Natuzzi

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Natuzzi
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriNYSE: NTZ
Fondazione1959 a Santeramo in Colle
Sede principaleSanteramo in Colle
Persone chiave * Pasquale Natuzzi presidente e amministratore delegato
  • Pasquale Natuzzi jr. direttore
SettoreArredamento
Prodottidivani, mobili e accessori
Fatturato449,6 milioni di (2017)
Sito web

Il Gruppo Natuzzi, fondato nel 1959 da Pasquale Natuzzi, è un gruppo industriale italiano specializzato nella produzione e vendita di divani, poltrone, mobili e complementi d'arredo per uso residenziale. La holding Natuzzi S.p.A. è quotata a Wall Street dal 1993.

In Italia Natuzzi distribuisce i propri prodotti attraverso la catena di negozi in franchising Divani & Divani by Natuzzi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pasquale Natuzzi inizia la sua carriera nel 1959, all'età di 19 anni, aprendo un laboratorio artigianale a Taranto (tre metri per tre) dove con tre collaboratori costruisce divani e poltrone per il mercato locale. Nel 1962 si trasferisce a Matera dove dal 1967 avvia la produzione di divani e poltrone a livello industriale. Nel 1972 fonda la Natuzzi Salotti Srl. Un anno più tardi, a causa di un incendio che distrugge lo stabilimento di Matera, Pasquale Natuzzi decide di trasferire la produzione a Santeramo in Colle (Bari), dove si trova la sede del gruppo.

Intorno alla metà degli anni settanta la Natuzzi si presenta per la prima volta a una fiera dell'arredamento a Bari. Qui iniziano i contatti con alcuni clienti del Medio Oriente: Arabia Saudita, Israele, Giordania. Già nel 1976 l'azienda produce in quei paesi il 60% del suo fatturato, il resto lo produce in Italia. Durante un viaggio negli USA, Pasquale Natuzzi avvia un contatto con i grandi magazzini Macy's. E nel maggio 1993 la società viene quotata a Wall Street. Negli anni novanta si apre a Taranto, per iniziativa di Pasquale Natuzzi, il primo negozio della catena in franchising Divani & Divani by Natuzzi.

Nei primi anni 2000 inizia il riposizionamento del marchio: prima l'azienda produceva solo divani in pelle, comincia ora a produrli anche in tessuto e a realizzare mobili per la zona giorno e notte. Apre anche nuovi negozi. Finendo poi, a causa anche della crisi economica mondiale, finanziariamente in affanno. Nel 2013 è così avviata una ristrutturazione dell'azienda, con ricorso alla cassa integrazione e ai licenziamenti.

Nel gennaio 2018 firma una joint venture con un produttore cinese di mobili e biancheria, Kuka, che investirà 65 milioni di euro per la distribuzione di Natuzzi in Cina.[1] Nel giugno 2018 è firmato al Mise un accordo con i sindacati per il varo del piano industriale "zero esuberi" (partirà ad ottobre) che garantirà l'occupazione di 1.562 dipendenti e la riqualificazione di altri 555 on un investimento di oltre una trentina di milioni.[2]

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo Natuzzi esporta il 90% della produzione in 123 mercati e detiene le maggiori quote di mercato in EMEA con il 45,2 % e nelle Americhe con il 41,8%. Il Gruppo realizza i suoi prodotti all'interno di siti produttivi ubicati in Italia, Cina, Brasile, Romania, orizzontalmente integrati. Natuzzi controlla il 92% delle materie prime e dei semilavorati, 82% dei servizi. La rete distributiva ha circa 390 negozi monomarca Natuzzi. Il fatturato a fine 2016 è pari ad € 457,2 milioni. I dipendenti del Gruppo Natuzzi sono 5.171 (2016). Nel 2017 il fatturato è calato a € 449,6 milioni (-1,7%).[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pasquale Natuzzi: "Ho reinventato l'azienda per restare in Italia", su corriere.it, 2 marzo 2018. URL consultato il 30 giugno 2018.
  2. ^ Natuzzi "zero esuberi", 36 milioni di investimenti, su ansa.it, 28 giugno 2018. URL consultato il 30 giugno 2018.
  3. ^ Annual report 2017 (PDF), su natuzzigroup.com. URL consultato il 9 luglio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Fiorentini; Giulio Sapelli; Giorgio Vittadini, Imprenditore: risorsa o problema? Impresa e bene comune - Milano, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, 2014
  • Agnese Sinisi, Natuzzi Un divano a Wall Street – Milano, Egea, 2008
  • Federico Pirro, Angelo Guarini, Grande Industria e Mezzogiorno 1996-2007 – Bari, Cacucci Editore, 2008
  • Federico Rampini, L'impero di Cindia – Milano, Mondadori, 2007
  • Gianfranco Viesti, Il Sud che attrae - Donzelli Editore, 2002
  • Franco Tatò, Perché la Puglia non è la California - BC Dalai Editore, 2002
  • Mauro Castelli, Questa Italia siamo noi – Milano, Il Sole 24 Ore, 2000
  • Roberto Napoletano, Fatti per vincere, Sperling&Kupfer, 1999

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]