Telespazio

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Telespazio Spa
Logo
Sede Telespazio - sede e-Geos.jpeg
Sede Telespazio e sede e-GEOS a Roma.
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1961
Fondata daItalcable, Rai, ASST
Sede principaleRoma, via Tiburtina, 965
Gruppo Leonardo (67%)
Thales (33%)
Persone chiaveLuigi Pasquali, AD, e Coordinatore delle Attività Spaziali di Leonardo[1]
SettoreSpaziale
ProdottiServizi satellitari
Dipendenti2500
Sito web

Telespazio, una joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%),.è uno dei leader europei e tra i principali operatori al mondo nel campo delle soluzioni e dei servizi satellitari. La società ha la sua direzione generale a Roma e può contare su circa 2500 dipendenti, e un capitale sociale di 50 milioni di euro[2].
Telespazio dispone di una rete internazionale di centri spaziali e teleporti.

La società fornisce servizi a istituzioni, aziende e cittadini gestendo la progettazione e lo sviluppo di sistemi spaziali, servizi di lancio e controllo in orbita dei satelliti, servizi di osservazione della Terra, comunicazioni integrate, navigazione e sistema di localizzazione satellitare, giungendo fino alla gestione di interi programmi scientifici.[3], anche attraverso una rete di sussidiarie presente in Europa, Argentina e Brasile[2].

Telespazio opera attraverso tre Linee di Business: Satellite Communications; Satellite Systems and Operations e Geo Information.

Nella cornice del generale riassetto organizzativo del gruppo FInmeccanica portato avanti da Pansa, il 22 Febbraio 2013 l'ex numero uno di Thales Alenia Space Italia fu chiamato a succedere a Carlo Gualdaroni. Primachè Alenia Spazio assumesse l’attuale denominazione di Thales Alenia Space Italia, Pasquali fu il responsabile della "Divisione Telecomunicazioni", che si occupava dei sistemi satellitari di telecomunicazione per la Difesa, la Sicurezza, gli impieghi commerciali e per lo sviluppo della "banda larga"[4]. Fra le applicazioni della tecnologia satellitare in campo civile (potenzialmente "dual purpose", se prodotte e commissionate in altri programmi), a partire dal 2014 si registrano:

  • monitoraggio ambientale-metereologico-climatico e gestione delle emergenze, mediante sensori flessibili ad alta precisione nei piccoli spazi[5]: controllo dell' attuazione dei PAC (Politica Agricola Comune dell'Unione Europea) e agricoltura di precisione, supporto alle protezioni civili mondiali in scenari di disastro o calamità, previsioni e analisi (per il servizio dell'Aeronatica Militare, in collaborazione col Dicastero delle Politiche Agricole)[6][7];
  • gestione dei satelliti, e gestione dei dati osservati: big data e raccolta di informazioni visive sullo stato del pianeta, tramite reti di mini-satelliti basati su alta risoluzione e frequenza delle immagini[8] [9] [10] [11].

L'attività, nata negli anni '60 in ambito militare, si sarebbe progressivamente estesa ad applicazioni nei settori civili, sviluppando un flusso di "miliardi di gigabyte", ulteriormente integrabile con i big data raccolti da sorgenti informative di terra[12].

Telespazio aderisce ad Eurospace, l'associazione europea dei principali produttori del settore aerospazio, con i quali partecipa ai maggiori programmi della Unione Europea: "Copernicus"[14], e Galileo; EGNOS e il Space Situational Awareness, Government Satellite Communication (GOVSATCOM, per le comunicazioni sicure dei servizi istituzionali). Fino al 2020 lo stanziamento di bilancio per il settore spaziale proposto dalla Commissione Europea, e autorizzato dal Parlamento, ammonta a 12.5 miliardi euro. Per le nuove attività collegate alla difesa, Eurospace in base alle proprie stime chiede alla Commissione di incrementare la cifra a 20 mld per il programma pluriennale per il periodo 2020-2027[15].

Telespazio gestisce il Centro spaziale del Fucino, il più grande teleporto al mondo per usi civili[16] - e tramite Eurospace e partenariati con le agenzie spaziali europee, partecipa a programmi spaziali come: Galileo, di cui dal Fucino ha avuto il compito di gestire le attività di missione, mentre il centro di controllo della costellazione satellitare è gestito da Spaceopal GmbH (con sede a Monaco, partenariato di DLR Gesellschaft für Raumfahrtanwendungen (GFR) mBH e Telespazio[17]), ad Oberpfaffenhofen, vicino a Monaco di Baviera unitamente al centro di Fucino[18].

Nell'ambito del programma europeo Copernicus, Telespazio partecipa alla componente italiana COSMO-SkyMed come del responsabile della realizzazione e fornitura del Segmento di Terra civile e militare, oltre che della infrastruttura di controllo della costellazione[19]). Ha realizzato il terzo satellite Sicral e relativo lanciatore, nell'ambito di una cooperazione con Avio e Thales Alenia Space <<sia nelle telecomunicazioni con Athena-Fidus [satellite militare] lanciato lo scorso anno, iche nell'osservazione della Terracon con i programmi Cosmo-SkyMed, Pleiades e Helios 2>>[20]. Come primo contraente del Ministero della Difesa turco, ha realizzato Göktürk, satellite di osservazione della Terra[21] [22], dotato di un sensore ottico ad alta risoluzione[22] con parziale off-set della produzione in Turchia[22]. Thales Alenia Space è stata il primo produttore di satelliti ad aver costruito un satellite di osservazione ottica ad alta risoluzione per un cliente estero, oltre che ad aver fornito un centro AIT all’estero[22].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Telespazio fu costituita il 18 Ottobre 1961[23] per le comunicazioni tramite satelliti artificiali, grazie all'iniziativa lungimirante della Italcable e della Rai, che permisero all'Italia di non restare esclusa dalla più importante innovazione di settore che andava diffondendosi in Europa. In questo modo, Telespazio fu una delle aziende fondatrici dell'associazione europea Eurospace, formatasi nello stesso anno[24].

In parallelo a questi dati storici, si può prendere brevemente in considerazione il contesto degli avvenimenti di oltreoceano. Nel 1962, Kennedy firmò la legge istitutiva della SATCOM, società statunitense a gestione pubblica ,che collaborava a stretto contatto con le principali aziende private del settore.

Già alla fine degli anni anni '50, il settore delle telecomunicazioni degli Stati Uniti era orientato all'esplorazione dello spazio, e fu questo Paese ad effettuare con successo anche i primi lanci di satelliti per le telecomunicazioni.

Il satellite Telstar fu lanciato il 10 Luglio 1962, e dopo due giorni effettuò la prima trasmissione di segnale radiotelevisivo Fra le due sponde dell'oceano[25]. In Italia il primo satellite per le telecomunicazioni, Sirio, sarà inviato nello spazio soltanto il 29 Agosto 1977[26].

Un memorandum di Leroy C. Tillotson, ingegnere della AT&T e Bell Telephone Laboratories[27] [28], nell'Agosto 1959 specificava i requisiti progettuali del futuro satellite Telstar, mentre un altro documento della BTL delineava i tratti di un satellite che avrebbe utilizzato un tubo ad onda progressiva per generare microonde di elevata potenza in grado di trasmettere a grandi distanze[28] base per lo sviluppo di un sistema di comunicazioni satellitari statunitense[29].

Nel 1962 si susseguirono tre leggi del Congresso statunitense che intendeva giocare un ruolo attivo nello sviluppo delle comunicazioni satellitari: Kerr bill (S. 2650, entrata in vigore l'11 Gennaio 1962), the administration bill (S. 2814, 27 Gennaio 1962), e il Kefauver bill (S. 2890, 26 Febbraio 1962).
Il Kefauver bill era una norma contro i maggiori monopoli esistenti nei settori dell'economia statunitense, e per il settore delle telecomunicazioni vietava alla AT&T di progredire autonomamente ed estendere il proprio monopolio dalle comunicazioni terrestri a quelle satellitari. Il 31 Agosto 1962 Kennedy firmò il Communications Satellite Act che istituiva la Communications Satellite Corporation (Comsat), società a gestione federale di cui il potere pubblico nominò il primo Consiglio di Amministrazione[28]. La società sarebbe stata controllata in eguale misura dalle principali aziende statunitensi già operanti nel settore delle telecomunicazioni terrestri e marittime, e da alcuni investitori privati, allo scopo di servire l'amministrazione federale mediante lo sviluppo di una rete commerciale e internazionale di comunicazioni satellitari[30]. Il perimetro attuale di attività è simile fra le due aziende[31].

Con la legge presidenziale del '62, la NASA diveniva proprietaria dei brevetti depositati da AT&T prima del 1961 in materia di tecnologia satellitare, titolare dei successivi, come dei negoziati con le amministrazione estere, dell'esecuzione dei test e della loro pubblicazione[28].
Il 10 Luglio 1962, AT&T lanciò con successo Telstar, il primo satellite a media altitudine funzionante, ma il Congresso non intese sviluppare questa tecnologia per non creare un nuovo monopolio delle comunicazioni satellitari[28]. Early Bird è il nome del primo satellite lanciato con successo nello spazio da COMSAT, nel Marzo 1965[28].

Costruzione della prima grande antenna nella piana del Fucino dopo la fase sperimentale nel 1966
Antenne paraboliche di Telespazio nel Fucino

Una successiva concessione in esclusiva alla Telespazio dei servizi di telecomunicazioni a mezzo di satelliti artificiali da parte del Ministero, firmata il 12 febbraio 1965, consentì a Telespazio di firmare il 17 febbraio 1965 l'accordo con Intelsat per lo sviluppo commerciale delle comunicazioni via satellite. Il 6 aprile 1965 venne lanciato il primo satellite commerciale per telecomunicazioni, denominato "Early Bird" (poi Intelsat I) con il quale iniziava il 28 giugno 1965 il servizio commerciale di telefonia e televisione tra la stazione di Andover (ME) negli Stati Uniti e le stazioni di Goonhilly (Regno Unito), Pleumeur-Bodou (Francia), Raisting (Germania) e Fucino (Italia). Poiché il satellite ancora non consentiva l'accesso multiplo da parte di più stazioni terrene, le stazioni di Goonhilly, Pleumeur-Bodou e Raisting in Europa operavano nei giorni feriali, una settimana per ciascuno, e la stazione del Fucino, dotata di una piccola antenna parabolica da 9,14 metri di diametro, lavorava nei fine settimana.[senza fonte]

La stazione del Fucino era montata su tre furgoni, quindi trasportabile per l'eventuale necessità di cambiare la dislocazione per evitare interferenze dai ponti radio. La zona prescelta in effetti risultò ottima per la naturale protezione dalle interferenze, essendo la conca del Fucino interamente circondata da montagne, tanto che oggi la stazione del Fucino è tra le più grandi stazione al mondo per telecomunicazioni e servizi spaziali, con le sue 170 antenne[senza fonte].

La prima stazione sperimentale del Fucino, progettata con apparati quasi esclusivamente della industria italiana, ebbe l'opportunità di una esperienza operativa che le consentì di affermarsi sul mercato mondiale di questa nuova tecnologia.[senza fonte]

I furgoni della stazione trasportabile sono oggi ospitati in un piccolo museo del Fucino, accanto a una parte del relitto della nave "Elettra" di Guglielmo Marconi.

Il 17 agosto 1967 entrava in servizio sull'area atlantica la prima grande antenna con diametro di circa 30 metri alla stazione del Fucino. L'altra antenna del primo periodo sperimentale, con una parabola di diametro aumentato, veniva offerta all'Intelsat per i primi servizi di telemetria e telecomando sui satelliti dell'organizzazione. Il relativo contratto veniva firmato il 2 aprile 1968. Molti altri contratti sarebbero seguiti negli anni successivi, anche per altri enti nazionali e internazionali (ESA, ASI, Eutelsat, Inmarsat, ecc.).[senza fonte]

Anni settanta e ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974, con la firma di un memorandum d'intesa con la NASA, entrò nel settore dei servizi di osservazione della Terra per la ricezione dei dati dai satelliti Landsat e, nel 1975, venne attivato un impianto dedicato presso la stazione del Fucino. Contemporaneamente vennero firmati contratti con il CNR per la gestione del programma del satellite italiano sperimentale SIRIO per misure di propagazione sulle alte frequenze, cui seguirà, nel 1980, un altro contratto con il CNR per gli studi preliminari sul satellite italiano preoperativo Italsat. Molti altri contratti vennero firmati con vari organismi nazionali e internazionali, in particolare per l'Agenzia Spaziale Europea, fino alla partecipazione alla fase di definizione del programma europeo di navigazione satellitare Galileo.[senza fonte] Dopo la costituzione di Intelsat, vennero create altre due organizzazioni internazionali per le telecomunicazioni via satellite: l'Eutelsat, il 30 giugno 1977, per la gestione dei satelliti europei di telecomunicazioni e l'Inmarsat, il 16 luglio 1979, per la gestione dei satelliti di telecomunicazioni marittime e aeronautiche. In ambedue queste organizzazioni la Telespazio ha partecipato fin dall'inizio in qualità di firmatario italiano per gli accordi operativi e con la gestione di impianti dedicati.[senza fonte] Nel 1977 vennero realizzate altre due stazioni in Italia, a Gera Lario (CO) nel 1977 e a Scanzano (PA) nel 1987.[senza fonte] Nel 1985 veniva completata la realizzazione di una stazione per operazioni di geodesia spaziale presso Matera, su incarico del CNR (successivamente Agenzia Spaziale Italiana) che ne affidò anche la gestione.[senza fonte]

Anni novanta e duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991 venne lanciata la prima unità di volo Italsat, satellite italiano destinato a integrarsi nella rete telefonica nazionale e a Telespazio venne affidato il controllo in orbita del satellite e la gestione delle stazioni di traffico per Telecom Italia. Sempre nel 1991 entrò in servizio la prima rete chiusa con piccole antenne per un singolo grande utente: il progetto Argo per comunicazioni d'emergenza con antenne fisse e trasportabili per il Dipartimento della Protezione Civile, concepito e progettato da Telespazio e alla quale sarebbero seguite molte altre reti chiuse per utenti pubblici e privati e gestite da un centro di controllo remoto presso la stazione del Fucino. Nel 2001 tutte le attività legate ai servizi di osservazione della Terra venivano trasferite dalla stazione del Fucino alla stazione di Matera.

Assetto societario[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua costituzione per opera della Italcable e della Rai il 18 ottobre 1961, nel maggio 1963 anche STET entrò a far parte degli azionisti; nel 1964 la Italcable entrava a far parte del gruppo STET, che quindi diventava azionista di maggioranza. Tale assetto restò invariato fino al settembre 1994, quando si concluse l'iter del Piano di riassetto delle telecomunicazioni in virtù del quale le società Italcable e Telespazio confluirono in Telecom Italia, unico concessionario per i servizi di telecomunicazioni in Italia. Nel gennaio 1995 si costituì la Nuova Telespazio SpA per spin-off della Divisione Spazio di Telecom Italia, con capitale sociale suddiviso tra Telecom Italia e STET. Ma, a seguito della fusione tra STET e Telecom Italia dell'aprile 1997, nell'ottobre dello stesso anno la Nuova Telespazio riprendeva la vecchia denominazione sociale Telespazio SpA, con capitale sociale interamente di Telecom Italia. Alla fine del 2002 la Telespazio è passata dal gruppo Telecom Italia al gruppo Finmeccanica.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Avvio e consolidamento: 1957-1975[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 ottobre 1957: lancio del primo satellite artificiale Sputnik 1.
  • 12 agosto 1960: lancio del primo satellite passivo per telecomunicazioni ECHO 1.
  • 18 ottobre 1961: in Italia è costituita la società Telespazio, tra la Italcable, la Rai e l'ASST - Azienda di Stato per i Servizi Telefonici, sotto gli auspici del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni.
  • 11 gennaio 1962: firma del memorandum d'intesa tra Telespazio e NASA per la partecipazione agli esperimenti con i satelliti Telstar e Relay.
  • 10 luglio 1962: lancio del primo satellite attivo per telecomunicazioni Telstar 1.
  • 19 luglio 1962: stipula di una convenzione tra Telespazio e Ministero delle poste e delle telecomunicazioni per la concessione in esclusiva a Telespazio dell'impianto ed esercizio di sistemi sperimentali per telecomunicazioni a mezzo di satelliti artificiali.
  • Luglio 1962: primi collegamenti televisivi intercontinentali tramite satellite Telstar tra Stati Uniti ed Europa.
  • Gennaio 1963: prime ricezioni dal satellite Telstar nella stazione sperimentale del Fucino (AQ).
  • 1º febbraio 1963: negli Stati Uniti viene costituita la COMSAT (Communications Satellite Corporation).
  • 24 maggio 1963: STET, entra a far parte degli azionisti di Telespazio, insieme a Italcable e Rai.
  • 1964: Italcable entra a far parte del gruppo STET, quindi STET diventa azionista di maggioranza di Telespazio.
  • Marzo 1964: prime trasmissioni televisive dal Fucino sul satellite Telstar.
  • 20 agosto 1964: apertura alla firma degli accordi provvisori per la creazione dell'Intelsat (International Telecommunications Satellite Organization).
  • 10-24 agosto 1964: attraverso il satellite SYNCOM 3 della NASA, lanciato il 19 agosto 1964, Telespazio riceve al Fucino le prime trasmissioni sperimentali in diretta TV dei Giochi olimpici di Tokyo.
  • 12 febbraio 1965: concessione in esclusiva a Telespazio dei servizi di telecomunicazioni a mezzo di satelliti artificiali.
  • 17 febbraio 1965: firma dell'accordo speciale Intelsat-Telespazio.
  • 6 aprile 1965: lancio del primo satellite commerciale per telecomunicazioni "Early Bird" (Intelsat 1).
  • 28 giugno 1965: inizio del servizio commerciale tra America settentrionale ed Europa tramite il satellite Intelsat 1, con partecipazione della stazione del Fucino.
  • 17 agosto 1967: entrata in servizio della prima grande antenna da 30 metri al Fucino, sull'area atlantica.
  • 2 aprile 1968: firma del contratto Intelsat-Telespazio per i primi servizi di telemetria e comando sui satelliti Intelsat.
  • 20 luglio 1969: in Europa, la trasmissione in diretta televisiva delle fasi dell'allunaggio fu possibile grazie alle antenne paraboliche del Fucino, all'epoca una delle quattro stazioni europee, con Plemeur Bodou (Francia), Goonhilly (Regno Unito) e Raisting (Germania), in grado di ricevere le trasmissioni via satellite da tutto il mondo.
  • 21 luglio 1969: sbarco sulla Luna.
  • 29 luglio 1969: grazie a una antenna in banda C da 8 metri di diametro, trasportata via nave a Kampala, Telespazio poté trasmettere, per la prima volta in diretta dall'Africa, le immagini via satellite (Intelsat I) della storica visita in Uganda di Papa Paolo VI.
  • 8 luglio 1970: entrata in servizio della seconda grande antenna al Fucino per il servizio sull'area indiana.
  • 12 febbraio 1973: entrata in vigore degli accordi definitivi Intelsat.
  • 9 maggio 1974: firma del memorandum d'intesa NASA-Telespazio per la ricezione dei dati dai satelliti di osservazione della Terra Landsat.
  • 3 ottobre 1974: firma dei contratti CNR-Telespazio per la gestione del programma del satellite italiano sperimentale SIRIO.
  • 1975: Telespazio diventa pienamente operativa nella fornitura dei servizi di osservazione della Terra.

Sviluppo su programmi internazionali: 1975-1994[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 marzo 1977: entrata in servizio del Centro Spaziale del Lario (Gera Lario, CO) in Italia.
  • 30 giugno 1977: è costituita l'Eutelsat per la gestione dei satelliti europei di telecomunicazioni.
  • 23 agosto 1977: Lancio del satellite italiano sperimentale SIRIO.
  • 16 luglio 1979: è costituita l'Inmarsat per la gestione dei satelliti di telecomunicazioni marittime e aeronautiche.
  • 6 dicembre 1980: lancio del primo satellite della generazione Intelsat V, concepita sotto la presidenza del comitato tecnico Intelsat della Telespazio (15 unità lanciate).
  • 30 dicembre 1980: firma del contratto CNR-Telespazio per gli studi preliminari sul satellite italiano operativo Italsat.
  • 1983-1985: Telespazio, su incarico del CNR prima e, successivamente, dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) realizza e gestisce la stazione di Matera per operazioni di geodesia spaziale.
  • 24 marzo 1985: Papa Giovanni Paolo II in visita al Centro Spaziale del Fucino invia un messaggio di pace a tutti i lavoratori del mondo.
  • 1986-1987: Telespazio realizza la stazione per telecomunicazioni spaziali di Scanzano (PA).
  • 15 gennaio 1991: lancio del satellite Italsat F1, con controllo in orbita affidato a Telespazio.
  • 30 maggio 1991: entrata in servizio del progetto Argo, prima rete chiusa con piccole antenne fisse e trasportabili per comunicazioni d'emergenza, per il Dipartimento della Protezione Civile, concepito da Telespazio.
  • 1993: Telespazio entra a far parte del team industriale del programma Iridium di servizi mobili via satellite, con la responsabilità della realizzazione di un secondo centro di controllo della costellazione di satelliti e di vari servizi di ingegneria.
  • 1994: diviene operativo il Centro Spaziale di Matera di Telespazio, dedicato alle attività di osservazione della Terra.

Sviluppo e nuovi assetti proprietari: 1994-2007[modifica | modifica wikitesto]

  • 27-28 settembre 1994: si conclude l'iter, iniziato nel giugno 1994 con il piano di riassetto delle telecomunicazioni, in virtù del quale le società Italcable e Telespazio confluiscono nella Telecom Italia S.p.A., unico concessionario per i servizi di telecomunicazioni in Italia.
  • 9 gennaio 1995: conferimento della Divisione Spazio di Telecom Italia S.p.A. nella Nuova Telespazio S.p.A., con capitale sociale suddiviso tra Telecom Italia e STET.
  • 30 aprile 1996: lancio del satellite scientifico italiano Beppo Sax di cui Telespazio gestisce le operazioni in orbita.
  • 8 agosto 1996: lancio della seconda unità di volo Italsat (Italsat F2).
  • 30 aprile 1997: fusione tra STET e Telecom Italia.
  • Ottobre 1997: la Nuova Telespazio riprende la vecchia denominazione sociale Telespazio S.p.A.
  • 1999: Telespazio costituisce, insieme con le statunitensi Liberty Media, Lockheed Martin Global Telecommunications e TRW, la joint venture Astrolink, per realizzare un sistema globale di telecomunicazioni via satellite a larga banda. Telespazio partecipa alla fase di definizione del programma europeo di navigazione satellitare Galileo.
  • 2002: Telespazio partecipa al programma COSMO-SkyMed per l'osservazione della Terra, finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana, con la responsabilità della realizzazione di tutte le infrastrutture di terra e dello sviluppo e commercializzazione di prodotti e applicazioni innovative.
  • Dicembre 2002: Telespazio passa dal gruppo Telecom Italia al gruppo Finmeccanica.
  • 25 luglio 2003: Telespazio acquisisce il controllo della società tedesca GAF AG, attiva nel settore dei servizi satellitari di Osservazione della Terra.
  • Giugno 2005: Telespazio acquisisce il MARS Center di Napoli, primo centro di ricerca italiano nel campo della fisica dei fluidi e negli esperimenti in microgravità, che svolge esperimenti scientifici a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e per conto delle principali agenzie spaziali mondiali. Nel 2009 la società è incorporata nella divisione Programmi Scientifici di Telespazio, .
  • Aprile 2007: la Commissione europea approva il trasferimento a Thales delle quote di partecipazione detenute da Alcatel nelle joint venture Alcatel Alenia Space (oggi Thales Alenia Space, 67% Thales, 33% Finmeccanica) e Telespazio (67% Finmeccanica, 33% Thales). Nasce così la nuova Space Alliance tra Thales e Finmeccanica.

I nuovi grandi progetti satellitari: 2007-2016[modifica | modifica wikitesto]

  • 7 giugno 2007: lanciato il primo dei quattro satelliti della costellazione COSMO-SkyMed, sistema duale italiano per l'osservazione della Terra, nato da un accordo tra ASI e Ministero della difesa. Telespazio realizza il segmento di terra del sistema e gestisce la messa in orbita dei satelliti. e-GEOS, società costituita da Telespazio (80%) e ASI (20%), commercializza in tutto il mondo i dati COSMO-SkyMed.
  • 27 settembre 2007: presso il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio è posta la prima pietra del Centro di Controllo Galileo. La nuova infrastruttura ospita uno dei due centri di controllo della Costellazione e della Missione Galileo.
  • 31 ottobre 2007: Telespazio acquista dall'Agenzia France Press l'85% di Fileas, operatore di servizi per le telecomunicazioni via satellite.
  • 2 aprile 2008: Telespazio acquisisce il 100% della società spagnola Aurensis S.L., specializzata in tecnologie applicate al territorio e nei servizi di osservazione della Terra. Nel settembre dello stesso anno Telespazio acquisisce il 40% della società francese Novacom Services S.A, specializzata in servizi di navigazione e localizzazione.
  • 27 aprile 2008: lanciato GIOVE-B, il secondo satellite sperimentale della costellazione Galileo. Il Centro Spaziale del Fucino gestisce le operazioni per la messa in orbita e il controllo del satellite.
  • 29 ottobre 2008: Telespazio firma un accordo con la società statunitense GeoEye Inc. per commercializzare in Europa e Nord Africa le immagini del satellite GeoEye-1, acquisendo così i diritti di distribuzione delle immagini satellitari a più elevata risoluzione attualmente disponibili per uso commerciale.
  • 29 dicembre 2008: Telespazio firma un accordo quadro con DRS Technologies, azienda statunitense acquisita da Finmeccanica nell'ottobre 2008, per fornire servizi di telecomunicazioni attraverso i satelliti italiani SICRAL e il proprio teleporto del Fucino.
  • 20 aprile 2009: lanciato SICRAL 1B, il secondo satellite per telecomunicazioni sicure della Difesa italiana. Telespazio realizza il segmento di Terra del sistema ed è responsabile dei servizi di lancio, posizionamento e collaudo in orbita del satellite. Avendo partecipato al finanziamento del programma, Telespazio commercializza parte della capacità trasmissiva di SICRAL 1B.
  • 16 luglio 2009: Telespazio, in qualità di prime contractor, si aggiudica il contratto per la realizzazione, insieme a Thales Alenia Space, del sistema satellitare Göktürk per il Ministero della Difesa turco.
  • 25 ottobre 2010: Spaceopal, la società costituita pariteticamente da Telespazio e DLR GfR (azienda dell'Agenzia Spaziale tedesca), firma con l'ESA il contratto relativo alle Operazioni per la piena capacità operativa del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo.
  • 20 dicembre 2010: inaugurato presso il Centro Spaziale del Fucino il Centro di Controllo Galileo, un'infrastruttura di cinquemila metri quadrati che gestisce i satelliti e il segnale del sistema di navigazione satellitare europeo.[32]
  • 1º gennaio 2011: Telespazio acquisisce le attività spaziali di due aziende del Gruppo Finmeccanica: la britannica VEGA e la genovese Elsag Datamat.
  • Ottobre 2011: Telespazio festeggia i 50 anni di attività con una mostra al museo dell'Ara Pacis di Roma dal titolo "Telespazio - 50 Anni di Storia Spaziale"[33] e un volume celebrativo “Dallo Spazio alla Terra – Una storia di uomini e tecnologie” edito da Mondadori.
  • 21 ottobre 2011: lanciati i primi due satelliti operativi Galileo. Telespazio, attraverso Spaceopal, interviene significativamente durante tutte le fasi della vita operativa del sistema.
  • 5 maggio 2014: Telespazio conferma la missione della sede di Napoli quale centro per lo sviluppo e la gestione dei programmi scientifici.
  • 3 novembre 2014: Telespazio comunica la decisione di chiudere la sede di Napoli e di voler trasferire tutti i lavoratori presso la sede di Roma. Le proteste dei dipendenti della sede di Napoli proseguono a lungo, anche coinvolgendo le autorità, per evitare la chiusura della sede di Napoli.[34]
  • dicembre 2015: la missione Sentinel-1 sarà gestita da Telespazio per l'ESA fino al 2020.[35]
  • 6 giugno 2016: Telespazio gestirà fino al 2020 il servizio Trimaran2, il sistema di sorveglianza, elaborazione di immagini e telecomunicazioni della Marina militare francese.[36]

Società controllate e partecipate[modifica | modifica wikitesto]

Telespazio opera:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amministratore delegato, Luigi Pasquali, su telespazio.com. URL consultato il 15 maggio 2015.
  2. ^ a b Scheda sul sito dell'AIAD, su Federzione Industrie Difesa, Aerospazio, Sicurezza. URL consultato il 15 maggio 2018.
  3. ^ Telespazio -, in ANSA.it, 9 luglio 2015. URL consultato il 5 aprile 2018.
  4. ^ Telespazio, al timone Luigi Pasquali, su corrierecomunicazioni.it, 22 febbraio 2013. URL consultato il 15 maggio 2018.
  5. ^ Copernicus, contratto da 402 milioni Esa-Thales Alenia Space, su corrierecomunicazioni.it, 15 dicembre 2015. URL consultato il 15 maggio 2018.
    «Basati sulla piattaforma Prima, sviluppata da Thales Alenia Space per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana, i satelliti Copernicus Sentinel 1 C e 1 D avranno un peso al lancio di circa 2.300 Kg e osserveranno il nostro pianeta da un’altezza di 700 Km e con una risoluzione tra i 5 e i 25 metri, a seconda della modalità operativa selezionata.».
  6. ^ Telespazio, Martina visita l’emergency management center, su corrierecomunicazioni.it, 15 maggio 2015. URL consultato il 15 maggio 2018.
    «"A supporto" dell’agricoltura, conclude la nota, il Gruppo Finmeccanica offre tecnologie che spaziano dai sistemi satellitari per l’osservazione della Terra e la geolocalizzazione, a radar e sensori, sistemi per le comunicazione sicure, aerei ed elicotteri per interventi sul territorio, fino ai velivoli a pilotaggio remoto per operazioni di sorveglianza, identificazione e intelligence.».
  7. ^ A Telespazio la gara per i due nuovi satelliti Meteosat, su corrierecomunicazioni.it, 13 gennaio 2016. URL consultato il 15 maggio 2018.
  8. ^ Comincia l'era dei minisatelliti, su ANSA, 21 giugno 2017. URL consultato il 16 maggio 2018.
    «L'obiettivo è permettere alle industrie italiane di sviluppare tecnologie nazionali per satelliti del peso di circa 150 chilogrammi.».
  9. ^ A. Lo Campo, Una costellazione di satelliti per la geo-informazione, su lastampa, 14Marzo 2018. URL consultato il 16 maggio 2018.
    «Parte il progetto di Blacksky con la partecipazione di aziende italiane».
  10. ^ ‎Thales Alenia Space, Telespazio e Spaceflight Industries finalizzano l'accordo per produrre mini-satelliti su larga scala e fornire servizi geospaziali innovativi, su Telespazio, 13 marzo 2018. URL consultato il 16 maggio 2018.
    «Le società lanceranno la costellazione BlackSky ad alta frequenza di rivisitazione.».
  11. ^ L. Benacchio, I Big data arrivano dall’alto dei cieli, su nova.sole24ore.it, 18 marzo 2018. URL consultato il 15 maggio 2018.
    «secondo aspetto, la gestione dei dati, tramite invece Telespazio, è il vero fine dell’operazione. [..] può inviare immagini della stessa area della crosta terrestre con una frequenza impressionante.[,..] Ora può invece servire a soddisfare tante diverse richieste di informazione. È uno dei punti chiave per capire la Space Economy. Leonardo con questo passo fa il salto: “La nostra strategia è nella direzione di divenire global data operator nella geoinformation e questo passaggio è in questa direzione“.».
  12. ^ L. Bennacchio, «I dati spaziali sono sempre più utili», su sole24ore, 10 agosto 2017. URL consultato il 15 maggio 2018.
  13. ^ Thales Alenia Space missione Asia: realizzerà il primo satellite del Bangladesh, su corrierecomunicazioni.it, 11 novembre 2015. URL consultato il 15 maggio 2018.
  14. ^ Lanciato il satellite Sentinel-3A: osserverà la Terra per l’Esa, su corrierecomunicazioni.it, 17 febbraio 2016. URL consultato il 15 maggio 2018.
    «Sentinel-3A fornirà la copertura sistematica di tutta la terra e delle aree oceaniche. Il satellite aiuterà a monitorare gli oceani, a gestire l’industria ittica, l’agricoltura, la selvicoltura, la biodiversità, le risorse idriche, la salute pubblica, la produzione di cibo e la nostra sicurezza, nonché a monitorare, in modo puntuale, anche i cambiamenti dei livelli del mare e lo scioglimento dei ghiacci del Mar Artico.».
  15. ^ Pasquali (Telespazio): "dopo il 2020 servono almeno 20 miliardi di investimenti UE nel settore spaziale", su eunews.it, 23 gennaio 2018. URL consultato il 15Maggio 2018.
  16. ^ Telespazio, Ansa. URL consultato il 12 aprile 2018.
  17. ^ Spaceopal, su Telespazio. URL consultato il 15 maggio 2018.
  18. ^ (EN) DLR Oberpfaffenhofen (GCC Galileo Control Center), su sbp.de, Oberpfaffenhofen, 2008. URL consultato il 15 maggio 2018.
    «All external walls, cores and canopies are constructed as jointless exposed concrete structures. Thermal separation of the lounges is ensured by insulation from the inside. Three elliptical exposed concrete towers, standing at a slight incline, were placed in the public foyer.».
  19. ^ COSMO-SkyMed, Sistema duale per l'osservazione della Terra, su Agenzia Spaziale Italiana. URL consultato il 15 maggio 2018.
  20. ^ Lanciato il satellite per la Difesa Sicral 2, su ANSA, 26 aprile 2015. URL consultato il 15 maggio 2018.
  21. ^ Progetto Gokturk (PDF), su thalesgroup.com.
  22. ^ a b c d orbiter.it, 7 maggio 2015, https://orbiter.it/cms/tecnologia-italiana-per-satellite-turco/. URL consultato il 15 maggio 2018.
  23. ^ Telespazio festeggia 50 anni di attività, su telespazio.com, Roma, 12 ottobre 2011. URL consultato il 15 maggio 2018.
    «grazie alla lungimiranza del presidente di Italcable, Carlo Enrico Martinato, e dell’amministratore delegato della Rai, Marcello Rodinò di Miglione, la società veniva costituita con l’obiettivo di partecipare alla sperimentazione di nuove forme di telecomunicazioni attraverso i satelliti artificiali.».
  24. ^ (EN) Eurospace, Overview, su eurospace.org. URL consultato il 15 maggio 2018.
    «Ever since, Eurospace has counted the membership of the major industrial space companies in Europe under the chairmanship of charismatic industry leaders such as Mr Vallerani (President of Alenia Spazio until 1998).».
  25. ^ July 12, 1962: The Day Information Went Global, su nasa.gov, 9 luglio 2012. (archiviato il 12 luglio 2012).
    «Telstar was launched by NASA on July 10, 1962, from Cape Canaveral, Fla., and was the first privately sponsored space-faring mission. Two days later, it relayed the world's first transatlantic television signal, from Andover Earth Station, Maine, to the Pleumeur-Bodou Telecom Center, Brittany, France.».
  26. ^ 40 anni fa l'Italia lanciava il primo satellite per le telecomunicazioni, su ANSA, 28 agosto 2017. URL consultato il 15 maggio 2018 (archiviato il 25 agosto 2017).
    «Il 26 agosto 1977 l'Italia lanciava il suo primo satellite per le telecomunicazioni, Sirio. Il lancio avvenne dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral, in Florida, con un razzo Delta».
  27. ^ (EN) NASA SP., Aeronatics, su google books, 1962. URL consultato il 15 maggio 2018.
  28. ^ a b c d e f (EN) David J. Whalen, 9: Billion Dollar Technology: A Short Historical Overview of the Origins of Communications Satellite Technology, 1945-1965, su The Origins of Satellite Communications, 1945-1965, nasa.gov, 2002. URL consultato il 15 maggio 2018.
    «AT&T also suffered from the restrictions placed on it as a prerequisite for participating in the communications satellite program. NASA had rights, including licensing rights, to all AT&T communications satellite inventions after May 1961. NASA, not AT&T, would undertake all negotiations with foreign government telecommunications administrations. NASA would coordinate all tests and all publicity. AT&T found none of these restrictions acceptable, but the firm was more interested in building satellites and ground stations than in debating terms.».
  29. ^ (EN) Leroy C. Tillotson (B.S.E.E. nel 1938 all' University dell' Idaho, M.S.E.E. nel 1940 all'Università del Missouri, A Model of a Domestic Satellite Communication System, prima, 1968, DOI:10.1002/j.1538-7305.1968.tb01078.x.
  30. ^ The Rise of Cable Programming in the United States: Revolution or Evolution?, Università del Texas, 2003.
  31. ^ (EN) COMSAT, about us, su COMSAT. URL consultato il 15 maggio 2018.
    «a full portfolio of fixed satellite solutions (C-Band, Ku-Band, Ka-Band, X-Band and UHF), mobile satellite solutions (Inmarsat, Thuraya and Iridium) and teleport services to aeronautical, land-mobile and maritime users in multiple markets, including U.S. government and military, global governments and commercial maritime».
  32. ^ http://www.asi.it/it/news/galileo-inaugurato-il-centro-di-controllo Costituzione del Centro di Controllo Galileo.
  33. ^ http://en.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/telespazio_50_anni_di_storia_spaziale
  34. ^ http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/economia/15_giugno_24/chiude-telespazio-de-magistris-scrive-renzi-sede-napoli-resti-1f3384a0-1a6e-11e5-92ab-bb1b9575bc61.shtml
  35. ^ http://www.milanofinanza.it/news/finmeccanica-finale-d-anno-con-un-nuovo-contratto-per-telespazio-201512301247273388
  36. ^ http://www.askanews.it/altre-sezioni/scienza-e-innovazione/telespazio-france-ads-per-sorveglianza-navale-marina-francese_711828150.htm

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