Trevi (rione di Roma)

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R. II Trevi
Stemma ufficiale
Trevi fountain in Rome 2004 (RaBoe).jpg
La fontana di Trevi
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma I
Codice 102
Superficie 0,5503 km²
Abitanti 2 371 ab.[1] (2015)
Densità 4 308,56 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 41°54′09.98″N 12°29′09.43″E / 41.902773°N 12.485952°E41.902773; 12.485952

Trevi è il secondo rione di Roma, indicato con R. II.

L'origine del suo nome non è ancora sicura, tuttavia l'ipotesi più accreditata è che provenga dal latino trivium, che sta ad indicare la confluenza di tre vie nella piazzetta dei Crociferi, situata al lato della moderna piazza di Trevi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il rione confina con:

  • Sallustiano: via Bissolati, largo di Santa Susanna
  • Castro Pretorio: piazza San Bernardo, via Venti Settembre
  • Monti: via del Quirinale, piazza del Quirinale, via Ventiquattro Maggio, largo Magnanapoli
  • Pigna: piazza Venezia, via del Corso, piazza San Marcello
  • Colonna: via del Tritone, piazza Barberini
  • Ludovisi: via di San Basilio

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tale rione, durante la Roma repubblicana rientrava nella terza regione, durante la Roma imperiale era suddivisa tra la sesta (chiamata Alta Semita) e la settima (chiamata via Lata). Nell'antica Roma, nel rione Trevi c'erano ampi raggruppamenti di case private da cui si ergevano alcuni edifici monumentali. Sin dal periodo romano tale zona fu suddivisa in due parti principali: quella bassa, pianeggiante e vicino al fiume, e quella alta, collinare e quindi rialzata. La prima era centro di attività cittadine, mentre la seconda rimase essenzialmente una ricca zona residenziale.

Dopo la caduta dell'impero la zona collinare si andò spopolando mentre la popolazione tendeva a concentrarsi nella zona a valle. L'urbanizzazione seguì la popolazione: le costruzioni erano numerose nei pressi del Tevere mentre non si costruì praticamente nulla nella zona collinare fino ai fasti del Rinascimento.

Nel 1600 l'urbanizzazione, la costruzione di strade, chiese e fontane avevano fatto sì che tutto il rione Trevi fosse densamente popolato, e il suo aspetto rimase essenzialmente inalterato fino alla fine del XIX secolo. Il Quirinale, parzialmente isolato dalla parte densamente popolata nei pressi del Tevere, tendeva a trasformarsi in un centro di potere ospitando numerosi palazzi rappresentativi della potenza papale.

Durante il periodo napoleonico, nel 1811, si decise che il Quirinale dovesse diventare un vero centro di potere imperiale. Tale progetto non fu realizzato a causa della caduta di Napoleone, tuttavia l'idea rimase e fu ripresa parzialmente nella pianificazione dell'assetto urbanistico di Roma capitale dopo il 1870. Infatti molti ministeri si trovano ancora oggigiorno nel rione Trevi.

Ciò trasformò completamente il volto della parte collinare del rione, che allora era una zona non densamente abitata ricca di viottoli, di chiese e di palazzi monumentali.

Il monumento più celebre nel rione è la fontana di Trevi.

La Città dell'acqua[modifica | modifica wikitesto]

Vicus Caprarius, elevato dell'edificio sud (dal I al IV sec.). Alto circa 6 mt. sul piano stradale, doveva salire per almeno due piani

Il fatto che l'acquedotto Vergine non sia mai andato completamente in rovina è testimoniato, tra l'altro, dalla bimillenaria stratificazione di costruzioni presente nella zona del Trivium (che era il nome originario dell'area dove oggi sorge la fontana di Trevi).

Alla fine degli anni novanta lavori di scavo per ristrutturazione e di consolidamento in un gruppo di immobili presso la fontana portarono alla scoperta di una vasta e complessa area archeologica, oggi riorganizzata e visitabile con il titolo "La città dell'acqua"[2].

Ne riemersero le tracce di un'insula di età neroniana che dava sul Vicus caprarius, poi convertita in parte in una domus signorile, a metà del IV secolo, e in parte in una grande cisterna di raccolta, per l'appunto, dell'Acqua Vergine. Nello stesso comprensorio, e in parte sovrapposti ai precedenti, sono stati portati alla luce anche resti di edifici del XII e XIII secolo; dell'urbanizzazione di quell'epoca sono del resto visibili le tracce nel portico medioevale conservato sul lato della piazza, di fronte alla fontana.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Tre spade nude bianche in banda in campo rosso.[3]

Stemma Rione Trevi.svg

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Sconsacrate
Scomparse

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Via dell'Archetto
  • Via in Arcione
  • Vicolo in Arcione
  • Via degli Avignonesi
  • Vicolo del Babuccio
  • Via Barberini
  • Vicolo Barberini
  • Via del Basilico
  • Via C.Battisti
  • Via del Boccaccio
  • Via del Carmine
  • Via della Cordonata[5]
  • Via del Corso
  • Via dei Crociferi
  • Via della Dataria
  • Via dei Fornari
  • Vicolo del Forno
  • Vicolo del Gallinaccio
  • Via dei Giardini
  • Via del Lavatore
  • Via dei Lucchesi
  • Via Magnanapoli
  • Via del Mancino
  • Via dei Maroniti
  • Vicolo dei Maroniti
  • Via M.Minghetti
  • Vicolo dei Modelli
  • Salita di Monte Cavallo
  • Salita di S.Nicola da Tolentino
  • Vicolo del Monticello
  • Via del Mortaro
  • Via delle Muratte
  • Via della Panetteria
  • Via della Pilotta
  • Vicolo del Piombo
  • Via Poli
  • Vicolo del Puttarello
  • Via delle Quattro Fontane
  • Via Quattro Novembre
  • Via del Quirinale
  • Via Rasella
  • Via dei Sabini
  • Via dei SS.Apostoli
  • Via di S.Basilio
  • Vicolo di S.Bernardo
  • Via di S.Eufemia
  • Via di S.Marcello
  • Via di S.Maria in Via
  • Via dello Scalone
  • Vicolo Scanderbeg
  • Vicolo Scavolino
  • Galleria Sciarra
  • Vicolo Sciarra
  • Via dei Serviti
  • Via delle Scuderie
  • Galleria A.Sordi
  • Via della Stamperia
  • Via del Traforo
  • Via delle Tre Cannelle
  • Via del Tritone
  • Via dell'Umiltà
  • Vicolo dell'Umiltà
  • Via del Vaccaro
  • Via Venti Settembre
  • Via Ventiquattro Maggio
  • Via delle Vergini

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2015 per suddivisione toponomastica.
  2. ^ Si veda La città dell'acqua. L'area archeologica del Vicus Caprarius, con molte foto, e anche La scoperta sul sito del Gruppo Cremonini, intestatario degli immobili e finanziatore degli scavi, e Ex cinema Trevi un «tesoretto» di monete romane, Corriere della Sera, 20 dicembre 2006.
  3. ^ Carlo Pietrangeli, p. 186.
  4. ^ Lilli Garrone, De Mita, l’attico di via in Arcione in vendita per 11 milioni, roma.corriere.it. URL consultato il 05 agosto 2016.
  5. ^ Dove fu ambientata, in esterni, la casa dove deve essere fatto il colpo del film I soliti ignoti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ludovico Pratesi, RIONE II. TREVI, in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 1989.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.
  • Carlo Pietrangeli, Insegne e stemmi dei rioni di Roma, in Capitolium. Rassegna di attività municipali, anno XXVIII, nº 6, Roma, Tumminelli - Istituto Romano di Arti Grafiche, 1953.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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