Palazzo Lanfranchi (Matera)

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Palazzo Lanfranchi
Palazzo Lanfranchi Matera.jpg
La facciata del Palazzo Lanfranchi
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMatera
Coordinate40°39′46.53″N 16°36′37.4″E / 40.662925°N 16.610389°E40.662925; 16.610389Coordinate: 40°39′46.53″N 16°36′37.4″E / 40.662925°N 16.610389°E40.662925; 16.610389
Informazioni generali
CondizioniIn uso

Palazzo Lanfranchi è il massimo monumento che rappresenta il periodo seicentesco a Matera. Davanti al portone è posta la scultura "La Goccia" di Kengiro Azuma.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

La facciata, asimmetrica, è divisa orizzontalmente in due parti da un cornicione. Nella parte inferiore sono presenti cinque nicchie in cui si possono ammirare le statue della Madonna del Carmine e di Santi. La parte superiore presenta lesene verticali complete di capitello, nove arcate cieche di cui la più grande sovrasta ed ingloba il rosone, e sopra il coronamento della facciata si nota un frontone con un orologio al centro.

L'opera venne progettata e fatta costruire, tra il 1668 e il 1672, da Frate Francesco da Copertino su richiesta dell'arcivescovo Vincenzo Lanfranchi, con il fine di ospitare il Seminario diocesano. L'edificazione della struttura inglobò anche il "Convento del Carmine", preesistente. Nel 1864, dopo l'Unità d'Italia, il Palazzo Lanfranchi ospitò fino al 1967 il Liceo Classico "E. Duni", dove insegnò anche Pascoli dal 1882 al 1884.

A partire dagli anni ottanta l'edificio ha dato spazio agli uffici della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Basilicata e, a partire dal 6 maggio 2003, è diventato la sede del Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna della Basilicata, suddiviso in quattro sezioni: Arte Sacra, Collezionismo con una galleria di dipinti, appartenuta a Camillo D'Errico, di Ruoppolo, Abraham Brueghel, De Mura e Preti, Arte contemporanea, con opere di Carlo Levi, e Sezione Demoetnoantropologica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Lanfranchi visto da Santa Maria di Idris
    AA. VV, Basilicata Atlante Turistico, Istituto Geografico De Agostini, 2006.

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