Riserva regionale San Giuliano

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Coordinate: 40°36′03.17″N 16°32′27.78″E / 40.60088°N 16.54105°E40.60088; 16.54105

Riserva Naturale Orientata
Oasi San Giuliano
Tipo di area Riserva naturale orientata
Codice EUAP EUAP0420
Class. internaz. ZU, SIC, ZPS (cod. ZPS-SIC: IT9220144)
Stati Italia Italia
Regioni Basilicata Basilicata
Province Matera Matera
Comuni Matera, Miglionico, Grottole
Superficie a terra 1000[1] ha
Provvedimenti istitutivi L.R. 39, 10.04.00
Gestore Provincia di Matera
Lago di San Giuliano.jpg
Mappa di localizzazione

La Riserva Naturale Orientata Oasi San Giuliano è un'area naturale protetta della Basilicata istituita con legge regionale n. 39 del 2000.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della Riserva Naturale Orientata Oasi San Giuliano è legata alla nascita dell'omonimo invaso artificiale creato per scopi irrigui dallo sbarramento del fiume Bradano negli anni tra il 1950 ed il 1957 grazie al programma economico di aiuti del piano Marshall. La presenza del lago ha attirato sin dal principio numerose specie di uccelli acquatici, rendendo necessarie iniziative volte alla tutela dell'area. Così nel 1976 il lago di San Giuliano è diventato Oasi di protezione della fauna, e nell'anno successivo è stato apposto il vincolo paesaggistico. Nel 1989 il WWF Italia ha ottenuto, tramite convenzione con il Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto, concessionario dell'area, la gestione naturalistica, istituendo un'oasi.[2] Dal 1991 il tratto della gravina del Bradano che si trova a valle dell'invaso è entrato a far parte del Parco della Murgia Materana. Inoltre la regione Basilicata, al fine di rafforzare le azioni di tutela, ha istituito nel 2000 una Riserva naturale orientata affidandola in gestione alla Provincia di Matera. È stata dichiarata dal Ministero dell'Ambiente area SIC (Sito di interesse comunitario) ed area ZPS (Zona di protezione speciale)[2]; infine nel maggio 2003 è stata inserita con decreto ministeriale nell'elenco delle zone umide italiane previste dalla Convenzione di Ramsar per la conservazione delle aree di interesse internazionale per la fauna acquatica[3].

Il ritrovamento di una balena fossile[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 2006 è stato rinvenuto sulle sponde del lago uno scheletro fossile di balena risalente al pleistocene,[4][5][6] lungo circa 27 metri. Negli anni successivi il fossile è stato recuperato e trasferito in un laboratorio della Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico e demoantropologico, in attesa di essere esposto nel museo archeologico nazionale Domenico Ridola di Matera[7], gli ultimi reperti sono stati raccolti nel 2011, e si trovano rinchiusi in casse di legno sistemate nel giardino del Museo, a cura della Sopraintendenza ai beni culturali, in attesa venga loro data una sistemazione espositiva con una tempistica non ancora definita[8].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica del lago.

Il territorio della riserva comprende il lago vero e proprio, che si estende per circa 8 km² ed ha una capacità di circa 100 milioni di metri cubi di acqua, ed i tratti fluviali a monte ed a valle del lago artificiale. La diga omonima, che ha un'altezza di 38,3 metri, è ad una quota di massimo invaso di 101,6 m s.l.m.[9]. Il lago è ricco di insenature, è circondato da una fascia di rimboschimento, e la sponda sinistra, sul versante di Matera, è più pianeggiante e digrada più leggermente verso il lago, mentre la sponda destra, sul versante di Miglionico e Grottole, è più ondulata e digrada più ripidamente sul lago. Il tratto di fiume a monte del lago ha caratteristiche tipiche dell'ecosistema fluviale, mentre a valle dello sbarramento il fiume scorre in una gravina profonda a tratti anche 50 metri.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La composizione del terreno e dell'acqua del lago.

Nel tratto fluviale a monte dell'invaso la vegetazione tipica è quella igrofila, con pioppi, salici e tamerici; tale tipo di vegetazione è presente anche nel tratto a valle dello sbarramento sul fondo della gravina. Alla sommità delle pareti rocciose della gravina, invece, la vegetazione tipica è quella xerofila. Intorno al lago la fascia di rimboschimento è costituita prevalentemente da pino d'Aleppo, cipresso ed eucalipto, mentre tra il rimboschimento ed il lago emergono, a seconda dei livelli di acqua presenti nell'invaso, vasti prati periodicamente sommersi.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Il lago e sullo sfondo Miglionico.

Grande importanza ha all'interno della riserva la presenza dell'avifauna soprattutto durante lo svernamento e le migrazioni. Si contano infatti circa 180 specie di uccelli, molte delle quali sono classificate come specie rare. Tra le specie acquatiche vi sono aironi cinerini, garzette, svassi, folaghe. In inverno compaiono l'airone bianco maggiore, il cormorano, il moriglione, il fischione, la volpoca, l'oca selvatica e la rara moretta tabaccata. Tra i rapaci sono comuni il nibbio reale, il nibbio bruno, la poiana, qualche esemplare di falco pescatore e tra le pareti della gravina qualche capovaccaio. Tra i passeriformi è da citare il pendolino, simbolo dell'oasi del WWF. Infine tra i mammiferi sono presenti l'istrice, il tasso, il gatto selvatico e la faina, oltre a qualche esemplare di lontra.

Nel corso degli anni sono avvenuti anche eventi ornitologici ritenuti eccezionali come ad esempio la presenza nell'autunno del 1989 della casarca (Tadorna ferruginea), raro esemplare di anatra, o lo svernamento completo, da novembre a marzo del 1994, di un adulto di pellicano (Pelecanus onocrotalus). A metà dicembre del 1995 sono stati inoltre osservati per alcuni giorni 12 eleganti cigni reali (Cygnus olor) in sosta nell'Oasi[10]. Nel dicembre 2010 un esemplare della rarissima albanella pallida (Circus macrourus) trovato ferito nei pressi del territorio di San Giuliano è stato affidato al Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva[11].

Accessi[modifica | modifica wikitesto]

Si accede all'oasi dalla Contrada Diga di San Giuliano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Elenco Ufficiale delle Aree Naturali Protette - 6º Aggiornamento 2010.
  2. ^ a b Le Oasi WWF Italia - aggiornamento dicembre 2011 sul sito del WWF Italia.
  3. ^ Elenco delle Zone umide di importanza internazionale sul sito del Ministero dell'Ambiente
  4. ^ Renato Sartini, La balena di Matera rischia di finire sull'ultima spiaggia (PDF), Il Venerdì di Repubblica. URL consultato il 26/01/07.
  5. ^ Renato Sartini, Una balena a Matera, www.moebiusonline.eu. URL consultato il 03/01/12.
  6. ^ Scoperto scheletro fossile balena, Notizieonline.it. URL consultato il 29-04-2009.
  7. ^ Iniziate le operazioni per spostare la balena, Notizieonline.it. URL consultato il 29-04-2009.
  8. ^ Sempre nella cassa i resti della balena La Gazzetta di Basilicata, 26 agosto 2013 on line
  9. ^ Autorità di Bacino-risorse idriche, adb.basilicata.it. URL consultato il 30-04-2009.
  10. ^ L'Oasi di S. Giuliano, Basilicata.cc. URL consultato il 29-04-2009.
  11. ^ Rarissima albanella pallida raccolta ferita in Basilicata, Sassiland.it. URL consultato il 23-12-2010.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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