Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

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Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
Stato Italia Italia
Città Napoli, Caserta, Aversa, Santa Maria Capua Vetere, Capua
Altre sedi Avellino, Marcianise
Fondazione 1990
Tipo Statale
Scuole Medicina e Chirurgia
Politecnica e delle Scienze di Base
Dipartimenti 18
Rettore Giuseppe Paolisso
Studenti 25 796 (anno accademico 2015/2016[1])
Affiliazioni UNIMED
Sport CUS Caserta, CUS Napoli
Sito web unina2.it

L'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" (in precedenza Seconda Università degli Studi di Napoli, in acronimo SUN) è una università statale italiana istituita nel 1990, quinta in ordine cronologico nella regione Campania.

La nuova denominazione, in vigore dal 23 novembre 2016, è stata scelta in onore del famoso architetto Luigi Vanvitelli, tra le cui opere si annovera la Reggia di Caserta. L'indicazione geografica "Campania" è una scelta dovuta al fatto che i dipartimenti universitari sono collocati in diverse città della regione, afferenti alla città metropolitana di Napoli e alle province di Caserta e Avellino.

La precedente denominazione, Seconda Università degli studi di Napoli, era stata scelta poiché al momento della sua istituzione, tre delle quattro università già presenti a Napoli erano istituti universitari a ordinamento speciale, da cui la denominazione di "Seconda" perché era la seconda con denominazione università degli studi dopo la Federico II, da cui venne scorporati attraverso la separazione della seconda facoltà di Medicina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Istituita allo scopo di decongestionare l'Università degli Studi di Napoli "Federico II",[2] la sua costituzione venne prevista dal DPCM 12 maggio 1989, che ne programmava l'istituzione nell'ambito del piano di sviluppo quadriennale delle università 1986-1990 per scorporo di una delle due facoltà universitarie di medicina e chirurgia dell'università federiciana. La legge 7 agosto 1990 n. 245 ne promulgò l'istituzione formale[3] demandando alla decretazione ministeriale la costituzione delle facoltà e l'attivazione dei relativi corsi di laurea. Vennero infine emanati il D.M. 25 marzo 1991 e il successivo D.P.R. 28 ottobre 1991, che istituiva le facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e di Lettere e Filosofia nell'ambito dell'attuazione del piano di sviluppo triennale delle università 1991-1993. Il D.P.R. 27 aprile 1992 ne decretò l'ubicazione ufficiale delle strutture.

Subito dopo la nascita dell'ateneo, diverse unità di personale tecnico-amministrativo vennero trasferite d'ufficio dalla Università degli Studi di Napoli "Federico II", per consentire l'avvio delle attività della nuova università,[senza fonte] tuttavia a partire dagli anni novanta si ebbe un progressivo aumento delle attività, del numero degli iscritti, oltre che a quello del personale docente e amministrativo; e nel 2003 iniziarono i lavori per la costruzione di un nuovo policlinico a Caserta, destinato a sostituire primo policlinico di Napoli, le premesse per la cui costruzione furono poste nel 1995 con apposito protocollo d'intesa[4] concepita per sostituire il primo policlinico di Napoli. Nel 2005, nell'ambito di una collaborazione dell'ateneo nell'ambito del consorzio interuniversitario INNOVA,[5] venne costituito il laboratorio Circe, situato nel territorio del comune di San Nicola la Strada ove si studia il nucleo degli astri e si effettuano datazioni di reperti archeologici.[6] Nel 2009, nel corso della manifestazione Giornate Scientifiche dell'Ateneo, venne poi inaugurato un nuovo aulario in Santa Maria Capua Vetere, sito in via Perla, comprensivo di 15 aule, un laboratorio multimediale, un parcheggio per auto capace di ospitare in tutto 2.500 studenti.[7]

I lavori per la costruzione del policlinico di Caserta, che avrebbero dovuto essere completati nel 2015,[8] risultano però fermi, dopo la rinuncia dell'ultima ditta alla quale venne affidato l'incarico.[9] Nel marzo dello stesso anno il Senato accademico deliberò il cambio del nome, avviando una procedura il cui iter si concluse l'8 novembre 2016.[10]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

L'Ateneo ha due sedi di Rettorato, una a Napoli, via Costantinopoli al civico 104,[11] nei pressi del vecchio policlinico, ma è anche presente un ufficio distaccato a Caserta, che costituisce sede legale.

In seguito alla riorganizzazione ai sensi della legge n. 240/2010 (riforma Gelmini), si articola in 18 dipartimenti universitari, due Scuole d'Ateneo, circa 60 scuole di specializzazione mediche e una scuola di specializzazione per le professioni legali. A Napoli si trovano i dipartimenti dell'area medica e alcuni centri di servizio dell'Ateneo, ubicati principalmente all'interno e nelle immediate vicinanze del centro storico di Napoli.

Le scuole sono la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base con sede ad Aversa, e la Scuola di Medicina e Chirurgia con sede a Napoli. Sono inoltre attivi un Comitato per lo Sport Universitario e un coro polifonico.

I dipartimenti universitari sono:[12]

  1. Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale “Luigi Vanvitelli”;
  2. Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell'Informazione;
  3. Dipartimento di Ingegneria Civile, Design, Edilizia e Ambiente;
  4. Dipartimento di Giurisprudenza;
  5. Dipartimento di Economia;
  6. Dipartimento di Lettere e Beni Culturali;
  7. Dipartimento di Matematica e Fisica;
  8. Dipartimento di Psicologia;
  9. Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet”;
  10. Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Biologiche e Farmaceutiche;
  11. Dipartimento di Biochimica Biofisica e Patologia Generale;
  12. Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica;
  13. Dipartimento di Medicina Sperimentale;
  14. Dipartimento Medico-Chirurgico di Internistica Clinica e Sperimentale “F. Magrassi e A. Lanzara”;
  15. Dipartimento Multidisciplinare di Specialità Medico – Chirurgiche e Odontoiatriche;
  16. Dipartimento di Salute Mentale e Fisica e Medicina Preventiva;
  17. Dipartimento di Scienze Cardio-Toraciche e Respiratorie;
  18. Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche, Neurologiche, Metaboliche e dell'Invecchiamento.

Articolazione e sedi[modifica | modifica wikitesto]

Le sedi sono dislocate tra Caserta, il territorio provinciale e la città di Napoli, quasi tutte in strutture di interesse storico e culturale.

Aversa[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso del complesso della Real Casa dell'Annunziata, sede dei dipartimenti situati nella città di Aversa.

Nella città di Aversa ha sede la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base e 3 dipartimenti; Dipartimento di Ingegneria Civile, Design, Edilizia e Ambiente e il Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell'Informazione - relativi alle discipline dell'ingegneria - hanno sede nel complesso della Real casa dell'Annunziata di Aversa, edificato intorno agli inizi del XIV secolo. Il plesso rientrava tra quelle istituzioni religiose con fini assistenziali promosse dagli Angioini anche per il controllo del territorio. L'aula della ex facoltà si trova nella stessa città, ed è sito in via Michelangelo Buonarroti.

Il Dipartimento di Architettura e Disegno industriale "Luigi Vanvitelli" - ha invece sede nella Chiesa di San Lorenzo ad septimum in Aversa, che sorge in una località che già in epoca antica rivestiva caratteri di grande interesse, sulla antica via Consolare Campana ad septimum, cioè al settimo miglio della città di Capua.[senza fonte] Il complesso monumentale comprende l'omonima Chiesa ed è costruito intorno al chiostro.

Capua[modifica | modifica wikitesto]

Presso l'omonima cittadina ha sede il Dipartimento di Economia. Il complesso che ospitava la vecchia facoltà è l'ex Convento delle Dame Monache, successivamente denominato Caserma Ettore Fieramosca, è situato a Capua al Corso Gran Priorato di Malta, oggetto di lavori di ristrutturazioni e di riqualificazione del complesso, a partire dal 2005.[senza fonte]

Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del polo scientifico di Caserta (ingresso di Viale Lincoln)

Il capoluogo di provincia ospita diversi uffici amministrativi e 4 dipartimenti: Il Dipartimento di Psicologia che ha sostituito la vecchia facoltà creata nel 2001, per scorporo dalla facoltà di lettere e filosofia, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Biologiche e Farmaceutiche ed il Dipartimento di Matematica e Fisica che hanno anch'essi sostituito le precedenti facoltà e situati come le stesse nel polo scientifico cittadino, sito in Viale Lincoln.

Il Dipartimento di Scienze Politiche "Jean Monnet", operativo anno accademico 2011-2012 è invece collocati presso il complesso di viale Ellittico n. 31, presso uno stabile in precedenza di proprietà di Poste Italiane, ed acquistato dall'università nel 2006.[13] Quest'ultimo ha rimpiazzato la precedente facoltà, che aveva originariamente sede nel complesso monumentale del Belvedere di San Leucio, sui monti Tifatini, un tempo comune e oggi frazione di Caserta, la quale iniziò l'attività didattica nell'anno accademico 2006-2007 con il corso di laurea in Scienze Politiche.[senza fonte]

Infine presso il centro direzionale cittadino - in località San Benedetto - è ospitata la sede del corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia.[14]

Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del chiostro del Complesso di Sant'Andrea delle Dame dove sono situate alcune strutture dell'università

Nel capoluogo regionale si trova la Scuola di Medicina e Chirurgia, altri uffici amministrativi, i 9 dipartimenti delle discipline mediche ed il policlinico universitario. Le attività formative professionalizzanti si svolgono presso l'ospedale civile di Caserta (e, in parte, presso strutture napoletane) per gli studenti del corso con sede a Caserta; presso il primo, il secondo policlinico e l'ospedale Monaldi per gli studenti del corso con sede a Napoli. Sedi del polo di Napoli sono il Complesso di Sant'Andrea delle Dame e il Complesso di Santa Patrizia. Presso i chiostri di Santa Patrizia, l'università ospita il Museo di anatomia umana.[15]

A partire dall'a.a. 2012-2013 è stata prevista l'attivazione del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia in lingua inglese, con test d'ingresso nella stessa lingua e indirizzato esclusivamente ad un numero di circa 30 studenti con passaporto non italiano, avente sede come il corso di laurea in Odontoiatria, presso Napoli.[senza fonte] Sempre presso il primo policlinico di Napoli operano le scuole di specializzazione mediche. I corsi di laurea abilitanti alle professioni sanitarie non mediche e i corsi di laurea specialistica ad essi correlati si tengono in varie sedi, anche in convenzione con strutture sanitarie. Il vecchio policlinico di Napoli era destinato in virtù di un progetto del comune di Napoli ad essere smantellato per dar spazio ad un parco archeologico,[16] tuttavia il progetto è stato poi abbandonato.[senza fonte]

Santa Maria Capua Vetere[modifica | modifica wikitesto]

Presso Santa Maria Capua Vetere si trovano invece 2 strutture: il Dipartimento di Giurisprudenza, precisamente a Palazzo Melzi, fatto costruire dall'Arcivescovo Camillo Melzi nel XVII secolo per servire come sede della mensa arcivescovile. Dal 1808 è stato sede del tribunale sino all'istituzione della facoltà, avvenuta nel 1992. Presso il dipartimento universitario ha inoltre sede la scuola di specializzazione per le professioni legali.

Il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali ("DILBEC") si trova invece monastero medievale dedicato a San Francesco a Santa Maria Capua Vetere. Quest'ultima struttura agli inizi del XVII secolo venne occupata dai frati minori dell'ordine di San Francesco da Paola, e divenne un monastero, costruito su un antico criptoportico romano, fino a quando nel 1738 vi vennero alloggiati i soldati borbonici e dal 6 febbraio 1807 è stato trasformato in un carcere. Infine presso la cittadina è presente l'aulario di via Raffaele Perla, che serve i due dipartimenti e che fu inaugurato nel 2009.

Il dibattito sul cambio di denominazione[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni 2000 si è cominciato a discutere il cambio di denominazione dell'ateneo.[17] Nel 2010 una delibera del consiglio regionale della Campania si espresse a favore della denominazione "Università di Caserta – Terra di Lavoro",[18] Durante l'inaugurazione dell'anno accademico 2014/2015 il rettore Giuseppe Paolisso, eletto nel 2014, annunciò la valutazione di tre ipotesi; ovvero "Università di Caserta", "Università Luigi Vanvitelli", "Università della Campania – Luigi Vanvitelli".[19] Nel 2015, nonostante una delibera del comune di Caserta[20] e di alcune interrogazioni parlamentari effettuate al governo Renzi,[21] il 31 marzo il senato accademico si espresse per la denominazione "Università della Campania – Luigi Vanvitelli", annunciando l'avvio della procedura - che prevede l'approvazione del MIUR - ed anche l'indizione di un concorso internazionale per la scelta di un nuovo logo dell'ateneo, con costi di rebranding non inferiori a 65.000 euro.[22] La procedura si è conclusa con l'approvazione, da parte del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, del nuovo statuto, l'8 novembre 2016, che ha previsto il cambio di denominazione come approvato dal senato accademico il 31 marzo 2015.[23]

Persone legate all'Ateneo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MIUR Anagrafe Nazionale Studenti
  2. ^ sun - seconda università di napoli, su saperi.forumpa.it. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  3. ^ Art. 10 legge 7 agosto 1990 n. 245.
  4. ^ Policlinico con vista sulle cave Quattordici anni per non costruirlo, in Corriere del Mezzogiorno, 30 giugno 2009. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  5. ^ La Regione Campania tra le regioni europee leader nell’innovazione applicata ai Beni Culturali ed Ambientali, su Innova.Campania.it, nº 3, INNEWS, marzo 2005. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  6. ^ Nanostelle accese in laboratorio, su ANSA.it, 14 novembre 2012. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  7. ^ Sun, GSA 09 e inaugurazione dell’aulario di Capua Vetere, su CorriereUniv.it, 10 luglio 2009. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  8. ^ CRONACA. Entro il 2015 sarà completato il Policlinico di Caserta, promessepubbliche.com. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  9. ^ Enzo Musella e Francesco Cigliano, Stop ai lavori per la costruzione del nuovo Policlinico di Caserta, dopo quasi 20anni è ancora tutto fermo, sprecati milioni di euro, su ItalyWorkNews.it, 17 febbraio 2015. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  10. ^ Caserta. Addio alla Seconda Università di Napoli, coniata la sigla Luigi Vanvitelli da corrierecaserta.it, 8 novembre 2016
  11. ^ Come riportato sul sito ufficiale, unina2.it. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  12. ^ Pagina dei dipartimenti dal sito ufficiale, unina2.it. URL consultato il 09 novembre 2016.
  13. ^ Lidia Luberto, Policlinico, Rossi: «Lavori ancora fermi, ma non è colpa nostra», in Corriere del Mezzogiorno, 22 gennaio 2009. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  14. ^ Università a Caserta in Centro Direzionale, su Caserta.PagineGialle.it. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  15. ^ Museo di Anatomia Umana - I Tesori di Napoli, su NapolidaVivere.it, 12 febbraio 2012. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  16. ^ Il Parco Archeologico Urbano nel Centro Storico di Napoli, su CampaniArchitetti.org, 9 gennaio 2014. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  17. ^ Seconda Università degli Studi di Napoli: si cerca un nome nuovo, lnx.casertasette.com. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  18. ^ La SUN cambia nome, su CorriereUniv.it, 31 luglio 2010. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  19. ^ Seconda Università, tre nomi per la svolta: la scelta è tra «Campania», «Caserta» e «Vanvitelli», in Il Mattino, 28 febbraio 2015. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  20. ^ Sun, nuovo appello del sindaco per il cambio del nome: «Si chiami Università di Caserta», in Il Mattino, 27 febbraio 2015. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  21. ^ Caserta, pressing dei parlamentari per cambiare nome alla Sun: Università di Caserta, in Il Mattino, 13 marzo 2015. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  22. ^ L’Università ha fatto la sua scelta: Caserta “ripudiata”, si chiamerà “Campania – Luigi Vanvitelli”, su Casertace.net, 2015. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  23. ^ DECRETO RETTORALE 17 ottobre 2016, su Gazzetta Ufficiale.it, 2016. URL consultato l'8 novembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1º rapporto sugli archivi delle università italiane pubblicazione a cura del Ministero per i beni e le attività culturali, Padova 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]