Lazzaro Bastiani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ritratto del doge veneziano Francesco Foscari, 1457-1460, Venezia, Museo Civico Correr

Lazzaro Bastiani (Padova, 14295 aprile 1512) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque probabilmente a Venezia o a Padova nel 1429 circa, figlio di Iacopo.

Si formò presumibilmente presso la bottega di Antonio Vivarini da Murano, in un contesto impregnato dalla personalità di Iacopo Bellini e di Andrea Mantegna.

Le prime notizie riguardanti la sua carriera risalirono al 1449, anno in cui risultò essere già pictor indipendente.

Dal 1460 si stabilì stabilmente a Venezia, dove eseguì vari lavori, come quello per la chiesa di S.Samuele (Polittico non più rintracciato) e per la Scuola Grande di San Marco.

Durante il 1470 divenne membro della Scuola di San Girolamo.. Dopo il 1480, assieme a Gentile Bellini, Vittore Carpaccio e Giovanni Mansueti esegui alcuni 'teleri' per la Scuola Grande di San Marco.

Negli anni successivi gli venne affidato uno dei "teleri" per la Scuola di S:Giovanni Evangelista.

Nel 1508 ricevette l'incarico da Giovanni Bellini, di valutare assieme a Vittore Carpaccio, gli affreschii di Giorgione eseguiti sulla facciata principale del Fondaco dei Tedeschi.

Lazzaro Bastiani è considerato da alcuni storici dell'arte il maestro di Carpaccio, dato che la sua pittura si caratterizzò per qualche elemento formale, ma non cromatico, con le opere giovanili di Carpaccio.[1]

I figli Alvise e Vincenzo, nell'ultimo decennio del Quattrocento e nel primo del Cinquecento, furono assunti e stipendiati continuativamente come mosaicisti della basilica di San Marco. Essi hanno reintegrato nello stile antico alcuni mosaici danneggiati dal tempo e hanno anche tradotto in mosaici moderni alcune opere pittoriche ideate dal padre o da Cima da Conegliano (San Giorgio, San Sergio, Santa Tecla).

Stile e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Le sue prime opere evidenziarono una notevole influenza da parte di Bartolomeo Vivarini, per l'opacità del colore e la secchezza del disegno, che secondo alcuni storici dell'arte, potrebbero essere anche dovuti ad un'attività di incisore.[2]

Nelle opere seguenti apparì più evidente un'influenza di Gentile Bellini e dopo il 1475 anche di Alvise Vivarini.

Viene considerato il maestro e l'anticipatore di Carpaccio e un esponente tradizionale della pittura veneziana della seconda metà del Quattrocento.[2]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra le sue opere più significative, si ricordano: il polittico di S.Francesco di Matera, l'Adorazione dei Magi, il Ritratto del doge Francesco Foscari, la Comunione di S.Gerolamo e i Funerali di S. Gerolamo, S. Veneranda in trono, S. Antonio sul noce, la Madonna col Bambino, la Natività e il Miracolo della Croce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lazzaro Bastiani, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 29 maggio 2018.
  2. ^ a b le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, pp. 111-112.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Karl Karoly e Frank Tryon Charles, A Guide to the Paintings of Venice, ediz.George bell and Sons, Londra, 1895, page 229.
  • Michael Bryan, Dictionary of Painters and Engravers, Biographical and Critical (Volume I: A-K), a cura di Robert Edmund Graves, York St. #4, Covent Garden, London; Original from Fogg Library, Digitized May 18, 2007, George Bell and Sons, 1886, page 92.
  • L.Collobi, Lazzaro Bastiani in Critica d'Arte, 1939
  • E. Merkel, Mosaici e pittura a Venezia, in La Pittura nel Veneto. Il Quattrocento, a cura di M. Lucco, volume I, Milano 1989, pp. 223 - 246

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN315944566 · ISNI (EN0000 0004 4881 1232 · LCCN (ENnr91030131 · ULAN (EN500002908 · WorldCat Identities (ENnr91-030131