Bernalda

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Bernalda
comune
Bernalda – Stemma Bernalda – Bandiera
Bernalda – Veduta
Bernalda, panorama di Corso Umberto I
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
ProvinciaProvincia di Matera-Stemma.png Matera
Amministrazione
SindacoMariarita Rachele Iaculli (Commissario prefettizio) dal 24 marzo 2021
Territorio
Coordinate40°25′N 16°41′E / 40.416667°N 16.683333°E40.416667; 16.683333 (Bernalda)Coordinate: 40°25′N 16°41′E / 40.416667°N 16.683333°E40.416667; 16.683333 (Bernalda)
Altitudine127 m s.l.m.
Superficie126,19 km²
Abitanti12 338[1] (30-11-2019)
Densità97,77 ab./km²
FrazioniMetaponto, Metaponto Lido, Serramarina, Spineto
Comuni confinantiGinosa (TA), Montescaglioso, Pisticci
Altre informazioni
Cod. postale75012
Prefisso0835
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT077003
Cod. catastaleA801
TargaMT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 366 GG[3]
Nome abitantibernaldesi
Patronosan Bernardino da Siena
Giorno festivo20 maggio, 23 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bernalda
Bernalda
Bernalda – Mappa
Posizione del comune di Bernalda nella provincia di Matera
Sito istituzionale

Bernalda (Vernàlle o Bernàlle in dialetto locale[4]), è un comune italiano di 12 338 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Bernalda sorge su un altopiano a 127 m s.l.m. nella parte finale della Val Basento nella parte meridionale della provincia di Matera, al confine con la parte nord-occidentale della provincia di Taranto.

Il suo territorio è compreso tra i fiumi Bradano ad est, che separa il comune bernaldese dal comune di Ginosa (TA) (29 km), e Basento che ad ovest separa Bernalda da Pisticci (18 km). A Nord confina con il comune di Montescaglioso (24 km), mentre a Sud si affaccia sul Mar Jonio (12 km) con 6 km di coste. Il centro storico sorge su un altopiano scosceso verso il mare, dal cui affaccio sono visibili il Mar Jonio e la frazione di Metaponto. Dista 39 km da Matera, 102 km dal capoluogo di regione Potenza e 12 km dalla costa ionica.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Bernalda Metaponto.

Il clima di Bernalda è di tipo mediterraneo, è influenzato dalla vicina presenza del mare, che ne mitiga notevolmente il clima invernale e dalla sua modesta altitudine. Tuttavia la neve, sebbene evento non molto ripetitivo nel corso dell'inverno, cade generalmente ogni anno, ma raramente con grandi accumuli (uno dei più importanti degli ultimi anni è quello dei 20 cm del 16 dicembre 2007). Le temperature minime possono essere, in caso di nottate stellate, sotto gli 0 °C, creando estese gelate e forti inversioni termiche. Le mezze stagioni sono umide e nebbiose, mentre le estati sono molto calde e secche, anche se la zona è soggetta a forti temporali durante le ore più calde del giorno. L'afa estiva può essere opprimente, e le temperature possono superare i 40 °C nei periodi di scirocco, anche se l'umidità relativa non è quasi mai alta.

Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,8 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +26,1 °C[5].

BERNALDA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 12,313,516,319,624,129,032,533,029,023,117,814,313,420,031,523,322,0
T. min. mediaC) 3,33,65,87,611,816,218,918,916,812,69,14,83,98,418,012,810,8

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Petra di San Giovanni (o parete) in Contrada Avinella, testimonianza di epoca medievale del villaggio precamardense.

La storia di Bernalda non è molto antica, se la si mette in relazione con altri centri del Metapontino. Verso la fine del III sec. a.C. la città di Metaponto fu saccheggiata e completamente distrutta dai romani. Una parte dei suoi abitanti si spostò sulla collina tra l'attuale chiesetta di San Donato e la Madonna degli Angeli, dove dettero origine ad un agglomerato di case denominato Camarda.
Di queste origini greche non si è ancora in grado di fornire alcuna testimonianza certa. Il primo documento in cui si trova citato un villaggio con il nome di Camarda risale al 1099. Successivamente, nell'anno 1180, Camarda, già costituita come feudo, fu assegnata a Riccardo e nel 1350 ne divenne proprietario Bertrando del Balzo, conte di Montescaglioso.

Sebbene il lungo periodo che la precede sia tuttora avvolto nel mistero, la storia di Bernalda emerge dall'incertezza soltanto alla fine del XV secolo. Il nome Bernalda risale, infatti, al 1497 quando, sulle rovine dell'antica città di Camarda, il segretario del re Alfonso II d'Aragona, il nobile cosentino Bernardino de Bernaudo, membro dell'omonima famiglia patrizia calabrese, decise di spostare il villaggio di Camarda nella zona del Castello. Il barone prestò la massima attenzione nel costruire il nuovo centro abitato, che infatti da lui prenderà il nome di Bernalda, situandolo sul promontorio sporgente sulla vallata del Basento e dandogli un impianto viario in cui sette strade larghe vennero intersecate da otto stradine trasversali che oggi formano il centro storico. Lungo le strade più importanti sorsero i palazzi signorili, caratteristici del paese.

Sempre durante la dominazione aragonese furono costruiti il castello e la Chiesa Madre.

Nel 1735 dimorò a Bernalda Carlo III di Borbone, il quale volle visitare i territori del suo regno, appena acquisito in seguito alla guerra di secessione polacca. Per la grande ospitalità ricevuta, il re volle premiare il centro che lo aveva ospitato e il 21 giugno 1735, con un decreto legislativo, conferì a Bernalda il titolo di città. Il 9 febbraio 1799 il generale Jean Antoine Étienne Vachier detto Championnet inserì il paese nel circondario di Pisticci.[6] Giuseppe Maria Alfano, negli anni Venti del 1800, descrive l'economia agricola del paese, appartenente alla diocesi di Acerenza (PZ), ricca di grano, legumi, olio, cotone e pascoli.[7] Nello stesso periodo, il 21 dicembre del 1819, re Ferdinando I di Borbone firmò il decreto (n. 2020) che permise la celebrazione di una fiera annuale: «da' 16 fino al mezzodì de' 19 di maggio», dedicata al patrono San Bernardino da Siena[8]. Il successore Ferdinando II di Borbone, il primo dicembre del 1831 autorizza, (decreto n. 636), l'ampliamento del borgo, scegliendo il fondo denominato “la difesa di san Donato”, che si trova all'estremo opposto rispetto al nucleo urbanistico sorto attorno alla Chiesa Madre e al castello.[9] Qualche anno più tardi, 1834, venendo incontro ai tanti contadini bisognosi, fu istituito anche qui un monte frumentario. I moti del '20 '21 e dei decenni successivi suscitano anche in paese posizioni contrastanti, arresti e aiuti per la spedizione garibaldina.

Nel 1864 gli abitanti censiti sono circa seimila, ma l'economia è ancora prevalentemente agricola, grazie al cotone e allo zafferano. Non manca la pesca, grazie alla vicinanza del fiume Basento e la caccia nei boschi limitrofi.[10]

L'8 settembre del 1865 Bernalda, grazie ad un altro decreto firmato dall'allora re d'Italia, Vittorio Emanuele II, diventa una sezione del collegio elettorale di Matera numero 53, staccandosi da Pisticci (MT). Il sovrano accetta così la richiesta della municipalità bernaldese del 13 novembre 1865, in cui si segnalava la lunghezza e la difficoltà delle strade attraversate dai fiumi. Era assai disagevole, dunque, per i 40 elettori residenti recarsi nel territorio pisticcese ed esprimere il proprio voto[11].

Anche Bernalda è stata purtroppo teatro di eccidi della popolazione civile, stragi legate alle situazioni storico-politiche e sociali del tempo: da quella del 26 marzo 1862, perpetrata nel quadro della repressione del brigantaggio, che provocò 10 o 12 vittime[12], a quella dell'8 aprile 1888, provocata dalla repressione delle proteste popolari contro la "tassa di capitazione", che fece quattro morti, fino a quella fascista del 31 gennaio 1923, che costò la vita a 3 persone.

Come nel resto del Mezzogiorno, tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e la prima metà del Novecento anche molti abitanti di Bernalda emigrarono in cerca di fortuna.

Nel 1930 il territorio comunale, prima molto piccolo, si ampliò notevolmente con l'acquisizione dell'area di Metaponto e il conseguente sbocco sul mare, prima appartenente al comune di Pisticci.

Già nel 1922 era attiva in paese la “rispettabile loggia” massonica «Nazionale n° 103» fedele alla Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, obbedienza di Piazza del Gesù a Roma.[13] Settant'anni dopo, nel 1992, dalle indagini del giudice Agostino Cordova risulta che tre bernaldesi sono iscritti alla massoneria.

Nel 2001 viene pubblicato il saggio dell'antropologa statunitense Dorothy Louise Zinn intitolato Raccomandazione: Clientelism and Connections in Italy (edizione italiana La raccomandazione. Clientelismo vecchio e nuovo, editrice Donzelli, Roma, 2001), frutto di uno studio sul campo effettuato dall'autrice proprio a Bernalda[14], sulle orme del lavoro di Edward C. Banfield nel paese — anch'esso lucano, ma del potentino — di Chiaromonte.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Nello stemma comunale è raffigurato un bue di colore bianco su sfondo azzurro che reca nella bocca tre spighe d'oro simbolo delle memorie di Metaponto, accompagnato in capo a destra da tre stelle, anch'esse d'oro, che celebrano la concessione del titolo di Città.[15]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Concessione di Carlo III di Napoli e Sicilia»
— 21 giugno 1735

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Bernardino da Siena (Chiesa Madre), Bernalda
  • Chiesa di San Bernardino da Siena, edificata nel 1530 da Bernardino de Bernaudo. Il nucleo originario della chiesa Madre risulta piccolo e proporzionato alla popolazione iniziale del villaggio. La Matrice nasce, infatti, come chiesa ad una sola navata, di ridotte dimensioni. Nel corso del XVII secolo la chiesa subì un primo e sostanziale ampliamento che si concretizzò nell'aggiunta di una seconda navata. Nella chiesa Madre vi erano: un cimitero riservato ai sacerdoti, che si trovava al disotto del coro, e un altro, corrispondente al battistero, riservato ai bambini che morivano entro il settimo anno di età e regolarmente battezzati.[16] Prima dell'attuale restauro, la chiesa fu ritoccata nel 1930, 1952 e alla fine degli anni settanta. Nella piazza antistante la Chiesa, sul lato sinistro guardando verso l'ingresso, è collocata un'opera (statua in bronzo) dello scultore Nicola Morelli raffigurante San Bernardino da Siena. Molto particolare la rappresentazione che l'artista materano ha voluto dare al volto del santo patrono. Sull'epigrafe della statua si legge: "Il Comitato Festa - e il popolo di Bernalda - con la collaborazione - della civica - amministrazione - all'amato patrono - S. Bernardino da Siena - custode forte e sicuro - della concordia civile - soccorritore premuroso - e potente dei bernaldesi - testimone impetuoso - delle implicazioni umane - della fede in Gesù Cristo - via verità e vita - Bernalda - Festa di S. Bernardino - 23 agosto 1988".
Chiesa della Madonna del Carmine, Bernalda
  • Chiesa Madonna del Carmine, edificata nel XVI secolo è andata soggetta ad almeno due o tre rifacimenti ed ampliamenti, prima di raggiungere le attuali dimensioni. Nel 1678 la chiesa è dotata di un solo altare con l'immagine della Madonna del Carmelo dipinta sul muro. Nella seconda metà dell'Ottocento fu ampliata per ospitarvi delle statue e un grande Crocifisso ligneo del XVII secolo.
  • Chiesa del Convento, il Convento di Sant'Antonio da Padova, con l'annessa chiesa, fu fondato nel 1616. Al momento dell'intitolazione della chiesa di formarono due fazioni tra i fedeli: una voleva che fosse dedicata all'Immacolata, l'altra a sant'Antonio di Padova. Per non scontentare nessuno ci si affidò alla sorte, che scelse Sant'Antonio. Il prospetto attuale della chiesa fu costruito nell'Ottocento. Dopo l'unità d'Italia, si dispose la conversione del patrimonio immobiliare di tutti gli enti ecclesiastici. Tali conseguenze videro l'allontanamento dei religiosi e l'arrivo degli uffici comunali. Di notevole importanza in questa chiesa il Crocifisso ottocentesco che vede Cristo inchiodato sulla croce con il capo reclinato sulla spalla destra e i fianchi cinti da un drappo bianco.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Bernalda
Castello di Bernalda, Ingresso
  • Castello di Bernalda: Il castello fu costruito con ogni probabilità dai Normanni, nell'XI secolo e restaurato dagli Aragonesi, durante la loro dominazione, dove fu ampliato, fortificato e difeso da un fossato e da un ponte levatoio. A ponente si nota una torre sottile e quadrata più antica degli altri bastioni di forma rotonda e la facciata che guarda la Chiesa Madre è frutto di un successivo rifacimento.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Margherita, proprietà di Francis Ford Coppola
  • Palazzo Graziadei
  • Palazzo Fischetti (con ingresso in via Manzoni e prospiciente l'omonima chiesa)
  • Palazzo Margherita
  • Palazzo Lacava
  • Palazzo Guida
  • Palazzo Appio

Piazze[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza San Bernardino
  • Piazza Garibaldi
  • Piazza Plebiscito
  • Piazza del Popolo
  • Piazza D'Acquisto
  • Piazza De Gasperi

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto bernaldese fa parte del dialetto metapontino, parlato in tutti i paesi della costa jonica lucana e alto-calabrese, seppure con inflessioni che variano leggermente da paese a paese. Molti termini coincidono con quelli del dialetto campano, altri con quelli del dialetto pugliese, soprattutto dialetto tarantino; c'è da dire che seppure trovandosi in provincia di Matera, il dialetto bernaldese è piuttosto differente da quello di quest'ultima città poiché si avvicina di più a quelli lucani centro-meridionali, seppur presentando alcune similitudini con i dialetti pugliesi-salentini e calabresi.[18][19] Un dialetto molto simile al bernaldese lo si parla nei comuni di Pisticci, Montalbano Jonico e Scanzano Jonico, e, in misura minore, anche nei comuni di Montescaglioso, Miglionico e Ginosa, sebbene questi ultimi tre siano più a diretto contatto con il dialetto pugliese.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

A Bernalda è presente l'Istituto d'Istruzione Superiore Bernalda, comprendente il liceo scientifico "Matteo Parisi" e l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Adriano Olivetti", in cui, da pochi anni, è presente anche l'indirizzo turistico. Inoltre, in paese, sono presenti tre scuole materne, due scuole elementari e la Scuola Media Pitagora. Nel 1948 il Comune di Bernalda decise che il paese poteva anche restare al buio, a causa di un'insufficiente centrale elettrica, ma la scuola serale, sorta da poco, doveva avere sempre la luce.[20]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Radio Bernalda 103mHz, prima radio lucana, cominciò le trasmissioni nell'agosto 1976; negli anni ottanta invece si affermò una radio chiamata Radio Libera 100, ora fusasi insieme a Radio anch'io in Radio Radiosa, che ebbe un grande successo soprattutto tra i giovani con la diffusione dei primi format radio incentrati su musica di genere e rubriche settimanali.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

È originario di Bernalda il gruppo musicale Krikka Reggae. Trattano temi di attualità nazionale, internazionale e problematiche locali e meridionali, i loro testi utilizzano il dialetto bernaldese per promuovere e valorizzare le proprie radici.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Scorzette

Primo piatto tipico di Bernalda è la pasta con fagiolini e cacioricotta, una ricetta risalente almeno alla metà del Novecento, preparata con fagiolino dolico dall'occhio a cui si aggiunge passata di pomodoro e cacioricotta. Ad esso è anche dedicata una sagra che si tiene nella frazione di Metaponto.[21]

Tra i dolci sono da menzionare le scorzette, preparate con albume, nocciole e cioccolato fondente fuso. La ricetta fu elaborata negli anni settanta dal pasticciere Vincenzo Spinelli. Il dolce, per il suo aspetto, deve il suo nome alla "scorz d' l'arvl" (corteccia dell'albero).[22] Una variante sostituisce nocciole e cioccolato fondente con mandorle e cioccolato bianco.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Bernalda

La città ha tre tipologie urbanistiche:

  • il centro storico, che va dal castello Aragonese, la Chiesa Madre, piazza San Bernardino, il trecentesco Palazzo Fischetti (in via Manzoni con le balconate in via Cavour) fino a piazza Plebiscito;
  • il centro, nato dai quartieri sorti fra l'Ottocento e il Novecento che delimitano su entrambi i lati il lungo corso Umberto I, circa 1,2 km, che parte in piazza Cavour e termina in largo San Donato. Lungo il corso sono presenti numerosi negozi, pub e pizzerie ed è il nucleo della vita bernaldese e dei comuni limitrofi.
  • Bernalda nuova, che nasce con l'unificazione urbanistica dei nuovi quartieri sorti negli anni ottanta-novanta e si sviluppa attorno a tre direttrici: da via Nuova Camarda verso il cimitero Monumentale Comunale, da via Veneto verso la provinciale per Matera ed infine da Viale della Resistenza al rione Matine Angeliche e lo Stadio Comunale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia si fonda sull'agricoltura del metapontino e sul turismo archeologico e balneare, che coinvolge prevalentemente la frazione di Metaponto, dove sono presenti il museo archeologico e le rovine della Metaponto Greca e numerosi stabilimenti balneari, campeggi e villaggi turistici. Il comune si fregia della Bandiera Blu, riconoscimento conferito dalla FEE alle migliori località costiere europee.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina ionica è attraversata da due superstrade a scorrimento veloce a 4 corsie che si intersecano a croce tra loro e tagliano il territorio di Bernalda in quattro spicchi: la SS 407 Basentana da nord verso sud e la SS 106 Jonica da est verso ovest.

Il comune dispone di due stazioni: la stazione di Bernalda e la stazione di Metaponto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1948 1948 Domenico Santarcangelo Sinistra Sindaco
1948 1949 Domenico Delicio Sinistra Sindaco f.f.
1949 1951 Orazio Guernieri - Comm. pref.
1951 1951 Guido Coletta - Comm. pref.
1951 1952 Arcangelo D’Alessandro - Comm. pref.
1952 1952 Filippo Grieco - Comm. pref.
1952 1956 Berardino Grieco Sinistra Sindaco
1956 1960 Berardino Santorsola Centro Sindaco
1960 1963 Giulio Cesare D’Alessandro Sinistra Sindaco
1963 1965 Donato Madio Centro Sindaco
1965 1967 Vincenzo Manzi Centro Sindaco
1967 1967 Mario Maiorana - Comm. pref.
1967 1968 Pasquale Saracino - Comm. pref.
1968 1968 Pietro Antonio Rasulo Sinistra Sindaco
1968 1968 Pasquale Saracino - Comm. pref.
1968 1969 Cosimo Damiano Russo Sinistra Sindaco
1969 1970 Pasquale Saracino - Comm. pref.
1970 1971 Francesco Viggiano Centrosinistra Sindaco
1971 1975 Paolo Panetta Lista civica Sindaco
1975 1984 Cosimo Damiano Pizzolla Sinistra Sindaco
1984 1985 Nunzio Luigi Viggiano Sinistra Sindaco
1985 1990 Francesco Pizzolla Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1991 Nicola Salvatore Dommarco Democrazia Cristiana Sindaco
1991 1994 Angelo Gabriele Tataranno Centrosinistra Sindaco
1994 1995 Nunzio DiBiase Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Giuseppe Pesare Centrosinistra Sindaco
1999 2004 Giuseppe Petrocelli L'Ulivo Sindaco
2004 2009 Francesco Antonio Renna Uniti nell'Ulivo Sindaco
2009 2010 Mariarita Rachele Iaculli - Comm. pref.
2010 2013 Leonardo Chiruzzi Centrosinistra Sindaco [23]
2013 2014 Rosalia Ermelinda Camerini - Comm. pref.
2014 2021 Domenico Raffaele Tataranno Lista civica Più Bernalda e Metaponto Sindaco [24]
2021 in carica Mariarita Rachele Iaculli - Comm. pref. [25]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La società di pallacanestro Pink Basket Bernalda, fondata nel 2014, partecipa al campionato di Promozione con soli giovani locali, con la squadra femminile militante in Serie B. Avevano sede nel comune la società Cestistica Bernalda fondata nel 1954, che ha militato ininterrottamente per 15 anni nei campionati nazionali di Serie B e C a partire dai primi anni 2000, e la Stella Azzurra, entrambe non più attive.

La squadra di calcio locale è la società Peppino Campagna Bernalda, militante in Promozione, che raccoglie l'eredità dell'U.S. Bernalda, squadra storica del panorama lucano con diversi campionati di serie D alle spalle.

Il calcio a 5 è rappresentato dal Bernalda Futsal, che disputa il campionato di serie A2, e dal A.S.D. Old Boys Bernalda, in Serie C2.

La squadra di pallavolo è la Camarda Volley Bernalda, nata dall'unione delle società Carioca e Olimpia, anch'essa con trascorsi in serie B Nazionale.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio comunale Michele Lorusso
  • Palazzetto dello sport "Palacampagna", 1200 posti a sedere
  • Palazzetto dello sport "Palagalilei", 500 posti a sedere
  • Palazzetto dello sport di Metaponto
  • Stadio comunale "Rugby House" a Metaponto

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Teresa Cappello e Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron, 1981.
  5. ^ Tabella climatica[collegamento interrotto]
  6. ^ Proclami e sanzioni della Repubblica napoletana pubblicati per ordine del governo provvisorio, edizione fatta per cura di Carlo Colletta, stamperia dell'Iride, Napoli, 1863, p. 45: «Art. XIII. Il cantone di Pisticci è composto de' comuni di Pisticci e Bernalda, Il Ponticello, S. Basile, Piarretta, Il Selice, Ferolito, Torredimare, S. Salvatore, Le Mensole, Il Palaccio, Campagnuolo, Avenella, S. Lorenzo, Castelluccio, Serramontanara, S. Vito, S. Maria di Vetrana, Lanzano, Pomarico, Ferrantina, Oggiano e S. Angelo. Napoli, 21 piovoso, anno 7° della Repubblica».
  7. ^ Giuseppe Maria Alfano, Istorica descrizione del regno di Napoli, Napoli, R. Miranda, 1823, p. 258.
    «Terra sopra un rialto, d'aria buona, Dioc. d'Acerenza, 18 miglia da Matera distante. Il suo titolo di Ducato è di Navaretta. Chiamossi anticamente Camarda, e Camandra. Produce grani, legumi, frutti, vini, olj, cotoni, e pascoli. Fa di pop. 3766».
  8. ^ Collezione delle leggi e de' decreti reali del Regno delle Due Sicilie. Anno 1820. Semestre 1. Da gennajo a tutto giugno, dalla real tipografia del Ministero di Stato della Cancelleria Generale, Napoli, 1820, p. 442.
  9. ^ Collezione delle leggi e de' decreti reali del Regno delle Due Sicilie, (anno 1831 n. 4), Stamperia Reale, Napoli, pp. 171-172.
  10. ^ Cfr. Attilio Zuccagni-Orlandini, Dizionario topografico dei comuni compresi entro i confini naturali dell'Italia, Firenze, Società Editrice di patrii documenti storico-statistici, 1864, p. 145.
    «Nel suo territorio si fa copiosa raccolta di cotone e zafferano: nel fiume Basento si fa ricca pesca e nelle adiacenti boscaglie molta caccia. Il capoluogo, che ha il titolo di Ducato, è in riva al Basento. Si vuole che sia di qualche antichità e costruito sulle rovine dell'antica Camarda: restano gli avanzi delle antiche mura con due porte. Nel 1806 i Francesi condotti dal Generale Duchesne occuparono Bernalda dopo la battaglia di Compotenese. (Popol. 5981)».
  11. ^ Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia: anno 1867 (dal n. 3488 al 4166), Stamperia Reale, Firenze, 1867, pp. 1574-1575.
  12. ^ Brigantaggio: l'eccidio del 1862, su ceabernaldametaponto.it. URL consultato il 21 settembre 2020.
  13. ^ Vittorio Prinzi e Tommaso Russo, La massoneria in Basilicata: dal decennio francese all'avvento del fascismo, Milano, Franco Angeli, 2012.
  14. ^ Vi racconto i raccomandati di Bernalda, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 21 settembre 2020.
  15. ^ Comune di Bernalda, Statuto comunale (PDF), su comune.bernalda.matera.it.
  16. ^ Francesco Armento, Bernalda: chiese e clero del XVIII secolo, pubblicazione a cura del Comitato Festa Patronale San Bernardino da Siena, Bernalda, 1982, pp. 25-38.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Annalisa Rubino, Fisionomia linguistica del dialetto di Bernalda, Lacaita, 1988.
  19. ^ Pietro Russo, Dizionario fonetico-morfologico del vernacolo bernaldese, Bmg, 2003.
  20. ^ Anna Lorenzetto, Dal profondo Sud. Storia di un'idea, Edizioni Studium, 1994.
  21. ^ Pasta,fagiolini e cacioricotta, su ceabernaldametaponto.it. URL consultato l'8 ottobre 2020.
  22. ^ La scorzetta - l'originale, su scorzetta.it. URL consultato il 9 settembre 2020.
  23. ^ Bernalda: risultati elezioni comunali, su corriere.it, 29 marzo 2010. URL consultato il 24 marzo 2021.
  24. ^ Bernalda: risultati elezioni comunali, su corriere.it, 27 maggio 2019. URL consultato il 10 marzo 2021.
  25. ^ Bernalda: insediato il Commissario Prefettizio Maria Rita Iaculli, su trmtv.it, 24 marzo 2021. URL consultato il 24 marzo 2021.
  26. ^ Gemellaggio Bernalda Venosa, su trinitaeliberazione.it. URL consultato il 27 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  27. ^ Gemellaggio Bernalda Marsicovetere, su gazzettadellavaldagri.it, www.gazzettadellavaldagri.it. URL consultato l'8 aprile 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Colletta (a cura di), Proclami e sanzioni della repubblica napoletana, Napoli, Stamperia dell'Iride, 1863.
  • Francesco Armento, Bernalda: chiese e clero del XVIII secolo, pubblicazione a cura del Comitato Festa Patronale San Bernardino da Siena, Bernalda, 1982, pp. 25–38

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