Serie A1 (hockey su pista)

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Serie A1
SportRoller hockey pictogram.svg Hockey su pista
TipoClub
FederazioneFISR
PaeseItalia Italia
Cadenzaannuale
Aperturaottobre
Chiusuramaggio
Partecipanti14
Formulagirone all'italiana con play-off
Retrocessione inSerie A2
Sito Internetfisr.it
Storia
FondazioneCampionato italiano (1922-1927)
Divisione Nazionale (1928-1942)
Serie A (1945-1983)
Serie A1 (dal 1983)
Numero edizioni96
DetentoreForte dei Marmi
Record vittorieNovara (32)
Ultima edizioneSerie A1 2018-2019
Scudetto.svg
Trofeo o riconoscimento

La Serie A1 è la massima categoria del campionato italiano di hockey su pista.

L'hockey su pista fece la sua apparizione in Italia nel 1913, più precisamente il 12 dicembre 1913, quando il Club Savini di Milano disputò un incontro in terra elvetica contro la nazionale svizzera; quella fu appunto la prima partita di cui si abbia notizia giocata da una squadra italiana.[1]

Successivamente nel 1922 sorse a Milano la Federazione italiana pattinaggio a rotelle ed come primo presidente fu eletto il conte Alberto Bonacossa. Tra le prime società con una certa struttura tecnica organizzativa è doveroso ricordare il Genova Hockey Club, la Pro Vercelli, il Club Padova, l'Hockey Novara, il Milan, la Triestina, l'Hockey Club Sempione e l'Excelsior Pola di Pola.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I tornei d'anteguerra[modifica | modifica wikitesto]

Il primo campionato nazionale di serie A fu disputato interamente a Milano nel 1922 e vi parteciparono quattro club; il torneo venne vinto dall'Excelsior Pola: la squadra dell'Istria iscrisse così per prima il proprio nome nell'albo d'oro del neonato torneo[2].

I campionati del 1923 e del 1924 vennero vinti dalla squadra milanese dell'Hockey Club Sempione.
Dal campionato successivo venne alla ribalta la Triestina, che fu capace di vincere cinque titoli consecutivi dal 1925 al 1929[3].

Da segnalare che dal 1928 il massimo campionato prese il nome di Divisione Nazionale.

Formazione dell'Hockey Novara anni trenta, vincitore di sei scudetti. In piedi (da sinistra): Zavattaro, Drisaldi, il dirigente Monfrone, Cioccala, Gallina; accosciati: (da sinistra) Grassi e Cestagalli

Nel 1930, a soli sei anni dalla sua fondazione, l'Hockey Novara vinse il suo primo titolo iniziando così il suo primo ciclo di vittorie[3]. Nel 1931 il regolamento allora in vigore (nessun torneo e scudetto a tavolino ai campioni in carica) premiò i novaresi e lo scudetto finì nel loro palmarès[4]. A partire dal campionato del 1932 iniziò un duello sportivo tra l'Hockey Novara (composto, tra gli altri, da Angelo Grassi, Francesco Cestagalli e Fiorenzo Zavattaro) e il Milan Skating Hockey Club che durerà per diversi anni. In questo primo torneo le finali si disputarono a Roma, con nove squadre ai nastri di partenza che si affrontarono in un girone all'italiana. Decisiva ai fini dell'assegnazione del titolo risultò essere l'ultima giornata quando si affrontarono le prime due della classe: Hockey Novara e Milan. Al termine della gara il club novarese (battendo i milanesi per una rete a zero) si aggiudicò il suo terzo titolo consecutivo. Stesso copione anche per il torneo del 1933 ovvero Hockey Novara vittorioso sul Milan con il risultato di 4 a 3. Nel 1934 arrivò il quinto titolo consecutivo che concluse il primo ciclo vincente del club che permise agli azzurri piemontesi di eguagliare il record di cinque titoli consecutivi della Triestina[5]. Nel 1935 il Milan vinse il titolo interrompendo così la supremazia dell'Hockey Novara. Nel 1936 il Novara tornò al successo conquistando il suo sesto titolo a Monza.
Dal campionato del 1937 e fino al 1942 vi fu il ritorno alla vittoria della squadra di Trieste sotto la nuova denominazione di Pubblico Impiego Trieste; da segnalare che nel 1941 con la vittoria del decimo titolo Trieste fu la prima squadra a conquistare la stella d'oro.

L'immediato dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Finita la Seconda guerra mondiale nel 1945 tornò il campionato di Serie A; il torneo fu vinto ancora una volta dalla Triestina che intanto aveva riassunto la sua denominazione originale. Nel 1946 il campionato, dopo una fase preliminare con tre gironi eliminatori, ebbe il suo apice a Novara dove si affrontarono, oltre alla squadra di casa, la Corniglianese Genova, la Triestina, il Milan, l'Edera Trieste e l'Assi Firenze. I piemontesi dopo aver vinto contro la capolista Corniglianese passarono al comando e battendo poi la Triestina per 1-0 riuscirono a vincere il campionato. Il campionato del 1947 vide tra le squadre partecipanti le finaliste dell'anno precedente più il neo-promosso Mirabello Monza. Alla fine l'Hockey Novara ebbe la meglio con 23 punti sull'Edera Trieste (20 punti) e sull'Hockey Club Monza (19 punti). Nel 1948 il titolo andò all'Edera Trieste mentre nel 1949 lo scudetto tornò a cucirsi sulle maglie del Novara.

Anni 1950[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del girone unico e il dualismo Monza-Triestina (1950-1956)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950 il torneo venne riformato e venne creato un girone unico all'italiana tra 8 squadre partecipanti; la prima classificata veniva proclamata campione d'Italia mentre l'ultima veniva retrocessa in serie B. Il torneo era disputato di solito da maggio/giugno fino a settembre in quanto le partite erano disputate all'aperto.

Formazione dell'Hockey Novara del secondo dopoguerra. Da sinistra Ghione, Prandi, Nanotti, Grassi, Gallarini, Monfrinotti e Panagini.

L'edizione del 1950 iniziò il 18 giugno e si concluse il 17 settembre; al termine del girone di andata la classifica vedeva il Monza al primo posto con 12 punti e a seguire il Novara con 11. Il sorpasso del Novara si concretizzò alla decima giornata; i piemontesi vinsero per 4 a 2 contro la Triestina mentre i biancorossi brianzoli persero per 8 a 4 contro l'Edera. La certezza matematica dello scudetto per gli azzurri arrivò alla tredicesima giornata; battendo il Mirabello per 12 a 0 e sfruttando la concomitante sconfitta del Monza a Trieste il Novara si aggiudicò il decimo scudetto della sua storia; con tale vittoria la squadra si fregia della stella d'oro. Il DLF Trieste fu la prima squadra a retrocedere in serie B.

Ferruccio Panagini, capocannoniere del torneo per sei volte.

L'edizione successiva vide la prima vittoria del Monza; alla nona giornata vincendo lo scontro diretto contro i giuliani giocato a Monza il club brianzolo restò solo in testa al campionato. La certezza matematica del titolo arrivò alla penultima giornata quando il Monza pareggiando l'incontro contro l'Edera Trieste mantenne 3 punti di vantaggio sulla Triestina. La Serie A 1952 fu caratterizzata dall'alternanza in testa alla classifica delle squadre di Monza, di Novara e della Triestina. Alla fine del girone d'andata si ritrovò in testa al torneo il Novara che però successivamente incappò in tre sconfitte consecutive lasciando spazio ai brianzoli e ai friulani. All'ultima giornata il Monza aveva un punto di vantaggio sulla Triestina ma venne sconfitto dal retrocesso DLF Trieste e grazie alla concomitante vittoria la Triestina si laureò per la tredicesima volta nella sua storia campione d'Italia. Anche il campionato successivo fu dominato come di consueto dal Monza, dal Novara e dalla Triestina. Fu il Monza con dieci vittorie e due pareggi (conquistati contro la Triestina) che sbaragliò le altre squadre non conoscendo alcuna sconfitta. All'ultima giornata i monzesi vinsero la gara contro il Pirelli e si laurearono per la seconda volta nella sua storia campione d'Italia. Il torneo del 1954 fu dominato dalla Triestina. La squadra giuliana prese la testa della classifica già alla seconda giornata per non lasciarla più chiudendo il torneo con tre punti di vantaggio sui rivali del Monza secondo in classifica e ben sette sul Pirelli terzo laureandosi per la quattordicesima volta nella sua storia campione. Anche la stagione successiva fu dominata dalla Triestina. Gli alabardati presero la testa della classifica già alla terza giornata chiudendo il torneo con un punto di vantaggio sulla sorprendente Amatori Modena seconda in classifica e con due punti sul Monza; il Novara giunse settimo con soli nove punti e rischiando la retrocessione. Nel 1956 il Monza prese la testa solitaria della classifica alla quinta giornata di andata e riuscì a terminare il torneo in testa laureandosi così per la terza volta nella sua storia campione d'Italia. Al secondo posto si classificò l'Amatori Modena.

Il primo titolo dell'Amatori Modena e il ritorno del Novara (1957-1959)[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione del 1957 sorrise all'Amatori Modena. Cinque vittorie in altrettante giornate permisero alla squadra gialloblu di raggiungere la vetta solitaria con dieci punti, seguita a ruota dal Novara e dalla sorprendente Lazio a quota otto. Più attardate erano il Monza campione in carica e soprattutto la Triestina che racimolò solo tre punti ed era in piena zona retrocessione. L'Amatori Modena il 31 agosto sconfisse in casa il Monza per 5 a 3 tornando da sola in testa alla classifica che non lascerà più laureandosi per la prima volta nella sua storia campione d'Italia. A retrocedere in serie B fu il CRDA Monfalcone mentre lo spareggio salvezza venne vinto dal Pistoia ai danni del Forza e Costanza. Il campionato successivo vide durante la prima parte del girone di andata il Monza, la Triestina e il Novara marciarono abbastanza compatte in testa alla classifica mentre era attardata l'Amatori Modena campione in carica. Dopo la settima giornata il Pistoia[A 1] diede forfait e si ritirò dal campionato. Al termine della fase di andata il Monza era primo in classifica con 14 punti a seguire il Novara con 13. Nel girone di ritorno invece prevalsero i piemontesi che alla decima giornata si issarono in cima al torneo contenendo il tentativo di ritorno del Monza. Gli azzurri si laurearono in questo modo per l'undicesima volta nella sua storia campione d'Italia, vincendo il torneo dopo sette anni dal precedente del 1950. Il Novara vinse ancora il titolo anche nel campionato successivo Il Monza alla quinta giornata si portò in testa alla classifica seguito dal Novara e dalla Triestina. I brianzoli arrivarono ad avere alla dodicesima giornata ben quattro punti di vantaggio sui piemontesi e sembravano avviati a vincere il titolo. Gli azzurri però non si arresero e nelle ultima quattro giornate recuperarono lo svantaggio grazie alla flessione del Monza che incappò in due sconfitte consecutive seguite da un pareggio; il Novara si laureò così per la dodicesima volta nella sua storia campione d'Italia.

Anni 1960[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo titolo dell'Amatori Modena (1960)[modifica | modifica wikitesto]

Renzo Zaffinetti, vincitore della classifica dei marcatori per cinque volte negli anni '60.

Il campionato del 1960 venne dominato dall'Amatori Modena di Claudio Brezigar. La squadra emiliana prese la testa solitaria del campionato alla sesta giornata e non la lasciò più per tutto il resto della stagione collezionando 15 vittorie, 2 pareggi e 1 sola sconfitta laureandosi per la seconda volta nella sua storia campione d'Italia. Il Monza arrivò ancora una volta secondo a tre lunghezze dal Modena mentre al terzo posto si classificò il Novara campione uscente.

Il nuovo dualismo tra il Monza e la Triestina (1961-1968)[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 1961 al 1968 il torneo visse una seconda fase di dualismo tra il Monza e la Triestina che vinsero tutti gli otto campionati di questo periodo, quattro a testa. Nel 1960 in particolare fu caratterizzato dal duello tra i biancorossi del Monza e i campioni uscenti dell'Amatori Modena. Le due squadre marciarono compatte in testa alla classifica per tutto il girone di andata che terminarono con con sedici punti a testa frutto di otto vittorie e una sola sconfitta per entrambe le compagini; più attardate erano il Novara con dodici e la Triestina con dieci punti. L'equilibrio venne spezzato a favore del Monza tra la dodicesima e la quattordicesima giornata dove i brianzoli riuscirono a issarsi in cima alla graduatoria in solitaria arrivando ad avere anche tre punti di vantaggio sui contendenti. Il Monza riuscì a chiudere il torneo con un punto di vantaggio sull'Amatori Modena ed a conquistare il quarto titolo della propria storia. La stagione seguente vide nelle prime battute il sorprendente Lodi portarsi in testa al torneo; i lombardi erano inseguiti dall'Amatori Modena di Claudio Brezigar e dalla Triestina. Il settimo turno vide il primo avvicendamento in testa alla classifica con i modenesi che sorpassarono il Lodi; il primato dei gialloblu duro tuttavia solo una giornata. Infatti dopo essere stati raggiunti al nono turno passò in testa al campionato la Triestina che infilando dieci vittorie consecutive prese la testa della classifica senza più lasciarla e laureandosi campione d'Italia con un turno di anticipo sulla fine del torneo. Nel 1963 fecero il loro esordio in massima serie il Bassano e il Follonica (con la denominazione Pro Follonica); entrambe le squadre furono fondate nella metà degli anni '50 e rapidamente riuscirono a guadagnare la massima categoria del campionato. I due club, pur tra alterne fortune, sono stati e sono tutt'ora protagonisti nel panorama nazionale hockeystico vincendo svariati scudetti e coppe internazionali. La stagione del 1963 vide svilupparsi un torneo molto equilibrato senza nessuna squadra come dominatrice del campionato. La Triestina si portò in testa al torneo già alla terza giornata ma venne ripresa subito dalle rivali complice la sconfitta patita a Monza contro gli eterni rivali della Candy. Successivamente fu la volta del Monza che prese la testa della classifica in solitaria alla nona giornata e la mantenne per quattro turni; fu la sconfitta patita a Trieste contro la Triestina, che si vendicò della sconfitta della gara di andata, tolse ai brianzoli il primato. Fu proprio la Triestina alla penultima giornata a riportarsi in vetta del torneo vincendo in casa contro il Novara e a riuscire a conquistare il suo diciassettesimo titolo nella trasferta di Roma contro la Lazio.

Fontana storico portiere del Bassano, qui ritratto con la maglia della Nazionale.

Nel 1964 La Triestina si aggiudicò il terzo titolo consecutivo, il diociottesimo complessivo. La partenza sorrise alla squadra alabardata ed ad un ritrovato Novara; i due club infilarono quattro vittorie consecutive nelle prime quattro giornate portandosi in testa alla classifica seguite dall'Amatori Modena; il Monza invece rimase attardato subendo una sconfitta a Genova ad opera della neopromossa Bolzanetese e venendo sconfitto nello scontro diretto con la Triestina alla quarta giornata. Al quinto turno di campionato la squadra guidata da Mario Cergol sconfisse per 4 a 2 il Novara portandosi cosi in testa alla classifica. All'undicesima giornata il vantaggio della Triestina arrivo a quattro punti sull'immediata inseguitrice. Tra la tredicesima e la quattordicesima giornata complici un pareggio e una sconfitta sulla pista di Novara il gruppo di testa si ricompattò con la Triestina sempre in testa ma con un solo punto di vantaggio sui modenesi e due sui piemontesi. Si arrivò all'ultima giornata con i friulani sempre in testa con due lunghezze di vantaggio sul Novara. Grazie al pareggio maturato a Valdagno contro il Marzotto la Triestina conservò un punto di vantaggio sul Novara laureandosi campione d'Italia. Il torneo successivo fu uno dei campionati più combattuti degli ultimi anni e infatti lo scudetto venne assegnato solo all'ultima giornata. La partenza sorrise alle solite compagine quali il Candy Monza, la Triestina, l'Amatori Modena e il Novara. Al sedicesimo turno le quattro squadre erano divise da un punto con la seguente situazione: Monza e Amatori 23, Novara e Triestina 22. Alla Penultima giornata Monza giocava in casa lo scontro diretto con la Triestina mentre Novara ospitava la Pro Follonica e l'Amatori Modena rendeva visita al Lodi. I biancorossi monzesi vinsero l'incontro e complice il pareggio dei modenesi tornarono in solitaria a comandare la classifica inseguiti dal Novara che aveva agevolmente vinto il proprio incontro. All'ultima turno al Monza fu sufficiente vincere contro il DLF Trieste per laurearsi campione d'Italia per la quinta volta nella propria storia. Grazie alla vittoria in campionato il Monza acquisì il diritto di rappresentare l'Italia nella prima edizione della neonata Coppa dei Campioni. La Serie A del 1966 vide il Monza confermarsi campione. La svolta del torneo giunse alla quindicesima quando la Candy vinse sul campo del Novara tornando in testa in solitaria per non lasciarla più laureandosi per la sesta volta, la seconda consecutiva, campione d'Italia. Da segnalare che il Novara vinse la prima edizione della Coppa Italia.

Beniamino Battistella capocannoniere del torneo.

Il campionato del 1967 fu caratterizzato da un equilibrio tra le varie squadre partecipanti; nessun team riuscì ad imporsi in maniera marcata. Fu l'Amatori Modena a prendere la testa della classifica ma fu subito scalzata da tale posizione al turno successivo dai campioni in carica del Monza; anche i brianzoli però persero subito la posizione venendo superati nuovamente dai modenesi e dal sorprendente Breganze. La lotta finale per il titolo arrise ai friulani della Triestina che in questo modo vinsero per la diciannovesima volta il titolo. Questo fu l'ultimo campionato vinto dalla formazione di Trieste, guidata per l'ultima volta in panchina da Mario Cergol, prima di avviarsi a un lento declino[6] che la porterà prima a retrocedere nelle serie inferiori del campionato e poi a cessare le attività. Il torneo del 1968 vide il ritorno al titolo del Monza. Alla quinta tornata il Laverda Breganze si issò in cima alla classifica da sola con nove punti complice la sconfitta rimediata dai brianzoli in quel di Novara. I biancorossi si rifecero al turno successivo quando sulla pista di Pista di via Boccaccio sconfissero proprio i veneti agganciandoli in vetta. Fu solo alla dodicesima giornata che il Monza tornò in testa al torneo in solitaria grazie al pareggio in cui incappò il Novara sulla pista del Bassano. La certezza matematica del titolo per i brianzoli arrivò alla penultima giornata grazie alla vittoria maturata a Trieste contro gli eterni rivali della Triestina per 2 a 1; il Monza vinceva cosi il suo settimo scudetto ed ultimo scudetto. La squadra biancorossa non riuscirà più a vincere il titolo pur continuando a recitare un ruolo di protagonista nel campionato per altri trent'anni.

L'avvento del Novara di Robert Olthoff (1969)[modifica | modifica wikitesto]

Giocatori, dirigenti e tecnici dell'Hockey Novara festeggiano il 13º scudetto del 1969, giunto dopo dieci anni dall'ultimo.

La stagione 1969 fu caratterizzata dal clamoroso ingaggio da parte del Novara, a partire dal girone di ritorno, del forte esterno della nazionale olandese Robert Olthoff; Olthoff dopo aver conquistato cinque titoli con il Residentie, nel 1969 passò appunto al Novara grazie al lavoro del presidente Santino Tarantola e al tecnico Ferruccio Panagini[7]. Il giocatore fu il primo straniero del campionato italiano di hockey pista. Il torneo vide l'inizio dell'egemonia del Novara. Il club piemontese riuscirà nell'impresa di vincere sette titoli consecutivi (record ancora imbattuto) e quattro coppe italia e raggiungendo per due volte la finale della Coppa dei Campioni senza riuscire tuttavia a portare il trofeo in Italia. La squadra che cercò di resistere ai novaresi nel stagione del 1969 fu il Laverda Breganze che tra la quinta e la sesta giornata si portò in testa al torneo in solitaria; la sconfitta però subita in piemonte spianò la strada agli azzurri di Novara che infilando tredici vittorie di fila vinsero il loro tredicesimo scudetto centrato a due giornate dalla conclusione del campionato.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un periodo di anonimato l'Hockey Novara tornò competitivo: ingaggiò il primo straniero del campionato italiano (l'olandese Robert Olthoff[8]). Olthoff esordì durante il girone di ritorno del campionato 1969 e con le sue reti contribuì alla conquista del primo scudetto di questo nuovo ciclo dei piemontesi. Dal 1969 al 1975 Novara vinse per sette volte consecutive (record ancora imbattuto) il titolo nazionale e nel 1977 raggiunse quota 20 in fatto di scudetti e, siccome a quell'epoca nessuna squadra italiana in nessuna disciplina sportiva aveva raggiunto tale cifra (la Juventus nel calcio conquistò il 17º scudetto[9], la Pro Recco nella pallanuoto era ferma a 14[10], mentre l'Olimpia Milano nella pallacanestro era ferma a 19[11]), il club novarese fu il primo in Italia a cucirsi sulle maglie le due stelle.
Sul finire del decennio Breganze e Trissino pongono fine al dominio dei novaresi.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni '80 videro la disputa del primo campionato su due anni: nel 1979-1980 la vittoria finale arrise per la prima volta ad una squadra del sud e cioè al club pugliese dell'AFP Giovinazzo. Dopo i due campionati vinti dall'Amatori Lodi (nel 1980-81) e da Reggio Emilia l'anno dopo iniziò il ciclo vincente dell'Amatori Vercelli capace di vincere tre scudetti in quattro stagioni.

Da segnalare che dalla stagione 1983-84 il massimo campionato prese il nome di Serie A1.

Dal torneo 1986-1987 venne alla ribalta la rivalità tra Novara vincitore di altri due titoli ed il ritorno allo scudetto della città di Monza con il Roller Monza.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni novanta videro l'egemonia dei club brianzoli del Roller Monza campione nel 1989-1990 e nel 1991-1992 e del Seregno campione nel 1990-1991.
Dalla stagione 1992-1993 alla stagione 2001-2002 vi sarà un dominio del solito Novara capace di vincere 10 degli 11 titoli di quel periodo; l'unico campionato che sfuggì ai piemontesi fu l'edizione del 1995-1996 vinta dal Roller Monza, l'ultimo titolo prima di sciogliersi.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Le vittorie di Prato e Bassano[modifica | modifica wikitesto]

La Serie A1 2002-2003 vide la vittoria della squadra di Prato che si impose in finale dei play off scudetto contro Bassano. Questa fu la prima vittoria di una squadra proveniente dalla Toscana. La stagione successiva vide in finale dei play off scudetto ancora le due squadra ma stavolta furono i veneti a conquistare il loro primo titolo dopo quattro finali perse.

Il Follonica degli "immarcabili"[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004-2005 al 2007-2008 il torneo fu dominato dal Follonica capace di vincere quattro scudetti consecutivi con la squadra che dalla stampa venne ribattezzata degli "immarcabili"[12]. Oltre agli scudetti il team fu capace di vincere per cinque volte la coppa Italia, tre supercoppe italiane, una Coppa CERS e, per la prima volta per una squadra italiana, una CERH European League.

Nel 2008-2009 il ciclo degli "immarcabili" per problemi finanziari termina, ed a vincere il torneo torna la squadra del Bassano. Da segnalare che alla fine della stagione 2008-2009 per il mancato rispetto degli obblighi relativi all'attività giovanile venne retrocessa in serie A2 la gloriosa squadra del Novara.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nel secondo decennio del nuovo millennio vengono alla ribalta l'Hockey Valdagno 1938 vincitore di tre campionati (2009-2010, 2011-2012 e 2012-2013), il Viareggio campione nel 2010-2011 e il Forte dei Marmi che ha trionfato nel 2013-2014, nel 2014-2015 e nel 2015-2016. Nel 2016-2017, dopo 36 anni dal primo titolo, torna a vincere il campionato l'Amatori Lodi; i giallorossi lombardi replicano la vittoria l'anno successivo.

La Lega Nazionale Hockey[modifica | modifica wikitesto]

Serie A1 e Serie A2 è la ridenominazione dei vecchi campionati di Serie A e Serie B, entrambi a girone unico, trasformazione avvenuta con la nascita della Lega Nazionale Hockey Pista, libera associazione delle società iscritte ai campionati italiani di hockey di Serie A e Serie B, in data (domenica) 18 aprile 1982 presso il Parco Hotel di Villasanta[13].

La sede provvisoria fu posta presso la segreteria del Roller Monza in via Borsa 39 a Monza. All'inizio della stagione sportiva 1983-1984 la sede si trasferì in via Buonarroti 96 e dalla stagione 1985-1986 in via Ugolini 6, sempre a Monza.

A partire dalla stagione 1987-1988 è stata trasferita in via Ponte Seveso 19 a Milano, dove tuttora si trova la sede operativa.

All'inizio della stagione sportiva 2003-2004, avendo acquisito dalla FIHP la competenza per l'organizzazione dei campionati di hockey in-line, si trasforma in Lega Nazionale Hockey.

Formula[modifica | modifica wikitesto]

Al campionato prendono parte 14 squadre.

Stagione regolare[modifica | modifica wikitesto]

La prima fase (stagione regolare) si svolge secondo la formula del girone all'italiana: ogni formazione affronta tutte le altre due volte, una presso la propria pista (partita in casa), una presso la pista avversa (partita in trasferta). Vengono assegnati tre punti alla squadra che vince una partita, un punto a ciascuna squadra in caso di pareggio e zero alla squadra sconfitta.

La classifica viene stilata in base ai punti conseguiti complessivamente; in caso di parità tra due o più squadre, le posizioni in graduatoria vengono determinate prendendo in considerazione i seguenti criteri discriminanti, elencati in ordine di importanza[14]:

  1. punti conseguiti negli scontri diretti;
  2. differenza reti negli scontri diretti;
  3. differenza reti complessiva;
  4. numero di reti segnate complessivamente.

Le squadre che occupano la 13ª e la 14ª posizione della classifica al termine della stagione regolare retrocedono direttamente in Serie A2.

Play-off scudetto[modifica | modifica wikitesto]

Le prime otto classificate della stagione regolare disputano i play-off scudetto con la formula dell'eliminazione diretta (quarti al meglio delle tre partite; semifinali e finale al meglio delle cinque). La società vincitrice dei play-off conquista il titolo di squadra campione d'Italia.

Qualificazioni alle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: CERH European League § Criteri di qualificazione.

In base ai regolamenti delle competizioni hockeistiche europee, sono qualificate di diritto all'Eurolega tre squadre provenienti dal campionato italiano[15]:

  • la formazione detentrice dell'Eurolega, qualora sia una società italiana;
  • la squadra campione d'Italia;
  • la finalista perdente dei play-off scudetto.

Nel caso in cui il club detentore dell'Eurolega non sia italiano, oppure coincida con una delle due finaliste dei play-off, il diritto di partecipazione viene assegnato al sodalizio vincitore della Coppa Italia; nel caso in cui quest'ultimo coincida con una delle due finaliste dei play-off, viene ammessa la migliore squadra classificata nella stagione regolare, selezionata tra le formazioni che non siano già qualificate all'Eurolega in virtù dei criteri precedenti[15].

Tra le società non ammesse all'Eurolega, le migliori cinque della stagione regolare sono qualificate alla Coppa WSE[15].

Albo d'oro e statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Statistiche della Serie A1 di hockey su pista.
Edizione Vincitore
1922 Excelsior Pola
1923 Sempione
1924 Sempione
1925 Triestina
1926 Triestina
1927 Triestina
1928 Triestina
1929 Triestina
1930 Novara
1931 Novara
1932 Novara
1933 Novara
1934 Novara
1935 Milan
1936 Novara
1937 Pubblico Impiego
1938 Pubblico Impiego
1939 Pubblico Impiego
1940 Pubblico Impiego
1941 Pubblico Impiego
1942 Pubblico Impiego
1943-1944 Edizioni non disputate
1945 Triestina
1946 Novara
1947 Novara
1948 Edera Trieste
1949 Novara
1950 Novara
1951 Monza
1952 Triestina
1953 Monza
1954 Triestina
1955 Triestina
1956 Monza
1957 Amatori Modena
1958 Novara
1959 Novara
1960 Amatori Modena
1961 Monza
1962 Triestina
1963 Triestina
1964 Triestina
1965 Monza
1966 Monza
1967 Triestina
1968 Monza
1969 Novara
1970 Novara
1971 Novara
Edizione Vincitore
1972 Novara
1973 Novara
1974 Novara
1975 Novara
1976 Laverda Breganze
1977 Novara
1978 Trissino
1979 Laverda Breganze
1979-1980 AFP Giovinazzo
1980-1981 Amatori Lodi
1981-1982 Reggiana
1982-1983 Amatori Vercelli
1983-1984 Amatori Vercelli
1984-1985 Novara
1985-1986 Amatori Vercelli
1986-1987 Novara
1987-1988 Novara
1988-1989 Roller Monza
1989-1990 Roller Monza
1990-1991 Seregno
1991-1992 Roller Monza
1992-1993 Novara
1993-1994 Novara
1994-1995 Novara
1995-1996 Roller Monza
1996-1997 Novara
1997-1998 Novara
1998-1999 Novara
1999-2000 Novara
2000-2001 Novara
2001-2002 Novara
2002-2003 Primavera Prato
2003-2004 Bassano 54
2004-2005 Follonica
2005-2006 Follonica
2006-2007 Follonica
2007-2008 Follonica
2008-2009 Bassano 54
2009-2010 Marzotto Valdagno
2010-2011 CGC Viareggio
2011-2012 Marzotto Valdagno
2012-2013 Marzotto Valdagno
2013-2014 Forte dei Marmi
2014-2015 Forte dei Marmi
2015-2016 Forte dei Marmi
2016-2017 Amatori Lodi
2017-2018 Amatori Lodi
2018-2019 Forte dei Marmi

Riepilogo vittorie per squadra[modifica | modifica wikitesto]

Titoli Club Edizioni vinte
32 Novara 1930, 1931, 1932, 1933, 1934, 1936, 1946, 1947, 1949, 1950 Star*.svg, 1958, 1959, 1969, 1970, 1971, 1972, 1973, 1974, 1975, 1977 Star*.svg Star*.svg, 1984-1985, 1986-1987, 1987-1988, 1992-1993, 1993-1994, 1994-1995, 1996-1997, 1997-1998, 1998-1999, 1999-2000 Star*.svg Star*.svg Star*.svg, 2000-2001, 2001-2002
19 Triestina / Pubblico Impiego 1925, 1926, 1927, 1928, 1929, 1937, 1938, 1939, 1940, 1941 Star*.svg, 1942, 1945, 1952, 1954, 1955, 1962, 1963, 1964, 1967
7 Monza 1951, 1953, 1956, 1961, 1965, 1966, 1968
4 Roller Monza 1988-1989, 1989-1990, 1991-1992, 1995-1996
4 Follonica 2004-2005, 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008
4 Forte dei Marmi 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2018-2019
3 Amatori Vercelli 1982-1983, 1983-1984, 1985-1986
3 Marzotto Valdagno 2009-2010, 2011-2012, 2012-2013
3 Amatori Lodi 1980-1981, 2016-2017, 2017-2018
2 Sempione 1923, 1924
2 Amatori Modena 1957, 1960
2 Laverda Breganze 1976, 1979
2 UVP Bassano 2003-2004, 2008-2009
1 Excelsior Pola 1922
1 Milan 1935
1 Edera Trieste 1948
1 Trissino 1978
1 AFP Giovinazzo 1979-1980
1 Reggiana 1981-1982
1 Seregno 1990-1991
1 Primavera Prato 2002-2003
1 CGC Viareggio 2010-2011

Riepilogo vittorie per regione[modifica | modifica wikitesto]

Titoli Regione Club vincitori
35 Piemonte Piemonte Novara (32), Amatori Vercelli (3)
21 Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia Triestina (19), Edera Trieste (1), Excelsior Pola[16] (1)
18 Lombardia Lombardia Monza (7), Roller Monza (4), Amatori Lodi (3), Sempione (2), Milan (1), Seregno (1)
10 Toscana Toscana Follonica (4), Forte dei Marmi (4), CGC Viareggio (1), Primavera Prato (1)
8 Veneto Veneto Marzotto Valdagno (3), Laverda Breganze (2), UVP Bassano (2), Trissino (1)
3 Emilia-Romagna Emilia-Romagna Amatori Modena (2), Reggiana (1)
1 Puglia Puglia AFP Giovinazzo (1)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Pistoia si ritirò dal torneo alla settima giornata di andata.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b hockey a rotelle in Italia su treccani.it di Erminio Marcucci.
  2. ^ Il primo campionato italiano Archiviato il 26 febbraio 2015 in Internet Archive..
  3. ^ a b Capra, Tutti i campionati italiani dal 1922 ad oggi pag 77
  4. ^ La storia dei precedenti venti scudetti: il primo è arrivato 55 anni fa, in Corriere di Novara (Novara), giovedì 20 giugno 1985..
  5. ^ Capra, Quaderni novaresi. Lino Grassi la storia dell'hockey. In riferimento al quinto titolo consecutivo p. 41.
  6. ^ Il lento declino della Triestina hockey, su ricerca.gelocal.it.
  7. ^ Olthoff l'olandese volante è tornato a Novara, in La Stampa, 9 agosto 1981. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  8. ^ Quando arrivò Olthoff tutta Novara impazzì, in ok Novara.it. URL consultato il 6 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2011)..
  9. ^ Juve e Toro due squadroni, in La Stampa, 1977. URL consultato il 15 marzo 2013..
  10. ^ Albo d'oro campionato italiano di pallanuoto, in torino81.to.it. URL consultato il 15 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2013)..
  11. ^ Albo d'oro campionato italiano pallacanestro, in legabasket.ita. URL consultato il 15 marzo 2013..
  12. ^ Follonica, finita la leggenda degli Immarcabili - Il Tirreno
  13. ^ Da Il Cittadino di Monza, edizione di giovedì 22 aprile 1982, conservato presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano e la Biblioteca Comunale di Monza che trascrisse l'esito delle votazioni e l'attribuzione delle cariche: presidente Cesare Ariatti dell'Alivar Pavesi Hockey Novara e segretario il geometra Enzo Redaelli dell'Amatori Lodi.
  14. ^ Si applica il primo criterio; in caso di permanenza della parità si applica il secondo, e così via.
  15. ^ a b c La Cerh assegna i posti per le coppe 2012-2013 e la Lega conferma i criteri, hockeypista.it, 13 aprile 2012. URL consultato il 16 aprile 2012.
  16. ^ Nel 1922 Pola faceva parte della Provincia dell'Istria nella Venezia Giulia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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