doria Pamphilj cede parte del palazzo alla Camera Apostolica, per interessamento di Pio VI, che vi collocherà la Stamperia camerale. In particolare, viene ceduta l'ala verso la fontana di Trevi e metà del palazzo cinquecentesco. La parte restante venne concessa in enfiteusi a privati, a partire dal 1780.
Nel 1834, Giuseppe Valadier amplia la sede della stamperia, costruendo il palazzo che è attiguo al palazzo Cornaro.
Ulteriori stravolgimenti si ebbero a partire dal 1871, quando si stabilì, in loco della Stamperia Camerale, il Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d'Italia. Negli anni successivi vennero fatti numerosi lavori di adeguamento alle nuove esigenze, specialmente di ampliamento della cubatura utile. In particolar modo viene edificato un piano aggiuntivo e creati nuovi volumi all'interno dei cortili.
Nei primi anni del '900 viene creata una nuova facciata d'angolo, utilizzando gli stessi princìpi architettonici pensati da Giacomo Del Duca. Nel 1927 il palazzo è diventato sede del Ministero delle Corporazioni. Nel dopoguerra ha accolto alcuni uffici del Ministero del Tesoro. Oggi è sede del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie[1].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

In quanto sede del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie il palazzo ospita attività di genere amministrativo. Vi lavorano circa 200 persone. La sala riunioni del piano nobile ospita i lavori delle Commissioni Paritetiche istituite dal Dipartimento e della Conferenza Unificata Stato-Regioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. Benedetti, "Palazzo Cornaro", Roma, Edi. V., 2002, pp 09 - 36.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • V. Leonardi, "La Calcografia Camerale", in: Vecchie case romane, Roma, Lunario Romano, 1973

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

[1]