Kengiro Azuma

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Kenjirō Azuma (吾妻 兼治郎 Azuma Kenjirō?), italianizzato in Kengiro Azuma (Yamagata, 12 marzo 1926) è uno scultore e pittore giapponese naturalizzato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia di artigiani del bronzo, il padre produceva campane per i templi in Giappone, a 17 anni entra nella marina come pilota-kamikaze, ma non arriva a sacrificarsi per la fine della guerra. Finita la seconda guerra mondiale, in Giappone la scoperta dell'umanità dell'imperatore (fino a quel momento considerato di origine divina) crea un grande shock nella popolazione; in Azuma, questa scoperta crea un enorme vuoto spirituale spingendolo verso l'arte[1] Tra il 1949 e il 1953 si laurea in scultura all'Università di Tokyo, nel 1956 ottiene una borsa di studio dal governo italiano e si trasferisce in Italia. Presto diventa allievo di Marino Marini all'Accademia di Belle Arti di Brera, in seguito ne diverrà l'assistente e la sua opera è sintesi dell'arte Zen e della lezione di Marino Marini e Fontana[2]. [3].Nel 1962 partecipa, insieme ai più importanti scultori internazionali dell’epoca, alla mostra Sculture nella città organizzata da Giovanni Carandente nell'ambito del V Festival dei Due Mondi a Spoleto. Presenta l'opera MU in gesso patinato. Da allora tutte le sue opere prendono il nome di "MU" ed un numero a fianco intero per le sculture e 0.il numero per i pochi e rari dipinti eseguiti dall'artista, come il MU 0.000 il primo dipinto del 1961ai Musei Vaticani, o il MU 0.103 di una collezione privata. È stato docente della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano dal 1980 al 1990, risiedendo per alcuni anni a Gattico, un comune in provincia di Novara. Vive e lavora a Milano. Nel 2015 dopo aver esposto opere permanenti in diverse città mondiali, inaugura la prima a Milano nel piazzale del Cimitero Monumentale la MU 141.

Considerato un artista per molti anni troppo moderno, è stato per diverso tempo difficile da capire, ora con una maggiore apertura alla cultura orientale il suo stile sta diventando di grande interesse è quasi futuristico.

Allievo di Marino Marini all'Accademia di Belle Arti di Brera, in seguito ne diverrà l'assistente; oggi è famoso, e la sua opera è sintesi dell'arte Zen e della lezione di Marino Marini e Fontana[2]. È stato premiato dall'imperatore del Giappone (premio “Shijuhosho”) nel 1995[3].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • È stato premiato dall'imperatore del Giappone con il premio “Shijuhosho” nel 1995
  • Una sua importante e famosa scultura intitolata "La Goccia" si trova a Matera davanti a Palazzo Lanfranchi
  • All’interno del Parco Naturale di Montemarcello e della Magra, nella frazione di Ameglia (La Spezia) si trova la scultura "Il Sogno"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ultime tendenze nell'arte d'oggi Dall'informale al Neo-oggettuale di Gillo Dorfles Editore Feltrinelli
  • Kengiro Azuma: il sogno Autori Maurizio Maggiani, Rossana Bossaglia Editore Libri Scheiwiller, 2002
  • Sculture contemporanee nello spazio urbano: Kengiro Azuma, Iginio Balderi, Giacomo Benevelli, Gianfranco Pardi, Giò Pomodoro, Carlo Ramous, Mauro Staccioli. Giugno-luglio 1973 Autori Kenjirō Azuma, Parma (Italy). Assessorato alle attività culturali Illustrato da Kenjirō Azuma Editore Tipo-lito Nuova Step
  • Azuma. Ediz. italiana e inglese di Scheiwiller Vanni - Garbellini Gianluigi - Corrieri Libero Editore: Charta Data pubbl.: 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Azuma in Passepartout, Rai. URL consultato il 18 settembre 2011.
  2. ^ a b Sebastiano Grasso, Azuma, il kamikaze che si fece scultore in archiviostorico.corriere.it, 2 agosto 2006. URL consultato il 10 novembre 2010.
  3. ^ a b dominadesign.com

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